Nel Bando Voucher Internazionalizzazione 2026 della Camera di commercio di Modena una domanda fatta solo di una fiera parte da zero punti di progetto. La graduatoria si fa su 54 punti, e l’ordine di invio pesa solo a parità. I voucher valgono fino a 5.000 euro e la dotazione è di 100.000 euro, quindi al massimale ne entrano venti (il conto è nostro). Le domande si inviano su ReStart, la piattaforma camerale, dalle 10:00 di lunedì 28 settembre alle 16:00 di venerdì 9 ottobre 2026.
Il 6 luglio 2026 la Camera ha approvato la graduatoria del suo bando per le fiere internazionali, con la stessa dotazione: 49 domande ammesse per 100.000 euro, 15 escluse, 27 ammesse con riserva per esaurimento dei fondi (determina n. 305), due delle quali finanziate poi con lo scorrimento del 28 settembre (determina n. 387). Qui i voucher sono più grandi, e i posti meno. Il voucher arriva dopo il rendiconto e si tassa, ma su un progetto fino a 10.000 euro dimezza lo stesso il costo dopo le imposte.
In sintesi: il voucher internazionalizzazione 2026 della Camera di Modena
- Cosa paga: progetti sull’estero realizzati nel 2026, come analisi dei mercati, temporary e digital export manager, certificazioni di prodotto, marchio, marketplace, sito e campagne in lingua, fiere.
- Chi può chiederlo: PMI di tutti i settori con sede o unità locale operativa in provincia di Modena, esclusi i beneficiari del voucher 2025.
- Quanto vale: fino al 50% delle spese, con almeno 3.000 euro di spesa e un massimo di 5.000 euro, raggiunto con 10.000 euro di spese; più 250 euro solo con il rating di legalità.
- Entro quando: domande dalle 10:00 del 28 settembre alle 16:00 del 9 ottobre 2026; rendiconto entro le 16:00 del 15 gennaio 2027.
- Come si entra: su ReStart, con modulo firmato digitalmente e bollo di 16 euro; graduatoria su 54 punti.
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54 puntiPunteggio massimo, senza soglia minima
5.000€Voucher massimo, fino al 50% delle spese
100.000€Dotazione, circa venti voucher al massimale
| Voce | Cosa prevede il bando | Dove sta scritto |
|---|---|---|
| Atto | Delibera di Consiglio n. 25 del 15/07/2026, indicata dalla pagina camerale ma non dal bando (lo stesso giorno la Giunta ha adottato la n. 127); il testo non è più consultabile online | Pagina camerale; Albo, atti n. 441 e 425/2026 |
| Risorse | 100.000 euro, nel progetto «Internazionalizzazione delle imprese» autorizzato con il decreto MIMIT del 17/03/2026 sulla maggiorazione del diritto annuale | Artt. 1 e 3 |
| Regime di aiuto | De minimis, Regolamento (UE) 2023/2831 | Art. 5 |
| Erogazione | Dopo il rendiconto, senza anticipi, con ritenuta del 4% | Artt. 3 e 11 |
Rientrano le PMI con sede o unità operativa in provincia di Modena
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese (Allegato I del Regolamento UE 651/2014) di tutti i settori, salvo la produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura, che il de minimis esclude, attive e iscritte al Registro delle imprese di Modena, con requisiti da mantenere fino alla liquidazione, che di regola arriva nel 2027.
Sul territorio serve una «sede legale operativa e/o unità locale operativa» in provincia, e il progetto deve riguardare l’attività svolta lì. Resta fuori chi ha la sede altrove e a Modena solo un ufficio, un magazzino o un deposito senza attività economica denunciata al Registro delle imprese.
Nel modulo si dichiarano anche il diritto annuale in regola (chi ha pagato il 2026 senza la maggiorazione del 20% fa il conguaglio entro il 30 novembre 2026), DURC (regolarità contributiva), sicurezza sul lavoro, polizza catastrofale e l’assenza di protesti, procedure liquidatorie e sanzioni interdittive. Il bando chiede anche di non aver delocalizzato né cessato l’attività ai sensi dell’art. 16 del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025), un requisito che il modulo non fa dichiarare (art. 4 lett. m).
