A Milano, nel pieno di una delle più importanti trasformazioni urbanistiche della città, 32 famiglie rischiano di dover lasciare le proprie abitazioni. Succede in viale Molise 51, proprio di fronte all’ex Macello, dove uno stabile residenziale è stato promesso in vendita a una società immobiliare. Gli appartamenti vengono già proposti sul mercato a prezzi superiori ai 6.500 euro al metro quadro, mentre gli attuali inquilini chiedono garanzie sul proprio futuro.
Nel condominio vivono 63 persone, tra anziani, coppie, famiglie con bambini e lavoratori. Alcuni residenti abitano nello stabile da oltre quarant’anni, altri hanno costruito nel quartiere una parte importante della propria vita. La prospettiva di un cambio di proprietà e della successiva vendita delle singole abitazioni ha spinto un gruppo di inquilini a mobilitarsi.
La vicenda riporta al centro del dibattito milanese una questione sempre più delicata: l’accessibilità del mercato immobiliare, soprattutto per quella fascia di popolazione che non possiede i requisiti per accedere alle case popolari, ma fatica a sostenere i prezzi delle abitazioni private.
Un intero condominio destinato alla vendita frazionata
L’edificio di viale Molise 51 comprende 40 unità immobiliari, suddivise tra 35 appartamenti, tre spazi commerciali e due uffici. Tre abitazioni risultano libere, mentre le altre 32 sono occupate da nuclei familiari con regolari contratti di locazione.
Secondo quanto ricostruito dagli inquilini, il 20 aprile è stato sottoscritto un preliminare per la vendita dell’intero stabile a Gran Molise Srl, società partecipata da Maghen Capital SpA. Il contratto preliminare è stato trascritto quattro giorni dopo e il rogito definitivo è atteso a dicembre.
L’operazione sarebbe finalizzata alla rivendita separata degli appartamenti, anziché al mantenimento dell’attuale destinazione locativa. Da maggio sono iniziate le visite delle agenzie immobiliari e, secondo quanto riferito ai residenti, alcune unità sarebbero già state oggetto di accordi di prevendita.
Gli appartamenti vengono proposti a oltre 6.500 euro al metro quadro, nonostante necessitino di interventi di ristrutturazione. Una cifra difficilmente sostenibile per molti degli attuali abitanti, che versano affitti compresi generalmente tra 1.000 e 1.800 euro mensili, con importi inferiori per alcuni residenti anziani.
Contratti ancora validi, ma il futuro degli inquilini è incerto
La vendita dell’edificio non determina automaticamente la cessazione dei contratti di affitto. Le locazioni esistenti rimangono valide e, secondo il gruppo di residenti, le rispettive scadenze garantiscono una permanenza compresa tra sei mesi e quattro anni.
Il problema riguarda soprattutto ciò che potrebbe accadere successivamente. Per molti abitanti, acquistare la casa ai prezzi richiesti appare economicamente impossibile. Anche cercare un nuovo appartamento in affitto nello stesso quartiere potrebbe rivelarsi particolarmente difficile.
La maggioranza degli inquilini vive nella zona da oltre dieci anni e alcuni risiedono nello stabile da 43 anni. Si tratta prevalentemente di persone con redditi da lavoro, appartenenti a quella fascia intermedia che rischia di rimanere esclusa sia dal mercato privato sia dalle politiche abitative pubbliche.
A complicare ulteriormente la situazione è l’assenza di un diritto generale di prelazione per gli inquilini in caso di vendita dell’appartamento, salvo specifiche condizioni previste dalla legge.
Ex Macello, la rigenerazione urbana e il rischio di aumento dei prezzi
La posizione del condominio rende la vicenda particolarmente significativa. Sul lato opposto di viale Molise si trova infatti l’area dell’ex Macello di Milano, interessata dal progetto di rigenerazione urbana ARIA.
Il piano attuativo adottato dalla Giunta comunale prevede la trasformazione di circa 150mila metri quadrati di territorio, con la realizzazione di circa 1.200 appartamenti, uno studentato da 600 posti letto, nuove strutture formative e oltre 30mila metri quadrati destinati a verde, piazze e percorsi pubblici.
Almeno il 50% della superficie residenziale prevista sarà destinato a edilizia residenziale sociale, tra vendita e locazione. Il progetto comprende anche nuovi servizi per il quartiere e spazi destinati alla formazione, con il coinvolgimento dello IED e dell’Accademia Teatro alla Scala.
Per gli abitanti di viale Molise 51, tuttavia, la riqualificazione rischia di produrre un effetto contraddittorio. Da una parte vengono programmati nuovi alloggi accessibili, dall’altra l’interesse degli investitori per gli immobili circostanti potrebbe contribuire a rendere più difficile la permanenza dei residenti storici.
Non è dimostrato che la vendita del condominio sia una conseguenza diretta del progetto ARIA. Il timore espresso dagli inquilini riguarda però il possibile rapporto tra valorizzazione immobiliare, crescita dei prezzi ed esclusione delle famiglie con redditi medi.

Gli inquilini chiedono l’intervento del Comune di Milano
Il gruppo di residenti ha già avviato un confronto con l’amministrazione comunale. Una prima comunicazione è stata inviata il 12 agosto all’assessore alla Casa Fabio Bottero, che ha risposto il giorno successivo.
Il 10 settembre una delegazione è stata ricevuta negli uffici comunali di via Larga. Durante l’incontro sono state illustrate le difficoltà delle famiglie e le conseguenze che operazioni immobiliari di questo tipo possono avere sul tessuto sociale dei quartieri.
Secondo quanto riferito dagli inquilini, il Comune avrebbe manifestato la disponibilità a favorire un dialogo con la futura proprietà e a valutare possibili soluzioni abitative, anche in collegamento con il progetto ARIA.
I residenti chiedono che questa disponibilità si traduca in un tavolo di confronto prima del rogito, così da individuare condizioni che consentano, dove possibile, la permanenza negli appartamenti.
Le richieste a Comune, Regione e futura proprietà
La mobilitazione non riguarda soltanto il destino del palazzo. Gli abitanti chiedono alle istituzioni strumenti più efficaci per tutelare le persone che rischiano di essere escluse dal mercato immobiliare milanese.
Al Comune viene chiesto di aumentare la disponibilità di alloggi a canone convenzionato, prevedere maggiori tutele per i residenti delle aree interessate dalla rigenerazione urbana e promuovere il canone concordato.
Alla Regione Lombardia viene invece sollecitata una revisione delle politiche abitative che permetta di includere anche le famiglie con redditi intermedi. Al Governo e al Parlamento vengono richieste misure per disciplinare le acquisizioni immobiliari su larga scala e contenere gli aumenti dei canoni.
Nei confronti della futura proprietà, gli inquilini chiedono il rispetto dei contratti, la possibilità di proseguire la locazione o acquistare a condizioni agevolate e tempi adeguati per chi dovesse lasciare l’abitazione.
«La casa è un diritto, non un prodotto finanziario»
A riassumere la posizione dei residenti è una dichiarazione collettiva dei rappresentanti del gruppo mobilitato.
«Qui vivono anziani, famiglie, ragazzi, persone che in questo palazzo e in questo quartiere hanno creato la propria vita. Oggi vediamo il nostro edificio offerto agli investitori, appartamento per appartamento, senza che nessuno ci abbia mai rivolto la parola. Non chiediamo privilegi: chiediamo che le istituzioni, ciascuna per la sua parte, tornino a trattare l’abitare come un diritto e non come una rendita».
La partita rimane aperta, anche perché la vendita dello stabile non è ancora stata perfezionata e gli abitanti dichiarano di non aver avuto un confronto diretto con la società acquirente.
Per Milano, la vicenda di viale Molise 51 pone una domanda che va oltre i confini del Municipio 4: come accompagnare la trasformazione dei quartieri senza compromettere la possibilità, per chi già li abita, di continuare a viverci?
Via Molise, la nota stampa della società
«In merito al progetto di riqualificazione dell’edificio residenziale di viale Molise 51, Gran Molise S.r.l. ritiene doveroso fornire un quadro oggettivo dell’operazione, al fine di rassicurare i residenti e smentire categoricamente alcune recenti ricostruzioni del tutto prive di fondamento.
In riferimento alle cifre circolate in questi giorni, la società smentisce in modo netto le dichiarazioni secondo cui gli appartamenti verrebbero proposti sul mercato a 6.500 euro al metro quadro, un dato inesatto e facilmente smentibile anche attraverso una rapida verifica online degli immobili attualmente in vendita. Al contrario, Gran Molise S.r.l. ha scelto volontariamente di garantire a tutti gli attuali inquilini la priorità assoluta per l’acquisto della abitazione in cui vivono in affitto. Tale opportunità è stata offerta applicando uno sconto reale del 10% rispetto alle attuali quotazioni di mercato, portando le proposte a cifre agevolate comprese tra i 4.800 e i 5.900 euro al metro quadro.
L’azienda intende inoltre rassicurare i locatari confermando in toto la volontà di accogliere le richieste relative al rigoroso rispetto dei contratti in essere e alla garanzia di tempi adeguati per ogni eventuale transizione. Nessun contratto di locazione verrà interrotto anticipatamente, salvo i casi di risoluzione consensuale concordata direttamente con l’inquilino a fronte di un adeguato riconoscimento economico. A differenza di quanto ipotizzato circa presunte scadenze a brevissimo termine, oltre il 70% degli affitti attuali giungerà a naturale scadenza in un orizzonte temporale ampio e rassicurante, compreso tra il 2029 e il 2033, garantendo così l’assenza di qualsiasi emergenza abitativa immediata per la stragrande maggioranza delle famiglie.
Gran Molise S.r.l. ribadisce infine la piena disponibilità – già manifestata all’Assessorato alla Casa del Comune di Milano – a favorire un dialogo aperto e costruttivo. In stretta sinergia con l’Amministrazione, la società è pronta a valutare i casi che necessitino di percorsi di tutela dedicati, con particolare attenzione agli inquilini in situazioni di comprovata fragilità sociale, confermando nei fatti l’impegno a gestire l’intera operazione con la massima attenzione».
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