Gaetano Oristanio si è presentato ufficialmente ieri, lunedì 20 luglio. Ecco le sue parole riportate da ToroNews:
PERCHE’ HAI SCELTO IL TORINO – “Avevo già preso un accordo con il direttore, ho mantenuto la parola. C’è stato un senso di fiducia nei miei confronti e dovevo ripagarla. Sono felice di essere qui e di iniziare un percorso che spero sarà bellissimo”.
PREPARAZIONE – “Ogni ritiro è duro perché è l’obiettivo stesso della preparazione è fare fatica. Non è un momento di lucidità perché si sta lavorando tanto ma bisogna restare attenti per recepire quelle che sono le direttive del mister. Questa non è la fase nella quale dobbiamo brillare dal punto di vista fisico. Dobbiamo comunque cercare quanto più possibile di assimilare i concetti espressi dal mister e il suo staff. Bisogna mantenere la mente attiva nonostante la fatica. Con il tempo alleggeriremo la gamba e cresceremo in brillantezza”.
RANIERI – “Lo ricordo con grandissimo piacere, avevo circa 19 anni quando sono arrivato a Cagliari. Era il mio esordio in Serie A ed erano le mie prime esperienze in un campionato bello e affascinante. Ho imparato tanto da Ranieri, dalla sua esperienza e dalle sue vittorie. Ha dato tanto al calcio e ho appreso molto da lui, soprattutto i segreti e le piccolezze. Si è trattato di un momento importante della mia giovane carriera”.
QUALITA’ DIETRO LE PUNTE – “Penso che avere tanti giocatori di estro, di qualità e di fantasia non sia mai una cosa negativa, anzi possiamo migliorare tutti con la competitività che si sviluppa. Puoi alzare il livello ed è un bene per la squadra. Alcuni giocatori li conoscevo già, altri li ho imparati a conoscere adesso. Sono molto contento di far parte di questo gruppo. Dal capitano al ragazzino tutti mi hanno accolto benissimo. Mi metto a disposizione del gruppo con entusiasmo”.
OBIETTIVI PERSONALI – “In questo momento cerco un po’ di continuità, quella che mi è mancata nelle stagioni precedenti. Conosco solo il lavoro e il sacrificio, poi i risultati arrivano. Bisogna essere umili nel mettersi a disposizione del mister, del gruppo e delle diverse situazioni del campionato. Bisogna applicarsi a livello fisico e mentale, sempre. Non conosco altre strategie”.
AMBIENTE GRANATA – “Respiro una bellissima atmosfera. Ogni giorno è pieno di tifosi, anche quando non siamo in campo ci sono i tifosi a sostenerci. Mi ha colpito molto che ci sono tifosi che arrivano da tutta Italia: ti fa capire la grandezza di questo club. Il tifoso del Toro, l’ho capito in questi giorni dagli accenti, non è solo di Torino. Questi aspetti ti fanno emozionare”.
ABATE – “Il mister ti fa alzare ogni giorno l’asticella sia come giocatore sia come uomo. Devi dare il massimo, anche quando sei stanco. Devi tirare fuori qualcosa in più quando sembra che non hai più energie. Sta cacciando fuori il massimo da ognuno di noi. Ora, nel più breve tempo possibile, dobbiamo capire le sue idee di calcio e applicarle”.
UN ANNO FA VICINO AL TORINO – “Ci sono tante dinamiche nel calciomercato che non devono nemmeno essere spiegate. Non posso dire altro. Ora sono felice di essere qui”.
ESPERIENZA IN OLANDA – “L’esperienza all’estero è molto formativa, ti fa crescere sotto tutti i punti di vista. Si tratta di un bel mondo, ti fa crescere. Sono stato in Olanda due anni e sono molto contento della mia esperienza. Consiglio esperienze all’estero a tutti i ragazzi che escono dal settore giovanile. Non penso mai di essere un giovane italiano perché non esistono scorciatoie e pensieri vari. Bisogna lavorare con umiltà per raggiungere gli obiettivi, non esistono altri modi”.
RUOLO E SU CASADEI – “Conoscevo Cesare da molti anni, è un bravissimo ragazzo e un grandissimo giocatore: sono felice di averlo ritrovato qui. Il mio ruolo preferito è defilato sulla destra sotto la punta, essendo mancino mi piace partire da lì. Più che la posizione e il modulo è il concetto del mister a far la differenza. Se capisci come il mister ragiona, il modulo e la posizione passano in secondo piano”.
NUMERO DI MAGLIA – “Il numero mi piace, l’avevo avuto al Venezia. Ho chiesto se fosse disponibile e siccome era libero l’ho scelto”.
ANDARE A SUPERGA – “Ti dico la verità: no, non ancora ma lo farò. Vorrei fare una salita a Superga da solo. Per ora ho soltanto sentito parlare, ho letto ma non ho mai vissuto l’emozione di salire sul posto. Vorrei capire le emozioni, cosa si prova, poi mi farò accompagnare dai componenti della società per farmi spiegare la storia di quel luogo”.
GOL DA CALCIO D’ANGOLO – “Al giorno d’oggi ogni dettaglio può fare la differenza. La partita si può sbloccare in ogni momento. Tutti noi diamo grande importanza a calci d’angolo, calci di punizione e rigori. Calcio e calciavo angoli e punizioni. Mi alleno molto su questo”.
LUONGO – “Sono cresciuto a Rocca d’Aspide, poi sono andato alla Peluso Academy. Luongo non lo conoscevo, l’ho visto in ritiro con il Torino e devo dire che sta facendo bene. Arriva da Napoli, mi sembra molto talentuoso e può togliersi diverse soddisfazioni con sacrificio e umità. Sono contento per lui. Abbiamo una conoscenza in comune”.
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Francesco Mangiagli
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