Il bando turismo Campania 2026 è l’avviso «Sostegno per la realizzazione di interventi volti a valorizzare e promuovere la destinazione Campania», pubblicato il 28 settembre 2026 dall’Agenzia regionale Campania Turismo. Lo finanziano la parte corrente 2026 del Fondo unico nazionale per il turismo (FUNT) e la Regione. Copre a fondo perduto fino al 60% delle spese correnti di un progetto turistico, con un tetto di 50.000 euro per impresa e una spesa minima di 30.000 euro. Le domande si inviano solo sulla piattaforma dell’Agenzia, fino alle 23:59 del 28 ottobre 2026.
Non è un bando per alberghi e ristoranti. Partecipano agenzie di viaggio, tour operator e imprese di intrattenimento, escursionismo, produzione video, pubblicità e comunicazione con una sede operativa o un’unità locale in Campania. Decide una graduatoria a punti, non l’ordine di invio. Al 2 ottobre 2026 sono disponibili 958.000 euro sui 1.916.000 programmati.
Il bando turismo Campania 2026 in sintesi
- Chi: MPMI con una sede operativa o un’unità locale in Campania, uno dei nove codici ATECO 2025 dell’avviso, anche secondario, e almeno 100.000 euro di fatturato medio annuo nel triennio da attività analoghe.
- Quanto: fino al 60% delle spese ammissibili e fino a 50.000 euro, in de minimis; il progetto minimo da 30.000 euro vale al massimo 18.000 euro.
- Spese: solo correnti; esclusi gli acquisti di immobili, macchinari, attrezzature, arredi e altri beni durevoli, mentre attrezzature e arredi si possono noleggiare.
- Quando: dal 28 settembre alle 23:59 del 28 ottobre 2026; il progetto parte dopo l’invio.
- Come: piattaforma dell’Agenzia, procedura G00550, poi graduatoria su 100 punti con soglia 60.
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Chi resta fuori. Alloggio (alberghi, B&B, case vacanza, campeggi), ristorazione, guide e accompagnatori turistici, lidi, sale da ballo, parchi divertimento, guide alpine e influencer marketing non hanno il codice in elenco. Si entra solo esercitando davvero una delle nove attività come secondaria, con un progetto su quella. Fuori anche chi non ha 100.000 euro di fatturato medio. Per le strutture ricettive ci sono i fondi per B&B e case vacanza e, per investimenti da 1 a 15 milioni, il Green Tour del Ministero del Turismo, aperto fino alle 17:00 dell’8 ottobre 2026.
| Voce | Cosa prevede l’avviso | Dove |
|---|---|---|
| Atti | Avviso dell’Agenzia del 28/09/2026, che attua la DGR Campania n. 320/2026 | Art. 1 |
| Fondi | Alla data dell’avviso disponibili solo i 958.000 euro regionali; la quota FUNT non risultava ancora assegnata | Art. 3 |
| Pagamento | Tre tranche al massimo, con anticipo fino al 40% su fideiussione | Art. 15 |
Gli atti dietro l’avviso FUNT Campania e quanti soldi ci sono davvero
L’avviso attua la DGR n. 320 del 25 giugno 2026 (BURC n. 34 del 29 giugno), che ha programmato 1.916.000 euro. Sono 958.000 dal riparto del FUNT di parte corrente (decreto del Ministro del Turismo prot. 82687 del 27 maggio 2026) e altrettanti regionali, perché l’atto di programmazione del fondo (DM 43830 del 26 marzo 2026) chiede un cofinanziamento di almeno il 50%. Il FUNT è del Ministero del Turismo (legge 234/2021, art. 1, comma 366, e DM 39068 del 18 marzo 2026). L’avviso invece non è sul BURC, e la determina che lo approva non risulta pubblicata: il modulo di domanda ne lascia in bianco numero e data. Dove l’avviso tace valgono il Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025), le norme sugli aiuti di Stato e le regole del FUNT (art. 1, comma 5).
