La Laterlite festeggia 50 anni e annuncia investimenti: «Lentella riferimento del gruppo in sud Italia»


Una seconda linea per una maggiore capacità produttiva, un nuovo impianto fotovoltaico per le necessità energetiche dello stabilimento, investimenti ambientali. La Laterlite intende investire a Lentella per far sì che diventi sempre più il polo di riferimento del gruppo – che ha la sede principale a Parma – nel sud Italia.

L’annuncio è arrivato in occasione delle celebrazioni dei 50 anni di attività nel paese del Vastese che l’azienda ha esteso a tutta la cittadinanza con una festa in piazza in collaborazione con il Comune e la Pro Loco, «con i prodotti di un paese del quale ormai tutti ci sentiamo cittadini».

Investimenti

A Lentella dalla fabbrica che occupa circa 70 persone escono prodotti per l’edilizia, in particolar modo argilla espansa. A tracciare il futuro dello stabilimento è stato Corrado Beldì, presidente di Laterlite, annunciando interventi dai quali si attendono anche ricadute occupazionali: «Ripristineremo la Linea 2 dello stabilimento, quindi scommettiamo sull’aumento della capacità produttiva. Sarà inoltre rinnovato l’impianto di pulizia fumi per continuare ad avere le emissioni tra le più basse d’Europa».

«La cosa più importante è che noi scommettiamo che lo stabilimento di Lentella diventi sempre di più il polo della Laterlite del sud Italia e speriamo che possa esportare i prodotti in tutto il Mediterraneo partendo anche dal porto di Vasto. Non sarà un percorso semplice, ogni giorno siamo nel mezzo della crisi energetica, ma abbiamo delle tecnologie per restare competitivi e vincere le sfide con i concorrenti, spesso grandi multinazionali straniere». 

«Il nostro obiettivo – ha proseguito – è continuare a lavorare sul territorio, faremo anche un grande impianto fotovoltaico con l’obiettivo di arrivare al 100% di energia verde con cui far funzionare gli impianti (l’anno scorso l’azienda ha già completato la copertura dei capannoni con i pannelli, l’impianto citato sarà un altro, legato a una Comunità energetica rinnovabile ndr. LEGGI). Continueremo a investire in sicurezza, in ambiente, in formazione in modo che i giovani di lentella possano avere nuove opportunità. Da quest’anno, inoltre, insieme al Comune sarà piantato un albero per ogni nuovo nato. Guardiamo al futuro con speranza, noi faremo del nostro meglio affinché la Laterlite continui a essere accanto alla comunità e per andare avanti insieme».

Un cammino iniziato nel 1976

Nel suo intervento, Beldì ha ricordato la storia che ha mosso i primi passi nel 1964, quando i fondatori del gruppo acquisirono in Danimarca le competenze sulla cultura dell’isolamento in edilizia. Lo stabilimento lentellese è stato fondato nel 1976, la prima pallina di argilla espansa è uscita dagli impianti nel 1979. Nel corso degli anni la denominazione è cambiata: Smae, Unicem, Buzzi Unicem e, dal 2002, Laterlite.

«Da quegli anni – ha ricordato Beldì – ci sono stati tanti investimenti, tra i quali alcuni importanti a livello ambientale: filtro a maniche, post combustore, così oggi Lentella ha i migliori parametri emissivi della Comunità Europea. Abbiamo affrontato momenti difficili come la crisi dell’edilizia del 2008 con la chiusura dello stabilimento di Bojano, ma qui diversi colleghi hanno trovato nuove opportunità».

«Con la terra di Lentella sono state realizzate opere importanti in tutta Italia: lavori al Santuario di Padre Pio, alla Basilica San Francesco d’Assisi per la ricostruzione delle volte cadute con il terremoto, la ricostruzione dell’Aquila, il nuovo asilo di Amatrice, la vela di Calatrava a Roma, l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino e i nuovi studi di Cinecittà con l’argilla di Lentella e i blocchi di Bojano, solo per citarne alcuni».

«Il valore delle persone»

A fare gli onori di casa, il sindaco Marco Mancini: «Oggi non festeggiamo solo i 50 anni di un’azienda, ma 50 anni di storia, di lavoro, di sacrifici, di crescita. Una storia che dal 1976 si è intrecciata profondamente con quella di Lentella. Per un piccolo paese come il nostro avere sul proprio territorio una realtà industriale come Laterlite ha significato e significa molto: lavoro, opportunità, famiglie che hanno potuto costruire qui il proprio futuro e giovani che hanno avuto la possibilità di guardare avanti».

«In cinquant’anni sono cambiate le tecnologie, il modo di lavorare, le generazioni, ma non è mai cambiato il valore delle persone. Sono loro che giorno dopo giorno con la propria professionalità hanno costruito la storia di Laterlite. I primi 50 anni sono la nostra storia, quelli che verranno possono essere una nuova pagina da scrivere insieme».

Presente per l’occasione anche il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna che si è congratulato per la visione che oggi ha portato al traguardo dei 50 anni e alle prospettive future.
L’assessora regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, impegnata ad Assisi, ha inviato una lettera: «Mezzo secolo di attività non rappresenta soltanto una cifra anagrafica importante, ma è la testimonianza concreta di una visione imprenditoriale solida, capace di attraversare le trasformazioni del mercato, le sfide economiche e l’evoluzione delle tecnologie senza mai smarrire la propria identità e il proprio legame con il territorio. In un momento storico in cui la capacità di innovare, di creare valore e di garantire occupazione di qualità è fondamentale per il nostro tessuto economico e sociale, il vostro anniversario è motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità». 

Da Mancini, Beldì e Menna, inoltre il ringraziamento a mons. Bruno Forte – che ieri ha annunciato il proprio successore – che nel 2013, e in più occasioni, fu vicina all’azienda che rischiava la chiusura a causa dell’iniziale mancata autorizzazione all’apertura di una seconda cava d’argilla.
Non è mancata, poi, la commozione per il pensiero unanime a uno dei storici dipendenti lentellesi, Vittorio Ottaviano, che oggi sta affrontando un percorso difficile.

Prima degli annunci e della festa, la giornata è iniziata con la messa celebrata da don Antony e don Alberto Conti, parroco di Castelguidone e direttore della Caritas Abruzzo-Molise. Significative le parole di quest’ultimo: «C’è una comunità in ogni storia di sviluppo industriale. Il lavoro non è soltanto metodo per vivere, ma ci sono relazioni, volti, è lasciare qualcosa per chi viene dopo. 50 anni sono un impegno per chi deve ancora venire. Una vigna che qualcuno ha piantato 50 anni fa che porti frutto soprattutto per le nuove generazioni che decidono di restare e crescere in questi paesi che anno dopo anno si spopolano e nei quali le luci delle case continuano a spegnersi».


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