Carta docente da 500 euro anche agli educatori: la Cassazione conferma il diritto | Il portale giuridico online per i professionisti


La Suprema Corte ribadisce che il bonus di 500 euro annui previsto dalla legge sulla “Buona Scuola” spetta anche al personale educativo dei convitti, in ragione della sua partecipazione al processo formativo degli allievi.
Tramite l’ordinanza del 18 settembre 2026, n. 25597, la Corte di cassazione, Sezione Lavoro, ha accolto il ricorso proposto da taluni educatori a tempo indeterminato contro il Ministero dell’Istruzione, riconoscendo loro il diritto a percepire la cosiddetta “carta docente”, il beneficio economico di 500 euro annui istituito dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 per sostenere la formazione continua e l’aggiornamento professionale del personale scolastico.
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Corte di Cassazione -sez. L- ordinanza n. 25597 del 18-09-2026

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1. Carta docente agli educatori: perché il Ministero aveva negato il bonus


Il Tribunale aveva riconosciuto agli educatori il diritto alla carta elettronica, ma la Corte d’appello aveva riformato la decisione accogliendo il gravame del Ministero. Secondo i giudici fiorentini, la platea dei beneficiari doveva ritenersi circoscritta ai soli docenti di ruolo: pur appartenendo alla medesima “area professionale docente”, personale docente e personale educativo si differenzierebbero per funzione e profilo professionale, l’insegnamento per i primi, la partecipazione al processo formativo per i secondi, sicché il termine “docenti” impiegato dalla norma non potrebbe essere inteso in senso estensivo. Gli educatori hanno impugnato la decisione in Cassazione, lamentando la violazione dell’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015, dell’art. 121 del d.P.R. n. 417/1974, degli artt. 395 e 398 del d.lgs. n. 297/1994 e di diverse disposizioni del CCNL Comparto Scuola, sostenendo che la sentenza territoriale avesse attribuito loro uno stato giuridico e un trattamento economico ingiustificatamente diverso da quello dei docenti. In materia consigliamo il volume Controversie di lavoro e previdenziali – Guida pratica con formulario e giurisprudenza, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

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2. Carta docente da 500 euro agli educatori: cosa ha deciso la Cassazione


La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, richiamando e riprendendo le motivazioni di propri precedenti in controversie analoghe (Cass. n. 32104/2022, n. 27872/2024, n. 27874/2024 e n. 9984/2024), ai sensi dell’art. 118 disp. att. c.p.c. Il ragionamento della Corte muove da una lettura coordinata delle fonti normative e contrattuali. L’art. 395 del d.lgs. n. 297/1994 definisce la funzione docente quale “esplicazione essenziale dell’attività di trasmissione della cultura” e di “formazione umana e critica” dei giovani; il CCNL Comparto Scuola 2016-2018, all’art. 25, colloca in modo espresso il personale educativo dei convitti nella medesima area professionale del personale docente, mentre l’art. 127 precisa che, in tale ambito, la funzione educativa “partecipa al processo di formazione e di educazione degli allievi” in un quadro coordinato con i docenti. L’art. 129 CCNL, inoltre, include tra le attività funzionali del personale educativo la partecipazione a iniziative di formazione e aggiornamento, sancendo così un preciso obbligo formativo assimilabile a quello dei docenti. Da tale quadro la Cassazione desume che la carta docente costituisce una prestazione pecuniaria oggetto di un’obbligazione sui generis, condizionata nella destinazione ma configurabile come beneficio economico atipico, che compete anche al personale educativo: non solo perché la funzione educativa partecipa al processo formativo nell’ambito della più ampia funzione docente, ma anche in ragione dell’espressa equiparazione normativa del trattamento economico delle due figure professionali. Secondo la Corte, diversamente opinando, non si spiegherebbe una differenziazione di trattamento tra due categorie ugualmente soggette a oneri formativi, tale da giustificare un sostegno datoriale correlato alle spese di aggiornamento.

3. Bonus Carta docente agli educatori: cosa cambia dopo la sentenza


Sulla base di tali premesse, la Cassazione ha cassato con rinvio la sentenza della Corte d’appello, che dovrà pronunciarsi in diversa composizione anche sul regolamento delle spese del giudizio di legittimità. La pronuncia si inserisce in un indirizzo ormai consolidato, che estende stabilmente al personale educativo dei convitti il diritto al beneficio economico introdotto dalla legge n. 107/2015, chiudendo di fatto il contenzioso seriale sorto sul punto negli ultimi anni.

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