La Francia, favorita della vigilia, aveva mostrato una forma impressionante durante questo Mondiale e si trovava di fronte un Marocco determinato a sorprendere il mondo del calcio con quello che sarebbe stato, senza dubbio, uno dei risultati più grandi della sua storia se fosse riuscito a battere i Bleus.
Didier Deschamps ha raggiunto la sua 25ª partita da commissario tecnico in un Mondiale, e vorrà sicuramente restare in panchina almeno per altre due gare prima di passare il testimone al suo ex compagno di squadra, Zinedine Zidane.
Duello da leccarsi i baffi tra Mbappé e Hakimi
Il ct transalpino ha effettuato una sola modifica nell’undici titolare, inserendo Desire Doué al posto di Bradley Barcola, mentre il collega Mohamed Ouahbi ha operato due cambi, uno dei quali obbligato, visto che Ismael Saibari era infortunato.
Anche Redouane Halhal è, infatti, rimasto fuori: i due sono stati sostituiti da Anass Salah-Eddine e Chemsdine Talbi.
L’undici titolare del Marocco (età media 25 anni e 358 giorni) era in realtà il più giovane mai schierato dalla squadra in un Mondiale, una vera e propria dimostrazione di fiducia da parte dell’allenatore, per una formazione che avrebbe affrontato giocatori del calibro di Kylian Mbappé, già alla sua 20ª presenza in una fase finale.
Il suo ex compagno al Paris Saint-Germain, Achraf Hakimi, era solo a quattro presenze dal raggiungere Mbappé in Coppa del Mondo: il duello atteso tra i due sarebbe stato sicuramente uno dei momenti clou della partita.
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Un copione chiaro fin da subito
Come prevedibile, i Bleus hanno preso subito in mano il gioco, ma sono stati anche molto attenti in fase di non possesso, sia nei movimenti che nella capacità di chiudere le linee di passaggio, costringendo spesso il Marocco a tornare indietro per poter avanzare.
I tentativi marocchini di coinvolgere Hakimi in ogni occasione avevano già fatto emergere un copione di gioco già al quinto minuto, anche se dopo un quarto d’ora, e con il ritmo della partita piuttosto lento, solo un tentativo di Dayot Upamecano era finito nello specchio della porta.
Gran parte della partita si è giocata in un centrocampo affollato, con Adrien Rabiot tra i più attivi in campo, autore di una palla rubata, di un duello aereo vinto e del 50% dei duelli a terra portati a casa.
Molte delle iniziative offensive della Francia arrivavano dalla fascia destra, con Ousmane Dembelé e Michael Olise molto coinvolti.
Rigore sbagliato
Il cross preciso di quest’ultimo per Mbappé ha permesso al capitano di scattare via prima di subire fallo da Noussair Mazraoui, costringendo l’arbitro a indicare il dischetto.
Nonostante la possibilità di raggiungere Lionel Messi nella corsa alla Scarpa d’Oro del torneo, la conclusione pessima di Mbappé ha permesso a Yassine Bounou di parare senza difficoltà.
Alla prima pausa per l’idratazione, la differenza di qualità era già evidente. Sette tentativi francesi e nessuno per il Marocco, con il 65% di possesso palla collettivo, il 100% di successo nei duelli aerei e nei contrasti, davano l’idea di quanto sarebbe stato difficile superare i Bleus.
Sia Brahim Diaz che Azzedine Ounahi difendevano in avanti per il Marocco, vincendo tre dei quattro duelli, mentre Bounou continuava a respingere gli attacchi francesi, deviando in tuffo la conclusione di Doué indirizzata nello specchio.
Il Marocco non ha creato pericoli in attacco
Già in questa fase relativamente iniziale della partita, era chiaro che la domanda non era se la Francia avrebbe segnato, ma quando. Nove dei dieci giocatori di movimento francesi avevano già tentato la conclusione, con Lucas Digne che ha colpito la traversa nei minuti di recupero, andando vicino al gol prima del fischio di fine primo tempo.
Il Marocco aveva un trio di giocatori — Hakimi, Neil El Aynaoui e Bilal El Khannouss — con il 100% di passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo, ma, purtroppo, nessun altro compagno è riuscito a offrire una vera minaccia offensiva.
Le qualità combattive delle due squadre, però, tra cui la capacità di annullare completamente Dembelé (che non aveva ancora centrato la porta), hanno permesso al Marocco di arrivare all’intervallo senza subire gol.
I marocchini hanno preso l’iniziativa a inizio ripresa, pressando una Francia che sembrava poco incisiva in fase di possesso.
Mbappé e Dembelé chiudono la partita
Doué e Olise sono stati i più attivi tra i Bleus, con 54 tocchi ciascuno al 54° minuto, più di ogni altro compagno.
Il tiro potente di Doué ha costretto Bounou alla quinta parata della partita, il suo massimo in questa edizione del Mondiale, e con cinque duelli vinti, uno in più di Olise, il giovane talento del PSG stava facendo di tutto per sbloccare il risultato.
Eppure, con la maggior parte dei giocatori marocchini che vincevano tutti i contrasti, stavano rendendo la vita difficile a una Francia sempre più frustrata.
È stato Mbappé a sbloccare la partita con una splendida conclusione a giro poco prima dell’ora di gioco. Sei minuti dopo, Dembelé ha raddoppiato, chiudendo di fatto la gara.
Deschamps ha ancora qualche motivo di preoccupazione
Con il vantaggio acquisito, i francesi hanno iniziato davvero ad allargare il campo e a gestire la partita.
Il Marocco non era ancora riuscito a centrare la porta a dieci minuti dalla fine, anche se Mike Maignan ha dovuto finalmente respingere una conclusione poco dopo, su tiro dalla distanza di Azzedine Ounahi.
Solo quattro tocchi nell’area francese in tutta la partita (contro i 22 nell’area opposta) raccontano bene l’andamento del match; tuttavia, Deschamps potrebbe avere ancora qualche motivo di preoccupazione, visto che la sua squadra ha concesso il possesso palla al Marocco per la maggior parte dei 90+ minuti (52% contro 48%), ha effettuato meno passaggi totali e ha avuto una percentuale di dribbling riusciti nettamente inferiore (58,8% contro 30,4%).
Contro una squadra più pericolosa in attacco rispetto al Marocco, il sogno Mondiale della Francia potrebbe complicarsi.
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