Sono esclusi i beneficiari del voucher 2025 della stessa Camera; chi nel 2025 ha fatto domanda senza ottenerlo può riprovare, perché il bando dice «beneficiato».
Da non confondere.
- Bando Fiere Internazionali 2026 della Camera di Modena: chiuso alle 12:00 del 22 maggio 2026, con graduatoria (determina n. 305) e scorrimento (n. 387 del 28 settembre 2026); chi è ammesso anche al voucher sceglie entro 10 giorni.
- BI26 della Camera di commercio dell’Emilia: altro ente, per Piacenza, Parma e Reggio Emilia; ne parliamo nella scheda sul bando BI26 della Camera dell’Emilia.
- Voucher Doppia Transizione di Modena: stessa Camera, domande chiuse alle 16:00 del 18 settembre 2026, graduatoria attesa a nostro calcolo entro il 17 novembre 2026; i dettagli nella scheda sul Voucher Doppia Transizione di Modena.
- Voucher TEM del Ministero degli esteri: soppresso dall’art. 11 c. 2 del D.Lgs. 138/2026, fra le misure cancellate dalla riforma degli incentivi.
- UCER Digital Export 2026-2027: bando delle Camere dell’Emilia-Romagna e della Regione, gestito da Unioncamere Emilia-Romagna, solo per PMI manifatturiere iscritte al Registro delle imprese entro il 2023, domande dalle 12:00 del 28 settembre alle 12:00 del 5 ottobre 2026, progetti del 2027.
Due ambiti di spesa, da indicare in domanda pena l’inammissibilità
La domanda deve dire a quale ambito va ogni spesa (art. 2), e i 10 punti di completezza vanno solo a chi ha spese in entrambi. L’ambito a), presenza all’estero, copre analisi dei mercati, marketing in lingua, certificazioni di prodotto, marchio, consulenze legali, doganali e fiscali sull’estero, formazione, temporary e digital export manager (TEM e DEM). Nell’ambito b), promozione soprattutto digitale, rientrano incontri B2B virtuali, marketplace e pagamenti internazionali, sito e campagne in lingua, fiere «laddove possibile», ricerche di mercato e di partner.
| Voce | Entra nel voucher | Resta fuori |
|---|---|---|
| Consulenze | Legali, doganali, contrattuali e fiscali legate all’estero | Consulenza ordinaria fiscale, contabile, legale; mera promozione commerciale o pubblicitaria |
| Certificazioni | Di prodotto, necessarie per esportare o per un canale commerciale | ISO, EMAS e le altre non legate alla vendita all’estero; adeguamenti a norme di legge |
| Fiere ed eventi | Spazio espositivo, allestimento, interpretariato, hostess, iscrizione, trasporto e assicurazione dei prodotti | Viaggio, taxi, vitto, alloggio, rappresentanza, campionature |
| Fornitori | Terzi, con preventivo su carta intestata | Autopreventivi; soci, amministratori e loro prossimi congiunti; imprese controllate o collegate, o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti; beneficiari dello stesso bando |
Le iniziative vanno realizzate nel 2026; le spese valgono dal 1° gennaio 2026 alle 16:00 del 15 gennaio 2027, termine del rendiconto, e quando invii il rendiconto devono essere già pagate. Una fiera di marzo 2026 entra, con le fatture al posto dei preventivi. Se il progetto è solo una fiera, confronta il voucher con gli altri modi per finanziare la partecipazione a fiere ed eventi.
Dei 54 punti, 10 si fanno prima della domanda e 44 dipendono dal progetto
Dopo l’istruttoria formale conta il punteggio (art. 10), senza soglia minima: chi invia l’ultimo giorno con un punto in più passa davanti a chi ha inviato il primo.
