#Finsubito news – Alberone, Monti e le sorprese in periferia come Ottavia


Roma continua a piacere ai suoi abitanti, nonostante il traffico, i problemi di pulizia, le difficoltà dei trasporti pubblici e la crescente preoccupazione per la sicurezza. Secondo il rapporto Roma: metropoli e quartiere, presentato dal Censis il 6 novembre 2026, l’85% dei romani è soddisfatto del quartiere in cui vive. Ma quali sono precisamente le zone che raccolgono i giudizi migliori? La risposta arriva dall’indagine sulla qualità della vita dell’ACoS, l’agenzia capitolina che ha analizzato le valutazioni dei residenti, costruendo una mappa dettagliata della soddisfazione nei diversi territori. I risultati premiano alcuni quartieri storici, ma restituiscono giudizi particolarmente favorevoli anche in diverse aree periferiche.

Alberone, Monti, Testaccio e Aventino: i quartieri più apprezzati dai residenti

L’indagine ACoS del 2025, condotta su 5.760 cittadini, consente di individuare le zone in cui la qualità della vita viene giudicata più positivamente da chi le abita.

Il risultato più elevato, con 7,6 punti su 10, riguarda l’area Tuscolano-Alberone, nel VII Municipio. È un dato significativo, anche se deve essere letto con una precisazione metodologica: in questa specifica zona il campione è composto da appena sette intervistati e il punteggio ha quindi valore indicativo.

L’Alberone, lungo la direttrice dell’Appia Nuova, rappresenta un esempio di quartiere residenziale consolidato, caratterizzato da attività commerciali, collegamenti con la metropolitana e servizi di prossimità. La sua posizione permette di raggiungere facilmente altre parti della città, mantenendo una dimensione quotidiana legata ai negozi e alle attività del territorio.

Fra le zone centrali che ottengono valutazioni particolarmente favorevoli figurano Monti-Celio, Trastevere-Testaccio-Aventino ed Esquilino-San Lorenzo.

Si tratta di territori differenti per caratteristiche sociali, patrimonio edilizio e trasformazioni urbanistiche. Monti conserva un’identità storica molto riconoscibile, mentre Testaccio e Aventino offrono condizioni abitative diverse pur appartenendo alla stessa area postale utilizzata dall’indagine.

L’Esquilino e San Lorenzo mostrano invece come il gradimento residenziale possa mantenersi elevato anche in contesti densamente abitati, attraversati da consistenti flussi di studenti, lavoratori e visitatori.

L’aspetto interessante è che i giudizi positivi non coincidono necessariamente con i quartieri più costosi o con quelli tradizionalmente considerati più esclusivi.

Da Grottarossa a Morena: anche la periferia conquista i residenti

La distribuzione territoriale della soddisfazione riserva alcune indicazioni particolarmente interessanti. Nell’area settentrionale di Roma emergono positivamente Grottarossa-Santa Cornelia, Bravetta e Ottavia, insieme ad altri territori del quadrante nord.

Anche le valutazioni relative a Labaro-Prima Porta e ad alcune zone esterne al Grande Raccordo Anulare mostrano come la distanza dal centro storico non determini automaticamente un peggioramento della qualità della vita percepita.

Nel settore meridionale e sud-orientale si distinguono Morena-Centroni, Romanina, Castel di Leva ed Eur-Torrino.

Sono territori che negli ultimi decenni hanno conosciuto trasformazioni residenziali importanti, con tipologie abitative e disponibilità di spazi differenti rispetto ai quartieri centrali.

Valutazioni favorevoli interessano anche l’area dell’Appia Antica-Capannelle e, sul litorale, il Lungomare di Levante a Ostia.

Il rapporto ACoS suggerisce quindi di superare una rappresentazione troppo schematica della Capitale. La distinzione fra centro e periferia non è sufficiente a spiegare il gradimento degli abitanti. All’interno dello stesso Municipio possono convivere quartieri molto apprezzati e zone nelle quali i residenti segnalano condizioni sensibilmente peggiori.

