#Finsubito news – quello agevolato 6200 ogni anno


Gli anni trascorsi all’università possono trasformarsi in contributi per la pensione, ma recuperarli ha un costo: nel 2026 per il riscatto di laurea servono oltre 6.200 euro per ogni anno con la formula agevolata.

La laurea non serve soltanto ad aprire le porte del mondo del lavoro: può diventare anche uno strumento per andare prima in pensione. In che modo? Attraverso il riscatto della laurea, una possibilità prevista dal sistema previdenziale italiano che consente di trasformare gli anni trascorsi all’università in contributi pensionistici, versando una somma all’INPS. In questo modo, il tempo passato sui libri e quello dedicato a lezioni ed esami può essere recuperato ai fini previdenziali, contribuendo a raggiungere prima i requisiti per lasciare il lavoro.

Ma quanto costa questa operazione? Dal 2019 esiste una formula agevolata che permette di ridurre la spesa, anche se il suo costo è aumentato progressivamente: nel 2026, per riscattare un solo anno di università, servono oltre 6.200 euro. Vediamo come funziona e quando può convenire.

Cos’è il riscatto della laurea 2026, cosa cambia e chi può richiederlo?

In termini semplici, il riscatto della laurea permette di far valere gli anni trascorsi all’università ai fini pensionistici, anche se in quel periodo non sono stati versati contributi attraverso un’attività lavorativa. Per ottenere questo riconoscimento bisogna pagare una somma all’INPS, che accredita il periodo riscattato nella posizione previdenziale dell’interessato.

Il vantaggio può essere duplice: da una parte, gli anni recuperati aumentano l’anzianità contributiva e possono aiutare a raggiungere prima i requisiti necessari per andare in pensione; dall’altra, incrementano il cosiddetto montante contributivo, cioè il capitale formato dai contributi accumulati durante la carriera lavorativa, utilizzato per calcolare l’importo dell’assegno futuro.

Non significa, però, che la pensione aumenterà automaticamente in modo significativo: il beneficio dipende dal sistema di calcolo applicato e dalla propria storia contributiva. Possono richiedere il riscatto sia i lavoratori iscritti all’INPS sia gli inoccupati che non hanno mai iniziato un’attività lavorativa e non risultano iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza.

La condizione fondamentale è aver conseguito il titolo di studio: non basta, quindi, aver frequentato l’università senza aver completato il percorso. Tra i titoli riscattabili rientrano:

  • diplomi universitari,
  • lauree triennali, magistrali e specialistiche,
  • lauree del vecchio ordinamento,
  • dottorati di ricerca,
  • alcuni diplomi accademici rilasciati dagli istituti AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).

Anche i titoli conseguiti all’estero possono essere riscattati, purché siano riconosciuti ai fini previdenziali. Ci sono però alcuni limiti: si possono recuperare soltanto gli anni corrispondenti alla durata legale del corso di studi, escludendo quelli fuori corso e i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria. È possibile, inoltre, riscattare anche solo una parte degli anni universitari, senza dover necessariamente recuperare l’intero percorso.

Quali sono i costi oggi per andare prima in pensione

Riscattare gli anni universitari può avere costi molto diversi a seconda della propria situazione lavorativa e del periodo di studio. Le possibilità principali sono due: il riscatto ordinario, introdotto dal Dlgs 184/1997, il cui importo varia in base alla retribuzione, e quello agevolato, previsto dal decreto legge n. 4/2019, che prevede invece un costo fisso per ogni anno da recuperare.

Nel primo caso, per i periodi successivi al 31 dicembre 1995, soggetti al sistema contributivo, il costo viene calcolato applicando l’aliquota contributiva prevista dalla gestione previdenziale alla retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi precedenti la domanda.

Per contenere la spesa, nel 2019 è stato introdotto il riscatto agevolato, che permette di recuperare gli anni universitari a un costo indipendente dallo stipendio.

Nel 2026 riscattare un anno di università costa 6.206,64 euro. Il calcolo parte dal reddito minimo di riferimento previsto per artigiani e commercianti, che nel 2026 è di 18.808 euro. Su questa cifra si applica un’aliquota del 33%, da cui deriva il costo di 6.206,64 euro per ogni anno di università riscattato.

In totale, quindi, riscattare una laurea triennale costa 18.619,92 euro, mentre per una laurea magistrale a ciclo unico di cinque anni si arriva a 31.033,20 euro. Tuttavia il riscatto agevolato non è possibile per tutti gli anni di università. Si può utilizzare solo per i periodi che rientrano nel sistema contributivo. In alcuni casi può riguardare anche gli anni di studio precedenti al 1996, ma solo se si sceglie di calcolare tutta la pensione con il sistema contributivo. Una scelta da valutare bene, perché potrebbe ridurre l’importo della pensione che si riceverà in futuro.

Una volta individuata la formula più adatta, la domanda va presentata online attraverso il portale dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS e selezionando il servizio dedicato al riscatto del corso di laurea. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato: l’Istituto comunica l’importo da versare, che può essere pagato in un’unica soluzione oppure in un massimo di 120 rate mensili senza interessi, cioè nell’arco di dieci anni.

Quanti italiani lo fanno e quando conviene: il calcolo con il simulatore

Quanti italiani scelgono davvero di recuperare gli anni universitari ai fini pensionistici? Secondo i dati richiamati in un’interrogazione parlamentare del maggio 2026, le domande di riscatto agevolato sono passate da un picco iniziale di circa 78.000 a circa 25.000 nel 2024, con una diminuzione del 67%. Si tratta di istanze presentate, non necessariamente di riscatti effettivamente conclusi.

L’aumento progressivo dei costi, legato all’aggiornamento del minimale contributivo utilizzato per il calcolo, è indicato tra i possibili fattori alla base di questa flessione. Una misura nata per rendere più accessibile il recupero degli anni universitari rischia così di diventare sempre più onerosa proprio per i giovani lavoratori a cui era destinata.

Riscattare la laurea conviene davvero? Non esiste una risposta valida per tutti: bisogna valutare il rapporto tra la spesa sostenuta e il beneficio che si otterrà sulla pensione futura. La formula ordinaria può comportare un investimento maggiore, ma anche un incremento più consistente del montante contributivo; quella agevolata permette invece di contenere il costo, a fronte di un beneficio pensionistico generalmente più contenuto.

Prima di decidere, è quindi consigliabile utilizzare il simulatore gratuito dell’INPS, che permette di confrontare le diverse possibilità sulla base della propria situazione previdenziale.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม