#Finsubito news – «Taranto è paralizzata, il sindaco si faccia da parte»


La crisi di Kyma Ambiente, i conti pubblici, i servizi cittadini e il futuro politico di Taranto. Giampaolo Vietri, storico esponente della destra tarantina, consigliere comunale di minoranza e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, affronta i principali nodi dell’attualità amministrativa cittadina con un giudizio netto sull’operato del sindaco Piero Bitetti. Vietri, nell’intervista rilasciata al corriereditaranto.it, denuncia quella che considera l’assenza di una strategia per il rilancio della città.

Consigliere Vietri, confermate la richiesta di dimissioni del sindaco Piero Bitetti formulata qualche giorno fa?

«Assolutamente sì. Non abbiamo elementi che ci inducano a ripensare alla nostra posizione. Ci sono contraddizioni politiche evidenti, come sulla questione Ilva, ma soprattutto manca una prospettiva concreta per la città. Vediamo approssimazione, assenza di programmazione e incapacità di affrontare i problemi man mano che si presentano».

Siete stati richiamati da più parti ad avere un senso di responsabilità. Sa bene che un nuovo commissariamento non farebbe bene in questo momento storico alla città. Ne è conscio?

«Il nostro senso di responsabilità lo dimostriamo nei confronti dei cittadini. Il ruolo dell’opposizione è controllare, proporre e stimolare l’amministrazione. La città è già paralizzata. Dopo un anno e mezzo non è arrivato alcun segnale concreto di ripresa o di capacità amministrativa. Non vediamo una prospettiva né risposte sufficienti alle emergenze. Non si può usare il rischio di un commissariamento per impedire qualsiasi discussione sul futuro dell’amministrazione».

Il consigliere Vietri con i colleghi di partito Toscano e Lazzàro

La vicenda Kyma Ambiente pesa come un macigno in questo momento. Concorda?

«Sulla vicenda Kyma Ambiente abbiamo chiesto già un anno fa un Consiglio comunale monotematico. La maggioranza aveva approvato un documento che prevedeva chiarezza sui debiti, un piano di risanamento e il rilancio della raccolta differenziata. Dopo un anno siamo ancora allo stesso punto.

Parliamo di una società fondamentale per la città, con circa 500 dipendenti e altri 150 lavoratori interinali. Se dovesse fallire, ci sarebbero conseguenze occupazionali enormi, oltre a possibili ripercussioni sul bilancio comunale e sulla qualità del servizio. Chiediamo di conoscere l’ammontare esatto dei debiti e quali interventi si intendano adottare. Non siamo contrari per principio: vogliamo evitare che una situazione già difficile diventi irreversibile».

Il sindaco sostiene di aver trovato dossier più complessi e pesanti di quanto immaginasse. È una giustificazione credibile?

«Questi problemi erano noti da anni. Quando ero in minoranza leggevo gli atti, le relazioni delle società partecipate, intervenivo in Consiglio comunale e chiedevo di affrontare le criticità. Ho ritrovato persino un mio articolo del 2016 che denunciava gli stessi debiti e le stesse problematiche. Non si può sostenere oggi di essere stati colti di sorpresa quando si fa parte della maggioranza da tempo. O non si sono seguite le questioni per anni, oppure si è preferito voltarsi dall’altra parte».

Se fosse al posto del sindaco, da dove partirebbe per risolvere l’emergenza?

«Dalla trasparenza. Mi presenterei in Consiglio comunale spiegando quanto ammonta il debito, quali sono le cause e quale piano intendo adottare per risanare la società. Una volta esaminati i dossier, bisogna indicare le soluzioni, valutando anche gli strumenti previsti dalla legge per affrontare la crisi. Non bastano gli annunci: la città deve sapere cosa si vuole fare e quali conseguenze potrebbe avere ogni scelta».

La sua valutazione sull’amministrazione Bitetti è quindi negativa? Quali sono le principali mancanze?

«È la peggiore esperienza amministrativa vista finora. In campagna elettorale si diceva che l’esperienza del sindaco avrebbe consentito di decidere rapidamente e sapere come intervenire. Invece non vediamo risultati adeguati. La raccolta differenziata non ha avuto la svolta promessa, sui parcheggi non ci sono soluzioni convincenti e restano i problemi della viabilità e della sanità.