Pietralata, Settecamini e Roma est: dove la soddisfazione diminuisce

All’estremo opposto della rilevazione si colloca Pietralata, con una valutazione media di circa 5,6 punti su 10 riferita alla qualità della vita nella propria zona. Anche Settecamini non raggiunge la sufficienza.

La concentrazione delle valutazioni più basse interessa soprattutto i quadranti orientali della Capitale, in particolare diversi territori dei Municipi IV, V e VI.

Fra le aree con giudizi inferiori alla media figurano Tufello-Valmelaina, San Basilio, Pigneto, San Giovanni est, Tuscolano-Don Bosco, Colli Aniene-Tor Sapienza e diverse zone del territorio delle Torri.

Criticità emergono inoltre a Primavalle-Torrevecchia, in alcune parti del Portuense e nel settore di Ostia Ponente.

Questi risultati non autorizzano a definire complessivamente invivibili i quartieri interessati. Misurano il grado di soddisfazione di un campione di residenti e devono essere interpretati considerando le differenze interne alle singole aree, nonché la numerosità delle interviste.

Restano però indicazioni utili per comprendere dove i cittadini avvertano maggiormente la necessità di miglioramenti.

Il nuovo rapporto Censis 2026: l’85% dei romani è soddisfatto del proprio quartiere

La ricerca Censis, presentata il 6 novembre 2026 e realizzata su un campione di 1.500 residenti, permette di approfondire il rapporto dei romani con i luoghi in cui abitano.

I risultati sono particolarmente eloquenti:

  • Il 22% si dichiara del tutto soddisfatto del proprio quartiere.
  • Il 63% è abbastanza soddisfatto.
  • Soltanto il 15% cambierebbe volentieri zona.
  • Il 73,6% considera comodo il quartiere in cui vive.
  • Il 67,2% lo giudica vivace.
  • Il 60,4% lo ritiene sicuro.

Il Censis ha inoltre rilevato che il 70% dei cittadini presta o riceve piccoli aiuti dai vicini di casa, mentre il 63,8% intrattiene nel proprio quartiere una parte importante delle relazioni sociali.

Il 52% circa dichiara di impegnarsi personalmente per migliorare il territorio in cui abita.

Questi risultati indicano che la soddisfazione residenziale non dipende esclusivamente dall’efficienza dei servizi pubblici. Incidono anche le relazioni personali, la familiarità con i luoghi, le abitudini consolidate e il radicamento familiare.

Il rapporto Censis fornisce il dato complessivo della soddisfazione, mentre la distribuzione geografica dettagliata dei giudizi è ricavata dalla precedente indagine ACoS.

I romani amano il proprio quartiere, ma giudicano insufficienti alcuni servizi

Il confronto fra le ricerche evidenzia una contraddizione della vita romana.

L’indagine ACoS 2025 assegna alla qualità della vita nella Capitale un voto medio di 6,71, mentre la valutazione della propria zona di residenza scende a 6,58.

La differenza non è enorme, ma indica che il giudizio complessivo sulla città può essere più favorevole dell’esperienza quotidiana nel proprio quartiere.

Sul versante dei servizi pubblici, la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade continuano a rappresentare le maggiori criticità. Nell’indagine ACoS la prima ottiene 5,1 punti, la seconda si ferma a 4,9.

Risultati migliori arrivano dall’offerta culturale, con i musei comunali che raggiungono una media di 7,3. La mobilità resta un problema particolarmente sentito.

Secondo il Censis, il 46,3% dei residenti considera gli spostamenti il principale problema di Roma, mentre il 70,5% ritiene necessario migliorare il trasporto pubblico.

Il 56,1% utilizza prevalentemente l’automobile privata e il 28,3% dedica agli spostamenti oltre un’ora al giorno.