| Criterio | Cosa deve esserci nel progetto | Punti | Cosa allegare |
|---|---|---|---|
| Completezza | Spese in entrambi gli ambiti | 10 | Modulo con le spese divise per ambito |
| Formazione | 2 punti per partecipante al piano formativo | fino a 4 | Al rendiconto, attestato di frequenza per almeno l’80% del monte ore |
| Assessment camerali | SELFI4.0 (4); DigIT Test, AI Test, DIGIT SOCIAL di Promos Italia (2 ciascuno) | fino a 10 | I report, con la domanda; per i test Promos il modulo accetta anche lo screenshot |
| Forte impatto | Certificazioni di prodotto per l’export e/o marchio all’estero | 10 | Preventivi o fatture |
| Alta specializzazione | TEM o DEM | 10 | CV con la domanda, a pena di esclusione; contratto al rendiconto |
| Digitalizzazione | Matchmaking virtuale o marketplace (4); sito (3); campagne digitali in lingua (3) | fino a 10 | Preventivi o fatture |
| Totale | 54 |
Gli assessment sono i questionari di autovalutazione camerali. Due casi agli estremi:
Voucher chiesto per una fiera
Spese solo nell’ambito b), nessuna voce digitale: 0 punti di progetto, 10 su 54 con i quattro assessment.
I punti però si possono perdere: se il progetto realizzato è difforme, la Camera rifà il punteggio e può variare o revocare il voucher (art. 11). Il TEM messo in domanda per i suoi 10 punti va attivato davvero.
SELFI4.0 si fa su puntoimpresadigitale.camcom.it, i test Promos su exportdigitale.promositalia.com, dove DIGIT SOCIAL si chiama «Social Test». Il bando non dice quanto possono essere vecchi i report, quindi rifalli prima dell’invio. Per marchio e marketplace ci sono anche misure dedicate, nelle guide su come finanziare marchi e brevetti nel 2026 e sui bandi per vendere online, anche sui marketplace esteri.
Per arrivare a 5.000 euro di voucher servono 10.000 euro di spese
Il voucher vale al massimo il minore fra il 50% delle spese ammissibili, IVA esclusa salvo quella che resta a tuo carico, e 5.000 euro, con una spesa minima di 3.000 (art. 6). Il 50% è un tetto («non può superare»), anche se pagina e news camerali lo hanno descritto come fisso.
| Spese ammissibili | Voucher | Con rating di legalità | Quota coperta |
|---|---|---|---|
| 3.000 euro (minimo) | 1.500 | 1.750 | 50% (58,3% con il rating) |
| 6.000 euro | 3.000 | 3.250 | 50% (54,2%) |
| 10.000 euro | 5.000 | 5.250 | 50% (52,5%) |
| 20.000 euro | 5.000 | 5.250 | 25% (26,25%) |
I 5.250 euro valgono solo con il rating di legalità, che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) rilascia con almeno 2 milioni di euro di fatturato, proprio o del gruppo, e due anni di iscrizione al Registro delle imprese, decidendo entro 60 giorni dalla domanda completa, con sospensioni e proroghe possibili, e senza procedure d’urgenza. Chi non ce l’ha già non fa in tempo, chi ce l’ha ne verifichi la scadenza nell’elenco dell’AGCM. Per la maggior parte delle micro imprese il numero da mettere a budget è 5.000. Dettagli nella guida su chi può ottenere il rating di legalità e quanto pesa nei bandi.
Quanto costa il progetto dopo le imposte, con e senza voucher
Il voucher è un ricavo e si tassa, ma le spese si deducono comunque. Ipotesi: società di capitali in utile; spese tutte per servizi, quindi ritenuta del 4% su tutto il voucher; IRES 24% e IRAP 3,9%; IVA al 22% detraibile; spese rendicontate pari a quelle ammesse.
| Euro, senza rating | A. Spesa minima | B. Spesa che porta al massimale | C. Fiera all’estero e TEM |
|---|---|---|---|
| Spesa ammissibile, IVA esclusa | 3.000 | 10.000 | 16.000 (fiera 9.000, TEM 7.000) |
| Voucher lordo | 1.500 | 5.000 | 5.000 |
| Ritenuta del 4% | 60 | 200 | 200 |
| Bonifico della Camera | 1.440 | 4.800 | 4.800 |
| IRES al 24% sul voucher | 360 | 1.200 | 1.200 |
| IRAP al 3,9% sul voucher | 58,50 | 195 | 195 |
| Voucher netto dopo le imposte | 1.081,50 | 3.605 | 3.605 |
| Costo dopo le imposte senza voucher (spesa × 0,721, conto nostro) | 2.163 | 7.210 | 11.536 |
| Costo dopo le imposte con il voucher | 1.081,50 | 3.605 | 7.931 |
| Cassa da anticipare, IVA compresa | 3.660 | 12.200 | 19.520 |
| Spesa minima da rendicontare (70%) | 2.100 | 7.000 | 11.200 |
Su 10.000 euro di consulenze il costo dopo le imposte scende da 7.210 a 3.605 euro, quindi finché la spesa resta entro i 10.000 il voucher dimezza anche il costo netto. Sopra, la quota cala: nello scenario C il costo finale è 7.931 euro invece di 11.536. Con il rating, i 250 euro in più valgono 180,25 euro netti.
Per ditte individuali e soci di società di persone vale l’IRPEF; l’imprenditore individuale non paga l’IRAP, che resta invece per la società di persone, e in contabilità semplificata il voucher si tassa nell’anno dell’incasso; sul forfetario non abbiamo trovato prassi dell’Agenzia delle Entrate per i contributi camerali.
Sul voucher si pagano le imposte, ma l’anno dipende dalla contabilità
| Spesa | Natura | Ritenuta del 4% | Imposte e bilancio |
|---|---|---|---|
| Consulenza, formazione, fiere, TEM, certificazioni; marchio, se la spesa va a costo | Conto esercizio | Sì | Ricavo ai fini IRES e IRAP, voce A5 |
| Noleggio di beni strumentali | Conto esercizio | Sì: la legge esclude solo l’«acquisto» | Come sopra |
| Acquisto di beni strumentali ammortizzabili | Conto impianti | No | Riduce costo fiscale e ammortamenti |
Riferimenti: artt. 85 e 88 TUIR, art. 28 c. 2 DPR 600/1973, OIC 12 e 16, risposta AdE n. 16/2023. Se nello scenario B 2.000 euro vanno all’acquisto di un bene strumentale, la quota di voucher relativa (1.000 euro in proporzione, criterio che il bando non fissa) non ha ritenuta: il bonifico sale a 4.840 euro. Se invece capitalizzi le spese del marchio fra le immobilizzazioni immateriali, la quota di voucher segue il conto impianti, e la norma non chiarisce se su quella quota spetti la ritenuta.
In quale anno si tassa
Il bando non lo dice. Chi applica gli OIC rileva il contributo quando il diritto è sorto «con certezza» (OIC 12), le micro imprese in bilancio micro seguono la competenza fiscale (art. 109 TUIR), semplificati e forfetari l’incasso. Con il rendiconto a gennaio 2027 e un punteggio rivedibile, per noi la lettura più difendibile è il 2027. Chi incassa prima di approvare il bilancio 2026 può però trattarlo come fatto successivo e rilevarlo nel 2026 (OIC 29 par. 59). Va deciso con chi firma il bilancio.
La ritenuta del 4% si recupera in dichiarazione
Si scomputa dall’IRES (Redditi SC, rigo RN15) e, se l’imposta non basta, diventa un credito da compensare o chiedere a rimborso (risposta AdE n. 586/2021). Con voucher di competenza 2026 e ritenuta subita nel 2027 prima della dichiarazione si sceglie l’anno dello scomputo (artt. 22 e 79 TUIR). I forfetari hanno un argomento per evitarla (art. 1 c. 67 L. 190/2014), che il modulo camerale non prevede. Dal 1° gennaio 2027 la regola passa all’art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025, con lo stesso 4%.
In bilancio il voucher per servizi va in A5 fra i contributi in conto esercizio, senza toccare il fatturato A1 che conta per la dimensione d’impresa. L’obbligo di pubblicazione della L. 124/2017 non scatta sotto i 10.000 euro erogati nel periodo, e per gli aiuti registrati nel Registro nazionale degli aiuti basta la registrazione della Camera.
