#Finsubito news – Il governo vuole Altieri (Lega) alla guida dell’Anac


Il consiglio dei ministri ha proposto alla guida dell’Autorità anticorruzione l’ex deputato leghista Altieri che ricopre incarichi in aziende a maggioranza pubblica. Secondo le opposizioni, la norma viola la legge. Libera: “Affidare la guida a chi proviene dai vertici di un partito di maggioranza e da grandi colossi industriali crea un paradosso insostenibile”. Dopo una giornata di polemiche, lui ritira la disponibilità

Redazione lavialibera

6 novembre 2026

Un leghista alla guida dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Come volevasi dimostrare, la Lega di Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, voleva imporre un suo uomo a capo dell’organismo che vigila su appalti e contratti pubblici. Giovedì sera il Consiglio dei Ministri ha dato il via alla procedura di nomina dei vertici proponendo alla presidenza l’ex deputato Trifone Altieri, detto Nuccio. Subito l’opposizione è insorta e, dopo una giornata di dure polemiche, lui ha ritirato la disponibilità a ricoprire l’incarico.

L’esecutivo ha proposto anche altri nomi, quelli dei componenti anche il generale di divisione della Guardia di finanza Ivano Maccani, il magistrato Eugenio Rubolino, l’avvocato Carmela Margherita Rodà e la professoressa avvocato Maria Rosaria Maugeri. La proposta dei nomi è formalmente arrivata dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, ma Altieri è un nome che arriva dalla Lega: è il responsabile difesa del partito di Salvini (anche se la Lega smentisce l’esistenza di questa carica) ed è componente del consiglio di amministrazione di Leonardo spa, l’azienda dell’industria bellica di cui il ministero dell’Economia detiene più del 30 per cento delle azioni, e presidente di Fincantieri Infrastructure, società che realizza opere in acciaio per le infrastrutture, di cui il 60 per cento è di Cdp Equity (di Cassa depositi e prestiti, società del Mef).

I nomi proposti dal consiglio dei ministri dovranno essere valutati dalle commissioni parlamentari competenti e votati con maggioranza qualificata dei due terzi, quindi serve il consenso dei partiti di minoranza. Nel frattempo, ha prolungato di 45 giorni l’incarico dell’attuale presidente Giuseppe Busia e del consiglio.

Un nome in odore di conflitto di interessi

Come abbiamo spiegato in un precedente articolo, il presidente e i quattro componenti del collegio dell’Anac devono essere “scelti tra esperti di elevata professionalità”, è scritto nella legge, che abbiano una “notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione”. La norma precisa che “il presidente e i componenti dell’Autorità non possono essere scelti tra persone che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la nomina e, in ogni caso, non devono avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell’Autorità”. Nuccio Altieri è stato deputato della Lega dal 2013 al 2018, quindi in un periodo superiore ai tre anni previsti. Tuttavia due anni fa veniva nominato responsabile del dipartimento Difesa all’interno del partito.

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L’insofferenza della Lega alle critiche dell’Anac su appalti e grandi opere

In questa legislatura, alcuni esponenti della Lega avevano chiesto le dimissioni dell’attuale presidente, Giuseppe Busia

Nel corso di questa legislatura, con Matteo Salvini alla guida del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con un altro leghista, Edoardo Rixi, quale vice, il Carroccio ha mal sopportato i pareri tecnici dell’Anac. La prima occasione di scontro è stata data dalla riforma del codice degli appalti, con Busia che metteva in allerta sugli affidamenti diretti di appalti e forniture al posto delle gare d’appalto pubbliche. Sono seguite le critiche sul progetto del ponte sullo Stretto di Messina, la diga foranea di Genova e – ultima in ordine di tempo – le nomine della Società infrastrutture Milano-Cortina (Simico, che si occupa delle infrastrutture) e la struttura della Fondazione Milano-Cortina, organizzatrice dei giochi olimpici invernali. Alcuni esponenti della Lega e “fonti” interne al Mit hanno manifestato apertamente la loro insofferenza

Opposizioni all’attacco

Nella breve vita dell’Anac, mai la presidenza era stata affidata a una persona con un trascorso nella politica, in barba alle leggi e all’autonomia del ruolo. Per questo, subito dopo il comunicato del governo, sono intervenuti sia Carlo Calenda (Azione) per dire che siamo “Oltre la lottizzazione. Ma molto oltre. Che vergogna”, sia la senatrice Pd Enza Rando, secondo cui la scelta “è irresponsabile e gravissima. Utilizzare un organismo di fondamentale importanza per la legalità e il contrasto alla corruzione come luogo di collocazione di esponenti di partito significa colpire direttamente l’autonomia, l’indipendenza e la credibilità dell’Autorità. L’Anac deve essere un presidio di garanzia al servizio delle istituzioni e dei cittadini, non un terreno di occupazione politica”.

