Il bonus infissi 2027 consente di ottenere una detrazione fiscale sulla sostituzione degli infissi (anche senza ristrutturazione). Le aliquote sono 36% per la prima casa e 30% sulla seconda casa, detraibili in 10 anni. I bonus di riferimento sono Bonus Casa (o ristrutturazione) e Ecobonus.
Non ci sono, ad oggi, proroghe ufficiali che confermino il mantenimento delle aliquote attuali (50% per la prima casa 36% per la seconda ) oltre il 31 dicembre 2026, ma cambiamenti dell’ultimo minuto non sono da escludere.
In breve: nel 2027 il bonus infissi scende al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le seconde case, sia con Ecobonus che con Bonus Casa. Il 2026 resta l’ultimo anno con la detrazione piena al 50%.
Da anni, con Diemme Infissi, aggiorniamo i nostri clienti e i nostri lettori sulle ultime novità per detrazioni e bonus infissi. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere sull’incentivo fiscale per la sostituzione di infissi e serramenti: come funziona, come richiederlo, quale bonus conviene di più tra Ecobonus e Bonus casa. Trovi anche degli esempi pratici per capire effettivamente quanto puoi risparmiare nel tuo caso specifico. La guida è costantemente aggiornata e basata su fonti ufficiali di Enea e Agenzia delle Entrate, inclusi eventuali interpelli.
Ultimo aggornamento: 24/08/2026
Posso cambiare gli infissi senza fare una ristrutturazione?
Sì. È la domanda che ci sentiamo fare più spesso e la risposta è semplice: non serve nessun cantiere più ampio.
La sostituzione degli infissi è un intervento autonomo e agevolabile per conto suo. Puoi cambiare solo le finestre, solo la porta-finestra del terrazzo, o anche un serramento singolo, e portare comunque in detrazione la spesa. Con l’Ecobonus rientra come intervento di efficientamento energetico e nella maggior parte dei casi non serve nemmeno aprire una pratica in Comune. Con il Bonus Casa rientra come manutenzione straordinaria.
Chiarito questo, vediamo tutto il resto.
Quali sono i bonus 2027 per la sostituzione degli infissi?
Nel 2027 puoi ottenere una detrazione fiscale per la sostituzione di infissi e serramenti utilizzando questi due incentivi:
- Bonus casa (o ristrutturazione), dedicato al recupero e alla manutenzione dell’edificio;
- Ecobonus, dedicato all’efficientamento energetico dell’edificio.
Sono incentivi statali che permettono di recuperare parte della spesa sostenuta. La novità del 2027 è il calo delle aliquote, salvo proroghe in finanziaria.
Perché il bonus infissi si riduce nel 2027?
La riduzione delle aliquote è prevista da tempo dalla Legge di Bilancio 2025, che ha introdotto un meccanismo di decrescita progressiva delle detrazioni edilizie negli anni successivi — quello che tutti chiamano lo “scalone”.
La Legge di Bilancio 2026 ha poi confermato le aliquote del 50%/36% per tutto il 2026, rinviando di fatto il taglio già previsto, ma senza toccare la scadenza del 2027.
In pratica il Governo ha scelto di congelare ancora per un anno le percentuali più favorevoli, ma il taglio strutturale resta fissato per il 2027, salvo nuovi interventi nella prossima Legge di Bilancio (attesa entro fine 2026).
Quali sono le aliquote del bonus infissi nel 2027
Nel 2027 l’Ecobonus e il Bonus Casa permetto di ottenere il 36% di detrazione sulla prima casa e 30% su tutti gli altri immobili, con la detrazione spalmata in 10 rate annuali.
Nel passaggio al 2027 cambia solo la percentuale recuperabile: i massimali di spesa restano gli stessi. L’Agenzia delle Entrate ha già aggiornato le proprie pagine ufficiali confermando che per le spese sostenute nel 2027 la detrazione è del 30%, o del 36% in caso di abitazione principale.
Cosa si intende precisamente per prima casa?
Qui devo fare una precisazione importante, perché è il punto su cui vediamo più confusione in assoluto.

Quando la legge dice “prima casa” in realtà intende abitazione principale, cioè la casa dove vivi abitualmente. E chiede anche una seconda condizione: che tu ne sia proprietario (o usufruttuario, o titolare di un altro diritto reale).
Tradotto in pratica:
- Se sei proprietario e ci vivi → 36%
- Se hai comprato con le agevolazioni “prima casa” ma quella casa non è dove vivi abitualmente → 30%
- Se sei in affitto, anche se è la casa dove vivi → 30%
- Se ci vivi in comodato d’uso → 30%
- Se sei un familiare convivente del proprietario → 30%
Non è un dettaglio da poco: su una spesa di 12.000 € la differenza tra 36% e 30% è di 720 €.
Bonus Casa e Ecobonus: come funzionano nel 2027
- Il Bonus Casa serve per ristrutturazioni e manutenzioni straordinarie e consente anche di cambiare le misure degli infissi (può essere però necessario un titolo abilitativo).
- L’Ecobonus è dedicato all’efficientamento energetico, richiede il rispetto di specifici valori di trasmittanza termica Uw, ma solitamente non serve titolo abilitativo. Inoltre è disponibile anche per i soggetti IRES.
Entrambi restano attivi nel 2027 con le stesse aliquote ridotte, 36% e 30%, ma con requisiti tecnici diversi.
| Bonus Casa | Ecobonus | |
|---|---|---|
| Aliquote 2027 | 36% / 30% | 36% / 30% |
| Il tetto | 96.000 € di spesa | 60.000 € di detrazione |
| Chi può usarlo | Solo privati (IRPEF) | Privati e aziende (IRPEF e IRES) |
| Titolo abilitativo | Può essere necessario | Di norma no |
| Requisiti tecnici | Valori Appendice B (meno stringenti) | Valori Allegato E (più stringenti) |
| Cambio misure | Sì, anche più grandi | Sì, ma senza aumentare la superficie totale |
| Pratica ENEA | Consigliata | Obbligatoria |
Vediamoli nel dettaglio.
Come funziona il bonus casa 2027 per la sostituzione degli infissi
Il Bonus Casa 2027 permette di detrarre il 36% delle spese sulla prima casa e il 30% sulla seconda, su un massimo di 96.000 €, in 10 quote annuali. Copre la sostituzione di infissi e serramenti come intervento di manutenzione straordinaria e può richiedere un titolo abilitativo (CILA o SCIA), salvo i casi di edilizia libera.. Consente anche, rispettando determinate regole, il cambio delle misure degli infissi.
Il bonus casa è l’incentivo dedicato al recupero dell’edificio e consente una detrazione sulle spese sostenute per i soggetti IRPEF.
Copre nello specifico:
- manutenzione straordinaria,
- restauro,
- risanamento conservativo,
- ristrutturazione edilizia.
Le aliquote cambiano in base alla destinazione dell’immobile:
- prima casa (per proprietari o titolari di diritti reali di godimento): 36% di detrazione su una spesa massima di 96.000 €;
- seconda casa: 30% di detrazione su una spesa massima di 96.000 €.
La detrazione è distribuita in 10 quote annuali di pari importo.
Il vantaggio: puoi cambiare le misure degli infissi senza particolari limiti, anche ingrandendoli, purché l’intervento sia coperto dal titolo abilitativo.
Un requisito importante: Il Bonus Casa copre la manutenzione straordinaria, non quella ordinaria. E qui c’è un passaggio che pesa più di quanto sembri: sulla singola unità immobiliare, la sostituzione di infissi identici ai precedenti (quindi stesso materiale, stessa tipologia, stesse dimensioni) è manutenzione ordinaria, e come tale non è agevolabile con il Bonus Casa. Per rientrare serve una modifica di materiale o di tipologia dell’infisso: legno che diventa PVC, un’anta a battente che diventa scorrevole, un cassonetto che viene coibentato e integrato. Nella pratica quasi tutte le sostituzioni reali rientrano, perché nessuno rimette gli stessi identici serramenti di trent’anni fa. Ma se il tuo intervento è una sostituzione “fotocopia”, il Bonus Casa non può essere utilizzato: conviene scegliere l’Ecobonus, che ragiona sul miglioramento energetico e non sulla categoria edilizia.
Sulle parti comuni condominiali il discorso cambia: lì anche la manutenzione ordinaria è agevolabile.
E il titolo abilitativo? Non serve sempre. Se l’intervento rientra tra quelli soggetti a CILA o SCIA, il titolo va presentato. Se invece l’intervento è in edilizia libera, non devi inventarti una pratica: basta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui indichi la data di inizio lavori e attesti che l’intervento rientra tra quelli agevolabili. Da conservare insieme al resto della documentazione.
