Centinaia di antagonisti incappucciati danno vita a scontri prolungati e di particolare violenza, cercati e premeditati
Pietre, bombe carta e molotov contro le forze di polizia, l’assalto degli antagonisti al cantiere della Torino-Lione, gli incappucciati. Il corteo No Tav in Val di Susa ha seguito il solito copione: una guerriglia voluta, cercata, organizzata. Con i tratti della guerra allo Stato. A confermare la premeditazione ci sono le operazioni di prevenzione della vigilia: fogli di via per facinorosi noti, il sequestro di materiale esplodente, fionde, mazze e altri oggetti «chiaramente idonei a danneggiare beni, attentare alla incolumità delle persone, travisare la propria persona e ad impedire di poter essere rintracciati», come ha sottolineato l’autorità giudiziaria facendo riferimento in particolare a quanto trovato nella macchina di tre francesi espulsi, fermati mentre si dirigevano a Venaus, da dove è partito il corteo e dove è in corso la manifestazione “Festival dell’Alta felicità”.
Meloni: «Un attacco allo Stato, lo Stato non si piegherà»
«Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato», ha scritto la premier Giorgia Meloni su X. «A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza – ha sottolineato la presidente del Consiglio – non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo».
In Val di Susa una guerriglia organizzata e premeditata
Gli sforzi per garantire la sicurezza non sono bastati di fronte a questa pervicace volontà di distruggere. Gli antagonisti la perseguono trasformando in danno per la collettività il sacrosanto diritto dei cittadini a manifestare, ma anche approfittando di un clima in cui da certi ambienti ogni azione di polizia viene additata come repressione. «Inaccettabile. Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell’ordine e chi indossa una divisa. Piena solidarietà agli agenti», ha scritto sui social il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Di guerriglia «vergognosa e inaccettabile» ha parlato anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolineando anche «l’assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa».
La Russa: le violenze in Val di Susa non c’entrano con il diritto di manifestare
Durissimo il commento del presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Condanno con fermezza le gravi violenze avvenute oggi in Val di Susa, durante le manifestazioni legate al movimento No Tav. Gli assalti al cantiere, gli attacchi alle Forze dell’ordine, l’incendio di mezzi dei carabinieri e i danneggiamenti rappresentano episodi che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di manifestare”, scrive sui social la seconda carica dello Stato che esprime piena solidarietà e vicinanza alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine . “Che, con professionalità e senso dello Stato, sono impegnati a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, operando in condizioni spesso particolarmente difficili. Mi auguro che i responsabili di questi gravi episodi siano individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni”.
Le molotov e l’assalto ai cantieri
Gli scontri di Chiomonte, preceduti da venti minuti di guerriglia intorno al cantiere di San Didero, sono stati particolarmente violenti e prolungati. Oltre a lanciare bombe carta e pietre, gli antagonisti hanno lanciato anche molotov, dato fuoco a due camionette dei carabinieri, divelto i new jersey a protezione del cantiere nel tentativo di assaltarlo. Sul campo c’erano reparti della polizia, dei carabinieri, della Guardia di Finanza, hanno tentato di fermare la marcia degli incappucciati prima che arrivassero all’area dei lavori, sono riusciti solo in parte. I violenti erano centinaia. Gli agenti hanno continuato a respingerli dall’interno del cantiere, da dove, asserragliati, hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Nel frattempo le strade e l’autostrada che circondano l’area sono stati chiusi per evidenti motivi di ordine pubblico. Allo stato attuale non c’è ancora la conta di fermi e feriti. Considerato il livello di violenza, però, c’è da aspettarsi un bilancio pesante per entrambe le voci.
FdI: «Criminalità ideologica, solidarietà agli agenti»
Il corteo era stato ribattezzato dai manifestanti con il nome di “marcia verso i cantieri della devastazione”, ma la devastazione è quella partita dalle loro file. «Piena solidarietà a carabinieri e poliziotti di nuovo oggetto di violenza da parte di manifestanti mascherati» è stata espressa dai capigruppo di FdI al Senato e alla Camera, Lucio Malan e Galeazzo Bignami. «Mi auguro – ha detto Malan – che i responsabili siano individuati e puniti secondo la legge, anche se minorenni e anche se dovessero essere figli di qualcuno di quei notabili cui i deputati del Pd si rivolgono quando dicono che con Giorgia Meloni “anche i vostri figli possono andare in carcere”». «Dare alle fiamme i mezzi dei carabinieri e lanciare bombe carta non è dissenso, ma vera e propria violenza e criminalità ideologica», ha sottolineato Bignami, avvertendo che «i professionisti del disordine non fermeranno le opere strategiche per il futuro della Nazione». Fabio Rampelli non esita a parlare di terrorismo. “Cominciamo a chiamarlo con il suo nome e a perseguirlo adeguatamente. Nell’auspicio che i delinquenti criminali antagonisti col Rolex vengano arrestati in quantità la magistratura non confonda la resistenza a pubblico ufficiale con il terrorismo”.
FI: «Quali altri prezzi dovranno pagare le Forze dell’ordine?»
«Quali altri prezzi dovranno pagare le Forze dell’ordine ai violenti della sinistra che anche oggi stanno dando luogo a selvagge aggressioni per impedire la realizzazione di una linea ferroviaria?», si è chiesto il senatore di FI e presidente della Commissione Esteri di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri. «I “No Tav” – ha aggiunto il senatore azzurro – sono dei criminali. Così come sono dei criminali coloro che con il pretesto della manifestazione indetta dal sindaco di Bologna Lepore, nei giorni corsi, hanno rinnovato le loro condotte violente a Bologna». «La sinistra non ha mai parole chiare e definitive su questi eventi e ci sono interi partiti che fanno parte del cosiddetto “campo largo” che fiancheggiano attività di questo tipo. E questa è una vergogna assoluta che – ha concluso Gasparri – non dobbiamo mai dimenticare».
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Annamaria Gravino
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