#Finsubito news – Ecobonus 2027, nuovi limiti di spesa nella Manovra


03/11/2026 – Il ddl di Bilancio 2027 introduce un nuovo limite complessivo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare per l’Ecobonus, superando il sistema dei massimali di detrazione differenziati per tipologia di intervento. La modifica riguarda i lavori di riqualificazione energetica, dalla sostituzione degli infissi all’isolamento termico, fino agli impianti di climatizzazione.
 
La novità è contenuta nell’articolo 4 del disegno di legge di Bilancio 2027, bollinato il 30 ottobre 2026, che definisce le condizioni per la proroga del Bonus ristrutturazioni, dell’Ecobonus e del Sismabonus.
 
Dopo l’annuncio del Governo sulla conferma delle detrazioni al 50% e al 36% anche per il prossimo anno, il testo normativo chiarisce i limiti di spesa, i beneficiari e il coordinamento delle agevolazioni con il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, Dlgs 117/2026.
 

Ecobonus 2027, un limite cumulativo di 96mila euro

La principale modifica riguarda i massimali dell’Ecobonus. Attualmente l’agevolazione prevede limiti di detrazione distinti secondo la tipologia di intervento, che possono essere utilizzati separatamente nel rispetto dei requisiti previsti.
 
Il ddl di Bilancio propone di sostituire questo sistema con un tetto cumulativo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, applicabile agli interventi di riqualificazione energetica agevolati.
Il nuovo limite è autonomo rispetto ai 96.000 euro previsti per il Bonus ristrutturazioni, come precisa espressamente la relazione illustrativa della Manovra.
 
La modifica incide soprattutto sugli interventi che combinano più lavorazioni. La sostituzione degli infissi, l’isolamento dell’involucro e l’ammodernamento degli impianti, quando agevolati con Ecobonus sulla stessa unità immobiliare, dovranno rientrare nel medesimo limite complessivo. Per le riqualificazioni energetiche più estese, la nuova disciplina potrebbe quindi ridurre la quota di spesa detraibile rispetto al sistema dei massimali separati.
 

Quali interventi rientrano nel nuovo massimale Ecobonus

Il disegno di legge mantiene le tipologie di intervento già previste per l’Ecobonus: le opere sull’involucro edilizio, la sostituzione di finestre e infissi, le schermature solari, gli impianti solari termici, le pompe di calore, i sistemi ibridi e i dispositivi per il controllo da remoto degli impianti.
 
Restano esclusi gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
 
Per accedere alla detrazione sarà necessario rispettare i requisiti tecnici aggiornati relativi alle singole tipologie di intervento, comprese le prestazioni energetiche richieste, i massimali di costo specifici e gli adempimenti documentali.
 
A ottobre 2026, ENEA ha aggiornato i 13 vademecum sull’Ecobonus alla luce del nuovo Decreto Requisiti Minimi (DM 28 ottobre 2025) e del Dlgs 5/2026 sulle fonti rinnovabili.
 
Tra le principali novità figurano le verifiche sulle trasmittanze termiche e sui ponti termici dell’involucro, l’aggiornamento dei requisiti di efficienza delle pompe di calore e l’estensione degli obblighi di integrazione delle rinnovabili a determinate categorie di ristrutturazione.
 
Questi ultimi obblighi sono distinti dai requisiti fiscali dell’Ecobonus, ma devono essere verificati quando applicabili allo stesso intervento.
 
Il limite complessivo non elimina quindi le verifiche tecniche e i massimali di costo specifici previsti dalla disciplina applicabile. Il testo precisa inoltre che, quando i lavori costituiscono la prosecuzione di interventi iniziati negli anni precedenti, nel calcolo del limite devono essere considerate anche le spese già sostenute e portate in detrazione.
 

Ecobonus nei condomìni, il limite è di 40mila euro per unità

Per gli interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni degli edifici condominiali, il ddl stabilisce un limite complessivo di spesa pari a 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
 
La previsione riguarda gli interventi agevolati sulle parti comuni, tra cui quelli sull’involucro edilizio e le opere di isolamento termico che rispettano i requisiti previsti.
 
Il massimale deve essere considerato nella programmazione degli interventi, soprattutto quando il progetto comprende più lavorazioni finalizzate al miglioramento della prestazione energetica dell’edificio.
 
Anche per i condomìni restano applicabili le aliquote del 50% e del 36%, secondo le condizioni previste per i singoli beneficiari.
 

Bonus ristrutturazioni e Sismabonus, i limiti previsti per il 2027

Per il Bonus ristrutturazioni, il ddl di Bilancio conferma il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, con le detrazioni del 50% per gli interventi sull’abitazione principale effettuati dai proprietari o titolari di diritti reali di godimento e del 36% negli altri casi.
 
Il Sismabonus mantiene un limite di 96.000 euro per unità immobiliare. Per gli interventi sulle parti comuni condominiali, il limite è calcolato moltiplicando 96.000 euro per il numero delle unità che compongono l’edificio. Gli interventi antisismici agevolati riguardano gli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, secondo le condizioni previste dalla disciplina.
 
Il testo conferma anche il Sismabonus acquisti per le unità immobiliari derivanti dalla demolizione e ricostruzione di edifici da parte di imprese, con riduzione di almeno una classe di rischio sismico e vendita entro 30 mesi dalla conclusione dei lavori.
 
Le detrazioni previste sono ripartite in dieci quote annuali di pari importo.
 

Bonus edilizi 2027, le nuove disposizioni nel Testo unico delle imposte sui redditi

La Manovra Bilancio interviene anche sul coordinamento normativo dei bonus edilizi con il Dlgs 117/2026, le cui disposizioni diventeranno applicabili dal 1° gennaio 2027.
 
In particolare, il ddl di Bilancio colloca le disposizioni temporanee per il 2027 in tre nuovi articoli: il 360-bis per il Sismabonus, il 360-ter per l’Ecobonus e il 360-quater per il Bonus ristrutturazioni. Il riordino accompagna la proroga delle aliquote agevolate, mantenendo il 50% per le abitazioni principali alle condizioni previste e il 36% negli altri casi, senza introdurre l’ipotizzato aumento dell’Ecobonus al 65%.
 
Le modifiche ai massimali e alle condizioni di accesso sono, al momento, proposte contenute nel disegno di legge e potranno essere modificate durante l’esame parlamentare prima dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2027.
 




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