Un’ultima cosa sul massimale: i 96.000 € sono un tetto unico per unità immobiliare. Se lo usi tutto per gli infissi, non ti resta niente per il bagno o l’impianto.
Come funziona l’Ecobonus 2027 per la sostituzione degli infissi
L’Ecobonus 2027 consente di detrarre il 36% sulla prima casa e il 30% sulla seconda per la sostituzione di infissi come intervento di efficientamento energetico. È aperto anche ai soggetti IRES. Richiede determinati valori di trasmittanza termica Uw per la propria zona climatica (non è mai un problema se scegli infissi di qualità) e non consente di superare la superficie originaria degli infissi. Di solito non serve titolo abilitativo, ma informati sempre nel tuo comune.
L’Ecobonus è il bonus più semplice da utilizzare per la sostituzione degli infissi, in questo caso come intervento di miglioramento energetico. La detrazione è diversa per prima e seconda casa:
- prima casa: 36%
- seconda casa: 30%
Come funziona davvero il tetto dell’Ecobonus
Qui c’è una cosa che quasi tutti gli articoli online sbagliano, e vale la pena spiegarla bene perché cambia i conti.
Il limite dell’Ecobonus non è sulla spesa ma sulla detrazione: puoi recuperare al massimo 60.000 € di detrazione per unità immobiliare.
Il famoso “tetto di 120.000 €” che leggi in giro è semplicemente il calcolo a ritroso fatto con l’aliquota al 50%. Ma con aliquote diverse cambia anche quel numero: al 36% la spesa “utile” arriva a circa 166.000 €, al 30% arriva a 200.000 €.
Per una normale sostituzione di infissi in casa sono cifre che non sfiori nemmeno. Ma se hai una villa, tanti serramenti o più unità immobiliari, sapere come funziona davvero il tetto cambia completamente la pianificazione.
Attenzione a come funzionano i massimali quando fai più interventi: su questo argomento trovi scritto un po’ di tutto, quindi mettiamo ordine. I massimali dell’Ecobonus sono definiti per tipologia di intervento, non come un unico contenitore da spartire. Significa che se nello stesso cantiere sostituisci gli infissi e installi delle tende tecniche, non stai dividendo un solo plafond: hai 60.000 € di detrazione massima per le finestre comprensive di infissi e altri 60.000 € per le schermature solari. Lo stesso vale per il cappotto termico e per i pannelli solari, che hanno il proprio limite, mentre la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale si ferma a 30.000 €. Il limite resta comunque riferito alla singola unità immobiliare, identificata dai dati catastali. Se possiedi due appartamenti accatastati separatamente, i massimali si applicano a ciascuno. Sulle parti comuni condominiali il limite si calcola per ogni unità che concorre alla spesa, non sull’edificio nel suo complesso. Nella pratica sono soglie che una normale sostituzione di infissi non sfiora nemmeno. Diventano rilevanti su ville, edifici plurifamiliari o interventi che mettono insieme più lavori.
Il limite che si incontra davvero: il costo al metro quadro
Per l’Ecobonus esistono dei massimali di costo unitario: un tetto al prezzo al metro quadro del serramento, oltre il quale la detrazione non si calcola sull’intera spesa ma solo fino al limite tabellare. L’eccedenza la paghi e basta.
Il riferimento normativo è l’Allegato A del DM 14 febbraio 2022 (il cosiddetto “decreto prezzi”), che ha sostituito l’Allegato I del DM 6 agosto 2020. Si applica agli interventi il cui titolo edilizio è stato presentato dal 15 aprile 2022 in avanti; per i lavori più vecchi vale ancora il vecchio Allegato I.
Due precisazioni che cambiano i conti e che quasi nessuno riporta:
- i valori in tabella si intendono al netto di IVA, prestazioni professionali, opere di installazione e manodopera per la posa. Non è quindi il prezzo “chiavi in mano” che devi confrontare con il massimale, ma la sola fornitura del bene;
- per gli interventi in edilizia libera o di importo non superiore a 10.000 €, la congruità della spesa si verifica esclusivamente su questi costi massimi, senza bisogno dell’asseverazione di un tecnico.
