#Finsubito news – “Fabriano, Carta è Cultura”: L’intervista del nostro direttore all’assessore Maura Nataloni


Un interessante ed esaustivo resoconto sulle attività svolte dall’Assessorato alla Bellezza del Comune di Fabriano, guidato dalla dottoressa Maura Nataloni, a pochi mesi dalla chiusura del mandato.  Ma anche il punto sull’evento “Fabriano Carta è Cultura” che ha assunto un ruolo centrale nella strategia culturale di Fabriano e nella sua capacità di tradurre il riconoscimento Unesco in opportunità e valore per il territorio.

Assessore, si è chiusa l’edizione 2026 di “Fabriano, Carta è Cultura”, l’ultima edizione prima della fine del mandato amministrativo della giunta Ghergo. Può sintetizzarci un bilancio di questo evento e della sua evoluzione in questi anni?

Quando si è insediata l’Amministrazione Ghergo eravamo consapevoli di dover rilanciare l’appartenenza di Fabriano al Network Unesco dopo gli entusiasmi del riconoscimento del 2013 e l’Annual Conference del 2019. Farlo non significava soltanto partecipare a tutti gli appuntamenti nazionali e internazionali, come abbiamo fatto, né soltanto rilanciare il nostro ruolo di coordinatori nazionali delle Città Creative italiane, che abbiamo svolto fino al tutto il 2024, ma legare il riconoscimento di Città Creativa Unesco ad una strategia ad ampio raggio che avesse la cultura al centro e come motore di ripartenza. In particolare, un evento, non un festival, avrebbe dovuto esemplificare questa strategia e il lavoro culturale che si svolge durante tutto l’anno e che nel momento della manifestazione trova la sua sintesi pubblica. Fabriano, proprio perché Città Creativa, aveva la possibilità di legare questo evento alle sue radici. Questa condizione non è propria di tutte le città. Moltissime fanno dei festival che potrebbero essere svolti in innumerevoli altre città, perché labile è il rapporto che hanno con la comunità. Nel caso di Fabriano, invece, legare un evento culturale di ampio respiro alla carta rappresenta un’esclusiva e una unicità. Su questa base è nato “Fabriano, Carta è Cultura”. Un evento unico, non replicabile altrove, che solo Fabriano può avere per la sua storia legata alla carta e alla manifattura. Questa è la forza intrinseca dell’iniziativa. Ora, dopo quattro anni, possiamo dire che l’edizione 2026 ha fatto il salto di qualità in termini di pubblico e di riscontri. È così per tutti gli eventi culturali di una certa complessità e compiutezza. Ci vuole tempo, ma ci siamo arrivati. Si sente spesso dire: “Fabriano non ha il suo festival di richiamo”. Ma ideare, impiantare e far crescere un evento di questo tipo richiede anni, organizzazione e tenacia. Oggi possiamo dire che la start up ha superato positivamente il periodo di consolidamento. Ma c’è un dato su cui si deve porre attenzione, come ha evidenziato recentemente il Sole 24 Ore, i Festival che superano i dieci anni di vita si radicano e diventano autonomi, diventando una impresa culturale e creativa a tutti gli effetti, e l’arco temporale tra i 3 e i 5 anni di vita è quello più critico, perché la fine dei mandati amministrativi può decretare la fine anche di iniziative valide. Fabriano Carta è Cultura è esattamente in questa situazione di forza e di fragilità: un evento unico con grandi potenzialità di crescita, anche grazie al Genius loci di cui si può giovare, un’edizione di successo da capitalizzare, ma anche una scadenza amministrativa da superare per poter continuare a crescere e rendere Fabriano un punto di riferimento nel novero degli eventi duraturi di successo. Per quanto riguarda la sua evoluzione in questi anni possiamo ricordare che la terza edizione di Carta è Cultura ha ottenuto l’inserimento nella Digital Library di MONDIACULT 2025, la piattaforma della Conferenza Mondiale Unesco sulle Politiche Culturali e lo Sviluppo Sostenibile. Fabriano, Carta è Cultura è diventato, pertanto, un appuntamento di riferimento, inserito nelle attività della rete delle Città Creative Unesco. L’edizione che si è da poco conclusa, oltre al riscontro di pubblico, ha accresciuto il valore culturale a livello internazionale con diverse iniziative: nel 2025, Fabriano è stata tra i primi firmatari del Manifesto della Rete delle Città di Carta promossa da Comieco; nel settembre 2026, ha ricevuto il Premio Ambasciatori di Carta 2026, con menzione speciale a Fabriano Maestri Cartai. Si è consolidato ulteriormente il legame con la rete italiana delle Città Creative Unesco: dopo aver ospitato l’Annual Meeting nel 2025, la città ha accolto nel 2026, in continuità con le precedenti edizioni, il Forum nazionale, confermando la propria vocazione di luogo di incontro e collaborazione tra le città della rete. Sul piano internazionale si è rafforzato il rapporto con la città di Angoulême, con la quale Fabriano condivide l’iniziativa per la creazione di un Itinerario Culturale Europeo della Carta, esteso a Heidelberg, Santa Maria de Feira, Capellades e Barcellona. Dopo la sottoscrizione a Fabriano dell’Associazione tra le città nel 2024 e la convocazione al Consiglio d’Europa a Lussemburgo nel 2025, è in corso la preparazione del dossier della candidatura da presentare entro luglio 2027. È stata, inoltre, firmata una collaborazione tra le Città Creative di Fabriano e Al-Ahsa (Arabia Saudita), che prevede una sinergia tra la carta di Fabriano e la promozione della calligrafia araba, e si è data continuità alla collaborazione con la città di Wonju (Corea del Sud), nota per la produzione di manufatti in carta Hanji, con la quale Fabriano intrattiene rapporti istituzionali formalizzati attraverso un protocollo d’intesa. Ritengo significativo il consolidamento di un’identità culturale riconoscibile e condivisa: Fabriano Carta è Cultura non si limita a promuovere un programma di iniziative, ma costruisce una visione continuativa per la città, trasformando la tradizione della carta in una leva di innovazione, relazioni e progettualità futura. In questo senso, l’evento assume un ruolo centrale nella strategia culturale di Fabriano e nella sua capacità di tradurre il riconoscimento Unesco in opportunità e valore per il territorio.