958.000 euro disponibili su 1.916.000: quanti progetti si finanziano
Per l’art. 3 le risorse FUNT «non risultano ancora assegnate» alla Regione: si finanzia in ordine di graduatoria con i 958.000 euro regionali, e il FUNT, se arriverà, potrà finanziare gli ammessi rimasti senza fondi, nell’ordine della graduatoria, ma solo per progetti e spese compatibili con i termini del FUNT (art. 3, commi 7 e 8). La notizia della Regione del 30 settembre parla di 1.916.000 euro disponibili, ma fa fede l’avviso. Con 958.000 euro si pagano 19 progetti al tetto oppure 53 progetti minimi; con il FUNT, 38 o 106 (conti nostri). Superare i 60 punti, quindi, non basta: bisogna stare in alto.
Da non confondere. La quota del 20% del FUNT, gestita dal Ministero, era per enti pubblici, concessionari di beni pubblici, università, fondazioni, associazioni, terzo settore e partenariati fra pubblico e privati: domande dal 30 aprile al 30 maggio 2026, graduatoria approvata il 16 settembre 2026. Il Turismo Eco-Sociale, l’avviso per le strutture ricettive, dava il 75% fino a 100.000 euro e ha chiuso il 30 gennaio 2026. Le «Azioni diffuse per la competitività regionale sul mercato turistico culturale nazionale e internazionale» (DGR 641/2025 e DGR 506 del 17 settembre 2026) sono il piano di marketing dell’Agenzia, non un avviso per le imprese.
Chi può partecipare: agenzie di viaggio, tour operator e altri sette codici ATECO
Il primo filtro è il codice. L’art. 4 ammette nove codici ATECO 2025, come attività prevalente o secondaria, e averne uno «costituisce condizione di ammissibilità».
| Codice ATECO 2025 | Attività | Cosa tenere presente |
|---|---|---|
| 79.11.00 | Agenzie di viaggio | Progetto sull’offerta turistica campana, non sulla vendita ordinaria |
| 79.12.00 | Tour operator | Vale anche come secondaria di un albergo, se esercitata davvero |
| 93.29.99 | Altre attività di intrattenimento e divertimento | Lidi, sale da ballo e parchi divertimento hanno codici propri, esclusi |
| 93.19.99 | Altre attività sportive varie | Solo turismo ecologico, escursionismo e attività in natura |
| 59.11.00 | Produzione cinematografica, di video e programmi televisivi | Progetto rivolto alla fruizione turistica |
| 73.11.01 e 73.11.02 | Ideazione e conduzione di campagne pubblicitarie e di marketing | Come sopra; l’influencer marketing (73.11.03) è escluso |
| 82.99.99 | Altri servizi di supporto alle imprese | Progetto riferito all’offerta turistica campana e collegamento diretto con la fruizione turistica da dimostrare (art. 4, commi 7 e 8) |
| 73.30.02 | «Attività di comunicazione», per l’avviso | Per l’Istat è l’informazione scientifica sui farmaci; la comunicazione è il 73.30.09 |
Per nessun codice basta averlo: il progetto deve riguardare l’attività turistica esercitata e l’offerta della Campania (art. 4, comma 7). Per sport, attività ricreative, cultura, comunicazione, marketing e intrattenimento deve essere anche «direttamente riferito alla fruizione turistica» (art. 4, comma 9). Un piano marketing generico per clienti terzi non rientra; la promozione di un itinerario per visitatori può rientrare. Il 73.30.02 è un caso a parte, perché nella struttura ufficiale ATECO 2025 dell’Istat indica un’altra attività. Chi fa comunicazione con il 73.30.09 chieda per PEC ad [email protected] quale valga.
Attività secondaria: quando un albergo o un ristorante può entrare
L’attività ammessa può essere secondaria se è effettivamente esercitata alla data della domanda, risulta dai documenti ufficiali ed è quella del progetto (art. 4, comma 6). Un albergo con un ramo di tour operator attivo presenta un progetto su quel ramo, non sulle camere. La verifica si fa sui registri, e un codice aperto solo per partecipare, senza attività vera, non regge. Se l’attività nuova parte sul serio, può cambiare anche l’inquadramento. Per l’INPS lo spettacolo sta nel settore industria, le attività turistiche nel terziario (art. 49, comma 1, L. 88/1989); all’INAIL la variazione del rischio si denuncia entro 30 giorni (art. 12 DPR 1124/1965). Ne parliamo nella guida alla riclassificazione ATECO 2025 nei bandi.
Sede in Campania e gli altri requisiti
Serve una sede operativa o un’unità locale in Campania, quella interessata dal progetto («oggetto dell’intervento»), già alla domanda (art. 5, comma 1, lettera d). L’Allegato 2 accetta anche l’impegno ad aprirla «entro il momento del primo pagamento», ma l’avviso non lo prevede: meglio aprirla prima di inviare. La dimensione di MPMI segue l’Allegato I del Regolamento UE 651/2014, contando le imprese collegate e associate. Poi DURC e antimafia, niente procedure concorsuali né revoche regionali totali negli ultimi tre anni, polizza catastrofale «ove applicabile», nessuna delocalizzazione vietata dal Codice degli incentivi. Chi ha meno di dodici mesi prova l’esercizio effettivo.
Il fatturato: 100.000 euro di media e spese fino alla metà
È il requisito che taglia di più. L’art. 5, comma 1, lettera n chiede un fatturato medio annuo di almeno 100.000 euro nell’ultimo triennio per attività analoghe, e spese ammissibili non oltre il 50% del fatturato medio annuo del triennio. La spesa massima la decide il fatturato. Restano fuori molte microimprese e quasi tutte le imprese nuove, senza esercizi chiusi. Prima di tutto chiedi all’Agenzia quale fatturato conti (ricavi di bilancio, volume d’affari IVA o dichiarazione), se il 50% si calcoli sul totale o sulle sole attività analoghe e come si faccia la media con uno o due esercizi: l’avviso non lo dice.
Quanto si ottiene: cinque casi con il fatturato che serve
Le spese ammissibili sono i costi diretti più un forfait del 7% per i costi indiretti. Il contributo è la percentuale che chiedi, al massimo il 60% e fino a 50.000 euro; almeno il 40% resta all’impresa. Un contributo minimo non c’è: i 30.000 euro sono la spesa minima.
| Caso (euro, conti nostri sull’avviso) | Spesa ammissibile | Contributo | A carico dell’impresa | Fatturato medio minimo | Punti nel criterio D |
|---|---|---|---|---|---|
| Progetto minimo | 30.000 | 18.000 al 60% | 12.000 | 100.000 | 0 |
| Impresa con 100.000 di fatturato medio | 50.000 | 30.000 al 60%, o 25.000 al 50% | 20.000 o 25.000 | 100.000 | 0 o 10 |
| Tetto pieno al 60% | 83.333,33 | 50.000 | 33.333,33 | 166.666,67 | 0 |
| Tetto pieno chiedendo il 50% | 100.000 | 50.000 | 50.000 | 200.000 | 10 |
| Oltre il tetto | 120.000 | 50.000, pari al 41,67% | 70.000 | 240.000 | 10, se la commissione accetta il 41,67% come percentuale chiesta (caso dubbio) |
I 50.000 euro sono il caso limite: al fatturato minimo il contributo massimo è 30.000 euro. Sulla spesa minima resta un dubbio: il formulario conta il forfait nei 30.000 euro (bastano 28.037,38 euro di costi diretti), ma l’Agenzia potrebbe guardare ai soli costi documentati. Per stare tranquilli servono almeno 30.000 euro di soli costi diretti: spesa ammissibile 32.100 euro, contributo massimo 19.260.
Spese ammesse ed escluse: solo costi correnti
L’avviso paga solo spese di natura corrente legate al progetto (art. 7):
- A, costi operativi: affitto di spazi a uso esclusivo del progetto; noleggio di attrezzature, strumentazione e arredi; compensi di tecnici, curatori ed esperti, con viaggi e alloggi fino al 10% dei compensi; sicurezza degli eventi;
- B, servizi: progettazione, traduzioni, commercializzazione, accoglienza e accompagnamento dei turisti;
- C, digitale: piattaforme di promozione, prenotazione e vendita;
- D, promozione: comunicazione, grafica, contenuti audiovisivi ed editoriali;
- E, diritti: licenze, contenuti, banche dati;
- F, costi indiretti: forfait del 7% dei costi diretti, che copre anche personale amministrativo e utenze.
Sono esclusi gli acquisti di immobili, macchinari, attrezzature, arredi e beni durevoli, le spese patrimoniali, il funzionamento ordinario, gli oneri finanziari e l’IVA recuperabile. Attrezzature e arredi si noleggiano, non si comprano. Il personale interno non ha una voce a costo reale. Licenze e piattaforme pluriennali capitalizzabili rischiano di diventare spese patrimoniali: meglio servizi, canoni e abbonamenti, e una domanda all’Agenzia se il progetto ruota su un bene digitale.
Il progetto parte dopo l’invio e finisce quando lo dirà la concessione
Un ordine firmato prima dell’invio fa cadere il progetto. L’avvio coincide con il primo impegno giuridicamente vincolante, cioè un ordine o un contratto di servizio, e deve arrivare dopo la domanda (art. 6, commi 5 e 6). Dopo l’invio puoi cominciare, ma a tuo rischio.
La fine la fisseranno concessione e convenzione, «in ogni caso» nel rispetto dei termini del FUNT (art. 6, comma 7). Ma i calendari non coincidono:
| Quando | Cosa | Fonte |
|---|---|---|
| 28/10/2026, ore 23:59 | Chiusura delle domande; spese solo dopo l’invio | Procedura G00550 |
| 31/12/2026 | Termine del FUNT: interventi avviati e conclusi entro l’anno, spese dal 01/01 al 31/12/2026, nessuna proroga | Atto di programmazione FUNT 2026, artt. 5 e 7 |
| Da ottobre 2026 a marzo 2027 | Cronoprogramma proposto dal formulario | Allegato 1 |
| Fine 2026 e 2027 | Scheda della delibera: esecuzione dall’ultimo periodo del 2026 a buona parte del 2027, chiusura e rendicontazione nell’ultimo periodo del 2027 (i mesi non sono indicati) | DGR 320/2026 |
Al 2 ottobre 2026 una data certa di fine non c’è. Serve un progetto che regga un calendario corto, e una domanda all’Agenzia sul termine, soprattutto per chi dipenderà dal FUNT.
Come si presenta la domanda sulla piattaforma G00550
Si invia solo sulla piattaforma telematica dell’Agenzia Campania Turismo, procedura G00550 (art. 9). Il software la classifica come «Indagine di mercato», ma non è una gara.
- Registrazione dell’impresa, con la guida in «Istruzioni e manuali» e l’help desk tecnico.
- Domanda e allegati: formulario (Allegato 1), requisiti (2), de minimis (3), regime IVA (4), preventivi, curriculum del responsabile di progetto, eventuali rating di legalità e accordi con i partner.
- Firma digitale del legale rappresentante, in formato PAdES, e bollo da 16 euro.
- Invio: caricare non basta, la domanda esiste solo con l’invio e la ricevuta. Entro la scadenza si può ritrasmettere e vale l’ultima; una domanda per impresa.
Poi l’Agenzia verifica i requisiti e una commissione con la Direzione regionale Politiche culturali e turismo valuta il merito; la graduatoria esce sul sito dell’Agenzia. I tempi non sono indicati, benché il Codice degli incentivi chieda ai bandi di fissarli (art. 13). Per i dubbi: PEC [email protected], telefono 081 4107211.
Come si vince la graduatoria: 100 punti, soglia 60
Il punteggio dell’art. 11:
| Criterio | Cosa premia | Punti |
|---|---|---|
| A.1 Qualità | Coerenza, cronoprogramma mensile o trimestrale, indicatori, analisi di mercato | 20 |
| A.2 Comunicazione | Media, misura dei risultati, campagne regionali (3), nazionali (4) o estere (5) | 15 |
| A.3 Integrazione | Partner del turismo con accordo (5); due operatori di cultura o artigianato (5) | 10 |
| B Innovazione | Livello di innovazione (fino a 5); multimedia, prenotazione online o fruizione digitale (10) | 15 |
| C Stagione e luogo | Bassa o media stagione (3); aree interne, borghi, comuni non costieri (2) | 5 |
| D Cofinanziamento | Un punto per ogni punto percentuale chiesto sotto il 60% | 10 |
| E Responsabile di progetto | Almeno 5 anni nel ruolo (fino a 4), certificazioni o laurea (fino a 3), progetti pubblici analoghi (fino a 3) | 10 |
| F Donne e giovani | Almeno metà delle risorse umane del progetto donne o under 41 | 5 |
| G Accessibilità | Fruizione per persone con disabilità e fasce meno incluse | 10 |
| Premialità | Rating di legalità, solo da 60 punti in su | 5 |
Quaranta punti (A.3, il digitale del B, C, D ed F) dipendono da scelte di progetto e documenti, non dal giudizio della commissione. Per l’F conviene un elenco nominativo con ruolo, genere ed età. A parità contano, nell’ordine, il punteggio del criterio A, il contributo richiesto più basso e il protocollo.
Il criterio D: chiedere il 50% vale 10 punti, e a volte è gratis
Al fatturato minimo la scelta è secca: 30.000 euro al 60% senza punti D, oppure 25.000 al 50% con 10 punti, quanti ne vale un sistema di prenotazione online. Costa 5.000 euro lordi, 3.551,50 netti per una srl, e aiuta negli spareggi. Con almeno 100.000 euro di spesa il 50% non costa nulla. L’avviso non chiarisce come si contino i punti frazionari, né se valga una percentuale scesa sotto il 60% solo per il tetto: nel formulario scrivi quella che chiedi.
Otto motivi di esclusione scritti nell’avviso
- un requisito dell’art. 5 mancante alla domanda;
- codice ATECO fuori elenco o scollegato dal progetto;
- spesa sotto i 30.000 euro;
- attività di gestione ordinaria;
- progetto avviato prima della domanda;
- fatturato sotto soglia o spese oltre il 50%;
- domanda caricata ma non inviata, o mandata fuori piattaforma;
- punteggio sotto 60.
Dopo la graduatoria: concessione, anticipo e rendicontazione
Per ogni progetto finanziato l’Agenzia adotta un decreto con spesa ammessa, contributo, CUP, termini e cause di revoca; poi si firma la convenzione. Il CUP, codice unico di progetto, lo chiede il beneficiario.
- Anticipo fino al 40%, da chiedere entro due mesi dal decreto, con fideiussione o polizza a prima richiesta.
- Tranche al massimo tre: fino al 90%, poi saldo del 10% a rendiconto completo. Con meno spesa riconosciuta il contributo si ridetermina.
- Pagamenti da un conto corrente dedicato, provati con bonifico, estratto conto e dichiarazione del fornitore.
- Fatture con CUP e dicitura «FUNT 2026», avviso ed estremi del decreto, da comunicare ai fornitori prima che fatturino.
- Controlli documentali e in loco; variazioni sostanziali autorizzate prima, mai con aumento del contributo.
- Trasparenza: da 10.000 euro incassati nell’anno scatta l’obbligo di pubblicare i contributi pubblici ricevuti (legge 124/2017), salvo gli aiuti già nel Registro nazionale degli aiuti.
- Revoca: restituzione con interessi al tasso BCE, più 5 punti se la causa è imputabile all’impresa; niente maggiorazione per rinuncia o minori spese.
De minimis e cumulo: cosa controllare prima di firmare
È un aiuto de minimis (Regolamento UE 2023/2831). L’impresa unica, cioè il gruppo legato da rapporti di controllo, riceve al massimo 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile, contati dalla concessione e non dal bonifico. Il plafond si consuma al lordo delle imposte, e se non basta il contributo si riduce (art. 8, comma 9). L’Agenzia verifica sul Registro nazionale degli aiuti, ma nell’Allegato 3 vanno dichiarati anche gli aiuti fiscali già fruiti e non ancora registrati. Per sapere quanto margine resta, il metodo in tre passi è nella guida su impresa unica e plafond de minimis residuo.
Altri aiuti sugli stessi costi non si cumulano oltre i limiti europei, né mai con doppio finanziamento (art. 8, comma 10). Sulle somme del FUNT l’atto di programmazione è più severo e prevede la revoca se il progetto ottiene altri contributi pubblici, de minimis compresi: lo stesso progetto non va finanziato altrove.
Come si tassa e si contabilizza il contributo: conto esercizio, ritenuta e IVA
Il contributo finanzia solo spese correnti, quindi è tutto in conto esercizio. Per l’Agenzia delle Entrate conta la finalità della somma (risposta n. 494/2020), e fiscalmente è un ricavo (art. 85, comma 1, lettera h, TUIR).
- Ritenuta del 4% su ogni pagamento, anticipo compreso, e sull’intero importo, perché nessuna quota finanzia beni strumentali (art. 28, comma 2, DPR 600/1973). È un acconto d’imposta, non un costo.
- Contabilità ordinaria: voce A5, fra i contributi in conto esercizio, nell’esercizio in cui il diritto è certo (OIC 12), di regola dal decreto di ammissione e via via che si spende. Concorre a IRES e IRAP, e l’IRAP in Campania è al 4,97%, non al 3,9%. Se il contributo poi si riduce, la differenza è una sopravvenienza passiva.
- Contabilità semplificata: si tassa per cassa, tranche per tranche. Niente IRAP per la ditta individuale, sì per snc e sas; per titolari e soci cresce la base INPS. Sull’anticipo manca una prassi, e la lettura prudente lo tassa all’incasso.
- Forfetario: praticamente fuori, perché il regime si perde sopra i 100.000 euro di ricavi.
Il contributo va nella voce A5, non fra i ricavi delle vendite (voce A1): se l’Agenzia guarderà la A1, come si fa per la dimensione d’impresa, non conterà per i 100.000 euro. Dal 2027 gli articoli passano nei nuovi testi unici, a contenuto invariato. Il dettaglio è nelle guide al contributo in bilancio, conto impianti o conto esercizio e alla tassazione dei contributi a fondo perduto fra IRES, IRAP e ritenuta.
IVA: per agenzie e tour operator non è tutta un costo
L’IVA è ammissibile solo se non è recuperabile, e il regime va dichiarato nell’Allegato 4. Quando entra, conta anche nel forfait e nei 30.000 euro. Nel regime dell’art. 74-ter di agenzie e tour operator è indetraibile solo l’IVA su beni e servizi di terzi a diretto vantaggio dei viaggiatori. Quella su promozione, consulenze e servizi digitali si detrae, e resta fuori dal contributo anche se nell’Allegato 4 si barra il 74-ter. Per l’intrattenimento con la detrazione forfettaria al 50% (art. 74, comma 6) le letture sono due: IVA sugli acquisti come costo definitivo, che il testo dell’avviso sostiene, oppure detrazione forfettaria come recupero. La scelta va motivata nell’Allegato 4, e per prudenza i 30.000 euro vanno raggiunti senza l’IVA.
Quanto resta dopo le imposte: tre casi
| Euro, conti nostri con le aliquote 2026 | Tour operator srl, ordinaria, al tetto | Agenzia di viaggi snc, semplificata, progetto minimo | Agenzia di comunicazione srl, chiede il 50% |
|---|---|---|---|
| Spesa ammissibile | 85.600 | 30.000 | 50.000 |
| Contributo | 50.000, il 58,41% per il tetto | 18.000 | 25.000 |
| Imposte sul contributo | 14.485 | 5.380,49 | 7.242,50 |
| Contributi INPS dei soci | Non dovuti | 4.406,40 | Non dovuti |
| Contributo netto, sulla spesa | 35.515, il 41,49% | 8.213,11, il 27,38% | 17.757,50, il 35,52% |
| Cassa da anticipare, costi più IVA | 97.600 | 34.205,60 | 57.009,34 |
Ipotesi: IRES al 24% e IRAP campana al 4,97%; per la snc due soci con IRPEF marginale al 33% e contributi da commercianti al 24,48%; IVA al 22%, detraibile. Nella srl al tetto il contributo copre il 58,41% della spesa, perché il tetto ferma il 60%, e dopo IRES e IRAP il netto ne copre il 41,49%. E la cassa esce prima dell’anticipo, che chiede una fideiussione.
Se non rientri: le alternative
Per comprare beni strumentali serve un bando per investimenti: in regione i cinque canali del fondo perduto in Campania, per il settore gli incentivi nazionali per le imprese turistiche. Con poco fatturato o un’impresa giovane, guarda il calendario mensile dei bandi a fondo perduto aperti.
Domande frequenti sul bando turismo Campania 2026
Ho un B&B o un albergo in Campania: posso partecipare?
Con la sola attività ricettiva no. Serve una delle nove attività ammesse, per esempio il tour operator, effettivamente esercitata come secondaria e oggetto del progetto, più almeno 100.000 euro di fatturato medio da attività analoghe.
Un’agenzia di viaggi aperta nel 2025 può fare domanda?
Difficilmente. Serve un fatturato medio di almeno 100.000 euro nel triennio, e l’avviso non dice come si calcoli la media con uno o due esercizi. Chiedilo all’Agenzia per PEC prima di preparare il progetto.
Con il contributo posso comprare attrezzature o un mezzo?
No. L’avviso esclude l’acquisto di macchinari, attrezzature, arredi e beni durevoli; il noleggio di attrezzature, strumentazione e arredi rientra invece nella categoria A, mentre sul noleggio di un mezzo l’avviso non dice nulla: chiedi all’Agenzia.
Posso mettere a budget il costo dei miei dipendenti?
Non come voce a sé. L’avviso ammette i compensi di tecnici, curatori ed esperti, mentre il personale amministrativo sta nel forfait del 7%. Se il progetto si regge sul personale interno, chiedi prima all’Agenzia.
Ho sede a Roma: posso partecipare con un’unità locale a Napoli?
Sì, se l’unità locale esiste quando invii la domanda ed è quella interessata dal progetto, cioè l’unità «oggetto dell’intervento» (art. 5, comma 1, lettera d). Le azioni possono rivolgersi anche ai mercati nazionali ed esteri, che nel criterio A.2 valgono più punti di quelli regionali, purché promuovano l’offerta turistica della Campania. Il modulo accetta anche l’impegno ad aprirla entro il primo pagamento, ma prevale l’avviso: senza conferma scritta dell’Agenzia, aprila prima.
Due società dello stesso gruppo possono presentare due domande?
L’avviso esclude il collegamento o il controllo con un’altra partecipante solo quando viola le norme, fraziona artificiosamente il progetto o aggira i requisiti (art. 5, comma 1, lettera m). L’Allegato 2, invece, fa dichiarare di non essere associati né collegati ad altre richiedenti (lettera l): con il modulo così com’è, due società dello stesso gruppo non possono firmarlo entrambe. Avviso e modulo non coincidono, quindi prima di presentare due domande serve una risposta scritta dell’Agenzia. Se formano un’impresa unica, il plafond de minimis è uno solo.
Quando arrivano i soldi?
Dopo il decreto di concessione, che l’avviso non data. Entro due mesi puoi chiedere l’anticipo fino al 40% con fideiussione, poi tranche fino al 90% e saldo a rendiconto, al netto della ritenuta del 4%.
Il contributo del bando turismo Campania è tassato?
Sì. È un contributo in conto esercizio: ritenuta del 4% su ogni pagamento, poi IRES o IRPEF e IRAP, che in Campania è al 4,97%. Nel nostro esempio, a una srl che prende 50.000 euro ne restano 35.515.
Come procedere entro il 28 ottobre 2026
Conviene se
hai un progetto turistico già definito, fornitori pronti a partire dopo l’invio e un fatturato medio almeno doppio della spesa, mai sotto i 100.000 euro.
- Controlla in visura codice ATECO e attività esercitata; con il 73.30.09 o un’attività secondaria, chiedi conferma all’Agenzia.
- Calcola il fatturato medio del triennio: la spesa massima è la metà.
- Scegli la percentuale guardando il criterio D, e scrivila nel formulario.
- Raccogli preventivi, curriculum e accordi senza firmare ordini, poi invia con qualche giorno di margine e conserva la ricevuta.
Hai un’agenzia, un tour operator o un’impresa dell’intrattenimento in Campania? Compila il form in alto: ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa e prima del 28 ottobre controlliamo con te codice ATECO, fatturato e punteggio.
Fonti: avviso dell’Agenzia Campania Turismo del 28/09/2026 (PDF, 30 pagine) e pagina dell’avviso sul sito dell’Agenzia Campania Turismo; procedura G00550 sulla piattaforma dell’Agenzia, con la modulistica; DGR Campania n. 320 del 25/06/2026 sul BURC n. 34 del 29/06/2026, pagine da 302 a 308 del fascicolo; decreto del Ministro del Turismo prot. 82687 del 27/05/2026, riparto del FUNT di parte corrente 2026. Determina di approvazione non reperita fra gli atti pubblicati dall’Agenzia al 2 ottobre 2026. Abbiamo letto l’atto per intero e verificato lo stato il 2 ottobre 2026: nessuna FAQ, proroga o rettifica pubblicata.
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