Cresce la percentuale di raccolta differenziata in provincia di Cremona, arrivata, nel 2024, l’ultimo dato disponibile, al 78,64%, un valore in leggero aumento rispetto all’anno precedente (78,04%). L’incremento della raccolta differenziata sembra, tuttavia, plafonato, da anni ormai, attorno al 78%, quota superata già nel 2017 (78,3%) ma, sostanzialmente, con modeste scansioni, mantenuta fino al 78,64% del 2024.
Un valore che rimane superiore alla percentuale di raccolta differenziata a livello regionale, che, per ARPA Lombardia, si assesta al 74,4%. L’ultimo aggiornamento del Programma Regionale di Gestione Rifiuti (PRGR) prevede, come obiettivo al 2027, il raggiungimento del valore dell’80% di raccolta differenziata, attualmente già realizzato nelle provincie di Mantova (87,4%) e Bergamo (81,4%). Cremona nella graduatoria regionale per percentuali di raccolta differenziata, è preceduta oltre che da Mantova e Bergamo, anche da Monza – Brianza (79,8%) e Varese (79,7%). La quota raggiunta nel 2024 in provincia di Cremona è, tuttavia, superiore al Lecco 78,3% di Lecco, al 77,38% di Brescia, al 74,6% di Lodi, al 72,4% di Como, al 69% di Milano e, in misura ancora maggiore, al 59,8% di Pavia e al 56,7% di Sondrio.
I dati più aggiornati riferiti ai rifiuti urbani in Lombardia, forniti dai Comuni ed elaborati e validati dall’Osservatorio Regionale Rifiuti di ARPA Lombardia, fanno riferimento all’anno 2024 e attestano una produzione totale pari a 4.862.308 tonnellate, con un aumento del 3,1% rispetto al dato del 2023, anch’esso in aumento del 2,1% rispetto al dato 2022. Insomma, si producono sempre più rifiuti e il dato di produzione si è sostanzialmente riallineato a quello pre-pandemia, ossia del 2019, il quale rappresenta il valore più alto di un andamento in crescita dall’inizio delle misurazioni nel 1995.
In Lombardia la raccolta differenziata ha raggiunto le 3.615.595 tonnellate, con un aumento del 3,8% rispetto alle 3.481.650 tonnellate del 2023 e, pertanto, la percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 74,4%, rispetto al 73,8% del 2023. Nel 2024, le province lombarde presentano dati relativi alla produzione pro-capite abbastanza differenziati: le province con un dato di produzione pro-capite superiore alla media regionale in kg/abitante anno sono Brescia (552,5), Mantova (538,3), Pavia (509,7), Cremona (502,4), Sondrio (498,8) e Lecco (493,0); al di sotto della media regionale si trovano, invece, le province di Como (480,6), Bergamo (476,0), Varese (471,2), Milano (467,2), Lodi (449,3) e Monza (432,8).
A livello comunale il 76,4% delle municipalità hanno superato l’obiettivo del 67%, al 2020, e 597 comuni (pari al 40% del totale) hanno già superato l’obiettivo dell’80% al 2027. Il 21% dei comuni lombardi, tuttavia, non ha ancora raggiunto l’obiettivo del 65% al 2020.
Dalle elaborazioni effettuate a livello comunale, visibili sul sito dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) emerge come 111 comuni cremonesi, la quasi totalità sui 113 delle Provincia, hanno superato l’obiettivo del 67% al 2020, mentre oltre la metà dei centri, ben 59 i comuni, il 52,2% del totale, hanno già superato l’obiettivo dell’80% al 2027. Sono solo due i comuni non hanno ancora raggiunto l’obiettivo europeo al 2020, anche se Cingia de’ Botti (66,51%) a Sospiro (65,47%) non sono lontani dalla “vecchia” soglia target.
Numeri, anche a livello comunale, decisamente migliori rispetto al panorama regionale. Nel complesso, la maggior parte dei comuni cremonesi, ben 70 centri su 113, vantano quote di raccolta differenziata superiori alla media provinciale (78,64%).
Per altro verso tre comuni superano o avvicinano il 90% di raccolta differenziata: Torricella del Pizzo (90,73%), Martignana di Po (90,50%) e Gussola, con l’89,93% di raccolta differenziata. Con valori di poco inferiori, e comunque molto oltre il livello medio provinciale si trovano: Calvatone (87,80%), Ripalta Arpina (87,17%), Castelvisconti (86,99%), Ripalta Guerina (86,88%) e Rivarolo del Re e Uniti, che raggiunge l’86,70% di raccolta differenziata. Con livelli di poco inferiori, comunque superiori all’85%, anche numerosi altri piccoli centri come San Martino del Lago, Torlino Vimercati, Cumignano sul Naviglio, Acquanegra Cremonese, Credera Rubbiano, Pieranica, Casteldidone e Madignano.
È significativo come quasi la metà dei comuni maggiori, quelli con più di 5 mila abitanti, ben 6 su 13, superano il dato medio provinciale (78,64%) e, di questi, sono 4 quelli che registrano oltre l’80% di raccolta differenziata, l’obiettivo del Programma Regionale di Gestione Rifiuti (PRGR) per il 2027. Tra i comuni maggiori spicca Rivolta d’Adda, con quasi l’84% di raccolta differenziata, che precede Bagnolo Cremasco (80,79%), Offanengo (80,51%) e Cremona, che raggiunge l’80,39%. Oltre il dato medio provinciale sono anche Casalmaggiore (79,67%) e Spino d’Adda (79,44%) mentre percentuali inferiori di raccolta differenziata si registrano a Soncino (77,34%), Pizzighettone (75,62%), Pandino (75,14%), Crema (74,82%), Castelverde (73,99%), Castelleone (72,69%) e Soresina, fanalino di coda tra i comuni maggiori con il 71,31% di raccolta differenziata.
Nel bilancio provinciale, che appare lusinghiero, rispetto al contesto regionale e nazionale, poiché restano, come osservato, solo 2 comuni (pari al 1,7% del totale) che, al 2024, non hanno ancora raggiunto l’obiettivo del 67%, fissato entro il 2020 dal precedente Piano regionale. Un buon segno, in un territorio, quello cremonese, che, come abbiamo visto, presenta nel complesso dati relativamente positivi, che sono anche indice di un buon senso civico. La raccolta differenziata muove, giova sempre ricordarlo, da un comportamento individuale consapevole, che aiuta a risparmiare risorse e a ridurre l’inquinamento.
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