Fabriano Città Creativa Unesco, una grande opportunità per la Città della Carta. Come ha declinato nei suoi anni di mandato questo riconoscimento e quali iniziative ha generato per la valorizzazione delle nostre eccellenze in ambito Unesco?

Spesso si sente dire in città: “Ma che ce ne viene da Unesco?” Io proverei a ribaltare il concetto: “E se Fabriano non fosse più Città Creativa Unesco sarebbe meglio?” L’appartenenza al Network delle Città Creative Unesco non è qualcosa di scontato o di pura immagine. Rappresenta per Fabriano non soltanto un motivo di orgoglio, ma soprattutto una responsabilità e una grande opportunità: quella di trasformare un riconoscimento internazionale in un progetto concreto di crescita culturale, sociale ed economica per la città, a partire dalla sua storia per costruire nuove possibilità per il futuro, fare della cultura un elemento di identità, attrattività e sviluppo sostenibile. Non si resta Città Creativa Unesco senza fare nulla e Unesco garantisce alla città di Fabriano riconoscibilità e visibilità a livello internazionale, perché non tutte le Città possono fregiarsi del titolo di “Creativa”. La partecipazione al network consente a Fabriano di intrecciare relazioni influenti e un continuo scambio di buone pratiche, idee, progetti che possono avere traduzione amministrativa a vantaggio della cittadinanza. Nello stesso tempo, impegna la città a promuovere uno sviluppo urbano sostenibile, innovativo e inclusivo, quindi una qualità della vita migliore per i cittadini che sono chiamati a partecipare e ad essere protagonisti di questo continuo rinnovamento della propria identità creativa. Molto più concretamente l’appartenenza al Network Unesco ci ha consentito di vincere alcuni bandi con i quali, solo per esemplificarne alcuni, abbiamo rinnovato gli strumenti digitali di promozione della città, stiamo riqualificando lo spazio retrostante la Biblioteca R. Sassi e riqualificheremo il Teatro Gentile. In coerenza con l’indicazione Unesco, ad esempio, sono state applicate le tecnologie digitali e della realtà virtuale per valorizzare ed ampliare le possibilità di fruizione del Patrimonio culturale. Il progetto più rilevante dell’anno 2026 in questa direzione è stato quello della Pinacoteca, dedicato alla realtà virtuale. Con il progetto Piccoli Musei del Ministero della Cultura sono stati digitalizzati i tesori d’arte di San Domenico, Sant’Agostino e Oratorio dei Beati Becchetti, resi inaccessibili dal sisma del 2016 e dallo scorso settembre fruibili nella Sala Multimediale della Pinacoteca, Allegretto Nuzi, attraverso un’esperienza virtuale immersiva. Con un’impostazione innovativa sono stati rilanciati e potenziati tutti i luoghi della cultura, a partire dal Museo della Carta e della Filigrana, dalla Biblioteca Multimediale R Sassi e dal Teatro Gentile. Il Museo della Carta e della Filigrana si conferma la principale attrazione culturale della città: dal 2022 ha intrapreso un percorso di crescita continua, superando nel 2024 i 50.000 visitatori annui con un incremento di circa 40%, riconfermati nel 2025. I Laboratori del Museo hanno registrato una crescita significativa e costante, di circa il 92% nel biennio 2024-2025. Dal 2023 al 2025 si è registrata una forte crescita delle presenze, del 127% all’Oratorio della Carità, del 70% alla Pinacoteca. Da dopo la pandemia la Biblioteca Multimediale “R. Sassi” ha vissuto una vera e propria rinascita, trasformandosi in un crocevia di cultura, innovazione e comunità. Per questo abbiamo