Green Road Award, la Calabria e la sfida del turismo lento


La Calabria può essere un laboratorio perfetto di ricerca del Cicloturismo, anzi, del turismo lento. È così che è stato intitolato il forum che si è svolto all’Agriturismo Costantino di Maida nei giorni scorsi.
Non basta andare in bicicletta per fare turismo lento e non è questione di tempistiche. Il turismo lento è un approccio con il territorio che diventa esperienza per il turista e opportunità per il territorio. Non basta tracciare una ciclovia o tracciare un cammino. Servono servizi, collegamenti, imprese capaci di lavorare insieme, personale preparato e una strategia che permetta di distribuire le presenze durante l’anno. Inevitabile trovarsi di fronte la domanda su quanto si sia disposti a pagare per far crescere questo tipo di turismo. La risposta non è direttamente economica ma riguarda il lavoro da fare.

Il forum “Il futuro del turismo è lento”, è uno spin off itinerante del Green Road Award, l’Oscar Italiano del Cicloturismo. Una giornata di confronto promossa da Calabria Straordinaria, con la conduzione del giornalista Nicola Porro e la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, operatori turistici e protagonisti di esperienze già avviate in altri territori.

La bicicletta è stata il punto di partenza, ma non l’unico argomento. Il confronto ha riguardato il modo in cui una destinazione può organizzare la propria offerta, raggiungere nuovi visitatori e trasformare le presenze turistiche in opportunità economiche per chi vive e lavora sul posto.

La Calabria oltre il turismo balneare

Oltre 800 chilometri di costa fanno della Calabria una meta naturale della stagione estiva, ma l’interno è fatto di parchi, montagne, borghi, cammini, produzioni locali e un patrimonio culturale che può sostenere forme di turismo differenti.

Ecco allora che la Ciclovia dei Parchi della Calabria rappresenta un investimento infrastrutturale che supera la percezione abituale della regione. Il percorso attraversa la dorsale appenninica, dal Pollino verso Reggio Calabria, mettendo in collegamento aree meno frequentate dai flussi turistici tradizionali. Il riconoscimento ottenuto al Green Road Award nel 2021 ha dato visibilità a questo progetto, che è stato valorizzato ancora di più, mostrando come la bicicletta possa diventare uno strumento per far conoscere una parte più ampia della regione allungando anche il periodo turistico.
Ci ha pensato Roberto Cosentino, dirigente generale del Dipartimento Turismo, Cultura e Identità territoriale della Regione Calabria, a parlare proprio di questa scelta: investire sul cicloturismo significa presentare la regione in modo più completo e creare le condizioni per una presenza turistica distribuita su periodi più lunghi. Il tema, però, non si esaurisce nella realizzazione di un percorso. Una ciclovia deve essere raggiungibile, riconoscibile, dotata di informazioni e collegata a servizi che permettano di organizzare un viaggio. Soprattutto, infine, occorre far sapere tutte queste caratteristiche al mondo in maniera facile e immediata.

La sfida delle quattro stagioni riguarda quindi l’intero sistema. Non basta invitare i visitatori a pedalare in autunno o in primavera se poi le strutture ricettive, i trasporti e le attività locali non sono organizzati per accoglierli.

La bicicletta è una rete economica

Il cicloturista non cerca soltanto una strada da percorrere: ha bisogno di informazioni, assistenza, possibilità di noleggiare una bicicletta, trasporto dei bagagli, guide, strutture ricettive adatte e occasioni per conoscere il territorio.

La questione sembra complicarsi ma occorre mettere in ordine le cose. Anzi, in rete. L’intevento di Silvia Livoni, Bike Destination Specialist, ha portato l’esperienza dei bike hub, modelli che mettono in connessione servizi e operatori diversi attorno a una destinazione cicloturistica. L’obiettivo è superare la frammentazione dell’offerta, facendo dialogare alberghi, ristoranti, noleggi, officine, accompagnatori e attività locali. Il bene del sistema diventa un vantaggio per tutti.

È la soluzione che si è già dimostrata ideale per valorizzare e rendere competitive sul mercato turistico anche le zone meno conosciute. Un itinerario può attraversare luoghi di grande interesse, ma se il viaggiatore non trova servizi e informazioni adeguati rischia di rimanere un’infrastruttura utilizzata da pochi. La qualità del prodotto turistico dipende dalla continuità dell’esperienza, dalla partenza all’arrivo, e dalla possibilità di trovare risposte concrete lungo il percorso.

Pierpaolo Romio, fondatore di Girolibero, da questo punto di vista, ha portato l’esempio di un operatore turistico che ha parlato della destinazione non come una somma di paesaggi, ma il risultato di un prodotto organizzato e reso accessibile per ogni tipo pubblico specifico. Collegamenti, pernottamenti, servizi e contenuti devono funzionare insieme.

Il cicloturismo, del resto, non si esaurisce nelle ore trascorse in sella. Il viaggio comprende il cibo, le persone incontrate, le soste nei borghi e le esperienze che permettono di conoscere una comunità. È qui che la spesa del visitatore può coinvolgere attività diverse e produrre ricadute più ampie rispetto a quelle generate dal solo passaggio lungo un itinerario.

Bici e barca: Girolibero

I dati per capire chi arriva e quella parola che spaventa chi non la conosce: IA

Per costruire un’offerta credibile bisogna conoscere il pubblico a cui ci si rivolge. Non è sufficiente sapere che una strada è stata percorsa: occorre capire quanti sono i visitatori, da dove arrivano, quanto si fermano, quali servizi utilizzano e in quali periodi viaggiano.

La raccolta dei dati è ancora un punto debole in molte destinazioni. I sistemi di conteggio dei passaggi, le informazioni raccolte dagli operatori e l’analisi dei mercati di provenienza possono aiutare a distinguere le impressioni dai comportamenti reali. Senza queste informazioni è difficile decidere dove investire, quali servizi sviluppare e come promuovere un percorso sui mercati nazionali e internazionali.

Il tema si collega direttamente alla comunicazione. Cristiana Stradella, specialista della comunicazione, ha affrontato il ruolo dell’intelligenza artificiale nella visibilità delle imprese turistiche, in un mercato nel quale i viaggiatori utilizzano sempre più strumenti digitali per cercare destinazioni e organizzare le proprie esperienze.

Per le strutture ricettive e gli operatori non basta essere presenti online perché le informazioni devono essere corrette, chiare, aggiornate e sufficientemente dettagliate da consentire a una persona, o a uno strumento digitale (l’AI, appunto), di capire che cosa viene offerto: servizi per le biciclette, periodi di apertura, collegamenti, prezzi, possibilità di noleggio e attività disponibili. La promozione, in questo senso, comincia dall’organizzazione dell’impresa e dalla qualità delle informazioni che mette a disposizione che deve distinguere la proposta e non lasciarla generica a confondersi con le altre.

Il ruolo dei grandi eventi sul territorio

Dal Giro d’Italia, che porta più di due miliardi di euro sul territorio a tutti gli altri eventi il rapporto con i luoghi è importante ma non si ferma a un bilancio economico a breve termine. Anzi, tanto più è grande l’evento, maggiore deve concentrarsi su quel che lascia sul territorio quando l’evento finisce.

Giancarlo Brocci, fondatore de L’Eroica, ha rappresentato un esempio di come una manifestazione possa diventare parte dell’identità di un territorio e generare opportunità anche al di fuori dei giorni in cui si svolge.

L’Eroica è nata nel Chianti come evento legato al ciclismo e alle strade bianche. La sua storia mostra come il richiamo di una manifestazione possa consolidare un’immagine territoriale e contribuire alla valorizzazione permanente degli itinerari. Le strade non scompaiono quando termina l’evento: possono continuare a essere percorse, diventare una ragione per tornare e sostenere un’offerta turistica distribuita nel tempo.

Un grande evento deve diventare una porta d’ingresso a un territorio per stabilire un rapporto duraturo con i visitatori.

Eroica domenica-18

Il limite della crescita e il ruolo dei residenti

Occorre anche andare oltre però e Michil Costa, albergatore e ideatore della Maratona dles Dolomites, ha messo in guardia dai rischi. Il turismo può generare ricchezza, ma può anche produrre costi sociali e ambientali quando la crescita diventa l’unico parametro di successo. I luoghi più desiderati rischiano di diventare difficili da abitare per chi ci vive, mentre le attività economiche possono perdere il legame con le comunità che le rendono possibili.

Michil Costa ha richiamato il concetto di turismo rigenerativo che deve portare il visitatore a lasciare il posto migliore di come lo ha trovato. Si misura direttamente con il rapporto con la comunità. Si tratta di costruire una sensazione più profonda rispetto al visitare dall’esterno, occorre entrare in sintonia col territorio. Poi vanno considerate risorse, emissioni, formazione, condizioni di lavoro e, appunto, la relazione con la comunità.

Michil Costa
Michil Costa intervistato da Nicola Porro

Il turismo che si fonde con la comunità: una sfida

Da qui anche l’idea di “ciclo residente”: le infrastrutture per la bicicletta non dovrebbero essere pensate esclusivamente per il turista, ma diventare utili a chi abita il territorio, si sposta per lavorare o studiare e ha bisogno di alternative all’automobile. Una rete ciclabile acquista un valore più solido quando è parte della vita quotidiana, non soltanto un servizio stagionale per i visitatori.

maratona dolomiti

La Calabria può essere un ottimo laboratorio. Aprire nuove aree ai flussi turistici può creare opportunità, ma richiede attenzione alla capacità dei luoghi di accogliere le presenze e alla necessità di non compromettere proprio ciò che li rende interessanti. Il successo non può coincidere automaticamente con una crescita senza limiti.

Quello che abbiamo trovato in questi due giorni calabresi ci è apparso già con naturale predisposizione a un turismo non mordi e fuggi ma più partecipativo. Le persone incontrate hanno voglia di chiacchierare e di conoscere. «Quando passo qui, di giorno – ci ha raccontato Dario Godano, guida turistica a spasso per Tropea – le signore che mi sentono raccontare mettono su il caffè per le persone che accompagno».
Il concetto di accoglienza spiegato nella maniera più naturale e completa.

tropea
A piedi o in bici, il tramonto di Tropea è un’esperienza da non perdere

Bicicletta e vita quotidiana

Per trasformare la bicicletta in esperienza quotidiana servono anche iniziative come quella raccontata da Nico Capogna, CEO di Pin Bike, che sviluppa sistemi di incentivazione della mobilità ciclistica. Le iniziative che premiano gli spostamenti in bicicletta e li collegano a voucher utilizzabili nelle attività locali mostrano come la bici possa mettere in relazione mobilità quotidiana, sostenibilità e commercio. La bicicletta non riguarda soltanto chi arriva da lontano per una vacanza: può diventare una risorsa anche per chi abita il territorio e lo attraversa ogni giorno.

Il turismo lento non è soltanto una questione di velocità

Giovanni Moro, di Dove, ha esordito con “Il turismo lento non esiste”. Una provocazione per superare gli slogan perché la lentezza non può essere ridotta alla velocità con cui ci si sposta. Un viaggio può essere lento nei tempi e superficiale nel rapporto con i luoghi; al contrario, un’esperienza breve può generare conoscenza e relazioni.

Il punto è la qualità del rapporto tra visitatore e destinazione, a sottolineare ancora di più l’importanza tra prodotto e consumatore che smettono di avere queste definizioni, per cui l’obiettivo economico deve diventare duratore superare la mera ricerca di aumentare la permanenza del visitatore.

Parco della Sila

Cammini, imprese e lavoro

A riportare tutto nell’ambito della concretezza territoriale della Calabria ci hanno pensato le testimonianze degli operatori come Francesco Denaro, tra i referenti di Calabria Coast to Coast, che ha raccontato il valore di un cammino che attraversa la regione nel suo punto più stretto, da Soverato a Pizzo e mettendo in evidenza paesaggi, borghi e stratificazioni culturali che non coincidono con l’immagine più consueta della Calabria. Un itinerario diverso che vive attraverso le comunità che incontra e la loro accoglienza. La spesa dei camminatori e dei cicloturisti può sostenere le attività locali, ma la crescita deve procedere insieme alla tutela dei luoghi e al coinvolgimento di chi li abita. Il progetto turistico non è separato dal contesto: ne dipende e deve rispettarlo.

ciclovia dei parchi
Sulla Ciclovia dei Parchi della Calabria

Ovviamente anche la ricettività è parte della questione. La testimonianza di Antonella Tarsitano, imprenditrice legata all’ospitalità in Sila, ha riportato l’attenzione sulle condizioni necessarie per lavorare in un territorio che può offrire esperienze diverse dal turismo balneare. Le strutture hanno bisogno di una proposta riconoscibile, di servizi coerenti con il pubblico che vogliono raggiungere e di una rete che permetta di rendere fruibili le risorse locali.

Per arrivare a questi obiettivi occorrono competenze e lavoro di qualità. Ne ha parlato Roberto Cosentino, Dirigente Generale del Dipartimento Turismo, Cultura e Identità Territoriale della Regione Calabria. La destagionalizzazione non può poggiare soltanto sulla promozione: richiede imprese capaci di operare con continuità, personale formato e condizioni professionali che rendano il turismo una possibilità concreta di futuro. Senza questo passaggio, le nuove infrastrutture rischiano di non tradursi in un sistema economico stabile.

L’assessore regionale al Turismo, al Lavoro e allo Sviluppo economico Giovanni Calabrese ha partecipato a tutto il confronto ascoltando con interesse reale e sottolineando l’importanza delle opportunità che possono provenire dalle iniziative regionali che dono trovare riscontro in operatori che vogliono costruire collaborazioni durature. Una visione da apprezzare perché va oltre la politica.

La bicicletta è uno strumento, non il traguardo

Il confronto ha lasciato aperta una questione che riguarda tutte le destinazioni, non soltanto quelle calabresi: il turismo è una risorsa quando produce valore per il territorio che lo accoglie, non semplicemente quando porta persone. La differenza è sostanziale. In Italia abbiamo visto luoghi diventare mete di un turismo così intenso da perdere parte della propria qualità, per poi ritrovarsi in difficoltà quando i visitatori se ne sono andati.

La bicicletta può contribuire a un obiettivo che è prima di tutto culturale e sociale, oltre che economico. La convenienza finanziaria può arrivare come conseguenza, purché il progetto sia pensato per durare e non si esaurisca nell’attrazione di visitatori.

Perché la bike economy funzioni, il territorio deve essere più di uno sfondo per il viaggio. Deve partecipare ai benefici, conservare la propria identità e offrire ai residenti una qualità della vita compatibile con la presenza dei visitatori. È su questo equilibrio, più che sul numero di chilometri di una ciclovia, che si misura la possibilità di costruire un turismo capace di durare.

Pedalando sulla Ciclovia dei Parchi, c’è stato tempo di ripensare ai temi emersi durante il forum. La varietà dei paesaggi attraversati conferma quanto sia riduttivo immaginare la Calabria soltanto come una terra di mare, per quanto splendido. Ci sono territori che per essere conosciuti hanno bisogno di tempo, di strade percorse senza fretta e di uno sguardo capace di andare oltre le immagini più conosciute.
Ci vuole la lentezza per arrivare ovunque.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม