Essere attivi rispetto all’inflazione! Cercare cioè di restare con i rendimenti sopra i suoi nuovi picchi! Lo chiede il mercato che pretende però anche non eccessivi rischi. Il report di oggi ipotizza questo compromesso.
Il report della domenica
Cercare di battere l’inflazione senza alzare troppo il livello del rischio. È il tema odierno, che sviluppiamo con quattro diverse tipologie di strumenti.
● Bond – Una vecchia conoscenza è tornata su minimi storici
Chi non l’ha avuto in portafoglio? O chi magari non l’ha attualmente? Si tratta di una vecchia emissione del 2003 che ha ancora una buona strada da percorrere. Emessa come Psa (Peugeot-Citroën) Trésorerie, è entrata infine a far parte delle obbligazioni del gruppo Stellantis. Ve la raccontiamo.
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Emissione
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Gie Psa Trésorerie 6% 2033
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Isin
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FR0010014845
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Valuta
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Eur
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Data emissione
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19/9/2003
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Data scadenza
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19/9/2033
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Cedola
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Tasso fisso 6%
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Frequenza cedola
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Annuale
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Importo
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600 milioni Eur
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Rating
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BBB-
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Taglio minimo
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1.000 Eur
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Quotazione (chiusura 6/11/26)
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103,9
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Yield lordo
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5,2%
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Massimo ultimi 3 anni
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120 Eur (marzo 2024)
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Minimo ultimi 3 anni
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101,4 (ottobre 2026)
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Spread medio bid-ask
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50 pb
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Duration
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5,5
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Possibile call
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No
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Punti forti
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● Rendimento
● Lotto minimo basso
● Liquidità regolare nel tempo
● Bond con una lunga storia alle spalle e di cui è quindi facile effettuare un’attendibile analisi grafica
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Punti deboli
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● Rating basso
● Si riferisce a un gruppo automobilistico in piena trasformazione
● Ha una duration non eccessiva (per chi fa trading)
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Spread rendimento rispetto a un Btp su identica scadenza
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120 pb
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● Azioni – Intesa sta per staccare il dividendo autunnale
L’evoluzione nella distribuzione dei profitti in Borsa ha portato alcune società a prevedere un acconto di fine anno per i dividendi dell’esercizio in corso, saldati poi nell’anno successivo. È il caso di IntesaSanPaolo, che merita sempre molta attenzione anche sotto questo profilo.
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Importo dividendo
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0,22 Eur
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Data stacco
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23/11/2026
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Data pagamento
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25/11/2026
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Quotazione chiusura 6/11/2026
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6,177 Eur
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Yield lordo
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3,56%
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Yield netto
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2,63%
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Precedenti dividendi acconto di fine anno
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0,186 Eur (11/2025) – 0,17 Eur (11/2024) – 0,1444 Eur (11/2023)
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Andamento del titolo
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Dopo la forte correzione iniziata il 28 settembre (chiusura 6,76 Eur) e durata per buona parte del mese di ottobre (con minimo il 23/10 a 5,73 Eur) si è registrato un parziale movimento rialzista (massimo il 5/11 a 6,378 Eur).
Un supporto importante è collocato a 5,925 Eur, mentre dei livelli da monitorare in presenza di un rialzo si identificano a 6,39 Eur, 6,51 Eur, 6,65 Eur e infine 6,917 Eur
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È evidente che…
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Uno yield superiore all’inflazione si otterrà solo con il saldo che verrà pagato a maggio 2027 o con una gestione attiva legata all’andamento del titolo
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● Etp/Etf – Ecco come ottenere una rendita mensile dall’oro
Qualcuno ci ha rimproverato di voler anticipare i trend della finanza Usa e, nel sostenerlo, non è sembrato favorevole in tal senso. Siccome la storia dimostra che è questa un’evoluzione inevitabile continuiamo a insistere nel presentare nuovi strumenti che – utilizzati con prudenza – possono dare soddisfazioni a chi ha necessità di rendimento continuativo. Eccone uno davvero particolare, che risolve un difetto tipico dell’asset “oro”.
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Qual è questo difetto?
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Che l’oro non distribuisce dividendi. Certamente ci sono le azioni aurifere (in realtà non molto generose) e i bond pure di società aurifere (non numerosi). Esiste un’alternativa? Da qualche tempo sì!
