Legge elettorale, la riforma restituisce la parola agli elettori. Centrodestra: addio inciuci, governi di banchieri e governissimi tra diavolo e acqua santa


Al via stabilità, indicazione del premier e premio di maggioranza per battere combine, pateracchi e accordi sottobanco della sinistra: le reazioni al voto alla Camera che ha approvato in prima lettura la riforma, argine a esecutivi tecnici, di larghe intese e di premier paracadutati a Palazzo Chigi

Premio di maggioranza, indicazione del premier, liste bloccate e voto ai fuori sede. Ecco come si voterà con la legge elettorale “ribattezzata “Stabilicum”, che ha superato il primo scoglio con l’approvazione alla Camera. Il provvedimento dovrà adesso essere approvato dal Senato, prima di diventare legge. E se a palazzo Madama verrà modificato, magari con l’introduzione delle dibattute (e osteggiate da opposizione e franchi tiratori) preferenze, poi dovrà tornare a Montecitorio per una terza lettura.

Legge elettorale, la Camera approva lo “Stabilicum”: addio ai governi di palazzo e ai banchieri

Dunque, la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura lo Stabilicum, la nuova legge elettorale che si candida a spazzare via per sempre la nefasta stagione degli inciuci, dei governi di larghe intese e dei banchieri paracadutati a Palazzo Chigi. Il provvedimento passa ora al Senato per la seconda lettura, ma il primo via libera di Montecitorio sancisce un principio cardine della destra di governo: la sovranità appartiene al popolo, e chi ottiene un voto in più ha il diritto e il dovere di governare.

La proposta del centrodestra rimette il “potere al popolo”

Sì, perché il cuore della riforma risponde alla necessità di garantire stabilità e governabilità. Le coalizioni in campo dovranno indicare chiaramente nel programma il nome del premier proposto, pena l’inammissibilità delle liste. Inoltre, è previsto un premio di maggioranza (70 seggi alla Camera e 35 al Senato) per chi raggiunge almeno il 42% dei voti. E, ancora, la riforma introduce una storica norma di civiltà per gli studenti e i lavoratori fuori sede, consentendo loro di votare nel comune di domicilio temporaneo.

Rampelli: «Sì convinto alla riforma. Sugli inciampi, poi, si potrà rimediare in Senato»

Dunque, non stupisce che, lavoro svolto e risultato conseguito, sia grande in queste ore la soddisfazione degli esponenti del governo e dei parlamentari di Fratelli d’Italia in particolare. Come dimostrato dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, che ha rivendicato con orgoglio il proprio voto favorevole per una legge che «sancisce forte e chiaro il diritto-dovere di chi prende un voto in più della coalizione concorrente di governare». Non solo. Perché Rampelli ha anche bandito, stigmatizzandola, l’epoca «dei governi guidati da banchieri o quella dei governissimi che mettono insieme diavolo e acqua santa», fiducioso che il Senato potrà persino migliorare il testo introducendo le (fatidiche) preferenze.

«Il Parlamento è vivo “e lotta insieme a noi”»

Dichiara infatti il vicepresidente della Camera di FdI: «Dopo aver presieduto l’aula a lungo durante l’esame della legge elettorale, soffrendo per non aver potuto votare l’emendamento sull’introduzione di una quota parte di preferenze, oggi sono riuscito a esprimere il mio sì convinto a una legge che, al netto degli inciampi parlamentari su cui si potrà rimediare al Senato grazie al tanto decantato bicameralismo perfetto, ha introdotto il principio della stabilità e della regola dell’alternanza sulla base della legittimazione popolare. Sono state giornate pesanti, ma anche di vivacità politica. A conferma che il Parlamento è vivo “e lotta insieme a noi”».

Legge elettorale, Montaruli: «Primo ok alla Camera. L’Italia torna a scegliere chi governa»

E non è un caso, allora, se sulla stessa linea si collochi anche l’intervento del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, che sul tema in oggetto, azzerando esperimenti falliti e accordi sottobanco del passato “sinistro”, asserisce con chiarezza: «Il primo ok alla Camera della legge elettorale è un ulteriore passo in avanti per un’Italia che si rimette al popolo, dando la prospettiva di governi che solo al popolo devono rispondere».

E ancora. «Chi vince nelle urne, scelto dagli italiani – prosegue Montaruli – deve avere il diritto di governare: è questo il principio che perseguiamo. Dalla palude, invece, sono nati i governi degli accordi di Palazzo, di quelli non eletti nelle urne, che facevano il giro delle cancellerie per accreditarsi, facendo perdere credibilità e stabilità all’Italia. Solo la maggioranza attuale ha l’occasione di renderli un triste ricordo. Grazie al relatore Angelo Rossi, a Giovanni Donzelli e ai tanti che si sono impegnati su questa legge: oggi questo traguardo è concretamente possibile».

Legge elettorale, Rizzetto: «Un passo importante per garantire stabilità»

Duro poi il commento di Walter Rizzetto sull’ipocrisia della sinistra, colpevole di aver affossato alla Camera l’emendamento sulle preferenze: «Il campo largo ha votato contro una proposta che avrebbe rafforzato la democrazia». Commentando più diffusamente: «Con il via libera della Camera alla nuova legge elettorale compiamo un passo importante verso un sistema capace di garantire governabilità e stabilità. Chi riceve dagli elettori il consenso necessario deve poter governare per l’intera legislatura, senza lasciare il Paese in balia di maggioranze fragili o di accordi costruiti a tavolino dopo il voto, tanto cari alla sinistra».

Chiosando in calce: «Resta il rammarico per l’occasione persa sull’emendamento che avrebbe introdotto le preferenze: il campo largo ha votato contro una proposta che avrebbe rafforzato la rappresentatività e la democrazia, restituendo ai cittadini il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Dopo lo spettacolo indegno offerto in Aula, dovrà assumersi fino in fondo la responsabilità di questa scelta».

De Corato, un provvedimento che sancisce una “vittoria per l’Italia”

Così come, infine, anche il deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato, nel suo commento, ha concordato «con quanto affermato dal collega e amico Giovanni Donzelli: l’approvazione della legge elettorale è stata una vittoria dell’Italia. In particolare per tutti quei lavoratori e studenti fuorisede. Se il provvedimento, come mi auguro, passerà anche al Senato che ora “ne ha la palla”, non ci saranno più ulteriori perdite di tempo. O mesi senza che la nazione abbia un governo, come è accaduto appunto nella precedente legislatura».

L’Italia della stabilità ha finalmente intrapreso la sua rotta

Bollando nelle more, infine, come superato «il tempo delle fiction e dei teatrini elettorali. Perché tutto ciò ha fatto molto male all’intero Paese». Aggiungendo a stretto giro: «Noi puntiamo e lavoriamo da sempre a una stabilità e non a ricatti vari al Palazzo». Tutti, insomma, convergono su un punto che è il crocevia e il faro della risoluzione della proposta elettorale: l’Italia della stabilità ha finalmente intrapreso la sua rotta.


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 Ginevra Sorrentino

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