Sono numeri che incidono direttamente sulla qualità della vita, soprattutto per chi risiede lontano dal luogo di lavoro o deve attraversare quotidianamente più quadranti della città.

Sicurezza e degrado: le preoccupazioni che pesano sulla vita quotidiana

La soddisfazione per il proprio quartiere convive con una percezione negativa di alcuni aspetti dell’ambiente urbano. Il 48,4% dei romani intervistati dal Censis ritiene che nella zona in cui abita siano presenti situazioni di degrado. Il 57,7% considera peggiorate le condizioni di sicurezza negli ultimi cinque anni.

Particolarmente significativo è il dato relativo alle ore notturne: il 67,7% dei residenti dichiara di sentirsi insicuro, una percentuale che raggiunge il 75,9% fra le donne.

Durante il giorno la percezione cambia sensibilmente, con l’80,4% dei cittadini che dichiara di sentirsi sicuro.

La differenza invita a considerare l’importanza dell’illuminazione pubblica, della frequentazione degli spazi urbani, delle attività commerciali e della presenza di servizi accessibili anche nelle ore serali.

Il costo delle case rischia di cambiare la geografia di Roma

La soddisfazione abitativa deve essere considerata anche alla luce del mercato immobiliare. Il Censis rileva che il 72,6% dei romani vive in una casa di proprietà, mentre il 27,4% risiede in affitto.

Il canone medio mensile indicato dalla ricerca è di 978 euro, una cifra che può incidere pesantemente sulle possibilità economiche di giovani, famiglie e lavoratori. La percentuale degli affittuari sale al 40,4% nella fascia di età compresa fra 18 e 34 anni.

Il dato più significativo riguarda però le aspettative: il 59,2% dei residenti teme che, nell’arco dei prossimi dieci anni, Roma possa diventare una città non accessibile a tutti per il costo della vita, i servizi e la mobilità.

La questione abitativa rischia quindi di influenzare profondamente la composizione sociale dei quartieri.

La possibilità di continuare a vivere nella zona in cui si è cresciuti, vicino alla famiglia e alle proprie relazioni, dipenderà sempre più dalla disponibilità di abitazioni economicamente sostenibili.

Dove si vive meglio a Roma? La risposta cambia secondo il territorio

L’insieme delle rilevazioni restituisce una Capitale nella quale il gradimento residenziale è generalmente elevato, ma distribuito in maniera disomogenea.

Alberone, Monti-Celio, Trastevere-Testaccio-Aventino ed Esquilino-San Lorenzo figurano fra le aree che emergono positivamente. Accanto a loro compaiono quartieri e territori più esterni, da Grottarossa e Ottavia fino a Morena, Castel di Leva ed Eur-Torrino.

Pietralata, Settecamini e varie zone del quadrante orientale registrano invece giudizi più critici.

La graduatoria deve comunque essere letta con attenzione: la ricerca ACoS utilizza aree corrispondenti ai CAP e il campione non è stato costruito per garantire la stessa rappresentatività statistica in ogni singola zona. I risultati territoriali sono dunque indicativi, soprattutto dove gli intervistati sono pochi.

Il dato più rilevante resta quello registrato dal Censis nel novembre 2026: quasi nove romani su dieci sono soddisfatti del quartiere in cui abitano.

Un livello di gradimento che, tuttavia, non cancella le differenze nei servizi, nella sicurezza percepita e nelle possibilità economiche.

Per l’amministrazione capitolina il problema è individuare quali condizioni rendano più soddisfacente la vita in determinati territori e come estenderle alle zone che oggi raccolgono i giudizi peggiori.

La qualità della vita a Roma, come mostrano le indagini, non può essere misurata soltanto attraverso la distanza dal centro storico o il valore degli immobili. Conta soprattutto l’esperienza quotidiana dei residenti, con le opportunità e i disagi che caratterizzano ciascun quartiere.


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