“Invasa” da yacht e superyacht, la Sardegna si mette in mostra nei saloni nautici. Dopo Cannes sarà anche a Genova


La cantieristica, il diporto e lo sviluppo del turismo nautico possono avere incidenza sullo sviluppo economico del territorio? In Sardegna, e in particolare nel territorio della Gallura, sono certi che sì. E per questo una rappresentanza dell’isola si è presentata con un proprio stand allo Yachting Festival di Cannes, dove è stata presentata la strategia internazionale per l’industria nautica e il turismo nautico. Un piano complesso e articolato finanziato dalla Regione Sardegna e attuato dal Cipnes, l’ente pubblico per la promozione dello sviluppo economico e industriale della Gallura e del Nord-Est dell’isola.


La missione in Francia, nel salone nautico più importante dell’area mediterranea, ha promosso dunque il sistema nautico dell’intera Isola, mettendo in relazione imprese sarde, istituzioni, università, ricerca e grandi operatori internazionali con un obiettivo preciso: rafforzare la competitività della filiera regionale e trasformare la capacità attrattiva della Sardegna per yacht e superyacht in nuovi mercati, investimenti produttivi, export, innovazione e occupazione qualificata.



La strategia parte da un elemento già consolidato: la Sardegna è una delle grandi destinazioni mediterranee della nautica internazionale. E’ stato ricordato infatti che tra giugno e agosto di quest’anno sono stati 3.176 i superyacht (imbarcazioni superiori a 24 metri) transitati quest’anno nel Nord-Est dell’isola, con una crescita del 9,97% rispetto al 2025 e del 27,29% rispetto al 2024. E ancora: una seconda fase della ricerca ha consentito di identificare e profilare 291 superyacht con una lunghezza media di 61,7 metri e un valore complessivo stimato di almeno 19,2 miliardi di dollari. I patrimoni personali pubblicamente associati ai proprietari identificati – è stato rilevato – raggiungono circa 1.433 miliardi di dollari e tra le nazioni associate alla proprietà gli Stati Uniti occupano il primo posto con 53 yacht. Per la prima volta lo studio ha analizzato anche i settori economici dei proprietari: finanza e investimenti risultano al primo posto, seguiti dall’industria manifatturiera.


“Questo studio ci permette di conoscere le dimensioni e l’evoluzione della nautica internazionale nelle nostre acque e di trasformare i dati in uno strumento di politica industriale”, ha dichiarato Livio Fideli, presidente del Cipnes Gallura. “Come soggetto attuatore del Piano regionale – ha aggiunto – vogliamo rafforzare la filiera nautica sarda, aprire nuovi mercati alle imprese e creare le condizioni per nuovi investimenti produttivi e occupazione qualificata”.


Lo studio sui superyacht assume quindi una funzione che va oltre la misurazione del turismo nautico. Consente di individuare una platea internazionale composta da imprenditori e investitori appartenenti ad alcuni dei principali settori dell’economia mondiale. “L’obiettivo del piano regionale – è stato spiegato – è costruire relazioni con questa platea, presentando non soltanto la filiera nautica, ma anche le opportunità industriali e produttive dell’intera Sardegna. La nautica può così diventare una piattaforma internazionale attraverso la quale promuovere cantieristica, refit, tender e servizi marittimi, ma anche agroalimentare, moda, design, artigianato, tecnologie, energia, ospitalità e servizi avanzati.”


Lo ha detto chiaramente Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione Sardegna e assessore alla Programmazione e al Bilancio, spiegando che “la Regione sostiene il piano di internazionalizzazione dell’industria nautica perché questo comparto rappresenta una leva strategica per il futuro dell’Isola. I dati dello studio – ha aggiunto – dimostrano che non dobbiamo limitarci a ospitare i grandi yacht e i capitali internazionali che raggiungono le nostre coste, dobbiamo trasformare questa capacità attrattiva in investimenti produttivi, nuove imprese e occupazione qualificata, estendendone i benefici a tutta la Sardegna”. E’ in questa cornice che s’inquadra anche il ruolo delle imprese sarde, delle quali sono stati illustrati, a Cannes, i progressi fatti in vari campi e anche nell’export, con un primo semestre del 2026 che ha totalizzato circa 9 milioni di euro in esportazioni di barche.


Tra i più illustri partecipanti all’incontro organizzato nelle giornate inaugurali del salone di Cannes è stata molto apprezzata la presenza di Sanlorenzo, gruppo titolare anche dei marchi Bluegame e Nautor Swan rappresentato da Simone Bruckner, direttore del reparto Ricerca e Sviluppo, nell’ambito del confronto dedicato alla decarbonizzazione della nautica e allo sviluppo dei carburanti verdi. Nell’occasione è stato presentato anche il progetto promosso dal Cipnes Gallura con il Politecnico di Milano per sviluppare in Sardegna una piattaforma finalizzata alla produzione di biometanolo attraverso la valorizzazione del biogas e delle risorse provenienti dall’economia circolare.


La presenza a Cannes ha avuto anche una forte dimensione formativa, con la presenza degli studenti di UniOlbia, che hanno avuto l’opportunità di osservare direttamente tecnologie, imbarcazioni, sistemi di propulsione e processi di innovazione e di confrontarsi con imprese e professionisti della nautica internazionale. Interessante, in materia di sostenibilità, anche l’impegno ricordato sulla formazione nelle Scienze del Mare, orientata alla conoscenza degli ecosistemi, al monitoraggio delle pressioni antropiche e allo studio degli strumenti attraverso i quali prevenire e mitigare gli effetti della crescente frequentazione nautica e turistica. Un problema, questo, che suscita non poche polemiche, in relazione ai rischi per l’ecosistema marino che comportano navigazioni e ancoraggi lungo le coste della Sardegna (e non solo).


La formazione diventa così parte integrante della strategia di sostenibilità, e infatti a Cannes è stato ricordato che “si continua a investire nella formazione, nella ricerca e nell’innovazione, per offrire alle giovani generazioni lavoro qualificato e nuove prospettive di sviluppo sostenibile”.


Industria e tutela ambientale rientrano nella stessa strategia, e forte è l’impegno, confermato una volta di più nell’incontro a Cannes, di accompagnare la crescita della filiera nautica con nuove tecnologie, carburanti a minore impatto, infrastrutture adeguate, ricerca scientifica e capacità di monitorare e mitigare gli effetti delle attività nautiche sull’ecosistema marino. Nero su bianco, gli organizzatori dell’incontro in Costa Azzurra hanno scritto che “la strategia è costruire un sistema regionale nel quale cantieristica, refit, portualità, servizi, ricerca e formazione possano crescere insieme, valorizzando il Made in Sardinia e favorendo l’arrivo di investimenti esteri, senza separare lo sviluppo industriale dalla tutela del mare e dalla transizione ambientale”.


Di tutto ciò si parlerà anche a Genova, in occasione del salone italiano in programma dall’1 al 6 ottobre. Nel salone di casa verrà presentata anche l’edizione 2027 della Fiera Nautica di Sardegna, di cui però non è stata ancora ufficializzata la data.


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