Sabato 10 e domenica 11 ottobre si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio del Consorzio di Bonifica di Piacenza. È stata presentata un’unica lista di cui non fanno parte, come nella tornata precedente quando ne presentarono una propria, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste. «Una mancanza- commenta il presidente Luigi Bisi – che mi dispiace perché, anche se all’inizio c’è stata tensione, un po’ di preclusione e sospetto nella gestione del Consorzio, nel proseguo abbiamo lavorato in un clima più disteso nel comune interesse verso il bene del territorio ed in particolare per progetti per il riempimento delle falde».
Bisi traccia un bilancio del suo mandato (probabile la sua riconferma da parte del Consiglio eletto che provvederà alla nomina del presidente, del suo vice, del Comitato e dei revisori). «Questi anni – ricorda Bisi – sono stati molto impegnativi ed abbiamo dovuto affrontare continue emergenze per la siccità, veramente molto difficile quella del 2022, un “annus horribilis”, vere e proprie sfide per assicurare omogeneità, gestite con estremo buon senso, applicando un metodo di distribuzione per le esigenze di tutti, una volta ottemperata, per prima, ovviamente, quella idropotabile».
Qualche cifra significativa: la somma complessiva degli interventi finanziati, avviati o completati nel corso del mandato amministrativo (2022-2026) è stata di oltre cento milioni di euro. I principali sono i seguenti (di cui tre ancora in corso): Vasca dissipazione Molato (legge 388/2000) € 4.264.829; condotta Arda (Psrn) € 18.496.650; telecontrollo Arda (Pnrr) € 499.500; traversante Mirafiori (Pnrr) € 8.753.200; lago di Fabbiano (Psr) € 2.100.000; laghi Caolzio, Molinazzo e Moronasco (Pnrr) € 12.863.310; impianto sollevamento Ronchi (Pnrr) € 7.000.000; impianto idrovoro Soarza (Legge 160/2019) € 7.590.500; canale Fontana Bassa (Legge 178/2020) € 8.515.654 (in corso); condotta Agazzino Magnano (Legge 178/2020) € 8.251.500 (in corso); opere elettromeccaniche chiavica Galeotto (Dpcm 18/6/2021) € 1.800.000 (in corso)
Psr montagna: trentun interventi per un importo superiore a 3,5 milioni di euro distribuiti sull’intero territorio montano. Tipologia di interventi: briglie in gabbioni allo scopo di rallentare la velocità delle acque e contrastare l’erosione e di conseguenza migliorare le condizioni di stabilità dei versanti e mitigare i fenomeni franosi; traverse, palificate e briglie in legname per stabilizzare i versanti e intercettare e incanalare i canali montani; drenaggi per l’emungimento delle acque sotterranee per la raccolta e il convogliamento delle acque che si infiltrano nel sottosuolo al fine di prevenire movimenti franosi; la pulizia e la sistemazione di canali per favorire il deflusso delle acque di scolo.
«Se abbiamo ottenuto eccellenti risultati per l’ottimizzazione della risorsa, con dati di efficienza che segnalano perdite sotto il 20%, quindi una performance molto alta, con controlli quotidiani dei consumi, lo dobbiamo a tutto lo staff tecnico ed amministrativo che devo ringraziare di cuore; personale via via implementato, che ha sempre costantemente migliorare per ottimizzare le condotte in pressione e la gestione dell’acqua da monte a valle e viceversa, un’azione che proseguirà in futuro con nuove tubazioni, collegamenti tra areali diversi, tra Piacenza e Valdarda, per un ampliamento dell’efficienza ed un miglioramento dei servizi, senza mai dimenticare che questi servono non solo all’agricoltura, settore primario e strategico, ma a tutta quanta la comunità. Così come si può evincere dai dati, abbiamo speso tutti i fondi del Pnrr, nel pieno rispetto dei tempi e per questo – soggiunge Bisi – sono orgoglioso della mia squadra».
«Abbiamo superato grosse difficoltà, soprattutto con la traversa di Mirafiori, con continui ostacoli autorizzativi, il trasferimento dal Fondo di coesione al Pnrr, gli iter organizzativi, burocratici ed ambientali, visto che si lavorava nel Parco del Trebbia. Abbiamo dovuto lavorare con tutte le difficoltà legate al carattere della Trebbia, con magre e piene rapide, con varianti di progetto ed ulteriori attese, ma possiamo ora dirci veramente contenti della realizzazione che assicura la giusta quantità per irrigare ed il metodo esatto di misurazione ed intervento del Dmv (deflusso minimo vitale), che mi auguro ponga definitivamente fine alle polemiche. Anche la “battaglia” con Genova per le acque del Brugneto può dirsi conclusa grazie all’impegno di tutte le istituzioni ed in particolare l’autorità del Bacino del fiume Po; il nuovo disciplinare per la gestione della nuova concessione, prevede ora 4 milioni di metri cubi al posto dei 2,5 precedenti, con possibilità di altri 4 milioni se c’è disponibilità di capienza, fatto salve, ovviamente, tutte le esigenze di idro-potabilità della città di Genova, per emergenze che del resto non si sono mai verificate, anche perché ci sono anche altre fonti importanti di approvvigionamento».
«Non bisogna poi – soggiunge Bisi – essere ipocriti sul problema dighe: l’acqua piovana abbondante nei mesi autunno-invernali va trattenuta, che sia in invasi grandi o piccoli; ne va dispersa una quantità enorme, tranne quella che riempie le falde. Come avremmo fatto senza la diga del Molato e di Mignano, che esistono grazie alla lungimiranza di chi ci ha preceduto e non solo per irrigare, ma per la potabilità. Senza la diga, la zona di Villanova sarebbe stata sommersa cento volte: Romagna docet! Così sarebbe indispensabile una diga per la Valnure, con il sito di Olmo che parrebbe quello più idoneo per costruirla, ma siamo ancora molto, troppo lontani; non ci sono finanziamenti, né autorizzazioni, con decine di enti coinvolti. Per questo i tempi saranno molto lunghi, sempre che si riesca a realizzarla. Per questo per il futuro dobbiamo ottimizzare ciò che abbiamo e quindi è necessario una funzione gestionale ottimale del nostro personale; dobbiamo reperire sempre nuove professionalità e valorizzarle, darci obiettivi chiari per la gestione, il tutto sempre con il sostegno degli enti creditizi che ci sono sempre stati d’aiuto e che devo ringraziare a nome di tutto il Consorzio».
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