agenti immobiliari
Ti sei chiesto che aspetto ha una giornata vera da consulente immobiliare tra Varese e Como, al di là delle frasi da annuncio. Qui rispondo alle domande che fa chi sta valutando questo lavoro, partendo da come funziona il mestiere in agenzia e da cosa cambia in queste due province.
Una premessa che conta: la giornata che trovi qui è quella di chi ha l’abilitazione. Cercare chi vende, telefonare ai proprietari e a chi vuole comprare, fare visite e trattative è mediazione, e per legge la fa solo chi ha i requisiti. Chi entra senza patentino lavora sul supporto e intanto prepara l’esame: cosa vuol dire, di preciso, lo trovi più sotto. Come si ottiene l’abilitazione lo spiega la guida su come diventare agente immobiliare.
Che territorio è, per chi vende case?
Varese e Como sono due province di confine con la Svizzera, con i capoluoghi, una fascia di comuni grandi e tanti paesi piccoli, molti affacciati sui laghi: il Maggiore e quello di Lugano sul lato varesino, il Lario e di nuovo quello di Lugano sul lato comasco. Per chi lavora in agenzia questo significa una cosa concreta: ogni paese ha il suo mercato, i suoi tempi e le sue persone di riferimento. Chi conosce bene due o tre comuni parte avvantaggiato rispetto a chi conosce “la provincia” in generale.
Sto in ufficio o giro per i paesi?
Tutte e due le cose, in momenti diversi. In un’agenzia organizzata la giornata comincia in ufficio: si decidono le priorità con il responsabile e si pianifica cosa fare. Non è una riunione formale, è il momento in cui capisci dove vale la pena andare oggi e cosa rimandare.
Poi si esce, o si resta a cercare: dipende da cosa hai in mano. Quello che di solito non succede è lavorare da casa, perché valutazioni e visite si fanno sul posto. A chi cerca un lavoro commerciale fatto di telefono e videochiamate conviene leggere l’articolo sul venditore da remoto, perché quello è un altro mestiere.
Cosa vuol dire “cercare case in vendita”?
È la parte che si vede meno ed è quella su cui ti misurano per prima. Si chiamano “notizie”: l’informazione che una casa sta per andare in vendita, prima che finisca sui portali. Le notizie non arrivano da sole. Arrivano perché frequenti le attività commerciali della tua zona, parli con chi ci lavora, chiami i tuoi contatti e spieghi che lavoro fai.
Per questo chi seleziona ti chiede quanto conosci la zona in cui vorresti lavorare. Non è un requisito, è il punto di partenza: chi vive in un paese da anni e conosce tante persone ha un vantaggio concreto nelle prime settimane. Chi la conosce poco parte più lento, non parte escluso. Su come scegliere l’ufficio e i comuni da seguire c’è l’articolo su lavorare in agenzia immobiliare tra Varese e Como.
Quante telefonate faccio?
Diffida di chi ti dà un numero fisso: dipende dalla zona e da cosa hai in mano. Le telefonate servono a due cose:
- sviluppare le notizie raccolte, cioè chiamare il proprietario di cui hai saputo e proporgli una valutazione;
- richiamare le richieste arrivate dai portali, per capire chi vuole comprare davvero.
La seconda parte è meno ovvia di quanto sembri. Una persona che chiede il prezzo di un trilocale può essere un curioso o qualcuno che deve traslocare a breve. Il lavoro non è rispondere con il prezzo per mail: è chiamare presto, chiedere cosa cerca, con che tempi, se deve prima vendere casa sua, e fissare una visita solo se ha senso. Se non distingui, l’agenda si riempie di appuntamenti che non portano a niente.
Il pomeriggio e la sera cosa succede?
Il pomeriggio è per gli appuntamenti: valutazioni a casa dei proprietari e visite con i potenziali acquirenti. È la parte più visibile del mestiere, quella che tutti immaginano.
