Le EIC Pathfinder Challenges 2026 finanziano ricerca di frontiera su tre sfide: materiali avanzati per sistemi miniaturizzati di raccolta di energia, biotecnologie per l’invecchiamento in salute e DeepRAP, l’intelligenza artificiale cognitiva. Si presenta entro il 28 ottobre 2026 alle 17:00 di Bruxelles, la stessa ora italiana, e a differenza della call Open ci si può candidare anche da soli, salvo mid-cap e grandi imprese. Il contributo copre il 100% dei costi ammissibili in somma forfettaria. L’EIC considera appropriato chiedere fino a 4 milioni a progetto, ma la cifra è un’indicazione, non un tetto. Sulle tre sfide ci sono 96 milioni (verifica del 2 ottobre 2026).
Prima di investirci tempo conviene sapere che dalla call 2025 sono stati finanziati 30 progetti su 647 proposte ammissibili, il 4,6%. E un buon punteggio non basta, perché nella seconda fase si compone un portafoglio di progetti che devono stare bene insieme. Gli altri programmi a gestione diretta sono nella nostra guida ai bandi europei.
EIC Pathfinder Challenges 2026 in sintesi
- Cosa è: la call HORIZON-EIC-2026-PATHFINDERCHALLENGES-01, tre sfide con un portafoglio di progetti ciascuna.
- Per chi: università, enti di ricerca, PMI, startup e persone fisiche di Stati membri e Paesi associati, da soli o in consorzio; mid-cap e grandi imprese solo in consorzio.
- Quanto: 100% dei costi ammissibili in somma forfettaria, appropriato fino a 4 milioni a progetto, di più se giustificato.
- Quando: entro il 28 ottobre 2026, ore 17:00; esiti entro 5 mesi e firma entro 8, tempi indicativi.
- Come: sul portale Funding & Tenders, Parte B con le sezioni da 1 a 3 in 30 pagine al massimo; due fasi di valutazione, nessun colloquio.
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96M€Dotazione per le tre sfide insieme
100%Costi ammissibili coperti in somma forfettaria
4,6%Proposte ammissibili finanziate dalla call 2025 (30 su 647)
| Voce | Cosa prevede | Dove sta scritto |
|---|---|---|
| Atto | Programma di lavoro EIC 2026, decisione C(2026) 4080, versione del 17 giugno 2026, adottato nel quadro di Horizon Europe (Reg. (UE) 2021/695, modificato dal Reg. (UE) 2025/2653); convenzione con l’agenzia EISMEA | p. 8; glossario, p. 19 |
| Dotazione | 96 milioni indicativi in quote «approssimativamente uguali»: circa 32 milioni a sfida è una nostra stima, coerente con le 8 sovvenzioni indicative per sfida del portale se da 4 milioni ciascuna. Cifre finali variabili fino al 20% | p. 33; allegato 1, p. 165; portale |
| Contributo | 100% in somma forfettaria fissata in valutazione; appropriato fino a 4 milioni, di più se giustificato. Nessun minimo nell’atto: i 500.000 euro sono il limite inferiore indicato dal portale | pp. 33 e 34; portale |
| Regime | Sovvenzione dell’Unione a gestione diretta, non aiuto di Stato: niente de minimis né GBER (il regolamento generale di esenzione per categoria) | Glossario, p. 19 (gestione EISMEA); Comunicazione della Commissione 2016/C 262/01, punto 60 |
| Finestra | Dal 22 luglio al 28 ottobre 2026. La nota 47 dell’atto indica l’apertura al «28-July-2025»: è un refuso, vale il portale. Nessuna proroga al 2 ottobre | p. 34; portale |
| Uso | Solo civile, anche dopo la modifica del 17 giugno 2026 | p. 8; allegato 2, B.4 |
Riferimenti al programma di lavoro C(2026) 4080, verifica del 2 ottobre 2026; la tabella si può citare indicando la fonte.
Cos’è EIC Pathfinder e cosa cambia nelle Challenges
EIC Pathfinder finanzia la ricerca che deve ancora dimostrare che una tecnologia si può fare. Si parte da un TRL basso (il livello di maturità tecnologica, da 1 a 9) e si arriva alla prova di concetto in laboratorio, TRL 3 o 4. Sta nel pilastro III di Horizon Europe; le call dei cluster tematici del pilastro II sono nella nostra panoramica sui bandi di ricerca e sviluppo 2026 su Horizon Europe. La call Open accetta idee in qualsiasi campo, solo da consorzi. Le Challenges legano ogni sfida a un portafoglio di progetti guidato da un Programme Manager, con roadmap e attività comuni, e questo pesa due volte, in valutazione e dopo la firma.
Le tre sfide del 2026: cosa chiede ciascuna
Ogni sfida ha una guida con le categorie su cui si compone il portafoglio: è lì che si capisce se una proposta ha un posto.
01-01: materiali avanzati per sistemi miniaturizzati di raccolta di energia
Servono materiali avanzati per dispositivi miniaturizzati di raccolta di energia, che rendano autonomi oggetti come i sensori wireless dell’Internet delle cose. Gli obiettivi vanno coperti tutti e quattro: materiali che sfruttano fenomeni fisici o chimici nuovi riducendo la dipendenza dalle materie prime critiche; un modulo miniaturizzato (celle solari, generatori termoelettrici, dispositivi piezoelettrici o nanotribologici, raccolta da onde elettromagnetiche); l’integrazione in sistemi autonomi; il confronto in laboratorio a TRL 4. Chi si ferma al materiale è fuori tema. Nel portafoglio entrano al massimo due progetti per sottocategoria, e una proposta ben classificata ma senza sinergie con le altre «will not be selected». Programme Manager: Paolo Bondavalli. La guida della sfida sui materiali per la raccolta di energia è del 28 ottobre 2025.
01-02: biotecnologie per l’invecchiamento in salute
Si chiede una prova di concetto in una sola di tre aree. Per gli interventi (al massimo 5 progetti) serve un approccio biotecnologico o farmaceutico che previene, ritarda o inverte l’insorgenza di una specifica malattia legata all’età, mirato a un meccanismo dell’invecchiamento e provato con uno studio su un vertebrato fisiologicamente invecchiato. Gli strumenti su biomarcatori o «ageing clocks» già esistenti (al massimo 3 progetti) si validano con uno studio retrospettivo su coorti di longevità a cui l’accesso va dimostrato in proposta. Le NAM (al massimo 2 progetti) sono metodi alternativi alla sperimentazione animale, da confrontare con un modello animale e testare su un caso d’uso. Sono fuori ambito nutrizione di precisione, nuovi ageing clocks, applicazioni wellness e scoperta di biomarcatori. La guida della sfida sull’invecchiamento in salute raccomanda con forza progetti di 5 anni. Programme Manager: Orsolya Symmons.
01-03: DeepRAP, l’AI cognitiva che ragiona, astrae e pianifica
DeepRAP cerca approcci oltre il deep learning e il reinforcement learning tradizionali, anche neurosimbolici, su una o più capacità: ragionamento, astrazione e pianificazione profondi. Il traguardo è un sistema di AI cognitiva a TRL 4, con risorse di calcolo limitate e garanzie di affidabilità dimostrabili, dalla spiegabilità alla coerenza con l’AI Act. Il portafoglio coprirà le tre capacità con approcci e domini diversi, sicurezza civile compresa. La guida della sfida DeepRAP è stata sostituita da una versione datata 22 settembre 2026 (avviso del portale del 24 settembre) per un errore nella tabella dei domini applicativi: se l’hai scaricata prima, riscaricala (cosa sia cambiato non è ricostruibile). Programme Manager: Hedi (Mohamed) Karray. Per l’adozione dell’AI in azienda gli strumenti sono altri: li trovi nella nostra pagina sui bandi per l’intelligenza artificiale.
Chi può presentare: da soli o in consorzio, e da quali Paesi
- Da soli: università, organismi di ricerca, PMI, startup (per l’EIC sono PMI) e persone fisiche di uno Stato membro o di un Paese associato; non mid-cap e grandi imprese. Un laboratorio non è un soggetto giuridico: presenta l’ente di cui fa parte.
- In due: soggetti indipendenti di due diversi Stati membri o Paesi associati.
- In tre o più: almeno tre soggetti indipendenti in tre Paesi diversi, almeno uno in uno Stato membro e gli altri due in Stati membri o Paesi associati; entità affiliate e partner associati non contano.
I singoli competono con i consorzi nella stessa valutazione. Al 2 ottobre 2026 sui tre topic del portale non c’era nessun annuncio di ricerca partner, e a poche settimane dalla scadenza per molti, secondo noi, la strada realistica è presentare da soli.
Paesi. L’elenco dell’atto è fermo alla data di adozione. L’elenco dei Paesi che partecipano a Horizon Europe sul portale, versione 4.1 del 16 settembre 2026, aggiunge Svizzera ed Egitto, e le FAQ dell’EIC ammettono le entità svizzere dal 10 novembre 2025. Il Regno Unito partecipa pienamente. Canada, Giappone, Nuova Zelanda e Corea sono associati solo al pilastro II, e per l’EIC non contano.
Uso civile e parità di genere. Dal 17 giugno 2026 il dual use è ammesso nell’Accelerator e in EIC STEP Scale Up, non nel Pathfinder. Enti pubblici, organismi di ricerca e università devono autodichiarare in domanda un piano per la parità di genere; le imprese private no.
Quanto si ottiene e come si incassa la somma forfettaria
L’importo lo proponi tu nella tabella di budget dettagliata, in formato xlsm: è la somma forfettaria che l’EIC chiama di tipo 2. Per ogni beneficiario e work package (i blocchi del progetto) si stimano personale, subappalti, acquisti e altre categorie, con i soli costi che sarebbero ammissibili in una sovvenzione a costi reali. Si aggiunge il 25% di costi indiretti sui costi diretti, esclusi subappalti, sostegno finanziario a terzi e costi unitari o forfettari che includono già gli indiretti. Gli esperti confrontano le stime con riferimenti di mercato, e l’importo approvato diventa il massimo della convenzione.
| Calcolo | Come si arriva al numero | Risultato |
|---|---|---|
| Consorzio, 48 mesi | Personale 2.300.000 più acquisti e altre categorie 900.000; indiretti al 25% = 800.000 | 4.000.000 |
| PMI da sola, 36 mesi | Personale 1.100.000 più acquisti 420.000; subappalto 150.000; indiretti al 25% di 1.520.000 = 380.000 | 2.050.000 |
| Prefinanziamento del consorzio | Tre periodi (12, 18 e 18 mesi): 160% del contributo medio per periodo, 1.333.333 | 2.133.333 lordi |
| Trattenuta per il Mutual Insurance Mechanism | Dal 5 all’8% dell’importo fissato in convenzione, qui 4.000.000 | Da 200.000 a 320.000 |
| Incasso netto all’avvio | Prefinanziamento meno trattenuta; il resto a work package completati | Da 1.813.333 a 1.933.333 |
| Caso limite | 5.000.000 chiesti «if duly justified», oltre il valore più alto della colonna «Contributions» del portale | Circa il 15,6% di una sfida da 32 milioni (quota per sfida stimata da noi) |
Gli esempi sono nostri. I valori veri li fissa la convenzione, perché il programma scrive «normalmente» 160% e una trattenuta dal 5 all’8%, che copre il rischio di somme dovute dai beneficiari e non recuperate. Dopo l’anticipo si incassa solo a work package completati, e conta il completamento delle attività, non il successo scientifico. La convenzione non chiede timesheet né fatture, ma gli obblighi contabili nazionali restano.
Attenzione. Somma forfettaria non vuol dire contributo senza controlli: la tabella di budget è esaminata voce per voce, e se contiene costi non ammissibili la sovvenzione può essere ridotta anche dopo la fine del progetto (programma di lavoro, allegato 2, E.1, p. 188).
Consiglio operativo. Metti a budget da subito un work package per le attività di portafoglio, con almeno 10 mesi persona: se manca non perdi punti, ma va aggiunto in preparazione della convenzione a contributo invariato, e quei mesi li togli al resto del progetto.
Fisco e bilancio: quanto resta davvero del contributo Pathfinder
Il contributo Pathfinder è una sovvenzione dell’Unione pagata dall’agenzia EISMEA, non un aiuto concesso dallo Stato: non passa dal Registro nazionale degli aiuti, non consuma il de minimis e non subisce la ritenuta del 4%. In Italia però è reddito come gli altri contributi. Con la somma forfettaria, nella lettura più aderente alla convenzione, il ricavo nasce quando il work package è completato, non quando arriva il bonifico.
Il trattamento fiscale in sintesi, fonti verificate il 2 ottobre 2026
- Per un’impresa è un contributo in conto esercizio, nella voce A5 del conto economico (OIC 12, paragrafo 56, lettera f), e un ricavo IRES ai sensi dell’art. 85, comma 1, lett. g) TUIR. Così l’Agenzia delle Entrate ha qualificato il contributo di un’impresa comune di Horizon 2020 (risposta n. 188 del 15 giugno 2020); sulle somme forfettarie di Horizon Europe non c’è prassi, e il criterio vale per analogia.
- Il prefinanziamento non è un ricavo: resta di proprietà dell’Unione fino al pagamento finale (convenzione Lump Sum, art. 22.3.1).
- Nessuna ritenuta del 4% sui pagamenti di EISMEA, come si ricava dall’art. 28, comma 2, DPR 600/1973 e dalla risoluzione 108/E del 4 agosto 2004 (sul pagamento diretto manca una prassi espressa); dal 1° gennaio 2027 la norma è l’art. 43, comma 2, D.Lgs. 33/2025, con lo stesso testo.
- Il tasso al 100% non lascia spazio ad altri aiuti sugli stessi costi; il credito d’imposta ricerca e sviluppo si calcola al netto dei contributi ricevuti per le stesse spese (L. 160/2019, art. 1, comma 203-bis).
- Sui costi veri le imposte quasi non mordono: colpiscono il forfait degli indiretti che supera i costi reali e le giornate dei soci non stipendiati, che entrano nel contributo senza un costo.
Come si contabilizza e come si tassa
| Profilo | Trattamento | Fonte |
|---|---|---|
| Bilancio | Contributo in conto esercizio in A5. Non è in conto impianti: in Horizon l’attrezzatura si stima solo per l’ammortamento durante il progetto | OIC 12, par. 56, lett. f); AGA v2.0 (la guida annotata della Commissione alla convenzione tipo), art. 6.2.C.2, p. 95 |
| IRES | Ricavo «spettante in base a contratto», aliquota 24%, di competenza: per le società che applicano la derivazione rafforzata secondo il bilancio, per le micro-imprese quando il diritto è certo | Artt. 85, c. 1, lett. g), 77, 83, c. 1 e 109, c. 1 TUIR; risposta 188/2020 |
| Quando diventa ricavo | Quando il work package è completato. Fino ad allora il prefinanziamento è un debito e la trattenuta per il Mutual Insurance Mechanism è un credito, rilasciato con il saldo se non serve a coprire debiti | Convenzione Lump Sum, artt. 6.1, 6.2 e 22.3.1; AGA pp. 226 e 240 |
| IRAP | Il contributo entra nel valore della produzione. Il personale si deduce se a tempo indeterminato e, se addetto a ricerca e sviluppo, anche se a termine con l’attestazione di effettività; i compensi agli amministratori no. Aliquota ordinaria 3,9%. Se vada esclusa la quota che copre costi indeducibili è discusso: con l’attestazione il tema diventa quasi irrilevante | D.Lgs. 446/1997, art. 5, cc. 1 e 3; art. 11, c. 1, lett. a), n. 5, lett. b), nn. 3 e 4, e c. 4-octies; istruzioni IRAP 2026 |
| Ritenuta del 4% | No: la norma riguarda i contributi pagati dagli enti per conto proprio, non quelli della Commissione; sul pagamento diretto di EISMEA la prassi non tratta il caso in modo espresso e la conclusione si ricava dalle risoluzioni | Art. 28, c. 2 DPR 600/1973; risoluzioni 108/E del 4 agosto 2004 e 51/E dell’11 giugno 2010 |
| IVA | Fuori campo: i risultati restano al beneficiario. L’IVA sugli acquisti resta detraibile e quindi non va nella stima dei costi | Circolare 34/E del 21 novembre 2013; AGA pp. 143 e 367 |
| Università ed enti pubblici di ricerca | Se la ricerca resta attività istituzionale il contributo non è reddito d’impresa; l’IRAP si calcola sulle retribuzioni e il contributo non la sposta | Art. 143, c. 1 TUIR; D.Lgs. 446/1997, artt. 10-bis e 16, c. 2 |
Due punti restano aperti. Il momento del ricavo: la lettura più aderente all’OIC 12 e alla convenzione lo lega al completamento del work package, mentre rilevarlo in proporzione ai costi espone a stornarlo se un work package viene respinto. Va deciso con chi firma il bilancio prima del primo esercizio di progetto. Poi c’è la ritenuta sulla quota che un coordinatore italiano gira a un partner impresa italiano. La lettura più vicina alla prassi la esclude, perché il coordinatore fa da intermediario (risoluzioni 108/E/2004 e 128/E del 18 ottobre 2017), ma su un contributo nazionale l’Agenzia l’ha chiesta al capofila (risposta 586 del 15 settembre 2021). Conviene scrivere nell’accordo di consorzio che il coordinatore fa da intermediario di pagamento. Dal 1° gennaio 2027 le regole restano, con altri numeri: gli artt. 83, 85, 88 e 109 TUIR diventano gli artt. 92, 94, 97 e 118 del D.Lgs. 117/2026.
Cumulo e Registro nazionale degli aiuti
| Con che cosa | Si può? | Perché | Fonte |
|---|---|---|---|
| Altri fondi UE sulle stesse attività (Horizon, FESR, PNRR) | No | Divieto di doppio finanziamento | Convenzione Lump Sum, art. 6.3, lett. b); AGA p. 144 |
| Aiuti di Stato in esenzione sugli stessi costi | Di fatto no | Il finanziamento pubblico totale non può superare il tasso UE più favorevole, qui il 100% | Reg. (UE) 651/2014, art. 8, par. 2 |
| De minimis | Non lo consuma | Il massimale di 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile, riguarda gli aiuti concessi dagli Stati; i fondi concessi direttamente dall’Unione non sono risorse statali | Reg. (UE) 2023/2831, art. 3; Comunicazione sulla nozione di aiuto di Stato (2016/C 262/01), punto 60 |
| Credito d’imposta ricerca e sviluppo (10% fino al 2031) | Solo sui costi non coperti | Base al netto dei contributi per le stesse spese, cumulo entro il costo sostenuto; con un forfait la prassi tace, e la lettura prudente sottrae l’intero contributo dal costo del progetto | L. 160/2019, art. 1, cc. 203-bis e 204 |
| Registro nazionale degli aiuti | Non si registra | Il registro raccoglie aiuti di Stato e de minimis concessi in Italia | L. 234/2012, art. 52 |
| Nota integrativa (L. 124/2017) | Non per i pagamenti di EISMEA | L’obbligo riguarda le pubbliche amministrazioni italiane; se la quota arriva da un’università italiana coordinatrice è prudente indicarla | L. 124/2017, art. 1, cc. 125-bis e 127 |
Esempio di calcolo su tre scenari
Ipotesi: società di capitali, IRES 24%, IRAP 3,9% senza variazioni regionali, nessuna perdita pregressa, costi veri uguali alle stime salvo gli indiretti. Sono esempi: gli importi veri li fissano la convenzione e il bilancio.
Scenario 1: startup da sola, contributo di 2.500.000 euro, 36 mesi in due periodi
| Voce | Euro |
|---|---|
| Costi stimati: personale 1.380.000, acquisti 540.000, subappalto 100.000 | 2.020.000 |
| Indiretti forfettari: 25% di 1.920.000 (il subappalto non li genera) | 480.000 |
| Contributo | 2.500.000 |
| Costi veri, con indiretti reali di 200.000 | 2.220.000 |
| Margine tassabile nell’arco del progetto | 280.000 |
| Ritenuta | 0 |
| IRES 24% | 67.200 |
| IRAP 3,9%, con attestazione per i 552.000 euro di personale di ricerca a termine | 10.920 |
| IRAP senza attestazione | 32.448 |
| Contributo al netto delle imposte | 2.421.880, il 96,9% (96,0% senza attestazione) |
Se il budget include 300 giornate di un socio non stipendiato, si stimano a costo unitario: per le call aperte dal 16 dicembre 2025 sono 9.271 euro diviso 18, cioè 515,06 euro al giorno, per il coefficiente Italia del 93,8%, quindi circa 483 euro (allegato 2a della Commissione, versione 1.11; programma di lavoro Marie Skłodowska-Curie per il 2026 e il 2027, tabella 1). Il coefficiente in vigore all’apertura della call va confermato prima di chiudere il budget. Sono circa 181.000 euro di contributo, indiretti compresi, senza un costo corrispondente: circa 50.500 euro di IRES e IRAP, il 27,9%.
Scenario 2: consorzio di due, PMI italiana e università estera, contributo di 4.000.000 euro, 48 mesi in tre periodi, cioè il consorzio della tabella sulla somma forfettaria. Con una quota di 1.600.000 euro e indiretti reali di 150.000, la PMI ha un margine di 170.000 euro e paga 40.800 euro di IRES e 6.630 di IRAP: le restano 1.552.570 euro, il 97,0%. Se è lei la coordinatrice incassa all’avvio 1.933.333 euro (trattenuta al 5%) o 1.813.333 (all’8%) e ne gira all’università 1.160.000 o 1.088.000 con un riparto proporzionale: non sono ricavi suoi ma un debito verso il partner (risposta 188/2020, punto i). E se non invia all’agenzia il rapporto sulla distribuzione dei pagamenti, risponde dell’intero debito del consorzio (AGA p. 240).
Scenario 3: la cassa della startup dello scenario 1
| Quando (indicativo) | Evento | Trattenuta al 5% | Trattenuta all’8% |
|---|---|---|---|
| Mese 1 | Prefinanziamento: 160% di 1.250.000 = 2.000.000 lordi, meno la trattenuta | 1.875.000 | 1.800.000 |
| Circa mese 17 | Pagamento intermedio: il tetto del 90% (2.250.000) lascia 250.000 | 250.000 | 250.000 |
| Circa mese 41 | Saldo dopo la relazione finale | 250.000 | 250.000 |
| Con il saldo o dopo | Rilascio della trattenuta | 125.000 | 200.000 |
| Variante | Un work package da 800.000 riconosciuto al 50% (quote parziali solo nell’ultimo periodo, convenzione, art. 21.2): il saldo negativo di 150.000 si compensa con la trattenuta | 25.000 da restituire | 50.000 rilasciati |
Il 10% finale arriva circa cinque mesi dopo la fine del progetto (60 giorni per la relazione, 90 per il pagamento: convenzione, Data Sheet, punto 4.2). Il calendario dei work package pesa anche sulle imposte, perché la perdita IRES di un periodo si recupera e la base IRAP negativa no. Se nel primo periodo si chiude un solo work package da 600.000 euro contro 740.000 di costi, e il periodo coincide con l’esercizio, l’IRAP sale da 10.920 a 16.380 euro.
Errori che costano
| Errore | Cosa succede | Fonte |
|---|---|---|
| IVA detraibile nella tabella di budget | Costo non ammissibile: la sovvenzione può essere ridotta anche dopo la fine | AGA p. 143; programma di lavoro, allegato 2, E.1, p. 188 |
| Personale stimato al lordo di un esonero contributivo | La quota non pagata non è un costo sostenuto | AGA p. 51 |
| Socio non stipendiato stimato come personale a costo reale | Va a costo unitario, e la sua quota diventa margine tassato | AGA pp. 65 e 66; allegato 2a, versione 1.11 |
| Prefinanziamento contabilizzato come ricavo | Ricavo e imposte anticipati, e un saldo da restituire se un work package non si chiude | Convenzione, art. 22.3.1; OIC 12, par. 56, lett. f) |
| Nessuna attestazione per il personale di ricerca a termine | IRAP sulla quota che copre quei costi: 21.528 euro nello scenario 1 | D.Lgs. 446/1997, art. 11, c. 1, lett. a), n. 5 |
| Documenti dei costi veri non conservati perché la Commissione non li chiede | Servono per le deduzioni e per il credito ricerca e sviluppo; le scritture si tengono 10 anni | Convenzione, art. 20.1; art. 2220 c.c. |
Come si presenta e come si valuta la domanda
Si presenta solo online: Parte A nel sistema, Parte B in PDF, con le sezioni da 1 a 3 in 30 pagine A4 al massimo, più la tabella di budget.
Attenzione agli avvisi del portale. Il 27 agosto 2026 il portale ha corretto il limite di pagine, che il sistema indicava per errore a 25, e ha reso obbligatorie le sezioni Etica e Sicurezza della Parte B. L’11 settembre 2026 le ha tolte dalla Parte B: le informazioni di base su etica e sicurezza restano obbligatorie nella Parte A. Se hai già caricato la proposta, ricontrollala: lo chiede il portale stesso.
Le fasi sono due, senza colloquio. Nella prima almeno tre esperti valutano ogni proposta, con punteggi da 0 a 5 e mezzi punti ammessi; va avanti solo chi supera tutte e tre le soglie.
| Criterio | Soglia | Peso | Cosa si guarda |
|---|---|---|---|
| Eccellenza | 4 su 5 | 50% | Pertinenza alla sfida, novità oltre lo stato dell’arte, metodologia |
| Impatto | 3,5 su 5 | 30% | Percorsi verso i risultati della sfida, potenziale di innovazione, diffusione |
| Qualità ed efficienza dell’attuazione | 3 su 5 | 20% | Piano di lavoro e rischi, risorse, qualità di chi presenta |
Nella seconda fase esperti e Programme Manager collocano le proposte nelle categorie della sfida e scelgono un insieme coerente: le guide avvertono che i finanziati «are expected to differ» dalla graduatoria. Per questo chiedono di inserire nella proposta una tabella che colloca il progetto nelle categorie. È lì che spieghi perché il portafoglio ha bisogno di te.
Nel 2025 sono arrivate 667 proposte da 71 Paesi, su quattro sfide e 120 milioni (notizia dell’EIC del 5 novembre 2025). Ne sono state finanziate 30 su 647 ammissibili, in media 3,93 milioni, e fra i partecipanti dei progetti scelti il 29% sono imprese private (notizia dell’EIC del 1° aprile 2026 sugli esiti). Quante proposte arriveranno quest’anno non si sa ancora. Per questa call gli esiti sono attesi entro 5 mesi dalla scadenza, verso fine marzo 2027, e la firma entro 8, verso fine giugno: tempi indicativi. Il Seal of Excellence non è previsto, e il riesame vale solo per vizi di procedura, entro 30 giorni.
Dopo la firma: portafoglio, revisioni e strade successive
La convenzione si prepara entro tre mesi dalla lettera di ammissione, già con il Programme Manager e la roadmap della sfida. Da lì il progetto non va più per conto suo:
- portafoglio: quattro gruppi di lavoro, riunioni online circa ogni tre mesi, una riunione in presenza all’anno, un rapporto sulle attività comuni per ogni periodo;
- revisioni: sulle milestone, con esperti indipendenti; il progetto può essere modificato, sospeso o risolto, anche quando la roadmap cambia e non si trova un accordo;
- risultati: il Programme Manager può chiedere informazioni in ogni momento, e l’Agenzia può opporsi a cessioni e licenze esclusive della proprietà intellettuale.
Poi si aprono i Booster, importi fissi fino a 50.000 euro (di norma al massimo tre per progetto), EIC Transition e il Fast Track verso l’Accelerator. Su Transition però non faremmo conto nel piano: chiede un progetto avviato da più di 18 mesi, e con la firma verso metà 2027 la domanda cadrebbe dopo il programma di lavoro 2027, con regole che oggi non si conoscono. Le Challenges non fanno per te se non puoi dedicare persone al portafoglio, se ti servono incassi regolari o se lavori su applicazioni militari.
Non confondere le Challenges con gli altri strumenti EIC.
- Pathfinder Open: nessun tema predefinito, solo consorzi di almeno tre soggetti in tre Paesi. La call 2026, da 166 milioni, si è chiusa il 12 maggio con 2.103 proposte; la prossima è attesa con il programma di lavoro 2027.
- EIC Transition: porta verso il mercato risultati a TRL 3 o 4 di progetti già finanziati, con contributi fra 0,5 e 2,5 milioni; la call 2026 si è chiusa il 16 settembre.
- EIC Accelerator: singole PMI e startup con una tecnologia che ha completato il TRL 5, sovvenzione al 70% sotto i 2,5 milioni più equity, colloquio con la giuria, dual use ammesso.
Domande frequenti su EIC Pathfinder Challenges
Una startup con un ente pubblico nel capitale può presentare da sola?
Dipende da quanto pesa l’ente. Da sola presenta solo una PMI, e non lo è la startup collegata a un gruppo che supera le soglie, o con almeno il 25% in mano a enti pubblici fuori dalle eccezioni. Fra le eccezioni ci sono università e centri di ricerca senza scopo di lucro, società pubbliche di partecipazione, investitori istituzionali e fondi di sviluppo regionale, piccole autorità locali (Raccomandazione 2003/361/CE, allegato, art. 3).
Si possono chiedere più di 4 milioni di euro?
Sì, se l’importo è debitamente giustificato: nessuna delle tre sfide fissa un limite diverso. Ma nel 2025 la media dei progetti finanziati è stata di 3,93 milioni.
Se la proposta non passa, si può ripresentare?
Sì, a una futura call Pathfinder Open, adattandola ai suoi criteri e al suo modulo, dove però serve un consorzio di almeno tre soggetti. Si può anche presentare a più call EIC, ma se la stessa proposta supera la selezione in più call ne viene scelta una sola.
Nelle Challenges ci sono il colloquio e il Seal of Excellence?
No. I colloqui con la giuria riguardano Transition, Accelerator e STEP, e il Seal of Excellence non è previsto. Il riscontro arriva con l’Evaluation Summary Report, che a chi resta fuori con un punteggio più alto di un finanziato spiega anche le ragioni di portafoglio.
Quanto deve durare un progetto Pathfinder Challenges?
Il programma di lavoro non fissa una durata, e per le FAQ dell’EIC deve essere adatta allo scopo; fa eccezione l’invecchiamento in salute, dove la guida raccomanda con forza 5 anni. La durata decide quanti periodi di rendicontazione ci sono, e quindi quanto pesa l’anticipo: con due periodi il prefinanziamento normale vale l’80% del contributo.
Si può usare l’intelligenza artificiale generativa per scrivere la proposta?
Sì, le regole dell’EIC lo consentono, a condizione di dichiararlo nella proposta.
Serve il PIC validato per presentare la domanda?
No. Il PIC, il codice identificativo del partecipante, va ottenuto registrandosi nel Participant Register prima dell’invio; la validazione arriva nella preparazione della convenzione. Per un laboratorio universitario il PIC è quello dell’ateneo o dell’ente.
Come procedere da qui al 28 ottobre
- Scegli la sfida sulla guida, non sul titolo.
- Decidi se presentare da solo o in consorzio e registra il PIC.
- Costruisci il budget per work package, portafoglio compreso.
- Prima dell’invio ricontrolla la Parte A su etica e sicurezza.
Per le altre call europee dell’anno c’è il nostro calendario dei bandi europei 2026. Se il progetto è già oltre la ricerca e cerchi un contributo nazionale o regionale, parti dall’elenco mensile dei bandi a fondo perduto aperti in Italia.
Sfida e configurazione si scelgono prima di scrivere la proposta, non dopo. Compila il form in alto e ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa: requisiti, partenariato e tabella di budget li controlliamo insieme.
Fonti ufficiali verificate il 2 ottobre 2026. Commissione europea, programma di lavoro EIC 2026, allegato alla decisione C(2026) 4080, versione corrente del 17 giugno 2026, sezione II.2 e allegati 1, 2, 3, 5 e 6. Pagine delle tre sfide sul portale Funding & Tenders, con date, budget e avvisi: topic 01-01, materiali avanzati per la raccolta di energia; topic 01-02, biotecnologie per l’invecchiamento in salute; topic 01-03, DeepRAP. Guide delle sfide, elenco dei Paesi e notizia sugli esiti 2025 sono linkati nel testo, norme e prassi fiscali citate nel testo vigente al 2 ottobre 2026.
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