Ultimo passo della fase preliminare, ma anche uno dei più significativi. L’Italia di Julio Velasco chiuderà domenica 12 luglio (ore 14.00 italiane) la propria avventura nella fase intercontinentale della Volleyball Nations League 2026 affrontando la Cina alla Kai Tak Arena di Hong Kong. Una sfida che, almeno sulla carta, mette in palio molto più di una semplice vittoria: le azzurre hanno già conquistato matematicamente il pass per le Final Eight di Macao, ma vogliono difendere il terzo posto in classifica, provare a migliorare ulteriormente il proprio piazzamento e, soprattutto, continuare il percorso di crescita del gruppo in vista della fase decisiva della stagione.
Le due convincenti affermazioni ottenute contro Ucraina (3-1) e Belgio (3-0) hanno confermato che la nazionale italiana sta ritrovando progressivamente la propria identità dopo il ritorno in gruppo delle giocatrici impegnate nella lunga stagione di club. Se contro l’Ucraina erano emersi alcuni inevitabili meccanismi ancora da affinare, il netto successo sul Belgio ha mostrato un’Italia molto più fluida, efficace in battuta, aggressiva a muro e soprattutto continua nell’arco dell’intera gara.
Velasco ha ritrovato il nucleo storico della squadra e le risposte sono state immediatamente incoraggianti. Alessia Orro ha dato ordine alla distribuzione offensiva, Anna Danesi e Sarah Fahr hanno dominato al centro della rete, mentre Ekaterina Antropova ha disputato due partite di altissimo livello, diventando il principale terminale offensivo delle azzurre. Importanti anche i contributi di Myriam Sylla, Stella Nervini, Eleonora Fersino e delle giocatrici entrate dalla panchina, a dimostrazione della profondità di un organico che rappresenta uno dei principali punti di forza dell’Italia.
La qualificazione alle Finals è ormai in cassaforte, ma questo non significa che la sfida con la Cina sarà priva di significato. La classifica resta infatti molto corta alle spalle di Stati Uniti e Brasile, con diverse nazionali racchiuse in pochi punti. Ogni successo può incidere sul piazzamento finale e quindi sugli accoppiamenti della fase a eliminazione diretta. Chiudere la week asiatica con quattro vittorie rappresenterebbe inoltre un’importante iniezione di fiducia prima del viaggio verso Macao.
La Cina rappresenta probabilmente l’avversaria più impegnativa della settimana asiatica. La formazione allenata dal proprio staff tecnico arriva all’ultima giornata dopo un cammino nel complesso positivo. Dopo l’esordio negativo contro la Repubblica Ceca, le asiatiche hanno infilato una lunga serie di vittorie contro Thailandia, Serbia, Polonia, Germania, Francia e Ucraina, fermandosi soltanto contro Brasile, Turchia e, al tie-break, contro il Canada proprio all’esordio di Hong Kong. Un percorso che testimonia la competitività di una squadra giovane ma ricca di qualità tecniche e atletiche.
Il fattore ambientale potrebbe rappresentare un elemento non trascurabile. Pur disputandosi ad Hong Kong e non nella Cina continentale, il pubblico sarà inevitabilmente tutto dalla parte delle padrone di casa, che proveranno a sfruttare entusiasmo e sostegno del palazzetto per chiudere nel migliore dei modi la fase preliminare e consolidare la propria posizione in zona qualificazione.
Per l’Italia sarà soprattutto un banco di prova tecnico. Le azzurre dovranno confermare i progressi evidenziati nelle prime uscite, mantenendo alta la qualità della ricezione e cercando continuità al servizio, fondamentale che contro Belgio e Ucraina ha spesso indirizzato l’inerzia del match. Sarà importante anche limitare gli inevitabili momenti di flessione, aspetto sul quale Velasco ha lavorato molto durante questa settimana asiatica.
Dal punto di vista offensivo, l’Italia potrà ancora contare sull’alternanza fra Paola Egonu ed Ekaterina Antropova, due opposte capaci di garantire soluzioni diverse ma ugualmente devastanti, oltre all’esperienza di Sylla, alla crescita di Nervini e alla solidità della coppia centrale Danesi-Fahr, protagonista di un rendimento sempre più convincente. La Cina proverà invece ad imporre il proprio ritmo, facendo leva sulla rapidità della distribuzione, sulla qualità della difesa e su un sistema di muro particolarmente organizzato. Si prospetta dunque una sfida molto diversa rispetto a quella affrontata contro Belgio e Ucraina, probabilmente più intensa sul piano tattico e ricca di lunghi scambi.
La palleggiatrice titolare è la giovanissima 18enne Zixhuan Zhang, dallo scorso anno in patria con la maglia del Jiangsu Zenith Steel, al suo fianco c’è la più esperta 32enne Linyu Diao, anche lei in Cina con la maglia del Jiangsu Zenith Steel. L’opposta titolare è Xin Tang, 22 anni, anche lei del Jiangsu Zenith Steel, mente le altre due opposte in lista vengono spesso utilizzate come bande: la capitana Xiangyu Gong, 29 anni, negli States dallo scorso anno con la maglia del LOVB Madison e Yetong Zhou, 24 anni, anche lei in forza al Jiangsu Zenith Steel.
In banda le titolari sono una fra Gong e Zhou in diagonale con la più conosciuta dalle nostre parti, Yushan Zhuang, lo scorso anno decisiva nella salvezza di San Giovanni in Marignano, già a Cuneo due stagioni fa, 23 anni, nella prossima stagione in forza al Göztepe SK in Turchia. Chenxuan Li, 20 anni, punto di forza dello Shandong Rizhao Steel, e Feitan Ni, 25 anni, che veste la maglia del Jiangsu Zenith Steel.
Le centrali titolari sono Yuanyuan Wang, 29 anni, dallo scorso anno in Turchia al Galatasaray Daikin, e Zhongnan Guo, appena 17 anni, e già protagonista del campionato cinese con la maglia del Jiangsu Zenith Steel. In panchina ci sono Aoqian Wang, 19 anni, dello Shanghai Bright Ubest, e Houyu Chen, 21 anni, giocatrice dello Shanghai Bright Ubest. Il libero è Mengjie Wang, 31 anni, fino alla scorsa stagione allo Shandong Rizhao Steel e dal prossimo campionato nella Lega LOVB.
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Enrico Spada
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