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Di che si tratta?
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Dell’IncomeShares Gold + Yield Etp (Isin XS2852999775 – quotazione anche su Euronext Milano – Ter 0,35% – prezzo chiusura 6/11 a 10,76 Eur – valuta di denominazione Usd), emesso da Leverage Shares. Unisce l’esposizione al prezzo dell’oro assieme alla generazione di rendite mensili attraverso una strategia di opzioni covered call. Ha come sottostante l’Etf SPDR Gold Shares, che replica il patrimonio frazionato di oro fisico (custodito all’interno di specifici caveau) e vende parallelamente e regolarmente appunto opzioni call “out-of-the-money” sullo stesso Etf
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Quali i rendimenti distribuiti?
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Stimabili in una forchetta fra il 12 e il 14% annui. Al 30/9 era valutabile nel 12,05%. Naturalmente si tratta di valori riferiti agli andamenti dal debutto dell’Etp
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Punti forti
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● Un buon reddito mensile considerando che il sottostante è l’oro
● Parziale protezione in presenza di moderati ribassi del gold
● L’Etf di riferimento è uno dei più liquidi del settore
● Costo gestione contenuto
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Punti deboli
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● Non si partecipa a rialzi rilevanti dell’oro: il valore dell’Etp rimane infatti “schiacciato” dal prezzo di esercizio delle opzioni
● Se l’oro crollasse anche questo Etp sprofonderebbe
● È ancora un prodotto poco conosciuto
● La sua capitalizzazione è per ora modesta
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Obiettivo di investimento
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Creare rendimento continuativo dall’oro, pur con la consapevolezza che ci si espone sui suoi andamenti
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A confronto
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Una sovrapposizione dei grafici di un Etf gold fisico e dell’Etp IncomeShares Gold + Yield evidenzia un andamento costantemente più basso del secondo rispetto al primo, sebbene coincidente. Questo succede perché ogni mese l’Etp stacca un coupon, provocando un “drop” (calo) del prezzo della quota pari all’importo distribuito
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● Certificato – Una novità con cedole potenziali fino al 10% annuo se il Btp…
Tornano in scena i certificate correlati al rendimento del Btp decennale, soprattutto dopo l’estrema volatilità di questo sottostante evidenziatasi nelle ultime settimane. Da segnalare quindi il recente esordio (16/10) di un nuovo prodotto specifico.
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Denominazione
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Société General Solactive Btp 10 Index
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Isin
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XS2878598486
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Caratteristiche
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Certificato che garantisce rendimenti periodici legati all’andamento dei tassi di interesse italiani, garantendo la restituzione del valore nominale a scadenza
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Sottostante
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Indice Solactive Btp 10 years annual comp. yield
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Scadenza
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Ottobre 2036
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Call
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Sì: dal 15 ottobre 2027, e con cadenza trimestrale successiva, l’emittente ha la facoltà (a sua totale discrezione) di rimborsare anticipatamente il certificato alla pari (1.000 €)
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Come funziona
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Paga una cedola trimestrale fino al 2,5% (pari a un massimo del 10% lordo annuo) se il rendimento del Btp a 10 anni rimane all’interno del range tra lo 0% e il 5%
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Perché “fino al 2,5%”?
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Perché la cedola è calcolata in funzione del numero di giorni in cui il rendimento del Btp decennale resta appunto all’interno dell’intervallo indicato
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Yield in corso del decennale italiano
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4,34%
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Quando il Btp a 10 anni ha superato il 5%
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Il 4/10/2023 con un veloce picco poi rientrato e precedentemente nel novembre 2012
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Mercato quotazione
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EuroTlx
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Valore nominale
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1.000 Eur
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Quotazione di riferimenti in corso
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1.015 Eur
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Punti forti
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● Piace certamente la caratteristica del capitale garantito a scadenza
● Il rendimento è superiore rispetto a quello di qualunque Btp
● Il massimo del range al 5% di rendimento del Btp a 10 anni appare al momento estremo; naturalmente niente può essere escluso!
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Punti deboli
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● I premi persi non sono accumulabili
● La call di rimborso anticipato dall’ottobre 2027 è totalmente a discrezione dell’emittente
● Ipotesi estrema!! E se il decennale italiano andasse sotto lo 0%? È più che probabile che lo strumento sarebbe già stato rimborsato
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