introdotto l’orario prolungato di apertura. Dal 2022 al 2025 si è registrato un incremento dell’85% dei prestiti annui e del 350% dei prestiti inter bibliotecari. La Biblioteca rappresenta un pilastro del progetto culturale della città: il suo patrimonio archivistico, che abbiamo riordinato, ne racconta storia, cultura e identità, accogliendo numerosi studiosi da ogni parte del mondo. I percorsi di visite guidate della città, dei Musei e del Teatro Gentile, istituiti nel dicembre 2024 a cadenze stabilite e su prenotazione, sono stati progressivamente incrementati per l’elevato consenso e la partecipazione ricevuti. Da gennaio 2025 il plesso museale Museo Guelfo-Oratorio della Carità è divenuto sito indipendente nel circuito museale. Da aprile 2026, dopo l’acquisizione del locale e della donazione dell’arredo, la Farmacia storica Mazzolini Giuseppucci è stata inserita nel circuito delle visite guidate, riscuotendo grande interesse da parte dei visitatori. Per il suo valore culturale la Farmacia è entrata a far parte dell’Itinerario Culturale Europeo Aromas Itinerarium Salutis (European Historic Pharmacies and Medicinal Gardens), progetto culturale transnazionale che valorizza il patrimonio delle antiche Farmacie e dei Giardini Officinali. I risultati in termini di presenze nel quadriennio confermano il ruolo del sistema museale come presidio vitale, dinamico e insostituibile. La strategia di valorizzazione e sviluppo del Patrimonio Culturale ha promosso una progettualità finalizzata alla tutela e alla promozione dell’attività artigianale legata alla Carta e alla Filigrana Fabriano, con il raggiungimento di due obiettivi principali: l’istituzione del Marchio Carta di Fabriano, a garanzia di qualità, tradizione e autenticità della carta tradizionale e della filigrana; la costituzione del Consorzio degli artigiani produttori locali di carta tradizionale fatta a mano, autorizzati all’uso del marchio nel rispetto del disciplinare regionale e locale, per trasformare una produzione locale di qualità in una risorsa economica e culturale per l’intero territorio. Le relazioni tra la Città di Fabriano e l’Unesco sono consolidate da anni e si esprimono sia attraverso la partecipazione a programmi e convenzioni, sia attraverso i rapporti diretti con gli uffici nazionali e le rappresentanze diplomatiche internazionali dell’Organizzazione. La partecipazione al Network delle Città Creative dal 2013, l’iscrizione del Teatro Gentile nel sito seriale Il Sistema dei Teatri di Condominio dell’Italia Centrale tra il XVIII° e XIX °secolo nel Patrimonio Mondiale, il processo di candidatura, ancora in corso, al Patrimonio Immateriale dell’Umanità per la Carta a mano filigranata di Fabriano, testimoniano la solidità di questo legame, che si traduce nel rispetto delle linee guida UNESCO in materia di sostenibilità, valorizzazione della cultura e della creatività nei processi di sviluppo e rigenerazione urbana. Le politiche culturali hanno compiuto un salto qualitativo. L’impatto del riconoscimento Unesco sullo sviluppo culturale e turistico risulta rilevante, con un ritorno significativo in presenze e in termini economici, come confermato dai dati sulle presenze turistiche e sugli accessi ai musei cittadini.

L’Assessorato alla cultura da lei guidato in questi anni ha avuto come filo conduttore la Bellezza, tanto che così è stato denominato a inizio mandato. Quanta Bellezza abbiamo a Fabriano e nel comprensorio e come questa Bellezza potrebbe essere un volano di sviluppo turistico?

Ho accolto con convinzione la nomina di Assessore alla Bellezza, credo infatti che la Bellezza, nelle sue molteplici espressioni artistiche, culturali, storiche e paesaggistiche, sia una risorsa fondamentale per la vita di una comunità: contribuisce a rafforzarne l’identità, migliora la qualità della vita e può generare nuove opportunità di crescita. Fabriano e il suo comprensorio custodiscono un Patrimonio di Bellezza straordinario, un Patrimonio diffuso, fatto di storia, cultura, saperi e creatività, che rappresenta una ricchezza identitaria da tutelare, valorizzare e rendere sempre più accessibile a cittadini e visitatori. Abbiamo cercato di accrescerlo e promuoverlo con il biglietto unico dei plessi museali e con le Grotte di Frasassi, con il restauro della copia dell’Adorazione dei Magi di Umberto Giunti, con l’acquisizione dell’Archivio di Camillo Ramelli, con la pubblicazione gli Ordini religiosi nella Città di Fabriano valorizzando la loro immensa eredità architettonica, monumentale e artistica, con innumerevoli iniziative pubbliche, spesso rivolte ai giovani. Una per tutte la Festa di Scienza e Filosofia in collaborazione con il Laboratorio di scienze sperimentali di Foligno. Ma c’è anche una bellezza meno visibile, altrettanto preziosa, che appartiene alla nostra storia produttiva, al saper fare artigiano, alle tradizioni e alle persone che ogni giorno, con il proprio lavoro e le proprie competenze, mantengono vivo questo territorio che abbiamo cercato di valorizzare attraverso la programmazione culturale. Iniziative come Fabriano Carta è Cultura, le mostre, gli spettacoli e la valorizzazione dei musei dimostrano che la cultura non è soltanto un patrimonio da conservare, ma una risorsa viva, capace di generare partecipazione, attrarre visitatori e creare nuove opportunità. Sono convinta che la Bellezza possa trasformarsi in una concreta leva di sviluppo turistico ed economico. Investire nella Cultura significa, quindi, investire nel futuro del nostro territorio, nella sua attrattività e nella qualità della vita della nostra comunità.

Considerata la crisi economica ed occupazionale che sta riguardando la città ed il territorio, crede che Fabriano potrà investire sul turismo e la cultura per creare posti di lavoro ed evitare che i giovani abbandonino i territori di origine in cerca di occupazione altrove?

Credo che la cultura possa rappresentare una delle leve attraverso cui Fabriano può costruire nuove opportunità di sviluppo, anche se non può sostituirsi alla politica industriale, né da sola risolvere una crisi economica e occupazionale che colpisce profondamente la città e il territorio. La cultura deve diventare parte di una strategia più ampia, capace di mettere insieme manifattura, turismo, formazione, innovazione e nuove forme di imprenditorialità. Si è sviluppato nel mondo il binomio cultura-creatività e la conseguente individuazione del settore delle imprese culturali e creative. Secondo i dati disponibili e diffusi da Unesco, le industrie culturali e creative rappresentano il 3,39% del PIL mondiale e il 3,55% dell’occupazione totale. Il ruolo strategico della cultura sta ottenendo sempre più riconoscimento non solo a livello europeo, ma anche nei piani nazionali di sviluppo sostenibile: il 93% degli Stati membri dell’Unesco (cioè 180) la include come elemento chiave nelle proprie strategie di sviluppo. La cultura, intesa come comparto culturale e creativo, dunque, non è più un settore periferico da sostenere, ma una forza centrale da mobilitare. Fabriano possiede risorse importanti su cui costruire questo percorso: la tradizione della carta, il patrimonio storico e artistico, il saper fare artigiano e industriale, il riconoscimento Unesco e una storia manifatturiera che ha sempre dimostrato quanto siano importanti la conoscenza, la competenza e la capacità di innovare. Anche il turismo culturale può contribuire a questa trasformazione. I visitatori che arrivano a Fabriano per conoscere la nostra storia, il Museo della Carta e della Filigrana, I Musei, le nostre bellezze artistiche, o per partecipare a iniziative come Fabriano, Carta è Cultura possono generare opportunità per strutture ricettive, ristorazione, commercio e operatori culturali. Credo che per evitare e prevenire l’esodo dei giovani occorra offrire opportunità concrete: percorsi formativi qualificati, collaborazioni tra Scuole, Università e Imprese, occasioni per sviluppare competenze spendibili nel mercato del lavoro. Tra le diverse iniziative in questo senso, oltre alla collaborazione con gli Istituti Secondari Superiori con iniziative culturali differenziate, il nostro programma promuove la sinergia con l’ITS (Istituto Tecnico Superiore), una scuola tecnica post diploma che ha una valenza strategica per Fabriano e il territorio. La cultura mette in movimento le idee, favorisce gli incontri e aiuta i giovani a riconoscere le proprie capacità e a trasformarle in progetti. Fabriano ha una storia straordinaria da cui ripartire: la carta, il patrimonio artistico, il saper fare manifatturiero, la capacità di coniugare tradizione e tecnologia attraverso Cultura, Creatività e Innovazione.