“Questa scelta suggella l’intolleranza del governo verso ogni forma di controllo pubblico e di equilibrio tra poteri e organi dello Stato”, hanno dichiarato gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia, ricordando attacchi e decisioni dell’esecutivo contro magistratura e organi di controllo. “Che titoli ha Altieri per ricoprire il ruolo? Forse la lunga carriera tra le fila di FI, Pdl, Conservatori e Riformisti e Lega?”, hanno chiesto.

Così il governo limita Anac e Corte dei conti

“Non si era mai visto un ex parlamentare nominato all’Autorità nazionale anticorruzione”, ha sottolineato il capogruppo Avs in Senato, Peppe De Cristofaro. Le opposizioni potranno ostacolare questa nomina: “La legge prevede che queste nomine sono valide previo parere dei due terzi delle Commissioni competenti. Norma che rende appunto indipendente l’Autorità. Le opposizioni insieme, unite, possono impedire che nomine di questo genere siano avallate”, ha aggiunto Walter Verini, senatore Pd, segretario in commissione Giustizia e capogruppo in Antimafia. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e presidente di Spazio pubblico, si è rivolta “al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché richiami l’attenzione sulla necessità di tutelare l’autonomia di un’autorità indipendente”.

Libera prende posizione

“Affidare la guida dell’Anticorruzione a chi proviene dai vertici di un partito di maggioranza e da grandi colossi industriali crea un paradosso insostenibile: l’organo di controllo verrebbe guidato da chi rappresenta esattamente i soggetti da controllare”

“La scelta del Consiglio dei ministri di indicare Nuccio Altieri alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ci preoccupa profondamente – ha sritto Libera, associazione antimafia, in una nota –. Il nodo non riguarda la persona, ma l’evidente incompatibilità del suo profilo istituzionale”. Il cv di Altieri parla chiaro: “Affidare la guida dell’Anticorruzione a chi proviene dai vertici di un partito di maggioranza e da grandi colossi industriali crea un paradosso insostenibile: l’organo di controllo verrebbe guidato da chi rappresenta esattamente i soggetti da controllare”. Il paradosso è che l’Anac “vigila sull’integrità degli appalti pubblici, sui conflitti di interesse, sulla trasparenza delle amministrazioni, sul passaggio improprio tra ruoli pubblici e incarichi privati, le cosiddette ‘porte girevoli’” e forse, se si trattasse delle nomine di un ente da lei controllato, l’autorità boccerebbe questa nomina.

L’associazione ha chiesto “che si verifichi con il massimo rigore la compatibilità di questa nomina governativa con lo spirito e la lettera di quella norma” e ha invitato le commissioni parlamentari competenti, “non avallare una scelta che rischia di trasformare un presidio di garanzia in uno strumento di occupazione partitica”. Un ultimo appello è rivolto alla forze politiche di maggioranza per “ripensare una scelta che, politicizzando per la prima volta la nomina del vertice Anac, ne intacca credibilità e autorevolezza”.

Il passo indietro di Altieri

“Pur possedendo i requisiti e le competenze necessari per ricoprire l’incarico, ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale di ritirare la mia disponibilità”.Nuccio Altieri – Ex deputato della Lega

Nella serata di venerdì, i rappresentati dei partiti dell’opposizione hanno scritto una lettera per chiedere a Giorgia Meloni di ritirare la nomina. Alle polemiche, lei ha risposto che “era nelle nostre competenze farlo”, “Fonti” di Palazzo Chigi hanno affermato di “aver preventivamente valutato e ritenuto insussistenti eventuali profili di incompatibilità” e anche di aver informato “per le vie brevi i due principali partiti di opposizione, senza che da parte loro siano state manifestate contrarietà o riserve”.

Alla fine, dopo le 22.30, è lo stesso Nuccio Altieri, dispiaciuto per le critiche, a fare un passo indietro: “Pur possedendo i requisiti e le competenze necessari per ricoprire l’incarico, dopo essermi confrontato con il presidente Meloni e i vicepresidenti Salvini e Tajani, ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale di ritirare la mia disponibilità”.

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