Su serramenti standard non è un problema. Diventa rilevante se scegli legno pregiato, finiture speciali, vetri particolari o soluzioni su misura di fascia alta: sono proprio i casi in cui la spesa al metro quadro sale.
È una verifica che va fatta in fase di preventivo, non a lavori finiti.
Le caratteristiche uniche dell’incentivo
- Puoi cambiare le misure degli infissi, ma la superficie totale dopo l’intervento non deve superare quella di partenza. Puoi quindi spostare, ridurre, ridistribuire — non ampliare il totale.
- Infissi e serramenti devono rispettare i valori di trasmittanza termica Uw dell’Allegato E del DM 6 agosto 2020, che variano in base alla zona climatica: 2,60 W/m²K per le zone A e B, 1,75 per la zona C, 1,67 per la zona D, 1,30 per la zona E, 1,00 per la zona F. Se scegli infissi di qualità non è mai un problema.
- Attenzione a non confondere le due tabelle. Dal 3 giugno 2026 è in vigore il DM 28 ottobre 2025, che ha portato il limite della zona climatica F da 1,00 a 1,10 W/m²K: quel valore però riguarda la Tabella 4 dell’Appendice B del Decreto Requisiti Minimi, cioè l’obbligo di legge su qualsiasi infisso e il riferimento per il Bonus Casa. I valori dell’Allegato E per l’Ecobonus sono rimasti invariati, zona F compresa. Trovi entrambe le tabelle complete, con l’elenco per provincia, nella nostra guida dedicata alla trasmittanza.
- Per la sola sostituzione di finestre in una singola unità immobiliare, l’asseverazione del tecnico può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore o dell’installatore. Tradotto: se il tuo serramentista te la rilascia, non devi pagare un tecnico solo per quello.
Puoi utilizzare l’Ecobonus nella sostituzione semplice anche senza titolo abilitativo, ma serve che questo sia previsto nel regolamento edilizio del comune dove si fa l’intervento.
Un vantaggio importante che può renderlo il bonus per te: l’Ecobonus si può detrarre anche come soggetto IRES, oltre che IRPEF. Significa che possono usarlo anche società e aziende, cosa che con il Bonus Casa non è possibile. È utile anche se hai già eroso i 96.000 € del bonus casa con altri lavori: l’Ecobonus ti dà una capienza aggiuntiva.
Il 2027 potrebbe essere l’ultimo anno con l’Ecobonus?
Nel nuovo Testo Unico l’Ecobonus è collocato tra le misure a termine e la sua scadenza è fissata al 31 dicembre 2027. Dal 2028, salvo proroghe, per la sostituzione degli infissi potrebbe restare solo il Bonus Casa, al 30% su un massimale di 48.000 € per unità immobiliare fino al 2033.
È un punto che cambia la pianificazione più di quanto faccia il taglio delle aliquote, e di cui si parla pochissimo.
Cosa cambia per te?
- chi ha bisogno dell’Ecobonus perde lo strumento. Parliamo di società e soggetti IRES, che con il Bonus Casa non possono accedere; di chi ha già eroso i 96.000 € del Bonus Casa con altri lavori; di chi fa una sostituzione “identica” che non si qualifica come manutenzione straordinaria; e di chi interviene su immobili non residenziali, dove il Bonus Casa non arriva;
- dal 2028 il massimale si dimezza, da 96.000 a 48.000 € per unità immobiliare;
- la distinzione tra abitazione principale e altri immobili sparisce: aliquota unica al 30% fino al 31 dicembre 2033, con ritorno al 36% dal 2034, sempre su 48.000 €.
Come per le aliquote, anche questa scadenza può essere spostata da una prossima Legge di Bilancio. Ma oggi è quello che dice la norma, ed è un dato da tenere sul tavolo se stai valutando di spalmare i lavori su più anni.
Come funziona il bonus sicurezza 2027
Il bonus sicurezza 2027 fa parte del Bonus Casa e copre porte blindate, inferriate, tapparelle e persiane di sicurezza, con detrazione del 36% sulla prima casa e 30% sulla seconda.
Il bonus sicurezza è l’incentivo dedicato ai sistemi antieffrazione della casa. Fa parte del bonus casa: se lo usi, erodi quindi parte della stessa detrazione.
Anche in questo caso abbiamo 36% sulla prima casa e 30% sulla seconda.
Puoi detrarre le spese per installare:
- inferriate,
- persiane, tapparelle e scuri di sicurezza,
- porte blindate,
- porte di sicurezza,
- serrature, spioncini, vetri antisfondamento.
Cosa devi sapere: il contratto di vigilanza con un istituto non è detraibile, lo è solo il bene installato. E il portoncino d’ingresso, se separa un ambiente riscaldato dall’esterno e rispetta i valori di trasmittanza, può rientrare anche nell’Ecobonus — in quel caso conviene valutare quale dei due incentivi ti torna meglio.
Capienza IRPEF e IRES: come funzionano davvero le detrazioni
Le detrazioni fiscali si recuperano sulle tasse IRPEF da pagare, in 10 quote annuali. Se la propria IRPEF annua (o IRES, se scegli Ecobonus) è inferiore alla quota annua di detrazione, la parte eccedente va persa: non è rimborsabile né cedibile. Prima di scegliere il bonus è fondamentale verificare la propria capienza fiscale.
Un aspetto fondamentale da chiarire è il funzionamento delle detrazioni. Si detrae sulla dichiarazione dei redditi e sulle tasse che dobbiamo pagare. Sconto in fattura e cessione del credito restano non attivi anche nel 2027.
Il cliente privato che fa la sostituzione infissi oggi può solo detrarre in proprio. Significa anche avere la capienza per farlo, altrimenti la detrazione non sarà recuperata al 100%.
Un esempio pratico
Il signor Franco ci contatta per sostituire gli infissi della sua abitazione principale, dove vive con la moglie in pensione. Preventivo: 18.000 euro. La detrazione al 50% gli darebbe 9.000 euro in 10 anni, quindi 900 euro l’anno. Ma analizzando la sua situazione fiscale, emerge che la sua IRPEF annua è di soli 550 euro.
Risultato: ogni anno perderebbe 350 euro di detrazione, perché non ha abbastanza capienza. In 10 anni, oltre 3.500 euro di bonus non ottenuti.
C’è però un secondo ragionamento, che è quasi controintuitivo. Se lo stesso lavoro Franco lo facesse nel 2027 al 36%, la detrazione sarebbe di 648 euro l’anno: perderebbe “solo” 98 euro l’anno. Per chi ha poca capienza, la differenza tra il 50% e il 36% è molto più piccola di quanto sembri. Il 50% pieno conviene davvero a chi ha l’IRPEF per assorbirlo.
Questo aspetto deve essere chiaro perché se ne parla davvero poco online e nei forum. L’idea generale è che la detrazione sia scontabile subito, o comunque che possa essere sempre ottenuta al massimo della sua capienza. Non è così.
Cosa puoi fare se la capienza è bassa?
Se l’immobile è cointestato, o se più familiari partecipano alla spesa, ognuno detrae la propria quota in base a quanto ha effettivamente pagato. Servono bonifici separati e fatture intestate di conseguenza. Due capienze da 550 euro valgono più di una sola.
In alternativa si possono frazionare i lavori su più anni, ma qui il calcolo va fatto con attenzione, perché ogni anno che passa vale meno. Sull’abitazione principale si scende dal 50% del 2026 al 36% del 2027 e al 30% dal 2028; sugli altri immobili il 30% del 2027 resta 30% anche dopo, ma dal 2028 il massimale scende da 96.000 a 48.000 € e l’Ecobonus, salvo proroghe, non è più disponibile. Frazionare per recuperare capienza ha senso, frazionare per abitudine no.
Un consiglio: prendi l’ultima dichiarazione e guarda il rigo dell’imposta netta. Se è vicina a zero, la detrazione vale poco e conviene ragionare diversamente. Puoi verificare questi aspetti rivolgendoti a un CAF o al tuo commercialista.
Come richiedere il bonus infissi 2027
Per richiedere il bonus infissi 2027 devi effettuare tutti i pagamenti tramite bonifico parlante. Nel bonifico devi indicare:
- la causale specifica dell’intervento, con il riferimento normativo;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- la partita IVA (o il codice fiscale) del fornitore o dell’impresa.
Senza un bonifico parlante compilato correttamente perdi il diritto alla detrazione, quindi verifica sempre i dati prima di procedere al pagamento.
Causale bonus infissi 2027: come funziona e cosa cambia?
Una novità importante di cui torneremo a parlare nel nuovo anno. Salvo cambiamenti, dal 1° gennaio 2027 la causale del bonifico parlante deve richiamare i nuovi articoli del Testo Unico introdotto dal D.Lgs. 117/2026: l’articolo 17 (in combinato con il 373) per il Bonus Casa e l’articolo 372 per l’Ecobonus, al posto dell’articolo 16-bis del DPR 917/1986 e della legge 296/2006.
Il nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio 2026 (D.Lgs. 19 giugno 2026 n. 117) e si applica dalle spese sostenute dal 1° gennaio 2027. Non cambia nulla nella sostanza — aliquote, massimali e requisiti restano quelli già previsti — ma cambiano i riferimenti da citare nei documenti.
Ecco la corrispondenza:
| Cosa citavi fino al 2026 | Cosa citi dal 2027 |
|---|---|
| Art. 16-bis DPR 917/1986 (Bonus Casa) | Art. 17 D.Lgs. 117/2026, con art. 373 per aliquote e limiti |
| L. 296/2006, art. 1 commi 344-347 e art. 14 DL 63/2013 (Ecobonus) | Art. 372 D.Lgs. 117/2026 |
| Art. 16 commi 1-bis e seguenti DL 63/2013 (Sismabonus) | Art. 371 D.Lgs. 117/2026 |
Fac-simile di causale per il Bonus Casa dal 2027
“Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione di cui agli articoli 17 e 373 del D.Lgs. 117/2026. Fattura n. ___ del ___. Beneficiario detrazione: [nome] – C.F. ___. Ditta beneficiaria del pagamento: [ragione sociale] – P.IVA ___.”
Fac-simile di causale per l’Ecobonus dal 2027
“Bonifico relativo a interventi di riqualificazione energetica che danno diritto alla detrazione di cui all’articolo 372 del D.Lgs. 117/2026. Fattura n. ___ del ___. Beneficiario detrazione: [nome] – C.F. ___. Ditta beneficiaria del pagamento: [ragione sociale] – P.IVA ___.”
Cosa è importante sapere:
Il problema è che i portali delle banche e di Poste hanno le vecchie diciture precaricate nei menu a tendina, e non è detto che vengano aggiornati per tempo. Cosa ti conviene fare:
- leggi sempre il testo della causale prima di confermare, anche se lo hai selezionato da un elenco;
- se la tua banca propone solo la vecchia dicitura, scrivi la causale a mano;
- conserva copia della contabile: la causale corretta la verifichi lì, non nella schermata di conferma.
Una buona notizia che riduce il rischio. Il Testo Unico contiene una clausola di continuità: quando una legge o un provvedimento richiama una norma abrogata, il riferimento si intende fatto alla corrispondente disposizione del nuovo Testo Unico. È un argomento solido per chi dovesse trovarsi con un bonifico che riporta ancora l’articolo 16-bis. Detto questo, non è una posizione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sul bonifico parlante: usare il riferimento giusto resta la scelta prudente.
Sicuramente arriveranno dei chiarimenti con l’avvicinarsi del nuovo anno.
Quali documenti devi conservare se utilizzi il bonus infissi?
Devi conservare per almeno 10 anni tutta la documentazione: fatture, ricevute dei bonifici, certificazioni di trasmittanza dei nuovi infissi, dichiarazione del fornitore, comunicazione ENEA e, se previsto, il titolo abilitativo.
Se hai fatto tutto nel modo giusto, il bonus va poi “richiesto” al momento della dichiarazione dei redditi indicando i dati catastali dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo.
La pratica ENEA è obbligatoria nel 2027?
Sì per l’Ecobonus, entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per il Bonus Casa è richiesta quando l’intervento comporta un miglioramento energetico, ma l’Agenzia delle Entrate ha già chiarito da tempo che l’omissione non fa perdere la detrazione.
Sull’Ecobonus il quadro è un po’ più mosso, ecco perché. L’Agenzia delle Entrate ha sempre sostenuto che l’omesso invio faccia decadere il diritto alla detrazione. La Corte di Cassazione, negli ultimi due anni, ha detto ripetutamente il contrario: la comunicazione ha finalità statistica e nessuna norma prevede espressamente una decadenza. Sono ormai diverse le pronunce in questo senso, e i ricorsi dell’Agenzia sono stati respinti.
Il punto però è questo: l’Agenzia non ha cambiato la sua posizione ufficiale. Se non invii la pratica hai ottime probabilità di vincere un eventuale contenzioso, ma il contenzioso rischi comunque di doverlo affrontare, con anni di tempo e costi.
Il consiglio è semplice: inviala sempre, nei termini. È gratuita e richiede pochi minuti.
Se hai già superato i 90 giorni non è finita: esiste la cosiddetta remissione in bonis, che ti permette di inviare comunque la scheda pagando una sanzione di 250 euro, entro il termine della prima dichiarazione utile.
I portali ENEA di un nuovo anno vengono attivati di solito qualche mese dopo l’inizio dell’anno stesso. Se chiudi i lavori a gennaio 2027, verifica la disponibilità del portale — i 90 giorni decorrono dalla fine lavori, non dall’apertura del sito.
Perché il 2026 resta l’anno migliore per cambiare gli infissi
In breve: conviene sostituire gli infissi nel 2026 perché è l’ultimo anno in cui la detrazione sulla prima casa arriva al 50%. Dal 2027 si scende al 36%, con 14 punti percentuali di risparmio fiscale in meno.
Facciamo i conti su tre situazioni reali.
Appartamento, 5 finestre, prima casa — 12.000 €
| 2026 (50%) | 2027 (36%) | |
|---|---|---|
| Detrazione totale | 6.000 € | 4.320 € |
| Rata annua | 600 € | 432 € |
| Differenza | −1.680 € |
Villetta, 12 serramenti più portoncino, prima casa — 28.000 €
| 2026 (50%) | 2027 (36%) | |
|---|---|---|
| Detrazione totale | 14.000 € | 10.080 € |
| Rata annua | 1.400 € | 1.008 € |
| Differenza | −3.920 € |
Seconda casa al mare, 7 finestre — 15.000 €
| 2026 (36%) | 2027 (30%) | |
|---|---|---|
| Detrazione totale | 5.400 € | 4.500 € |
| Rata annua | 540 € | 450 € |
| Differenza | −900 € |
Una cosa che vale la pena notare: sulle seconde case il salto tra 2026 e 2027 è molto più contenuto, 6 punti invece di 14. Se hai una seconda casa e non riesci a chiudere entro dicembre, non stai perdendo poi molto. Se invece si tratta della casa dove vivi, la differenza si sente.
C’è una proroga ufficiale per mantenere il 50% anche nel 2027?
No. Ad oggi, non esiste alcuna proroga ufficiale che estenda il 50% al 2027. La riduzione al 36% e al 30% è già scritta nella Legge di Bilancio ed è stata confermata dal nuovo Testo Unico.
Detto questo, va anche considerato che una proroga non è impossibile: è già successo una volta, esattamente un anno fa, quando il taglio previsto per il 2026 è stato rinviato all’ultimo.
Cosa sappiamo al momento:
- a maggio 2026 il viceministro dell’Economia ha indicato che una proroga delle aliquote è tecnicamente possibile, ma solo se ci saranno le risorse, da valutare dopo la verifica europea sui conti pubblici attesa a settembre;
- si è parlato anche di ridurre la ripartizione da 10 a 5 anni, cosa che aumenterebbe la liquidità ma penalizzerebbe proprio chi ha bassa capienza fiscale. Nessuna decisione presa.
Le date da tenere d’occhio sono queste:
| Quando | Cosa succede |
|---|---|
| Settembre 2026 | Verifica sui conti pubblici |
| Ottobre 2026 | Presentazione della Legge di Bilancio 2027: è qui che si capirà |
| Dicembre 2026 | Approvazione definitiva |
| 31 dicembre 2026 | Ultimo giorno utile per il bonifico al 50% |
Chi paga entro il 31 dicembre 2026 non rischia nulla. Se la proroga arriva, avrà comunque avuto il 50%. Chi aspetta, invece, sta scommettendo su una decisione che non è stata presa.
Cosa cambia per sconto in fattura e cessione del credito nel 2027
Sconto in fattura e cessione del credito non sono più disponibili per gli infissi dal 2024, salvo situazioni pregresse. Nel 2027 l’unico modo per ottenere il bonus infissi resta la detrazione in dichiarazione dei redditi.
Per le spese sostenute dal 30 marzo 2024 in avanti, la fruizione del bonus infissi è possibile solo tramite detrazione IRPEF in dieci quote annuali, indicandola nel Modello 730 o nel Modello Redditi PF. Questa regola resta valida anche nel 2027, senza eccezioni previste al momento.
Come funziona l’IVA nella sostituzione infissi 2027
Sugli interventi di manutenzione straordinaria in abitazioni private si applica l’IVA agevolata al 10%. Gli infissi però sono classificati come “beni significativi”: l’aliquota al 10% si applica sul valore del bene solo fino a concorrenza del valore della posa in opera. Quello che eccede sconta il 22%.
Un esempio: infissi 8.000 €, posa 2.000 €. Sui 2.000 € di manodopera IVA al 10%; sugli 8.000 € del bene, il 10% si applica solo su 2.000 € e i restanti 6.000 € vanno al 22%.
Cosa devi guardare: il preventivo deve indicare separatamente il valore dei beni e quello della manodopera. Se ti presentano un unico importo “chiavi in mano” con IVA al 10% su tutto, chiedi spiegazioni prima di firmare. In caso di controllo il problema ricade su di te, non su chi ha emesso la fattura.
Cosa fare se stai pianificando la sostituzione degli infissi?
Se hai già in programma di cambiare gli infissi, conviene iniziare i lavori prima della fine dell’anno. In modo da ottenere per certo l’aliquota più alta.
Ecco come puoi procedere:
- Paga entro il 31 dicembre 2026 la quota che vuoi detrarre al 50%, con bonifico parlante.
- Non ridurti al 31 dicembre. Fa fede la data di esecuzione dell’ordine di pagamento, e tra festività e valute il margine si assottiglia.
- Se il saldo lo paghi nel 2027, quella parte segue l’aliquota 2027. Le due aliquote possono convivere sullo stesso cantiere, ognuna sulla propria quota. Non è un problema, basta saperlo.
Se hai un immobile vincolato o in centro storico conviene muoversi subito: tra autorizzazione paesaggistica e pareri della Soprintendenza i tempi possono superare i tre o quattro mesi.
Domande frequenti
Quanto è il bonus infissi nel 2027? 36% sulla prima casa se sei proprietario e ci vivi, 30% in tutti gli altri casi, sia con Ecobonus che con Bonus Casa. Si recupera in 10 quote annuali.
Vale anche per le seconde case? Sì, al 30%. Con il Bonus Casa il tetto resta 96.000 € di spesa per unità immobiliare; con l’Ecobonus il limite è di 60.000 € di detrazione massima.
Se pago nel 2026 e monto nel 2027, quale aliquota si applica? Quella del 2026. Conta la data del bonifico.
Posso detrarre se sono in affitto? Sì, con contratto registrato e consenso scritto del proprietario, ma al 30%.
Serve il permesso del Comune? Con l’Ecobonus, per la sostituzione semplice, di norma no. Con il Bonus Casa dipende: se l’intervento richiede CILA o SCIA il titolo va presentato, se rientra in edilizia libera basta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la data di inizio lavori. In centro storico o su immobili vincolati servono comunque le autorizzazioni paesaggistiche.
Posso usare Ecobonus e Bonus Casa insieme? Non sulla stessa spesa. Sì su spese diverse dello stesso cantiere, con documentazione separata.
Cosa succede se vendo casa prima di aver finito le rate? Le rate residue passano di norma all’acquirente, salvo diverso accordo scritto nel rogito. Mettetelo nero su bianco: è una delle cause di discussione più frequenti.
Cosa succede se non ho abbastanza IRPEF? La quota eccedente si perde. Non è rimborsabile, né riportabile all’anno dopo, né cedibile.
Fonti: Agenzia delle Entrate (schede “Ristrutturazioni edilizie” e “Risparmio energetico”); D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 – nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi, artt. 17, 371, 372, 373 (G.U. n. 152 del 3 luglio 2026); Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025); Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024); DM 6 agosto 2020 “Requisiti Ecobonus”, Allegato A e Allegato E; DM 14 febbraio 2022, Allegato A (costi massimi specifici); DM 28 ottobre 2025 sui requisiti minimi, in vigore dal 3 giugno 2026; ordinanze della Corte di Cassazione n. 7657/2024, 19309/2024, 12422/2025 e 12426/2025.
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