C’è poi la gestione dei conti pubblici. In Consiglio abbiamo discusso un debito fuori bilancio che, secondo quanto riferito, comprendeva circa 400 mila euro di interessi. Ho chiesto un’istruttoria per verificare eventuali responsabilità amministrative, ma non ho riscontrato un’analoga attenzione da parte della maggioranza. Non basta approvare un debito: bisogna capire perché si è arrivati a quella situazione».

Al centrodestra viene spesso rimproverato di non aver fatto abbastanza opposizione in tutti questi anni. Condivide questa critica?

«No. Da una parte ci chiedono di collaborare responsabilmente, dall’altra ci accusano di non essere abbastanza incisivi. Bisognerebbe mettersi d’accordo. Abbiamo dimostrato di saper incidere sugli equilibri politici, contribuendo a mandare a casa Rinaldo Melucci in due diverse fasi della sua esperienza amministrativa. Continuiamo a presentare proposte e a sollevare questioni che riguardano direttamente i cittadini».

Non la imbarazza stare all’opposizione in Comune con il Movimento 5 Stelle?

«No, perché oggi siamo all’opposizione sulla base di posizioni politiche differenti. Semmai, è il Movimento 5 Stelle a dover spiegare il sostegno dato a un’amministrazione che, a mio giudizio, sta dimostrando gravi limiti».

Perché il centrodestra non riesce a governare Taranto da oltre vent’anni? E come si recupera la fiducia dei cittadini che non vanno più a votare?

«Hanno pesato fattori storici e politici, a partire dal dissesto dichiarato nel 2006, che secondo la nostra lettura non avrebbe dovuto essere affrontato in quel modo, fino al ruolo della Regione Puglia nella gestione delle risorse destinate al territorio. Ma oggi i cittadini hanno elementi per giudicare vent’anni di governo del centrosinistra: basta guardare agli appalti, agli interventi di ingegneria urbana e alle risorse spese senza benefici proporzionati per la città.

Credo che il centrodestra sia pronto a governare, purché ci sia un voto libero e consapevole. L’astensione finisce per favorire chi è già al potere. Capisco la delusione di chi pensa che votare non serva, ma il cambiamento non si realizza rinunciando alle urne: si realizza partecipando e scegliendo l’alternanza».

La situazione della Regione Puglia presenta problemi simili a quelli di Taranto? Che pensa del presidente Antonio Decaro?

«La situazione è difficile, soprattutto per il disavanzo sanitario. Anche con ulteriori risorse a disposizione, se non si cambiano la gestione, gli sprechi e l’efficienza dei servizi, i problemi non si risolveranno. Abbiamo chiesto anche la soppressione di sette agenzie regionali che consideriamo strutture costose e poco efficienti, con il trasferimento delle funzioni e del personale nei dipartimenti regionali.

Quanto a Decaro, ritengo che sia in continuità politica con Michele Emiliano. Per me sono due facce della stessa medaglia e non vedo una vera discontinuità rispetto alla precedente stagione di governo».

A livello nazionale, quale giudizio dà di Roberto Vannacci? Il centrodestra ha bisogno di lui?

«Credo che il centrodestra possa vincere le prossime elezioni mantenendo l’attuale schema di governo, perché le forze che lo compongono possono essere autosufficienti. Se si arrivasse a un accordo con Vannacci, sarebbe benvenuto. Ma la destra ha già una casa politica in Fratelli d’Italia, nella sua tradizione, nei suoi valori e nella militanza dei suoi rappresentanti. Chi condivide questi valori può unirsi a noi».

Ha mai pensato di candidarsi a sindaco di Taranto?

«Ho iniziato a fare politica da ragazzo per passione e per ideali. Per me conta soprattutto fare squadra. Non bisogna personalizzare la politica o innamorarsi di un ruolo a prescindere da ciò che pensano gli altri. Ben venga qualsiasi candidato sindaco del centrodestra, purché sia condiviso da tutta la coalizione. Se ci fosse questa condivisione, sarei disponibile».


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม