A Bosa. Foto Club Alpino Italiano
A Bosa. Foto Club Alpino Italiano
Sentieri in tutta Italia alla Fiera dei Grandi Cammini
Lungo la Via Lauretana, uno dei percorsi selezionati per Cammini Aperti-Edizione del Giubileo
Il cammino Materano – Foto Claudio Focarazzo
Foto FB @Rete Nazionale Donne in Cammino
Foto FB @Via Francigena
Una Giornata Nazionale dei Cammini e del Turismo Lento, per dare un riconoscimento istituzionale a un settore che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nel turismo italiano e nella valorizzazione delle aree interne. È l’obiettivo del Protocollo di Bosa, firmato in Sardegna dai promotori della quinta edizione di “Noi Camminiamo in Sardegna”.
Il documento formalizza la richiesta di istituire una giornata nazionale dedicata ai cammini, con l’intento di portarli all’interno di una più ampia strategia nazionale per il turismo sostenibile. La firma è arrivata durante la tavola rotonda “Verso la Giornata Nazionale dei Cammini e del Turismo Lento: dai territori al riconoscimento istituzionale”, che ha riunito istituzioni, associazioni, operatori e gestori di itinerari. Tra le realtà presenti figuravano Club Alpino Italiano, Terre di Mezzo, Federtrek, FederCammini, Cammini d’Italia e AEVF, referente della cabina di regia per lo sviluppo e la promozione dei cammini d’Italia.
Più che una celebrazione simbolica, nelle intenzioni dei promotori la futura giornata dovrebbe contribuire a dare visibilità e coordinamento a un mondo ormai molto articolato. Al centro ci sono infatti questioni concrete: manutenzione e sicurezza dei percorsi, qualità dell’accoglienza, organizzazione degli itinerari, promozione e collaborazione tra amministrazioni e realtà locali.
Tra Fidenza e Fornovo lungo la Via Francigena
Antonio Montani sul Sentiero Italia Cai in Liguria
Via Francigena, Settimo Vittone nei pressi della Pieve | © Ph Paolo Meitre Libertini
SI Sicilia – Foto Sentiero Italia CAI
In cammino. Foto FB Via Francigena
Guida La Via Francigena nel Sud – Terre di mezzo Editore – Lazio, Sezze -Priverno – Fossanova-Foto Angelofabio Attolico e Lorenzo Lozito
Foto Sentiero Italia CAI
Montani: “Un punto di partenza per il futuro del turismo lento”
Su questi aspetti è intervenuto anche il presidente generale del CAI Antonio Montani, sottolineando come il Protocollo rappresenti contemporaneamente il risultato di un percorso avviato da anni e l’inizio di una nuova fase.
L’accordo raggiunto a Bosa con i principali attori del mondo dei cammini in Italia rappresenta un punto di arrivo di un percorso ormai decennale ma anche un punto di partenza per progettare con intelligenza il futuro del turismo lento nel nostro Paese.
Montani ha soprattutto ricordato ciò che sta dietro alla crescita degli itinerari escursionistici: una rete che deve essere mantenuta, segnalata e resa percorribile. Secondo i dati riportati dal CAI, sono oltre 10.000 i volontari del Club Alpino Italiano impegnati nella manutenzione della rete sentieristica.
È probabilmente questo uno dei nodi centrali anche in vista di un eventuale riconoscimento nazionale. La moltiplicazione dei cammini e il crescente interesse turistico richiedono infatti che alla promozione corrispondano investimenti e lavoro sul territorio: segnaletica, informazioni affidabili, manutenzione, servizi, sicurezza e tutela ambientale. Temi sui quali, durante l’incontro di Bosa, è stata sottolineata la necessità di un coordinamento stabile tra Regioni, Comuni, associazioni, guide, operatori e gestori dei percorsi.
Camminatori a Monte Mario, sulla Via Francigena del Nord
SI Sicilia – Foto Sentiero Italia CAI
Guida La Via Francigena nel Sud – Terre di mezzo Editore – Roma, Basolato con Camminatore -Foto Angelofabio Attolico e Lorenzo Lozito
Castelluccio – Foto Unsplash @Claudio Cesaro
Tappa Sentiero italia CAI Castelsaraceno-Latronico – Foto Franco Tanzi
SI Sicilia – Foto Sentiero Italia CAI
I cammini come opportunità per le aree interne
La proposta della Giornata Nazionale si inserisce anche in una visione più ampia del turismo lento come possibile strumento di sviluppo per i territori meno interessati dai grandi flussi turistici.
Un cammino non collega soltanto due punti su una carta: attraversa borghi, strutture ricettive, attività produttive e realtà associative. Secondo quanto emerso dal confronto di Bosa, proprio questa capacità di distribuire i visitatori nello spazio e durante periodi diversi dell’anno può contribuire alla destagionalizzazione e sostenere piccole imprese e servizi locali.
Un’impostazione particolarmente importante per la Sardegna. L’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu ha indicato infatti il turismo lento e la rete dei cammini come uno degli assi sui quali costruire la destagionalizzazione dell’offerta dell’isola, puntando contemporaneamente sul potenziamento delle infrastrutture materiali e digitali e su standard più elevati di accoglienza e sicurezza.
Il Protocollo di Bosa rappresenta per ora una richiesta: il passaggio successivo sarà trasformare questa convergenza tra i diversi attori del settore in un riconoscimento istituzionale vero e proprio. L’obiettivo dichiarato è fare della futura Giornata Nazionale non soltanto una ricorrenza sul calendario, ma un’occasione per riportare ogni anno l’attenzione sul patrimonio dei cammini italiani e, soprattutto, sulla necessità di curare i sentieri e i territori che li rendono possibili.
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