Quali sono le attività ed i progetti su cui punterà il suo assessorato entro la fine dell’anno? Sono già in cantiere iniziative per il prossimo Natale?

Intanto, desidero ufficializzare qui il fatto che nell’ottavo centenario della morte di San Francesco Fabriano è stata inserita nel Saint Francis’ Ways, l’Itinerario Culturale Europeo dedicato a San Francesco, al quale partecipano importanti luoghi e soggetti della cultura francescana transnazionale. Un riconoscimento prestigioso, un ulteriore motivo per turisti e visitatori per conoscere la nostra città. Il prossimo 23 ottobre siamo chiamati a partecipare per un primo saluto all’Assemblea generale dell’Itinerario. Poi, la priorità nell’immediato sarà quella di dare continuità al lavoro finora svolto, concentrandoci sulle iniziative che possono produrre risultati per la città. Prevediamo la realizzazione di un bando per l’affidamento in gestione del Cinema Montini volto alla realizzazione di rassegne cinematografiche e culturali. È in agenda nel mese di novembre la presentazione al Ministero della Cultura di un percorso finalizzato al riconoscimento e all’inserimento della Cultura della Carta nell’Elenco nazionale del Patrimonio Culturale Immateriale. Questa iniziativa a livello nazionale si inserisce anche all’interno del percorso finalizzato alla candidatura della European Paper Route per ottenere la certificazione di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. Inaugureremo lo spazio retrostante la Biblioteca “R. Sassi” che diventerà un nuovo spazio all’aperto per attività culturali e accoglienza turistica e contiamo di far partire il cantiere che restituirà alla città Palazzo Chiavelli e il Ridotto del Teatro Gentile. In questi mesi ci stiamo impegnando nella programmazione delle iniziative per la celebrazione del sesto centenario della morte di Gentile da Fabriano e, in collaborazione con la Diocesi, per il millenario della morte di S. Romualdo. Stanno partendo i lavori di riqualificazione del Teatro Gentile grazie ad un bando vinto dal Comune per un investimento di 515.000. L’intervento riguarderà le parti che necessitano maggiormente di cura e accrescerà le capacità prestazionali della struttura. Nascerà la sala museo del Teatro che raccoglierà le numerose testimonianze della sua storia culturale. Compatibilmente con il cantiere realizzeremo, comunque, delle qualificate stagioni di prosa e sinfonica, in collaborazione con Amat e Form. Per il calendario di Natale, preparato in collaborazione con gli Assessorati al Turismo e alle Attività Produttive, i principali eventi culturali comprenderanno gli spettacoli di Prosa e il Balletto Carmen, inseriti nella programmazione Amat, il Concerto di Capodanno, realizzato dalla Form il 4 gennaio, e, compatibilmente con i lavori del cantiere che saranno avviati nei prossimi giorni, altri due importanti appuntamenti musicali dedicati alla città.

In chiusura, che esperienza amministrativa ed umana è stata essere Assessore alla cultura? Chiedo anche a lei, come la scorsa settimana al Sindaco, se è nei suoi pensieri un eventuale rinnovo della sua candidatura in vista delle prossime elezioni amministrative?

Svolgere il ruolo di Assessore alla Cultura è stata per me un’esperienza amministrativa e umana di grande valore, che mi ha arricchito e che considero un patrimonio prezioso, mi ha permesso di comprendere quanto la cultura sia legata all’identità di una comunità e alla fiducia che la proietta nel futuro. Amministrare la cultura significa tenere insieme la tutela del patrimonio e la capacità di innovare, valorizzare le eccellenze del territorio e, allo stesso tempo, aprire spazi a nuove idee, sensibilità e generazioni. In questi anni ho avuto l’opportunità di lavorare con tante realtà, associazioni, operatori culturali, artisti e cittadini dai quali ho imparato molto. A tutti loro va il mio ringraziamento, perché i risultati raggiunti sono sempre il frutto di un lavoro condiviso. Quanto al futuro amministrativo, credo che ogni valutazione debba essere affrontata con attenta riflessione e serietà. In questa fase ritengo importante portare a termine il mandato con lo stesso impegno e senso di responsabilità con cui l’ho affrontato finora, guardando alle esigenze della città.

Gigliola Marinelli

Foto. L’assessore Maura Nataloni con il sindaco di Fabriano Daniela Ghergo




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