Movimento 17 ottobre: domani in altre piazze, le diremo all’ultimo
«Le piazze annunciate per sabato sono annullate. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo». Ad annunciarlo sui social il Movimento 17 ottobre. Il neonato movimento spiega che «alle 14.30 in punto, in ogni città” comunicheranno «tre concentramenti». «Ognuno si organizzi con il proprio punto di riferimento» e che alle 15.30 comunicheranno «la piazza finale». «I tre concentramenti si muoveranno in corteo» dicono «tre fiumi che confluiscono». «Non ci hanno fermato le leggi non ci fermeranno i blindati» assicurano.
Salvini: via bonus e contributi ai genitori che hanno teppisti a casa
Le carceri minorili vanno «assolutamente» ampliate e «già sono cresciuti i posti. Io andrei anche oltre. Bisogna togliere ed eliminare i bonus e i contributi pubblici ai maggiorenni che non si accorgono che hanno in casa minorenni delinquenti che commettono reati». Così il vicepremier Matteo Salvini ad Antenna 3. «La proposta su cui stiamo lavorando come Lega è togliere i contributi pubblici a quei genitori che hanno in casa dei teppisti» aggiunge Salvini.
Timore di scontri, domani Rinascente in piazza Duomo chiude alle 15
La Rinascente di piazza Duomo a Milano, dato l’allarme per la giornata di domani e l’ultimo fine settimana di scontri in pieno centro, «anticiperà la chiusura alle ore 15». Lo apprende l’Adnkronos. Una decisione assunta, a quanto trapela, con l’obiettivo «di garantire la massima tutela della salute e della sicurezza dei nostri dipendenti, collaboratori, partner commerciali e clienti». In quest’ottica, il gruppo sta «predisponendo le necessarie misure di protezione delle vetrine, con l’obiettivo di salvaguardare l’integrità dei nostri edifici degli allestimenti e l’immagine dei brand che ospitiamo».
Piantedosi: con le perquisizioni si inizia a squarciare il velo
«Ci sono delle perquisizioni in corso proprio in queste ore in varie parti d’Italia. Si è cominciato ad aprire, a squarciare il velo o più veli su questo fenomeno». Lo ha detto il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, a margine di un incontro in Prefettura a Treviso, in merito alle perquisizioni di queste ore e alle indagini sui disordini dei giorni scorsi e sulle chat con minacce di stupro. Sull’ipotesi che ci sia una rete dietro i disordini, «questo poi si vedrà, lo dirà pure l’autorità giudiziaria in qualche modo. C’era sicuramente un coordinamento tra i protagonisti di queste scorribande. Che sia una cosa che parte solo dal basso o che magari ci sia qualcuno che lo ordinava». Dietro potrebbe esserci una «o più reti di dimensione nazionale».
Sala: invito i negozianti a non chiudere, non si diffonda panico
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in vista della giornata di domani in cui si temono nuovi disordini dopo quelli dello scorso weekend lancia un invito ai commercianti a non chiudere i negozi. «Io li invito a non farlo – ha spiegato a margine di una conferenza stampa -, però è evidente che più che un invito non posso fare, poi sarà la loro decisione». «Se si diffonde il panico poi non succede più nulla – ha aggiunto -, cercherò di andare a fare acquisti in un negozio anch’io».
Paura a Milano tra i negozianti, alcuni domani terranno chiuso
Sono preoccupati i negozianti del centro di Milano per quello che potrà succedere domani, quando si temono nuovi disordini dopo quelli dello scorso weekend con molte vetrine che sono state assaltate e distrutte.
In via Orerici, in pieno centro, diversi negozi chiuderanno ed entro sera le vetrine saranno coperte da pannelli di compensato per protezione. In via Torino, teatro di scontri anche domenica, alcuni negozianti stanno decidendo se chiudere o rimanere aperti. Alcuni hanno già deciso di abbassare la serranda. «Noi domani saremo chiusi – spiega il responsabile di un negozio a due passi da piazza Cordusio -, perché abbiamo paura e perché ce lo hanno consigliato le forze dell’ordine per i brand che vendiamo, come Timberland e North Face che sono amati dai ragazzini. Entro sera inoltre ci monteranno delle protezioni per le vetrine. Su questa via, via Orefici, sono almeno quattro i negozi che hanno deciso di chiudere, anche Tommy Hilfiger lo farà, dopo quello che è successo sabato e domenica scorsa. È inutile rischiare. Anche perché abbiamo visto che domenica c’è stata una escalation improvvisa della violenza». La commessa di un negozio di un noto marchio di jeans racconta come la scorsa settimana durante i vandalismi «tutti noi dei negozi ci siamo avvisati di quello che stava accadendo e per fortuna siamo riusciti a chiudere in tempo». Una vetrina è stata rotta e adesso c’è un pannello di legno a coprirla, «ma poteva andare peggio – aggiunge -. Noi comunque domani siamo aperti e per ora non ho paura, spero vada tutto bene». In Galleria Vittorio Emanuele II, il salotto di Milano, al momento i negozi dei brand del lusso rimarranno aperti, «a noi non hanno detto di chiudere», spiegano da Louis Vuitton, e anche da Rolex per ora rimarranno aperti. «Penso che ci monteranno delle protezioni per le vetrine – spiega una addetta alla vendita -. Per noi sarebbe meglio chiudere perché lo scorso fine settimana siamo rimasti asserragliati nel negozio per due ore con i clienti e li abbiamo dovuti fare usciere dal retro per sicurezza». In ogni caso, «noi per domani abbiamo sospeso gli appuntamenti perché in queste condizioni è meglio non far venire i clienti qui», conclude.
Scontri del 17 e 18 ottobre, perquisizioni della Digos in diverse città
Perquisizioni delle digos in 18 città italiane a seguito delle manifestazioni del 17 e del 18 ottobre. Su delega dell’autorità giudiziaria e di iniziativa, la polizia ha eseguito una serie di perquisizioni domiciliari e personali a carico di circa 100 persone, di cui 51 minorenni, identificati nei gravi disordini. Le perquisizioni sono state eseguite dagli agenti delle Digos a Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese, Verona.
Giovanissimi programmavano saccheggio negozi, blitz a Bari
Perquisizioni e interrogatori sono in corso dalle prime ore dell’alba nell’ambito di una vasta operazione della Polizia, con il coordinamento della Dda e della Procura per i minori di Bari, in tutta la provincia barese. Secondo l’ipotesi investigativa «un folto gruppo di giovani e giovanissimi – si legge in una nota – era pronto a colpire e saccheggiare, sull’onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi» del centro di Bari. Sono ipotizzati i reati di istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo e la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. La Digos di Bari – fa sapere la Questura in una nota – ha «costantemente monitorato i principali social attraverso i quali i giovanissimi stavano organizzandosi per colpire, a partire dal pomeriggio di oggi, i negozi dell’alta moda italiana ed internazionale, oltre a negozi sportivi e di elettronica ubicati nel centro città”, in particolare in via Sparano, via Melo, via Argiro e Corso Vittorio Emanuele, che sono le principali strade dello shopping barese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, inoltre, i giovanissimi erano in procinto di procurarsi armi, materiale esplodente e arnesi da scasso, da utilizzare anche nei confronti delle forze dell’ordine. Sono attualmente in corso, da parte della Digos e della Squadra Mobile della Questura di Bari, numerose perquisizioni ed interrogatori delegati.
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