Partita a giugno, la startup ha chiuso un round da due milioni di euro. La piattaforma dà accesso a una rete di avvocati scelti. Risposte in tempi certi e costi trasparenti
Dopo il fintech o l’insurtech, anche il settore legale è in forte trasformazione verso il digitale. Per questo, le startup attive nel legaltech non smettono di raccogliere finanziamenti per fare breccia in un mercato vasto ma non facile, basti pensare alle molte riserve che la legge impone e che finiscono per agevolare la professione dell’avvocato, svolta in maniera tradizionale.
Fondata da Roberto Marazzini e Michele Papagni, imprenditori che hanno alle spalle già diverse exit nel mondo tech, Iusful ha chiuso un round pre-seed da due milioni di euro, guidato dai fondi United Ventures e Italian Founders Fund con la partecipazione dei più grandi family office italiani da Alecla7 di Angelomaria Moratti a Vento (famiglia Elkann), la Vesper Holding di Pietro Mondini fino a Ithaca Investments di Luigi Berlusconi. Nomi importanti con i quali Marazzini aveva già operato, e con successo, in passato anche se in settori differenti.
«Siamo entrati nel legale, o meglio nella fase particolare in cui una impresa si mette in relazione con l’avvocato. Siamo partiti dalla nostra esperienza diretta quando ci siamo confrontati con aspetti quali i costi difficili da prevedere, tempi di risposta lunghi e linguaggi tecnici di difficile comprensione». Farsi pagare una fattura, assumere una persona, gestire un licenziamento, firmare un contratto o affrontare una questione di compliance: sono alcuni degli oltre cinquanta ambiti in cui un’impresa può aver bisogno di supporto legale. Non si tratta di casi eccezionali ma della gestione quotidiana di un’azienda. «Eppure, per molte realtà italiane, il rapporto con gli avvocati rimane legato all’insorgere di un problema, anziché a una gestione continuativa e preventiva», spiega Marazzini.
Chi si affida ai chatbot
Il 58,4% delle imprese non ha un avvocato di riferimento e continuativo mentre il 23,3% non si è mai rivolto a un legale.
A questo si aggiunge la difficoltà di individuare il professionista giusto e sempre più imprenditori si affidano a chatbot generalisti senza validazione professionale: c’è il rischio di esporsi a conseguenze importanti. Invece, quando questo supporto c’è, spesso si rivela discontinuo, costoso e interviene quando il problema si è già presentato, anziché anticipare le esigenze. Una gestione inefficiente dei contratti, tra imprecisioni, rischi non identificati e mancata pianificazione, secondo i dati di Iusful erode in media il 9,2% del fatturato annuo, contro il 3% delle imprese più strutturate.
Privacy, Gdpr, diritto del lavoro
Come funziona l’offerta? Iusful dà accesso a una rete di avvocati scelti, guida l’impresa verso la soluzione più adatta alle proprie esigenze e raccoglie tutta l’attività legale in un’unica piattaforma, con tempi e costi trasparenti. Niente più asimmetrie o arbitraggi: il modello della startup è pensato per superare l’approccio tradizionale anche grazie all’uso dell’intelligenza artificiale che abbatte i tempi, insieme riducendo i costi del servizio. Ma la competenza professionale è fatta salva. «Il nostro obiettivo non è sostituire l’avvocato che resta centrale in ogni fase del processo. Però in campo entra la tecnologia che si occupa delle attività preparatorie che richiedono più tempo, mentre all’avvocato restano la validazione, la consulenza, le decisioni e la responsabilità legale».
Dal lancio del giugno scorso, Iusful ha gestito oltre cento casi, coprendo le esigenze più ricorrenti: dalla contrattualistica commerciale alla privacy e al Gdpr, dal diritto del lavoro al recupero crediti, fino a fiscale e tributario, due diligence, sicurezza sul lavoro, diritto societario, proprietà intellettuale, contenzioso e diritto digitale.
Un milione di fatturato entro l’estate
Ancora Marazzini: «Stiamo già parlando con multinazionali e aziende che fatturano oltre 300 milioni ma ci poniamo l’obiettivo di diventare il consulente legale delle pmi italiane. Vogliamo arrivare un milione di fatturato entro la prossima estate e pensare poi a un nuovo round di finanziamento. Per muoverci in questo settore dobbiamo avere le spalle larghe, pronti ad affrontare ogni evenienza come anche le resistenze dal mondo degli avvocati. E poi è importante essere validati da persone del settore».
Dal punto di vista dell’approccio al mercato, Iusful si presenta come un Btb Software as a service (SaaS) ricevendo dai clienti un mandato continuativo. Nei prossimi mesi crescerà anche il gruppo di lavoro, dai 12 attuali fino a 30 persone. Accanto a Marazzini e Papagni, nel team opera Federica Pulcino, terza co-founder affiancata dall’avvocato Alberto Moneta, che coordina la rete di professionisti abilitati attivi sulla piattaforma.
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