#Finsubito news – Salvini confermato segretario della Lega: “Basta soldi e armi a Kiev”. C’è il nuovo simbolo


Matteo Salvini è stato confermato segretario della Lega con 465 voti. La votazione dei delegati è arrivata nella seconda giornata del Congresso straordinario della Lega a Milano, che ha visto, oltre all’intervento del vicepremier anche quello del suo rivale per la segreteria Massimo Garavaglia, che ha preso 146 preferenze. All’appello mancano circa 94 voti, finiti tra astenuti, schede bianche e nulle. Abbraccio tra i due dopo l’esito dell’elezione e ringraziamento allo sfidante. Un grazie va anche a Luca Zaia, «che sicuramente darà una mano nei prossimi mesi». Salvini resterà alla guida del partito per 4 anni, fino al 2030.

L’annuncio al congresso della Lega: Salvini riconfermato segretario per la quarta volta


Salvini contro i giornalisti “che sperano che la Lega muoia”

«Oggi pomeriggio comincia un percorso – le parole del segretario dopo la conferma –. Mi porto dietro le considerazioni di questi mesi, ma lo dico con il massimo rispetto. Ci sono giornalisti che evidentemente non dico che siano costretti, ma lavorano in contesti per i quali il racconto della realtà passa in secondo piano rispetto alla speranza dei padroni di questa testata che sperano che la Lega muoia da 40 anni e per i prossimi 40 anni rimarranno con un palmo di naso».

Immediata la replica di del presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Bartoli: «Per il vicepremier Salvini i giornalisti si dividono in servi e amici. Come in Russia, in Cina e in tutti i regimi totalitari. Probabilmente la sua idea di congresso si avvicina a quella della vecchia Unione Sovietica, con i cronisti che si limitano a tessere le lodi del Grande Timoniere o del Grande Capitano». Nella dichiarazione viene anche ribadito che «finché siamo in democrazia il dovere della stampa è anche quello di cercare e offrire ai cittadini notizie che non piacciono a potenti di turno. Se ne faccia una ragione il vice presidente del Consiglio e ritiri gli insulti».

“Non siamo alleati di serie B”

Salvini cerca la pacificazione interna: «Mi porto dietro le considerazioni di questi mesi, a volte un po’ amare. Sia chi ha votato Salvini, sia chi ha votato Garavaglia, chi vince vince e domani il percorso è quello», però chi ha invitato al boicottaggio di Pontida ha tradito il partito: «Mai capitato in 35 anni che sapessi che nelle settimane scorse alcuni dirigenti mandavano WhatsApp dicendo “Non andiamo a Pontida o Milano, noi boicottiamo, perché dobbiamo dare un segnale”. Ma questo non è un segnale a Salvini ma è il tradimento dell’essere leghisti». Poi guarda al governo: «Abbiamo festeggiato il governo più longevo della storia della Repubblica. Non si capirebbe perché il governo più longevo» non debba andare avanti «fino all’ultimo giorno come i cittadini ci chiedono di fare. Siamo leali da quattro anni, siamo una coalizione di amici e di diversi – ha ricordato Salvini –. Abbiamo fatto dei chilometri in alcuni casi verso gli altri. E penso a come viene trattata la Lega dove siamo in maggioranza, non tollererò più che la Lega sia trattata come un alleato di serie B in una regione dove governa al centrodestra. I numeri sono i numeri, chiediamo rispetto».
Il ministro dei Trasporti pensa alle prossime elezioni politiche: «Noi possiamo vincere le elezioni? Sì, come minimo come secondo partito della coalizione. Lo dico con rispetto degli amici di Forza Italia, Meloni tornerà a essere presidente del Consiglio e la Lega Italia federale sarà il secondo partito, come minimo».

La sfida di Garavaglia

Il primo a intervenire tra i due contendenti è stato Garavaglia che nel suo intervento ha evidenziato ciò che di scontento alberga tra le fila della Lega: «Il modo migliore per realizzare un sogno è svegliarsi. L’obiettivo è invertire il trend. I sondaggi danno un’indicazione, dobbiamo crescere. Non basta una misura in legge di bilancio – ha messo in guardia –. Non scaldano cuori i singoli provvedimenti, dobbiamo risvegliare il sogno». Lo sguardo volge verso le origini, con uno sguardo verso il futuro: «Serve una Lega pragmatica e moderna: non è tanto essere di destra e rossi, né neri né rossi ma liberi con Bossi. Ribadiamo: la Lega non è di estrema destra. Nel sociale la Lega è più a sinistra della sinistra e dobbiamo essere orgogliosi».

Le idee sulla squadra di governo del partito sono chiare, senza tralasciare una frecciatina a Salvini per il coinvolgimento di Roberto Vannacci: «Abbiamo provato comprando un giocatore e non ha funzionato. Ma un giocatore è sul mercato e se arriva un’offerta migliore, se ne va. Se invece peschi dal vivaio – osserva Garavaglia –, lì c’è l’attaccamento alla maglia. Bene dobbiamo pescare dal vivaio e abbiamo fuoriclasse che tutti ci invidiano. Se dovessi vincere, io voglio al mio fianco, e davanti a me, questi fuoriclasse: Zaia, Durigon, Giorgetti, ovviamente Matteo Salvini. Noi i fuoriclasse li abbiamo».

Salvini rieletto alla guida della Lega: “Basta miliardi e armi all’Ucraina”


La Lega di Salvini nel discorso pre-elezione

È toccato poi al leader uscente, destinato alla conferma, disegnare la linea del suo operato futuro: «Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina», per poi chiedere alla platea di delegati: «Alzi la mano chi ritiene che io abbia questo mandato». Dopo la guerra russo-ucraina, ecco il tema migranti, altra freccia nell’arco di Salvini: «Questo congresso sancisce che Ius Soli e Ius Scholae non saranno mai approvate da una maggioranza con la Lega al governo». Un colpo viene rifilato anche agli avversari: «Purtroppo non c’è più la sinistra di Berlinguer e Gramsci, siamo passati da Berlinguer a Schlein, dai diritti degli operai ai capricci dei radical chic del centro storico».

Ed ecco la sua idea per il nuovo simbolo: «Serve un simbolo chiaro, riconoscibile perché chi sceglie la Lega lo fa anche per Alberto da Giussano». Il segretario ha poi parlato anche di «una battaglia federale da Nord a Sud, per unire le splendide anime di questo congresso». Il simbolo è bianco con la scritta «Lega» in blu, e «Italia Federale», con Alberto da Giussano stilizzato e giallo.

Inevitabile non parlare della sfida con Futuro Nazionale: «La differenza tra noi e Vannacci? Qualcuno chiacchiera, noi le cose le facciamo, i problemi li risolviamo». Nel suo intervento ha ricordato anche il Senatùr: «Questo è il primo congresso che celebriamo senza Umberto, e se siamo qui è grazie a Umberto». Ha poi chiesto «un applauso in piedi per ringraziare Umberto Bossi e Roberto Maroni per averci accompagnati fino a qua. Se siamo qui oggi è grazie a loro che hanno cominciato quando non c’era nulla». Salvini ha anche accusato i giornalisti di scrivere «ca..ate e li ha lasciati al piano di sotto rispetto alla sale dove si sta svolgendo il congresso.


(agf)


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม