Italian Monitor Shopping Tourism: chi è il turista che viaggia per shopping e come accoglierlo


L’edizione 2026 dell’Italian Monitor dello Shopping Tourism è stata presentata a Parma nell’ambito della giornata annuale di studio e confronto, un formato inaugurato nel 2016 da Risposte Turismo per analizzare le dinamiche dello shopping tourism: in Italia e nel mondo.

Un momento di incontro e dialogo per gli operatori appartenenti tanto al mondo del turismo quanto a quello del retail. Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ha presentato l’edizione di quest’anno di Shopping Tourism Italian Monitor. Negli scorsi anni il rapporto di ricerca ha approfondito i mercati statunitense, francese e tedesco, quest’anno l’analisi della domanda si è concentrata, oltre che sull’Italia, sul Regno Unito e sulla Spagna, mercati particolarmente rilevanti per l’incoming nazionale. Il Regno Unito è il terzo Paese europeo per arrivi in Italia e il terzo in assoluto per spesa turistica, mentre la Spagna è il settimo mercato europeo per arrivi e il quinto per spesa.

«I risultati dell’indagine confermano che Spagna e Regno Unito sono due mercati ai quali l’Italia deve guardare con particolare attenzione. – ha affermato di Cesare – Già rilevanti per il nostro incoming e per la spesa turistica, mostrano una forte familiarità con i viaggi motivati dallo shopping e un interesse molto elevato verso il nostro Paese. Il fatto che, tra gli shopping tourist intervistati, quasi tutti gli spagnoli e circa nove britannici su dieci abbiano già viaggiato in Italia per fare acquisti o desiderino farlo, testimonia la forza della nostra offerta ma anche un potenziale ancora da trasformare pienamente in valore. L’indagine ci dice che la capacità attrattiva dell’Italia non dipende soltanto dalla convenienza o dalla presenza dei grandi marchi: entrano in gioco la qualità e il design, il fascino dei luoghi, le produzioni tipiche e le botteghe artigiane. La sfida per destinazioni e operatori è dunque passare da un’attrattività in parte spontanea a una proposta di shopping tourism più riconoscibile, organizzata e integrata con l’esperienza complessiva del viaggio».

L’Italian Monitor dello Shopping Tourism 2026 fornisce molti dati interessanti; tra questi evidenzia che del campione intervistato, composto da britannici e spagnoli, il 71% dei turisti spagnoli e il 67% di quelli dal Regno Unito hanno già viaggiato per fare shopping. Si muovono per fare acquisti soprattutto viaggiatori tra i 18 e i 29 anni che sono il 72% nel Regno Unito e l’81% in Spagna.

I turisti britannici sono quelli che hanno scelto meno il nostro Paese per una vacanza all’insegna dello shopping (41%) ma che sono maggiormente interessati a farlo in futuro (48%). Tra gli shopping tourist spagnoli, invece, il 70% ha già viaggiato in Italia per shopping e il 29% vorrebbe farlo. Lo shopping tourist britannico e spagnolo sceglie soprattutto mercatini, bancarelle di prodotti tipici e piccole botteghe di artigiani locali. «L’appuntamento di quest’anno di Shopping Tourism è stato particolarmente ricco di contenuti. – ha concluso di Cesare – Si è parlato dell’Italia come destinazione di shopping, di cibo e di vini in quanto prodotti della gastronomia locale che i turisti chiedono e vogliono portare a casa, di Parma, la città che ci ha ospitati, di GenZ e di tanto altro. Il nostro Monitor, edizione 2026, rivela che l’Italia continua ad essere una destinazione di shopping perché mette a disposizione degli shopping tourist outlet, department store, centri commerciali e negozi nel centro delle città.

Questi turisti sono più internazionali che italiani e, forse, sono proprio gli italiani ad avere la minore propensione a viaggiare per shopping. Da questo deriva un’indicazione per gli operatori impegnati nel fenomeno: devono aprirsi al mercato internazionale ed essere pronti – dal punto di vista delle lingue, delle abitudini e delle preferenze – ad accogliere una domanda, che già oggi è significativa e crescerà negli anni».
Chiara Ambrosioni


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[post_content] => Trasporto aereo regionale al centro del confronto tra il commissario straordinario Enac, Carlo Mearelli e il presidente di SkyAlps, Josef Gostner.

Il commissario Mearelli ha ribadito la missione istituzionale che Enac svolge quale soggetto abilitatore di tutte le componenti del comparto, mettendosi al fianco delle imprese private e accompagnandole nei percorsi di sviluppo e consolidamento.

In questo quadro, Mearelli ha evidenziato alcuni principi fondamentali per la crescita e la competitività: la centralità della sicurezza e della safety, la necessità di promuovere modelli di crescita sostenibili e virtuosi, la tutela e la promozione dell’italianità del settore. “Le istituzioni devono essere al fianco delle imprese, creando le condizioni affinché possano crescere, investire e generare valore per i territori – ha dichiarato il commissario Mearelli. “Il nostro compito è favorire questo percorso, nel rispetto di principi imprescindibili come sicurezza, qualità e sostenibilità”.

Il commissario ha avuto modo di conoscere più nel dettaglio il modello imprenditoriale sviluppato da SkyAlps che integra la gestione di un aeroporto privato con l’attività di una compagnia aerea regionale, dando vita a un’esperienza innovativa nel panorama del trasporto aereo italiano.

SkyAlps, inoltre, è tra le prime compagnie candidate ad avviare i collegamenti della Regional Air Mobility (Ram), progetto ideato da Enac, attraverso la società in house Enac Servizi, per promuovere una mobilità a corto raggio e fattore strategico del Piano Nazionale Aeroporti, elaborato da Enac e attualmente in fase di finalizzazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“La Ram – ha continuato il commissario straordinario Enac – è un tassello importante nell’ambito della pianificazione del sistema aeroportuale nazionale e deve essere considerata in una prospettiva integrata, capace di valorizzare le specificità territoriali e di rispondere in modo efficace alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle comunità e delle più recenti necessità sociali”. 
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[post_content] => Idee per Viaggiare amplia l’offerta  con l’Egitto e il Marocco. L’ingresso delle destinazioni segna un nuovo passo nella strategia del tour operator che punta ad offrire alle agenzie di viaggi maggiori possibilità di costruire e personalizzare l’itinerario intorno alle esigenze del cliente.

L’operatore ha recentemente ampliato il proprio organico, con l’ingresso di nuove risorse destinate sia alla creazione dei team che seguiranno i nuovi prodotti, sia al potenziamento delle squadre già operative.

«La diversificazione – spiega Danilo Curzi, ceo di Idee per Viaggiare – ci consente da sempre di affrontare il mercato con equilibrio, evitando di dipendere eccessivamente da una singola destinazione. Con Egitto e Marocco proseguiamo il percorso avviato con la Turchia, aprendoci a mete più vicine e già molto conosciute dal mercato italiano. La sfida è proporle con il carattere che contraddistingue l’operatore. Ampliare la programmazione, per noi, non significa diluire la specializzazione, ma investire nelle persone e nelle competenze necessarie per trasferirla su nuovi prodotti».

La programmazione dedicata all’Egitto nasce con l’obiettivo di restituire una lettura ampia e articolata della destinazione, mettendo in relazione il patrimonio archeologico e culturale con il Nilo, il territorio e il mare. Itinerari e soggiorni possono essere combinati e modulati per durata, ritmo e grado di approfondimento.

Anche il Marocco viene affrontato ampliando lo sguardo oltre le formule più tradizionali. Ne emerge una proposta che intreccia città e paesaggi, cultura e quotidianità, incontri ed esperienze, consentendo di costruire itinerari differenti.

«Dopo il lavoro svolto sulla Turchia, affrontare Egitto e Marocco significa proseguire un percorso che coinvolge due destinazioni dall’identità fortissima e dalla straordinaria ricchezza di prodotto – aggiunge Etleva Balla, Product Manager Turchia, Giordania, Egitto e Marocco per il t.o. – Abbiamo scelto fin dall’inizio di puntare sulla profondità della programmazione, andando oltre i luoghi più conosciuti. In Egitto questo significa affiancare Il Cairo, il mare e altre località come le oasi di Siwa alle esperienze lungo il Nilo; in Marocco, invece, significa mettere in relazione città, Atlante, valli, deserto e Atlantico».

Il lancio di Egitto e Marocco è accompagnato da due monografie fotografiche, pensate per evocare prima ancora che descrivere e restituire attraverso le immagini il carattere dei due paesi.
Debutto Costa Rica, mentre proseguono gli investimenti sulla Cina
Parallelamente, Idee per Viaggiare amplia la propria presenza in America Latina con la Costa Rica, destinazione già presente nella programmazione di Marcelletti by Idee per Viaggiare. Con l’ingresso della squadra Marcelletti in azienda ha acquisito anche un patrimonio di conoscenze e competenze maturato negli anni sul prodotto.

«Sulla Costa Rica abbiamo voluto prenderci il tempo necessario per affrontare la destinazione con la giusta preparazione. Potevamo già contare sull’esperienza maturata negli anni dalla squadra Marcelletti, che conosce profondamente il prodotto – conclude il ceo – Oggi ci sono le condizioni per valorizzare pienamente questo patrimonio di competenze e sviluppare la Costa Rica con una proposta articolata e ampiamente personalizzabile».

L’offerta in Cina si amplia con nuovi itinerari e proposte rinnovate, unitamente a un ulteriore rafforzamento delle competenze interne. Entra infatti nel team una nuova risorsa con vent’anni di esperienza nel settore turistico e una conoscenza diretta e approfondita della Cina, suo Paese d’origine, un patrimonio di competenze che contribuirà ulteriormente allo sviluppo della destinazione.
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[post_content] => Polonia ancora una volta tra i protagonisti del Ttg Travel Experience a Rimini, dove l’Ente Nazionale Polacco per il Turismo sarà presente insieme a 13 co-espositori, una rappresentanza che riunisce tre città – Cracovia, Varsavia e Poznan – e tre regioni – Bassa Slesia, con Breslavia, Slesia e Podlaskie – accanto a tour operator, realtà incoming e Lot Polish Airlines.

L’obiettivo è raccontare una destinazione nella quale trasformazione e patrimonio slow non sono due elementi contrapposti, ma due espressioni della stessa modernità.

Da una parte, le città della trasformazione, appunto, dove innovazione urbana, architettura contemporanea, design, cultura, gastronomia ed eventi raccontano l’evoluzione di un paese sostenuto da un’economia dinamica e ormai matura. Dall’altra, il patrimonio e i territori da vivere con maggiore lentezza, attraverso natura, tradizioni, gastronomia, artigianato e incontro con le comunità locali.

«La Polonia sta vivendo una fase di grande trasformazione e crediamo che sia importante raccontarla agli operatori italiani in tutta la sua complessità – commenta Barbara Minczewa, Direttrice dell’Ente Nazionale Polacco per il Turismo in Italia – Le nostre città sono sempre più dinamiche e contemporanee, ma allo stesso tempo il Paese conserva un patrimonio di territori, tradizioni e paesaggi che invita a rallentare. Sono due dimensioni che non si escludono: insieme raccontano una Polonia moderna, ma capace di offrire ancora spazio, tempo e autenticità».

Nei primi due trimestri del 2026, i viaggiatori italiani in Polonia hanno raggiunto quota 395.000, per una spesa complessiva di 232 milioni di euro e 2,928 milioni di pernottamenti.

Nel 2024 i viaggiatori italiani erano stati 734.000 sull’intero anno, saliti a 811.000 nel 2025, con una spesa passata rispettivamente da 446 a 462 milioni di euro.

 

 
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[post_content] => Buone notizie dalla Lombardia. L’estate nella regione è stata caratterizzata dai turisti stranieri, che rappresentano il 64% dei visitatori. Emerge dall’analisi di Confcommercio Lombardia basata sulla raccolta dei dati di telefonia mobile di luglio e agosto 2026, che mettono in luce anche come 6 visitatori su 10 siano alto spendenti.



L’incidenza di turisti con un’elevata capacità di spesa tocca il 70% sui laghi lombardi, dove i visitatori regionali (esclusi quelli della stessa provincia) rappresentano il 16%, gli italiani provenienti da fuori regione il 13% e gli stranieri il 57%, con in testa francesi, tedeschi – anche se in significativa riduzione – e olandesi, che si sono concentrati, oltre che sul lago di Como, sul lago Maggiore, a Limone del Garda e a Varenna.
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[post_content] => Un portafoglio costruito nel tempo per affrontare le diverse dinamiche del mercato e una strategia che continua a puntare sul consolidamento. È questa la fotografia di Planetaria Hotels tracciata dall’amministratore delegato Sofia Gioia Vedani, che sottolinea come il gruppo sia arrivato a settembre con un andamento in linea con le previsioni, nonostante un contesto internazionale che ha condizionato il mercato turistico.

«Planetaria ha consolidato tantissimo quest’anno, anche se il mercato è stato molto compromesso dagli eventi internazionali, ma siamo arrivati a settembre con un budget perfettamente in linea, e con alcune città che hanno registrato una cresciuta», spiega Vedani.
Diversificazione
La diversificazione delle destinazioni rappresenta uno degli elementi centrali della strategia. Il gruppo ha costruito negli anni un portafoglio composto da realtà differenti, con l’obiettivo di compensare eventuali flessioni di una singola destinazione. «L’importante è avere una certa varietà qualificata che possa anche resistere a queste pressioni di mercato che a volte favoriscono una meta e altre volte un’altra», osserva la manager.

Un modello che la stessa Vedani paragona a quello di un investitore: «Abbiamo fatto un paniere, un po’ di obbligazioni, un po’ di borsa, un po’ oro». All’interno della collezione convivono quindi strutture con caratteristiche e posizionamenti differenti, con Chateau Monfort indicato come uno degli asset di maggiore valore e stabilità per la famiglia.

Oggi il gruppo conta 12 hotel, distribuiti in sei destinazioni: Milano, Genova, Roma, Firenze, Venezia e Trezzo sull’Adda.

La natura familiare di Planetaria consente inoltre al gruppo una certa rapidità nelle decisioni e la possibilità di seguire opportunità di investimento anche al di fuori di un percorso prestabilito. «Abbiamo la possibilità di investire dove ci piace, dove sentiamo che davvero possiamo metterci il cuore», racconta Vedani. Una filosofia che negli anni ha portato il gruppo a svilupparsi in destinazioni diverse, e ora punta alla montagna per una nuova apertura.

Sul fronte della domanda, la manager guarda con interesse anche al fenomeno dell’“Euro Summer”, con una clientela americana sempre più orientata a soggiorni lunghi e itinerari attraverso diverse destinazioni europee. «L’Italia per forza è una tappa obbligata anche per la raggiungibilità di tanti diversi luoghi, montagna, mare, arte, in pochissimo tempo», sottolinea Vedani.

Secondo la manager, proprio la possibilità di combinare prodotti diversi in un unico viaggio rappresenta uno dei punti di forza dell’offerta italiana e una leva sulla quale l’industria alberghiera può continuare a costruire il proprio sviluppo.

(Enzo Scudieri)
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[post_content] => I dati preliminari di Turismo Irlandese sul mercato italiano indicano una crescita del 44% anno su anno da gennaio a luglio 2026. A sostenere la domanda hanno contribuito la percezione dell’Irlanda come destinazione vicina, accogliente e sicura e la crescente verso mete con un clima più fresco e temperato nei mesi estivi.

Un altro dato particolarmente rilevante è la permanenza media di 10 notti registrata nel 2025, un indicatore che evidenzia la capacità della destinazione di incentivare soggiorni prolungati.

Dublino rimane il principale punto di accesso, ma i flussi italiani interessano considerevolmente anche gli aeroporti di Belfast, Ireland West Airport Knock, Shannon e Cork da cui partono collegamenti diretti con l’Italia.

Mentre l’estate 2026 ha visto un incremento del 6% sui voli diretti, per l’inverno 2026/27 i principali operatori aerei hanno confermato tutte le rotte, che si prevedono in incremento del 4%, raggiungendo 410.000 posti rispetto all’inverso 2025.

Roma contribuirà in modo particolare a questa crescita, raggiungendo 120.000 posti, il 13% in più, mentre il nuovo collegamento easyJet Roma-Belfast, attivo dal 23 ottobre, offrirà un accesso diretto all’Irlanda del Nord e nuove opportunità per la costruzione di itinerari sull’intera isola.
Una delegazione di 11 partner incontra il trade al Ttg di Rimini
Il nucleo operativo dei servizi a terra è rappresentato dalle Destination Management Companies, figure chiave per la creazione di itinerari su misura per il pubblico italiano. Tra questi figurano realtà di primo piano come 360 Travel Design, Abbey – The Destination Experts e Holiday Ireland Tours, a cui si affianca l’esperienza mirata di Irlanda in Italiano. Sul fronte della connettività e dei trasporti, un ruolo fondamentale è ricoperto dal vettore Aer Lingus, mentre l’ospitalità e la ricettività di alto livello sono rappresentate dal gruppo Talbot Collection.

Gli operatori italiani potranno approfondire l’offerta di siti di straordinario fascino come Hillsborough Castle and Gardens, la celebre Saint Patrick’s Cathedral e i progetti di tutela del National Trust Northern Ireland. Non mancano le esperienze naturalistiche e le eccellenze produttive locali, rappresentate quest’anno da Killary Fjord Boat Tours e dalla distilleria artigianale The Boatyard Distillery.

I viaggiatori del Belpaese dimostrano infatti un’attenzione straordinaria per il settore gastronomico, arrivando a destinare al food & beverage ben il 35% della spesa turistica complessiva nel corso del 2025. Proprio per valorizzare questo segmento culinary e celebrare il lancio del nuovo volo diretto su Belfast, lo stand ospiterà un’esclusiva degustazione di gin curata dagli esperti di Boatyard Distillery.

I riflettori della fiera saranno infatti puntati sul premio Lonely Planet Best in Travel 2027 assegnato al suggestivo Killary Fjord nel Connemara, incoronato tra le mete imperdibili a livello mondiale, valorizzando un’offerta naturalistica d’eccellenza che la stessa Killary Fjord Boat Tours propone al mercato italiano.

«La presenza in fiera dei nostri undici partner è la dimostrazione tangibile dell’importanza che l’Italia riveste per il turismo irlandese – commenta Marcella Ercolini, Direttrice di Turismo Irlandese in Italia -. Siamo entusiasti per la consolidata capacità dei collegamenti aerei invernali, a cui si aggiunge la nuova rotta Roma-Belfast di EasyJet. In questo contesto di forte dinamismo, siamo felici di trovare l’Irlanda ancora una volta in evidenza nelle classifiche globali, con il recente riconoscimento Best in Travel 2027 assegnato da Lonely Planet a Killary Fjord nel Connemara, una gemma naturalistica che testimonia il valore autentico delle esperienze che siamo in grado di offrire».

A supporto di una forte strategia di destagionalizzazione, Turismo Irlandese lancia la campagna di comunicazione Winter in Ireland, sostenuta anche dalla forte connettività aerea invernale.

All’interno di questa cornice si inseriscono i grandi appuntamenti legati alla tradizione, che, tra gli altri, quest’anno vedono i 40 anni di Derry Halloween, l’evento a tema più grande d’Europa radicato nelle origini celtiche di Samhain, e, sempre legato ad Halloween, il suggestivo Púca Festival nell’Ireland’s Ancient East. Il calendario prosegue a Dublino con il New Year’s Festival, l’evento diffuso che celebra il Capodanno tra musica e proiezioni di luce, e il TradFest, che a fine gennaio porta la musica tradizionale e folk nei luoghi storici e nei monumenti più iconici della capitale.

 

A questo posizionamento si affiancano, come asset commerciali strategici per il mercato italiano, i segmenti Culinary e Luxury. Da un lato si valorizza la cultura enogastronomica, assecondando la forte propensione dei viaggiatori italiani che dedicano al food & beverage una quota importante del proprio budget. Dall’altro si promuove un’offerta d’alta gamma basata su un’ospitalità di eccellenza, con asset come il volano del golf, comparto d’eccellenza che vede l’isola già al centro dell’attenzione internazionale in vista della prestigiosa Ryder Cup 2027, ospitata da un tempio del lusso irlandese come il resort cinque stelle Adare Manor. Importante per il versante luxury è anche la capacità di disegnare esperienze esclusive ad alto valore aggiunto legate a produzioni irlandesi artigianali come il food& beverage, la gioielleria e l’abbigliamento. L’unione di queste proposte permette al trade di destagionalizzare i flussi, offrendo itinerari tematici di alto valore tutto l’anno.

 

 
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[post_content] => La nuova programmazione di DreamPacker guarda alla fine del 2026 e al 2027 con destinazioni diverse per ritmo, budget e stile di viaggio: dall’Artico alla costa africana, dalle grandi città alla scoperta dell’Asia. In comune, la formula del viaggio di gruppo, la presenza di un coordinatore e un programma costruito per alternare scoperta, esperienze locali e momenti da condividere.

Tra le novità 2027 di DreamPacker arrivano anche destinazioni ancora meno battute come Senegal e Mongolia. Prosegue inoltre la collaborazione con GoFar Tribe, la community creata dai content creator Gordon e Farid, che per il 2027 prevede al momento sette viaggi realizzati insieme, tra cui Thailandia, Giappone, Grecia e Sudafrica.

A New York ci sono giorni in cui basta uscire dall’hotel per avere l’impressione di essere finiti dentro una scena già vista al cinema.

Il viaggio GoFar Tribe x DreamPacker parte proprio il 25 novembre, alla vigilia del Thanksgiving, per vivere cinque giorni dentro questa atmosfera. A fare da filo conduttore c’è Farid, che accompagna la Tribe tra momenti condivisi, indirizzi da scoprire e tappe dedicate allo shopping. Partenza il 25 novembre | 5 notti | Quota da 2.199 euro a persona

Il primo impatto con la Lapponia è quasi acustico: il silenzio della neve. Il viaggio GoFar Tribe x DreamPacker comincia già lungo il percorso, con il treno notturno da Helsinki a Rovaniemi, porta d’ingresso al Circolo Polare Artico. Da qui le giornate si riempiono di esperienze: husky safari, motoslitta, pesca sul ghiaccio e visita al villaggio di Babbo Natale. Il format GoFar Tribe x DreamPacker nasce per condividere il viaggio con altri partecipanti e con Gordon e Farid: dalle attività sulla neve alle serate insieme, l’esperienza di gruppo diventa parte integrante dell’itinerario. Partenza il 3 dicembre | 5 notti | Quota da 2.499 euro a persona

A Tromsø l’inverno si vive in una luce diversa. A gennaio la città è ancora immersa nella stagione della notte polare. È anche uno dei periodi dell’anno in cui orche e megattere seguono i grandi banchi di aringhe nelle acque della Norvegia settentrionale.

È proprio dal mare che parte una delle esperienze centrali di questo viaggio DreamPacker: un whale safari di 7-8 ore. Tornati sulla terraferma, il viaggio può cambiare ritmo: il calore di una sauna tradizionale norvegese, il rumore delle slitte sulla neve durante un husky safari, una ciaspolata nel silenzio dell’Artico. E quando arriva la sera si torna a guardare verso l’alto, alla ricerca dell’aurora boreale. Partenza il 9 gennaio | 3 notti | Quota da 1.099 euro a persona

Ci sono il rumore dell’Atlantico, le voci dei mercati di Dakar, i profumi della cucina locale e le strade di una capitale che vive continuamente di contrasti. Affacciata sull’oceano all’estremità occidentale del continente africano, Dakar mescola mercati, villaggi di pescatori, vita notturna, artigianato e una scena culturale fatta di musei e gallerie. Il viaggio DreamPacker parte da qui per raccontare più volti del Senegal. Partenza il 22 gennaio | 7 notti | Quota da 1.999 euro a persona

Il Vietnam del Nord cambia volto quasi a ogni tappa. Prima il rumore dei motorini, i vicoli e lo street food di Hanoi; poche ore dopo, il verde delle risaie, i sentieri tra le montagne e il ritmo della vita rurale. È questo continuo cambio di scena a scandire l’itinerario DreamPacker. Partenza il 28 marzo | 8 notti | Quota da 2.399 euro a persona

 

 

 
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In occasione della Giornata Mondiale del Turismo, Confindustria Alberghi propone di istituire un tavolo permanente con il Ministero del turismo per definire una strategia nazionale di lungo periodo fondata su qualità, sostenibilità, professionalità e innovazione.

Il settore è tra i motori più dinamici dell’economia. Per consolidare questi risultati serve una visione di lungo periodo, capace di fissare obiettivi, tempi e risorse e di anticipare i cambiamenti.

«La sfida comune è fare dell’industria turistica una leva stabile per la crescita dell’Italia, costruendo una strategia capace di guardare ai prossimi dieci anni – spiega Elisabetta Fabri, presidente dell’Associazione italiana Confindustria alberghi – Il nostro obiettivo è costruire un paese che non subisce i flussi, ma li governa. Un’Italia capace di accogliere i nostri ospiti tutto l’anno e sull’intero territorio, senza perdere ciò che la rende unica. Per le imprese significa poter programmare; per i lavoratori avere opportunità di crescita professionale; per le comunità trattenere giovani e sviluppare servizi».

La proposta dell’associazione vuole contribuire al dialogo già avviato con il Ministero del Turismo: istituire, sotto il suo coordinamento, un tavolo permanente tra le imprese e i Ministeri competenti in materia di economia, attività produttive, lavoro e infrastrutture, per definire una strategia nazionale di lungo periodo fondata su quattro pilastri: qualità, sostenibilità, professionalità e innovazione.

«Occorre sostenere la riqualificazione del patrimonio alberghiero – aggiunge Fabri – formare e trattenere le competenze, migliorare l’accessibilità dei territori e portare un numero crescente di destinazioni verso almeno 270 giorni di attività l’anno. Vogliamo inoltre offrire uno strumento in più per dare evidenza al valore generato dalle politiche e dagli investimenti per il turismo: lo Sroi, il Social Return on Investment, che misura nel tempo l’impatto sociale, ambientale ed economico in termini di occupazione, investimenti, filiere coinvolte, servizi e mesi di attività aggiuntivi».

In questo quadro, l’albergo non è soltanto il luogo in cui si soggiorna, ma spesso la prima porta d’ingresso nel racconto dell’identità italiana: è dove il visitatore incontra il Made in Italy e il territorio. Nelle aree interne e nelle destinazioni meno conosciute, le strutture ricettive possono diventare presìdi di rigenerazione locale, capaci di contrastare lo spopolamento e favorire nuovi ecosistemi economici.

Anche la destagionalizzazione assume così un valore che va oltre l’allungamento dei periodi di aperture.

 
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[post_content] => La domanda di viaggio che rimane solida, accompagnata da una maggiore prudenza nelle scelte e, in prospettiva per i prossimi mesi, da segnali di una pianificazione a lungo termine: Emirates Italia delinea l’andamento del mercato che vede il nostro Paese ben inserito in un quadro di progressivo recupero della capacità e di tenuta della domanda.

Proprio nel mese di agosto la compagnia ha ripristinato integralmente le frequenze e la capacità operativa precedenti al conflitto, riportando l’operatività italiana al 100%, grazie al ritorno del collegamento  EK101/EK102 tra Milano Malpensa e Dubai. Nel picco dell’estate, tra luglio e agosto, il load factor dei voli da e per il Paese si è attestato al 70%.

La compagnia evidenzia il trend positivo della finestra di prenotazione: durante l’estate il 35,3% dei passeggeri ha acquistato il biglietto entro 30 giorni dalla partenza, con un incremento di 5,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dovuto a un approccio sempre più flessibile alla pianificazione dei viaggi, anche sulle rotte a lungo raggio.

«Negli ultimi mesi abbiamo rafforzato la flessibilità introducendo la possibilità di modificare gratuitamente la data di viaggio su tutto il network, di effettuare cambi data gratuiti e illimitati per i viaggi verso Dubai e abbiamo agevolato condizioni di rimborso più favorevoli – ha sottolineato Marco D’Ilario, Manager per l’Italia di Emirates -. A queste misure si aggiunge la Comprehensive Travel Cover, che offre assistenza anche in caso di interruzioni dello spazio aereo. Sono tutti strumenti concreti che permettono ai passeggeri di programmare con maggiore serenità, sapendo di poter contare su una compagnia solida».
La vision sulla stagione invernale
Indicatori positivi arrivano anche dal booking per i prossimi mesi: le prenotazioni effettuate nei mesi di agosto e settembre per viaggi compresi tra ottobre 2026 e marzo 2027 mostrano un +7,7% dei passeggeri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Segnali positivi arrivano anche dalla Milano–New York, che per l’autunno/inverno registra una crescita del 7,6%. L’Africa continua ad attrarre viaggiatori, con un +4,2% trainato soprattutto da destinazioni leisure nell’Africa Orientale particolarmente apprezzate dagli italiani quali Kenya e Madagascar. Ancora più marcata la crescita dell’Asia Occidentale e dell’oceano Indiano (+20,8%), sostenuta dalla domanda verso Seychelles (+43%), Maldive (+10%), Mauritius (+1%) e Indonesia (+50,4%).

A rafforzare il quadro è anche l’allungamento dell’orizzonte di prenotazione: cresce infatti il numero di passeggeri che acquistano il biglietto con oltre 60 giorni di anticipo.

Infine, confermata la grande attrattività delle classi premium:  nel confronto anno su anno, Premium Economy e Business Class hanno registrato complessivamente una crescita di circa il 5%, con risultati significativi sulle rotte verso gli Stati Uniti (+50%) e gli Emirati Arabi Uniti (+25,4%). A sostenere questa evoluzione contribuisce anche l’espansione della Premium Economy, la cui capacità disponibile in Italia è più che triplicata tra luglio 2025 e luglio 2026.
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