Le proposte d’acquisto e gli incontri per chiudere finiscono spesso tardi, per una ragione pratica: chi compra e chi vende lavora di giorno, ed è libero dopo. Se la sera non puoi mai esserci, è una cosa da dire subito in selezione, non da scoprire dopo.
E il gestionale, quanto tempo mi prende?
Un pezzo di ogni giornata, e non è burocrazia. Il gestionale dell’agenzia è lo strumento con cui tieni il tuo portafoglio di immobili: lo aggiorni, vedi quali case sono ferme da troppo, chi non richiami da settimane, dove serve parlare di nuovo con il proprietario. Chi lo compila male si accorge dei problemi quando il proprietario ha già cambiato agenzia.
Senza patentino cosa mi fanno fare, di preciso?
Non quello che hai letto finora. Il confine lo mette la legge: la mediazione immobiliare è regolata dalla legge 39 del 1989, e il codice civile chiama mediatore chi mette in relazione le parti per concludere un affare (articolo 1754). La ricerca di chi vende, le telefonate ai proprietari e a chi vuole comprare, le valutazioni, le visite e le trattative sono questo. I requisiti li deve avere chiunque le svolga per conto di un’agenzia, a qualsiasi titolo (articolo 3, comma 5), dipendenti e collaboratori compresi, come precisa la Camera di Commercio di Varese.
Senza patentino, quindi, lavori su tutto quello che non è mediazione: segreteria, annunci e schede degli immobili, l’agenda dei colleghi abilitati, il gestionale, i materiali dell’agenzia. Intanto prepari corso ed esame. Le attività di mediazione cominciano dopo, con l’esame superato e la SCIA in Camera di Commercio.
Fra i requisiti per l’abilitazione c’è il diploma di scuola secondaria di secondo grado, insieme a corso ed esame (articolo 2 della stessa legge). Per chi vive in provincia di Varese, la Camera di Commercio indica che l’esame è gestito in convenzione con quella di Milano Monza Brianza Lodi. Il confronto punto per punto fra le due strade è nell’articolo su cosa puoi fare in agenzia senza patentino, e il percorso intero in quello su come si cresce in agenzia fino a store manager.
Come vengo pagato, in due righe?
Dipende dal rapporto che firmi. Molte agenzie lavorano con collaboratori abilitati a partita IVA e senza fisso: il compenso è una quota della provvigione che l’agenzia incassa, con percentuali e tempi di pagamento scritti nel contratto, diversi da un’agenzia all’altra. Senza patentino la provvigione non ti spetta per legge (articolo 6): il lavoro di supporto va pagato per quello che è, e come te lo pagano va chiesto per scritto. Come si legge un’offerta del genere prima di firmare lo spiego in quanto guadagna un consulente immobiliare a provvigioni. Qui ti basta sapere una cosa: se cerchi uno stipendio fisso, un’offerta a sole provvigioni non fa per te.
È lo stesso lavoro dell’agente di commercio?
Somiglia per la partita IVA, ma non è la stessa cosa. L’agente di commercio ha un mandato e vende i prodotti di un’azienda: lo spiega l’articolo su cosa fa l’agente di commercio e i suoi requisiti. Il consulente immobiliare lavora dentro un’agenzia, con un ufficio e un metodo, e per fare mediazione, non solo per chiudere una vendita, gli serve un’abilitazione che l’agente di commercio non ha.
Serve l’auto?
Su un territorio così fatto conta molto. Valutazioni e visite sono in giro fra capoluoghi, paesi e lago, e chi non può spostarsi in autonomia lavora a metà. Se non hai l’auto, chiedilo subito all’agenzia: alcune lo mettono fra i requisiti, altre no.
Come ci si candida
Se vuoi provarci in queste due province, vedi la posizione aperta tra Varese e Como. Su come prepararti c’è l’articolo sul colloquio da consulente immobiliare, e tutte le posizioni aperte per questa famiglia di ruoli sono nella bacheca degli agenti immobiliari.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





