Stefano Bonaccini e Matteo Lepore condannati a morte. La lettera di minacce spedita al Comune


Bologna, 25 settembre 2026 – “Stefano Bonaccini e Matteo Lepore sono condannati a morte”. Le minacce questa volta infrangono il muro dei social, dove il sindaco è stato attaccato da diversi utenti e per cui è finito anche sotto scorta, e arrivano fisicamente nella vita vera. Fino in piazza Maggiore, negli uffici di Palazzo d’Accursio. Dove è stata recapitata una lettera, scritta a mano, indirizzata al primo cittadino e all’ex presidente della Regione Stefano Bonaccini, ora europarlamentare del Pd.

La scoperta è stata fatta ieri mattina, quando una dipendente dell’ufficio postale del Comune ha ritirato il materiale arrivato in sede.

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Tra questo, la busta con all’interno la minaccia, per la quale è già stata presentata formalmente denuncia alla polizia.

Saranno gli investigatori ora a cercare di risalire all’autore dell’ennesimo attacco che colpisce le istituzioni cittadine: al vaglio le telecamere di videosorveglianza della zona, per captare eventuali movimenti sospetti e capire come sia arrivata la lettera fino all’ufficio postale in Comune.

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Non è esclusa nessuna pista per risalire all’identità dell’autore. Sul foglio, la frase a caratteri cubitali recita: “Stefano Bonaccini e Matteo Lepore sono condannati a morte“. Non appare nessuna firma in chiusura del contenuto.

Clima teso in città

Una grave minaccia che conferma il clima di tensione sempre più pressante in città. Dopo la notte del 20 luglio, in cui duecento facinorosi hanno messo a ferro e fuoco il centro storico a margine della piazza convocata dal sindaco per la morte di Abderrahim Fakir, Lepore è stato inondato sui social e anche via mail di insulti e minacce rivolti anche alla sua famiglia. Citato anche il vecchio indirizzo di residenza del primo cittadino. E per le quali il sindaco è finito sotto scorta, con due operatori della Guardia di finanza al suo fianco negli eventi pubblici e istituzionali.

Minacce a Bonaccini e a Lepore. La lettera spedita al Comune:

La busta è stata trovata da una dipendente mentre recuperava le missive arrivate all’Ufficio postale. L’ex presidente regionale e il sindaco ancora sotto attacco: polizia al lavoro per risalire all’autore.

Non è il primo episodio nemmeno per l’europarlamentare dem Stefano Bonaccini, che nel corso del suo mandato da governatore dell’Emilia-Romagna (dal 2014 al 2024) ha dovuto fare i conti con diversi attacchi e atti intimidatori. Come quelli di gruppi di No-Vax: a inizio 2022 furono diffusi il suo numero di telefono e perfino l’indirizzo di casa.

Schlein: “Le autorità facciano piena luce sul fatto”

“La lettera di minacce recapitata a Stefano Bonaccini e Matteo Lepore è gravissima e inaccettabile. A entrambi va tutta la mia solidarietà e quella della comunità del Partito Democratico. Così come è inaccettabile che l’odio venga tollerato come strumento del confronto politico, perché impoverisce la democrazia e rende più facile trasformare l’avversario in un bersaglio. Pensare di condizionare con la paura chi esercita una responsabilità pubblica significa colpire la libertà del confronto democratico e le istituzioni che si rappresentano. Confidiamo nel lavoro delle autorità perché si faccia piena luce su questa vicenda. Stefano e Matteo sanno di poter contare sul nostro sostegno e sull’abbraccio di tutta la nostra comunità”. Così in una nota la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein.

Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd

Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd

Bignami (FdI): “Gesto vigliacco, da condannare”

“La violenza e l’intimidazione vanno respinte e condannate con la massima fermezza e senza alcuna esitazione. La dialettica politica, anche quando è caratterizzata da un confronto aspro, deve rimanere sempre all’interno del perimetro del rispetto democratico e delle regole civili. Gesti vigliacchi come questo vanno condannati in maniera unanime e con fermezza. Ora mi auguro che i responsabili di questo vile atto siano presto individuati e assicurati alla giustizia”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.

Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di FdI

Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di FdI

De Pascale: “Difendiamo i valori della democrazia”

“A Matteo e Stefano va la mia vicinanza personale e istituzionale – aggiunge il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale –. A loro e a tutti coloro che ogni giorno operano nelle istituzioni con dedizione e senso di responsabilità al servizio delle cittadine e dei cittadini deve essere garantita la massima serenità nello svolgimento del proprio ruolo. Nessuna forma di odio, minaccia o violenza può trovare spazio nel confronto democratico”.

“Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché venga individuato al più presto il responsabile – conclude il presidente –. L’Emilia-Romagna continuerà a difendere i valori della democrazia, della partecipazione e del rispetto delle istituzioni, respingendo ogni tentativo di condizionare o intimidire chi è chiamato a rappresentarle”.

La ministra Calderone: “Basta minacce”

“Non esiste che nell’ambito anche di un confronto acceso si debba invece minacciare di morte chi non la pensa come noi. La forza delle idee si esprime attraverso le parole ma anche con il rispetto delle persone”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, intervenendo alla convention nazionale dei consulenti dellavoro a Reggio Calabria.

De Maria (Pd): “Atto grave”

“Esprimo la mia più ferma condanna e la totale solidarietà, mia e di tutta la nostra comunità, a Stefano Bonaccini e a Matteo Lepore per la gravissima lettera di minacce di morte recapitata presso gli uffici del Comune di Bologna. Ci troviamo di fronte all’ennesimo, inaccettabile episodio di intimidazione nei confronti di chi rappresenta con dedizione e rigore le nostre istituzioni democratiche”, così in una nota Andrea De Maria, deputato del Partito Democratico.  

Di Stasi (Pd Bologna): “Piena solidarietà”

“La lettera con minacce di morte indirizzata a Matteo Lepore e Stefano Bonaccini è un fatto molto grave. A entrambi va la piena solidarietà del Partito Democratico di Bologna – afferma Enrico Di Stasi, segretario bolognese dei dem –. Questo episodio arriva dopo settimane di attacchi e minacce contro il sindaco di Bologna, anche attraverso i social. È un clima che non va sottovalutato e sul quale la politica ha una responsabilità precisa: abbassare i toni, isolare chi alimenta odio e delegittimazione, condannare le intimidazioni senza ambiguità”.


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