Concessioni balneari, come funzionano le gare. Cosa prevede la bozza del bando


Firenze, 5 ottobre 2026 –  Fino a cento punti per il progetto e a dieci aggiuntivi per l’offerta economica. È la griglia proposta dalla bozza del bando-tipo nazionale per assegnare le concessioni balneari, secondo l’analisi dell’osservatorio costiero di Coste360. La scelta del gestore dipenderebbe soprattutto dai servizi offerti ai bagnanti, dagli investimenti e dalla capacità di valorizzare l’area.

Il documento, presentato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla Conferenza unificata il 30 settembre 2026, è ancora una bozza, soggetta al confronto con Regioni ed enti locali, anche in Toscana. Le regole sulla durata e sull’indennizzo sono già contenute nella legge 118/2022, come modificata nel 2024. I punteggi descritti da Coste360 appartengono invece allo schema in discussione. Il modello dovrà orientare le amministrazioni nelle procedure di gara, mentre diversi dettagli resteranno da definire nei singoli bandi. Secondo l’analisi dell’osservatorio, lo schema lascia fuori dal proprio ambito le procedure già avviate o concluse alla data della pubblicazione. In Toscana, per esempio, sono escluse le gare aggiudicate nel 2025 a Campo nell’Elba e le procedure avviate nel 2026 a Marina di Carrara, fra cui quelle relative a Doride, Lido Leda e Lunezia.

Cosa viene messo a gara

La gara assegna il diritto di utilizzare e gestire un’area del demanio per un periodo determinato. La spiaggia rimane pubblica. Il bando indica il tratto interessato, le strutture presenti e gli interventi richiesti, insieme al canone da pagare e alla durata dell’affidamento. Nello schema, l’ente concedente può ridefinire i confini delle concessioni e riunire più aree in un lotto. Può inoltre fissare limiti al numero di lotti per i quali ogni impresa può concorrere e a quelli che può ottenere, per contenere la concentrazione delle concessioni.

Chi può partecipare 

Possono concorrere gli operatori economici in possesso dei requisiti richiesti dal bando, compresi gli attuali concessionari. Occorrono capacità professionali adeguate e solidità finanziaria. Per chi già gestisce concessioni conta anche la regolarità nel pagamento dei canoni. La legge stabilisce un termine di almeno trenta giorni per presentare domanda e richiede un piano economico-finanziario. Nella bozza descritta da Coste360 sono previsti anche il sopralluogo obbligatorio e il calendario degli interventi. Il piano serve a dimostrare che il progetto può sostenere le spese e recuperare gli investimenti: nello schema non riceve punti.

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Come viene scelto il vincitore

Nello schema, una commissione valuta le offerte e forma la graduatoria sommando il punteggio tecnico a quello economico. La griglia illustrata da Coste360 prevede fino a 100 punti per la parte tecnica. Contano la qualità delle strutture e dei servizi, l’accessibilità per le persone con disabilità, la tutela dell’ambiente e gli impegni verso i lavoratori. Sono valorizzate anche le attività fuori dall’alta stagione e le agevolazioni per i residenti. I punteggi indicati nello schema sono modificabili dagli enti. La concessione può essere assegnata anche quando arriva una sola domanda valida. Il bando può prevedere una soglia minima da raggiungere.

Quanto pesa l’offerta economica

Secondo l’analisi dell’osservatorio, la bozza prende come riferimento il rialzo rispetto all’importo dell’indennizzo indicato nel bando. Per esigenze motivate, l’ente può considerare anche un aumento del canone. L’indennizzo e il rialzo hanno destinazioni diverse. La relazione illustrativa al decreto-legge 131/2024 precisa che all’uscente va l’indennizzo determinato nel bando, mentre l’eventuale maggiore importo offerto in gara è destinato al bilancio dello Stato.

La componente economica avrebbe un tetto pari al 10% del punteggio tecnico massimo. Quindi, con una griglia tecnica da 100 punti, si possono aggiungere al massimo 10 punti. L’eventuale rialzo sul canone potrebbe pesare fino al 30% di questa componente economica. È quindi il totale dei punti a determinare la graduatoria. Le modalità precise di calcolo dovranno essere chiarite nei bandi: la lettura di Coste360 segnala passaggi ancora da definire sulla base del rialzo e sulla formula applicabile.

Che cosa cambia per gli attuali gestori

Gli attuali concessionari potranno partecipare alla selezione. La griglia proposta riconosce valore all’esperienza maturata, anche sulla stessa area, e considera se la concessione è stata la principale fonte di reddito per l’imprenditore e la sua famiglia. Sono previsti punti anche per l’impegno ad assumere i lavoratori del gestore uscente. Per chi subentra, l’impegno ad acquistare e riutilizzare i beni amovibili dell’uscente può valere fino a 15 punti. La bozza deve però chiarire come applicare questo criterio quando a concorrere è lo stesso gestore che già possiede quei beni.

Chi paga l’indennizzo e come si calcola

Se ne ricorrono i presupposti, quando subentra un nuovo concessionario è quest’ultimo a pagare l’indennizzo al precedente gestore. La legge considera gli investimenti ancora da ammortizzare alla scadenza, al netto degli aiuti pubblici non restituiti, ed un’equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. Il riconoscimento non è automatico. Il Consiglio di Stato, con la sentenza 6539 del 18 agosto 2026, ha chiarito che spetta al gestore uscente provare gli investimenti effettuati e ancora da ammortizzare al termine della concessione.

L’importo viene determinato prima della pubblicazione del bando attraverso una perizia asseverata. L’ente nomina il professionista, o il collegio di professionisti, tra cinque nominativi indicati dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Il costo della perizia è a carico dell’uscente. Il perfezionamento del nuovo rapporto richiede il pagamento di almeno il 20% dell’indennizzo. La bozza, nella lettura di Coste360, prevede il saldo entro sei mesi.

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Canone e garanzie, gli altri costi da considerare

Il canone è il corrispettivo dovuto per l’utilizzo dell’area demaniale. Nello schema la prima annualità deve essere versata prima della firma del titolo concessorio. La bozza descritta da Coste360 prevede anche una garanzia provvisoria del 2%, calcolata sulla somma del canone annuo moltiplicato per la durata della concessione, dell’indennizzo e del valore degli eventuali beni acquistati dall’uscente. Se la durata non è predeterminata, il canone annuo viene moltiplicato per vent’anni. La garanzia può essere prestata anche tramite fideiussione. Chi vince deve poi fornire una garanzia definitiva, a tutela del canone e degli altri obblighi assunti.

Una spiaggia in Versilia (foto Umicini)

Una spiaggia in Versilia (foto Umicini)

Quanto dureranno le concessioni 

La legge prevede una durata compresa tra 5 e 20 anni, collegata al recupero degli investimenti e alla loro remunerazione. La bozza contempla una durata fissata nel bando oppure determinata all’aggiudicazione sulla base del piano economico-finanziario.

Il 30 settembre 2027 è il termine massimo previsto dalla disciplina transitoria. Come ha chiarito il Consiglio di Stato nella sentenza 6539/2026, l’ente può concludere le gare e assegnare le nuove concessioni anche prima, disponendo con un atto motivato la cessazione anticipata dei precedenti rapporti. La prosecuzione ha natura tecnica ed è collegata all’avvio delle attività necessarie alle gare.

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Le procedure devono essere avviate almeno sei mesi prima della scadenza del titolo. Per la prima applicazione la legge fissa comunque il termine del 30 giugno 2027 per l’avvio. In presenza di impedimenti oggettivi alla conclusione della procedura è previsto un differimento motivato della scadenza delle concessioni in essere, per il tempo strettamente necessario e non oltre il 31 marzo 2028.

Le gare possono quindi essere avviate già ora. Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato che la mancata emanazione del decreto sui criteri di calcolo dell’indennizzo non può bloccare le procedure.

Gli impegni verso i bagnanti e le spiagge libere

Il bando potrà prevedere che il concessionario contribuisca alla pulizia delle spiagge libere vicine e ai servizi di salvamento, oppure realizzi accessi per le persone con disabilità. Estensione e caratteristiche degli impegni saranno definite dall’ente. Lo schema prevede verifiche almeno ogni due anni sull’attuazione del progetto e sui servizi promessi. La mancata realizzazione degli investimenti o altri inadempimenti possono portare all’avvio del procedimento di decadenza dalla concessione.


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