Tetto de minimis di 300.000 euro, e chi entra anche nel Bando Fiere sceglie
Il voucher è un aiuto de minimis, il regime degli aiuti di piccolo importo (Regolamento UE 2023/2831, art. 5 del bando). L’impresa unica, cioè l’insieme delle imprese italiane legate da controllo, non supera 300.000 euro di questi aiuti nell’arco di tre anni, su base mobile. Contano la data della concessione e il voucher lordo; se facesse sforare il tetto, non si concede nemmeno in parte.
| Controllo | Rientri se | Resti fuori se |
|---|---|---|
| Plafond | Aiuti de minimis degli ultimi tre anni più il voucher entro 300.000 euro | Il voucher fa superare il tetto |
| Impresa unica | Conti controllate e controllanti italiane; i legami tramite persone fisiche non contano (nota 4 del bando) | Ne dimentichi una e il conto sfora |
| Stesse spese | Nessun altro aiuto sulle stesse iniziative e spese | Le stesse fatture hanno già un contributo |
| Bando Fiere 2026 | Non ricevi quel contributo | Lo ricevi: con la doppia ammissione scegli entro 10 giorni |
Prima di firmare controlla gli aiuti dell’impresa unica nel Registro nazionale degli aiuti, sezione Aiuti individuali (si cerca per codice fiscale, dopo aver accettato i cookie che il sito chiede), e fai il conto su tre anni mobili con la guida al calcolo del plafond de minimis residuo. Il regolamento esclude pesca, acquacoltura, produzione agricola primaria e gli aiuti legati alle quantità esportate, a una rete di distribuzione all’estero o ad altre spese correnti dell’export, mentre fiere e consulenze per nuovi mercati «non costituiscono di norma aiuti all’esportazione» (considerando 10).
Con il Bando Fiere 2026 le due clausole non coincidono: il voucher esclude il doppio contributo per impresa, il bando Fiere solo sulle stesse voci, e conta quella del voucher. Per una fiera quel bando pagava al massimo 2.000 euro in Italia o nell’UE e 2.500 fuori, il voucher fino a 5.000. Con il Voucher Doppia Transizione, invece, il cumulo su spese diverse è possibile. Il bando non chiarisce il caso di chi ha già incassato il contributo Fiere, né quello dei crediti d’imposta sulle stesse spese.
Le domande chiudono il 9 ottobre, il voucher arriva dopo il rendiconto
Nello scenario B, 10.000 euro più IVA, l’impresa paga tutto prima di vedere il voucher:
| Quando | Cosa succede | Cassa, scenario B | Fonte |
|---|---|---|---|
| Dal 1° gennaio 2026 | Decorrono spese, preventivi e fatture | Escono 12.200 euro, con mezzi tracciabili | Artt. 7 e 11 |
| Liquidazione IVA successiva | Detrai l’IVA | Rientrano 2.200 euro | Art. 19 DPR 633/1972 |
| Dalle 10:00 del 28 settembre alle 16:00 del 9 ottobre 2026 | Domanda su ReStart | Bollo di 16 euro | Art. 9 |
| Entro 30 giorni dalla chiusura, cioè entro l’8 novembre 2026 a nostro calcolo | Graduatoria e concessione, con il CUP (Codice unico di progetto) | Art. 10 | |
| Entro il 31 dicembre 2026 | Iniziative realizzate | Art. 7 | |
| Entro le 16:00 del 15 gennaio 2027 | Rendiconto, con tutte le spese pagate | Art. 11 | |
| Entro 30 giorni dal rendiconto completo | Bonifico della Camera | Entrano 4.800 euro | Art. 11 |
| Saldo imposte dell’anno di tassazione | IRES e IRAP, meno la ritenuta | Escono 1.195 euro | Ipotesi al 27,9% |
Un termine simile per la graduatoria la stessa Camera l’ha già superato: nel Bando Fiere 2026 l’ha approvata 45 giorni dopo la chiusura del 22 maggio, mentre il bando indicava il 22 giugno. Per come la leggiamo noi, chi aspetta la graduatoria per partire, se la Camera la approva l’ultimo giorno utile, ha meno di otto settimane fra l’8 novembre e il 31 dicembre, e un TEM o una certificazione che richiedono mesi non ci stanno. Chi è già partito rischia solo di non entrare in graduatoria, perché il de minimis non chiede di fare domanda prima di cominciare. Chi ha il progetto già chiuso rendiconti appena ha concessione e CUP, perché incassare nel 2026 scioglie anche il dubbio sull’anno di tassazione.
Come si presenta la domanda su ReStart: fino a quattro allegati a pena di esclusione
Si passa solo da ReStart (restart.infocamere.it), pena l’irricevibilità: accesso con SPID, CIE o CNS, modulo firmato digitalmente in .p7m, bollo di 16 euro con PagoPA. Può inviare anche un intermediario, come il commercialista, ma il modulo lo firma il legale rappresentante, e il bando non dice quali deleghe servano. I passaggi comuni ai bandi camerali sono nella guida su come funzionano i voucher delle Camere di commercio. Gli allegati a pena di esclusione (art. 9):
- il modello «Domanda di contributo» generato da ReStart;
- il modulo camerale compilato in ogni parte, con intervento, obiettivi, ambiti, spese e fornitori;
- preventivi o fatture già emesse, intestati all’impresa, in euro e in italiano o con traduzione; i preventivi non anteriori al 1° gennaio 2026, su carta intestata, da «soggetti regolarmente abilitati», formula che il bando non definisce;
- con un TEM o un DEM, il curriculum del consulente.
Dopo l’invio la PEC indicata in domanda diventa il domicilio della pratica, e le integrazioni vanno date entro 10 giorni di calendario, pena l’esclusione.
Si invia una volta sola. Con due domande vale la prima ammissibile, e le altre sono irricevibili (art. 6 c. 6). Un reinvio non migliora una domanda già ammissibile: se nella prima mancavano i report degli assessment, resta quella, con meno punti.
Dove pagina e bando non coincidono. Nella versione del 20 luglio 2026 la pagina camerale chiede di controllare «entrambi gli allegati», modello ReStart e modulo, ma l’art. 9 esclude anche chi non allega preventivi o fatture e, con un TEM o un DEM, il curriculum. La pagina dà poi il 50% come fisso e il giorno del rendiconto senza l’ora (le 16:00), e il 12 ottobre 2026 alla voce «Chiusura procedimento» è un campo del sito, non la data della graduatoria. Dove i due testi divergono, seguiamo il bando.
Dopo la graduatoria contano il CUP in fattura e la soglia del 70%
La graduatoria esce in Amministrazione trasparente, e le ammesse senza fondi possono entrare per scorrimento. Nel Bando Fiere 2026 lo scorrimento del 28 settembre ha finanziato l’ultima impresa per un importo ridotto; qui il bando non dice se possa accadere.
Il CUP comunicato con la concessione va riportato su ogni fattura, pena l’inammissibilità della spesa; quelle già emesse si integrano con il servizio dell’Agenzia delle Entrate previsto dal provvedimento n. 563301 del 10 dicembre 2025. Il nodo sono i fornitori esteri. La legge non li obbliga al CUP e il servizio lavora solo sulle fatture passate dal Sistema di Interscambio, mentre il bando chiede fatture XML con CUP: prima di pagarli, chiedi all’ufficio come documentare la spesa.
Il rendiconto va su ReStart entro le 16:00 del 15 gennaio 2027, pena la decadenza. Prima di inviarlo controlla:
- fatture XML quietanzate, con il CUP;
- pagamenti dal conto dell’impresa, niente contanti né assegni;
- attestati di formazione e contratto del TEM o del DEM; se il TEM è un professionista, anche l’F24 della ritenuta, che il bando non elenca ma che prova il pagamento completo della fattura;
- relazione finale e dichiarazione sulla ritenuta;
- variazioni già autorizzate via PEC a [email protected].
Se a consuntivo spendi meno di quanto hai chiesto
Sotto il 70% delle spese ammesse si perde tutto il voucher (art. 12); sopra, «verrà proporzionalmente ridotto» (art. 11). Con 10.000 euro ammessi è semplice: 8.000 rendicontati danno 4.000 euro. Sopra i 10.000 le letture sono due. Nello scenario C, con 12.000 euro rendicontati su 16.000, la riduzione in proporzione dà 3.750 euro e il ricalcolo al 50% 5.000; il bando non dice quale vale, né se il minimo di 3.000 euro conti anche a consuntivo. Per questo mettere in domanda più di 10.000 euro non alza il voucher e alza i rischi.
La revoca scatta per progetto non realizzato o difforme, requisiti persi, rendiconto mancato, controlli negativi, beni ceduti entro tre anni dalla liquidazione (art. 13), e si restituisce con l’interesse dell’art. 17 del Codice degli incentivi: tasso di riferimento BCE vigente alla revoca, più cinque punti se la causa è imputabile all’impresa. I documenti di spesa si tengono per almeno 10 anni dal provvedimento di erogazione, pena la decadenza (art. 12).
Cosa chiedere all’ufficio prima di inviare
Risponde l’Ufficio Punto Impresa Digitale, tel. 059 208 501 e 059 208 502, [email protected], meglio per iscritto, sui punti che il bando lascia aperti:
- quale riduzione vale sopra i 10.000 euro, e se tocca anche la premialità;
- se la spesa minima di 3.000 euro vale a consuntivo, e se si può pagare con carta aziendale;
- come documentare fatture estere senza CUP o in valuta, e se l’IVA estera è recuperabile;
- se la ritenuta si applica ai forfetari;
- se il TEM o il DEM può essere un dipendente;
- chi conta come partecipante alla formazione, e quanto possono essere vecchi gli assessment.
Domande frequenti sul voucher internazionalizzazione della Camera di Modena
Posso mettere nel voucher una fiera all’estero già fatta a marzo 2026?
Sì, se l’impresa ha i requisiti: iniziative del 2026 e spese dal 1° gennaio 2026 sono ammesse, con le fatture al posto dei preventivi. Il CUP si integra dopo la concessione solo se la fattura è passata dal Sistema di Interscambio: se l’organizzatore della fiera è estero, chiedi all’ufficio come documentarla. Viaggio, vitto e alloggio restano fuori, e la fiera da sola non porta punti di progetto.
Un magazzino a Modena basta, se la sede è a Reggio Emilia?
Di norma no. Il bando esclude chi ha la sede fuori provincia e a Modena solo unità senza attività economica denunciata, e cita proprio il magazzino. Se all’unità modenese è denunciata un’attività e il progetto riguarda quella, rientri.
Posso partecipare se nel 2025 ho fatto domanda senza ottenere il voucher?
Sì: l’art. 4 esclude chi ha «beneficiato» del voucher 2025, non chi ha soltanto presentato domanda. Per chi ha rinunciato o è stato revocato il bando non chiarisce, e conviene chiedere all’ufficio.
C’è un punteggio minimo per essere finanziati?
No. Le domande ammissibili sono finanziate in ordine di punteggio finché bastano i 100.000 euro, circa venti voucher al massimale, e a parità di punti conta l’ordine di invio.
La Camera paga un anticipo sul voucher?
No. Il bonifico arriva entro 30 giorni dal rendiconto completo, e su 5.000 euro di voucher sono 4.800 euro, perché la Camera trattiene il 4% di ritenuta, che poi recuperi in dichiarazione.
Il temporary export manager può essere un dipendente assunto?
Il bando non lo chiarisce: al rendiconto chiede il «contratto di lavoro stipulato» con il TEM o il DEM, ma fra le spese ammesse ci sono servizi, non il costo del personale. Prima di costruire il progetto su un’assunzione, chiedi conferma scritta all’ufficio.
Prima del progetto vengono requisiti e assessment
Fino alle 16:00 del 9 ottobre 2026 l’ordine che seguiremmo è: requisiti, assessment, progetto sui due ambiti con voci realizzabili entro il 31 dicembre 2026, preventivi di fornitori terzi e non collegati, un solo invio completo. Se il progetto supera la scala del voucher, abbiamo raccolto gli strumenti nazionali e regionali per i progetti di export più grandi, fra cui le linee SIMEST per fiere, e-commerce e temporary manager. E se il voucher di Modena non fa per te, le alternative sono nella mappa aggiornata dei bandi a fondo perduto con sportello aperto.
Non sai dove il tuo progetto perde punti? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e rileggiamo con te preventivi e ambiti prima delle 16:00 del 9 ottobre 2026.
Fonte ufficiale: testo integrale del Bando Voucher Internazionalizzazione, Anno 2026, in PDF della Camera di commercio di Modena; pagina ufficiale del bando, con la modulistica; scheda della Delibera di Consiglio n. 25 del 15 luglio 2026 all’Albo camerale, il cui testo non è più scaricabile.
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