BARI – Il problema dell’accesso alla casa e le conseguenze della diffusione degli affitti brevi entrano al centro del confronto tra Regione Puglia e istituzioni europee. La VI Commissione regionale ha approvato a maggioranza la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio finalizzata a definire un quadro comune di misure per tutelare la disponibilità degli alloggi e favorirne l’accessibilità economica.
Il provvedimento affronta una delle questioni sociali più delicate degli ultimi anni: la crescente difficoltà per famiglie, giovani e lavoratori di trovare abitazioni a prezzi sostenibili, soprattutto nelle grandi città, nelle località turistiche e nei territori caratterizzati da una forte pressione sul mercato immobiliare.
L’obiettivo dell’iniziativa europea è individuare criteri condivisi che consentano agli Stati membri di intervenire sulle criticità abitative, superando le differenze normative attualmente esistenti tra i diversi Paesi.
La presidente della VI Commissione, Angolano, ha illustrato i principi sui quali si fonda la proposta, richiamando il funzionamento del mercato interno, il rispetto della sussidiarietà e la necessità di armonizzare gli strumenti utilizzati per affrontare l’emergenza abitativa.
«I pilastri di questa proposta sono basati sul mercato interno, la sussidiarietà, l’armonizzazione degli eventi e il quadro di esame del fenomeno», ha spiegato la presidente, sottolineando la volontà di coordinare l’azione degli Stati membri senza sottrarre loro le competenze in materia urbanistica e fiscale.
Il riferimento normativo è l’articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, insieme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.
La questione abitativa assume particolare rilevanza nelle aree dove la domanda di immobili supera la disponibilità di abitazioni destinate alla residenza stabile. In molti territori, infatti, una parte degli alloggi viene utilizzata per finalità differenti da quelle abitative tradizionali, anche attraverso il mercato delle locazioni turistiche di breve durata.
Una situazione che può contribuire a ridurre le possibilità di trovare una casa in affitto a lungo termine, con conseguenze soprattutto per i nuclei familiari con redditi medio-bassi, per i giovani e per i lavoratori essenziali o stagionali.
Accanto a questo fenomeno, la Commissione richiama anche il problema degli immobili che rimangono fuori dal mercato delle locazioni a causa delle preoccupazioni dei proprietari per eventuali controversie con gli inquilini e della scarsa fiducia negli strumenti di tutela disponibili.
Si tratta di fattori differenti che, secondo l’analisi alla base della proposta, contribuiscono ad aggravare le difficoltà di accesso alla casa e possono ostacolare anche la mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione Europea.
Per affrontare queste criticità, diverse amministrazioni locali e regionali hanno già introdotto limitazioni ai cambi di destinazione d’uso degli immobili o restrizioni sui pernottamenti turistici.
La mancanza di un quadro normativo europeo omogeneo ha però determinato regole differenti da territorio a territorio, generando incertezza giuridica e maggiori costi di adeguamento per proprietari, imprese, piattaforme digitali e investitori.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha riconosciuto la tutela della disponibilità abitativa come un interesse di particolare rilevanza, tale da poter giustificare determinate restrizioni. Rimane tuttavia la necessità di individuare criteri operativi più chiari e condivisi.
È su questo punto che la Regione Puglia intende offrire il proprio contributo, proponendo alcune integrazioni al testo europeo per conciliare il diritto all’abitare, la tutela della proprietà privata e le competenze delle amministrazioni locali.
La Commissione regionale ritiene necessario affiancare alle eventuali limitazioni sugli affitti brevi anche interventi strutturali capaci di aumentare la disponibilità di abitazioni e migliorarne l’accessibilità economica.
Le restrizioni, secondo la posizione espressa dalla Regione, dovrebbero essere applicate soltanto nei territori dove risultino effettivamente necessarie e mantenere un carattere proporzionato rispetto alle criticità riscontrate.
Particolare attenzione viene richiesta anche per la salvaguardia dei piccoli proprietari e delle seconde case utilizzate dalle famiglie, evitando che eventuali nuove disposizioni producano conseguenze indiscriminate.
La Puglia propone inoltre di escludere esplicitamente la pianificazione urbanistica territoriale dai limiti temporali quinquennali previsti nella proposta.
L’approvazione in VI Commissione arriva al termine di un percorso di approfondimento condiviso con le Commissioni IV e V, avviato attraverso una serie di audizioni con i soggetti interessati alla materia.
I contributi raccolti saranno utilizzati per elaborare osservazioni da trasmettere alle istituzioni parlamentari nazionali ed europee.
«Invieremo al Parlamento Italiano e a quello Europeo suggerimenti arrivati grazie a una sintesi dei contributi lasciati dagli auditi, affinché si possa integrare la bozza», ha annunciato Angolano.
La presidente ha evidenziato la necessità di costruire un sistema di regole che non si limiti a introdurre divieti, ma affronti le cause delle difficoltà abitative.
«Proponiamo di rafforzare la stessa, attraverso un approccio equilibrato, che affianchi alle eventuali restrizioni sulla domanda interventi strutturali a sostegno dell’accessibilità e della disponibilità degli alloggi», ha precisato.
Un passaggio fondamentale riguarda la natura stessa dell’iniziativa europea. La proposta, infatti, non introduce direttamente misure specifiche valide indistintamente per tutti i territori, ma punta a definire un quadro comune entro il quale gli Stati potranno esercitare le rispettive competenze.
«L’obiettivo del documento non è introdurre una disciplina che limiti i legittimi diritti di proprietà o la discrezionalità degli enti locali, ma superare la frammentazione delle normative nei diversi territori», ha chiarito la presidente della Commissione.
La posizione della Regione Puglia punta quindi a individuare un equilibrio tra esigenze sociali, attività economiche e diritti dei proprietari, tenendo conto delle differenti caratteristiche dei mercati immobiliari locali.
Il tema assume un significato particolare anche per i territori a forte vocazione turistica, dove la crescita delle locazioni di breve durata si intreccia con la necessità di garantire abitazioni disponibili per chi vive e lavora stabilmente nelle città.
La Commissione regionale ritiene che le eventuali limitazioni debbano essere accompagnate da strumenti capaci di affrontare concretamente la carenza di alloggi, evitando interventi generalizzati che non tengano conto delle specificità territoriali.
Angolano ha infine confermato che la Regione continuerà a seguire gli sviluppi dell’iter europeo, mantenendo aperto il confronto con i soggetti interessati.
«Solo attraverso un lavoro condiviso possiamo contribuire a costruire risposte concrete, nel rispetto delle competenze di ciascuno e con l’obiettivo di rendere il diritto all’abitare sempre più effettivo», ha sottolineato.
La presidente ha quindi ribadito la volontà della Puglia di partecipare attivamente al percorso di definizione delle future regole.
«Continueremo a monitorare l’iter della proposta. Intanto, la Puglia farà sentire anche la sua voce», ha concluso Angolano, richiamando l’importanza di considerare le esigenze economiche e sociali attuali e future, insieme ai diritti riconosciuti dalla Costituzione e dalla normativa europea.
Con il voto favorevole della VI Commissione, la Regione Puglia si prepara dunque a trasmettere le proprie osservazioni ai Parlamenti italiano ed europeo, contribuendo al confronto sulle misure necessarie per rendere il mercato abitativo più accessibile e garantire un equilibrio tra diritto alla casa, proprietà privata e sviluppo delle attività economiche.
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