Contenuto tratto dal numero di settembre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Dormire sotto una tenda su un canale dell’Okavango, seguire le tracce di un gorilla di montagna nella foresta ruandese, nuotare in una laguna delle Seychelles. Il viaggio in Africa ha smesso di coincidere con il solo safari, e il continente si è attrezzato per una clientela che chiede insieme natura, gastronomia e architettura.
Il 2026 conferma la direzione, tra palazzi riportati in attività, campi tendati di nuova costruzione e programmi scientifici affidati agli alberghi. Ecco una selezione di paesi e le esperienze che li raccontano.
Seychelles
Due isole diverse, la stessa insegna, due modi opposti di stare dentro il paesaggio. A Praslin, Constance Lemuria distribuisce le sue suite su 101 ettari lungo due spiagge, a 15 metri dalla riva: 88 junior suite da 52 metri quadrati, otto senior suite da 115, otto ville da 725 e una presidential villa da 1.250 tra i massi di granito di Anse Kerlan, con l’unico campo da golf a 18 buche dell’arcipelago, un santuario delle tartarughe e il sentiero che porta ad Anse Georgette. The Nest cucina creolo sulla penisola rocciosa tra le due Anse Kerlan.
A Mahé, Constance Ephelia funziona in modo opposto: 120 ettari di parco naturale stretti tra due spiagge e le montagne, su parco marino di Port Launay, con quasi 300 sistemazioni che salgono fino alla presidential villa da 980 metri quadrati. Dodici tra ristoranti e bar, otto piscine e la spa più grande dell’Oceano Indiano reggono un soggiorno che si sposta verso l’interno con la zip-line e il kayak tra le mangrovie.
Kenya
Il safari fotografico è nato qui, e due proposte Relais & Châteaux lo declinano in modi opposti. Nel Masai Mara, Great Plains Mara distribuisce tre accampamenti sotto gli alberi in punti diversi della riserva, costruiti nello stile tradizionale delle tende da safari e organizzati su itinerari disegnati insieme alle famiglie masai, in formula all inclusive.
Sui pendii delle Chyulu Hills, tra Amboseli e il Kilimangiaro, l’Hotel ol Donyo Lodge lavora invece sul terreno: si esce a cavallo, in fuoristrada o si resta fermi dentro un capanno, a 20 passi da alcuni degli elefanti più grandi del continente, in accordo con la popolazione masai che tiene insieme salvaguardia e sussistenza.
Tanzania
Coprire con un itinerario gli altipiani, i due parchi più noti dell’Africa orientale e l’Oceano Indiano. Meliá Hotels International si articola su quattro strutture: si parte dal Gran Meliá Arusha, base per le cascate del Monte Meru, il Lago Manyara e l’avvicinamento al Kilimangiaro, si prosegue nell’area di conservazione di Ngorongoro, patrimonio Unesco, dove il NgoroNgoro Lodge fa da base per i safari, e si raggiunge il Meliá Serengeti Lodge, sulla valle del fiume Mbalageti.
La chiusura è al Meliá Zanzibar, rinnovato di recente su 300 metri di spiaggia e barriera corallina, con ville fronte oceano da una, due e tre camere con piscina a sfioro privata.
Ruanda
Il documentario Netflix dedicato all’incontro di David Attenborough con i gorilla ha riportato l’attenzione su uno dei paesi meno esplorati dell’Africa centrale, dove One&Only lavora su due ecosistemi protetti. Tra le colline del Parco Nazionale dei Vulcani di Virunga, Gorilla’s Nest organizza incontri con i gorilla di montagna in libertà e conserva l’ex residenza del naturalista e divulgatore statunitense Jack Hanna con arredi e libro degli ospiti originali.
Nyungwe House sorge nella più antica foresta pluviale montana del continente, patrimonio Unesco dal 2023, con ville in legno sospese tra le cime degli alberi. Nella tenuta di Gisakura si degusta il tè nero Nyungwe, introdotto nel 1952 e oggi tra le principali esportazioni del Paese.
Botswana
Alla scoperta del delta dell’Okavango, unico grande fiume che non raggiunge l’oceano, soggiornando nei vari Relais & Châteaux dell’area. Nella concessione privata a nord, Duba Plains Camp distribuisce cinque suite in tende in stile anni Venti, ciascuna con piscina privata sulle pianure alluvionali. Nella riserva sono state registrate oltre 200 specie di uccelli e il Club 111 premia chi ne riconosce almeno 111. La riserva di Selinda collega l’Okavango al Linyanti e al canale Savuti e ospita Selinda Camp e Zarafa Camp, con i leoni di Birth of a Pride di Dereck e Beverly Joubert.
Molto esclusiva l’esperienza di Sitatunga, su un’isola, che si riduce a due sole suite in tela con veranda e piscina, la cui struttura in bambù e legno riprende la forma delle nasse dei pescatori del delta.
Sudafrica
Il paese che nell’immaginario coincide con il safari sta costruendo una seconda identità di viaggio, urbana e culturale. A Città del Capo l’ex area industriale di Woodstock accoglie, dagli anni Novanta, gallerie e atelier attorno all’Old Biscuit Mill, il V&A Waterfront allinea oltre 400 indirizzi e lo Zeitz Mocaa, riprogettato da Thomas Heatherwick, è il maggiore museo d’arte contemporanea africana del mondo.
Da non perdere anche le statue della Sea Point Promenade. Le Winelands alle porte della città, favorite da un microclima ideale, alimentano enoteche come Publik, mentre a Salt River lo chef Anwar Abdullatief ha aperto The Happy Uncles, primo fine dining interamente halal della città. Johannesburg tiene insieme Constitution Hill, il Museo dell’Apartheid e Soweto, col Marabi Club a raccontare un secolo di jazz. Durban ospita la maggiore comunità indiana fuori dall’India, da cui nasce il bunny chow del Victoria Street Market, e sulla spiaggia l’Oyster Box.
Namibia
La savana del Kalahari e le rocce dell’Erongo ospitano modelli distinti, entrambi in Relais & Châteaux. Nel distretto di Dordabis, a meno di un’ora da Windhoek, Gmundner Lodge è nato nel 2022: 12 suite sotto tenda da 205 e 260 metri quadrati, con teak, tappeti persiani e vasca sulla terrazza, su seimila ettari a energia solare.
A Omaruru, Epako Safari Lodge & Spa occupa 11mila ettari alle pendici del massiccio di Erongo, su uno specchio d’acqua dove giraffe, orici e antilopi si abbeverano davanti alla terrazza del ristorante.
Madagascar
Nell’arcipelago delle Mitsio, a 40 miglia dal porto di Nosy Be, Constance Tsarabanjina occupa un isolotto sacro dove la popolazione locale continua a portare offerte alla tomba del re Sakalava.
Venticinque ville da 47 metri quadrati con tetto in paglia si affacciano sulla spiaggia Nord e su quella Sud, in formula all inclusive. Il ristorante lavora soprattutto il pesce.
Mauritius
Al Four Seasons Resort at Anahita il lusso passa dall’attenzione all’ambiente che circonda le ville. Le mangrovie della laguna ospitano otto arnie con mezzo milione di api, raggiungibili in kayak, e il loro miele arriva sui tavoli della colazione; nel barachois del resort, un bacino salato profondo un metro, cresce il primo vivaio di fanerogame marine dell’Oceano Indiano, destinato a ripiantare le praterie sommerse dove si riproducono tartarughe, razze e cavallucci marini.
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