La nuova UNI/PdR 180, che introduce un approccio sistematico e misurabile alla Valutazione di Impatto di Genere nella Pubblica Amministrazione, nasce per essere di supporto nei processi di programmazione economica e di redazione del bilancio di genere. Pubblicata lo scorso febbraio, è uno strumento strategico per integrare la prospettiva di genere nelle decisioni delle amministrazioni centrali e locali e per accompagnarle nella valutazione preventiva e successiva di tutte le politiche, i programmi, le spese e gli investimenti in termini di impatto su donne e uomini. E proprio dell’importanza non solo di disporre di strumenti ma, soprattutto, della capacità di utilizzarli rispetto alla piena realizzazione della parità di genere si è parlato al convegno «Torino laboratorio di innovazione pubblica per le politiche di genere, dalla UNI/PdR 125 alla UNI/PdR 180 – Come integrare la certificazione di genere e la valutazione di impatto di genere nella programmazione della pubblica amministrazione».
La Regione Piemonte ha ospitato nei giorni scorsi a Torino, nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, l’incontro organizzato da Inclusione Donna in collaborazione con Manageritalia e ConfapiD (Gruppo Nazionale delle Donne Imprenditrici di Confapi), con il patrocinio della Regione Piemonte e della Consigliera di Parità della Regione Piemonte. Obiettivo dell’incontro: portare il confronto sulla parità di genere dentro un contesto in cui istituzioni, imprese, professionisti e territori possano interrogarsi insieme su come trasformare l’impegno per l’inclusione in azioni concrete.
Alfredo Lanfredi, presidente di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta, è intervenuto portando i saluti istituzionali: «E’ importante richiamare l’attenzione su questi temi e acquisire la consapevolezza che la parità di genere ha più di una valenza. Alla base c’è la garanzia dei diritti e il raggiungimento dell’equità ma è di grande rilevanza l’arricchimento che può portare la diversità di visioni in un ambito lavorativo e in qualsiasi attività. In tal senso, sensibilità e punti di vista diversi rappresentano, quando sanno integrarsi e superando contrasti e antagonismi, un’opportunità di crescita e una risorsa preziosa . Ringrazio per il contributo dato all’organizzazione di questo evento Luisa Quarta, coordinatrice del Gruppo Donne Manageritalia, e Loredana Faccincani, vicepresidente Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta».
Ad aprire i lavori Brigitte Sardo, presidente ConfapiD. Ha fatto gli onori di casa Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte.
La giornata è proseguita con il confronto di voci dai mondi diversi, ma complementari, della normazione, della certificazione, delle imprese, delle istituzioni e della rappresentanza territoriale.
Ad una prima parte dedicata alla presentazione UNI/PdR 180:2026 – con Sila Mochi, co-fondatrice di Inclusione Donna, Stefano Sibilio di UNI (Ente Italiano di Normazione), Sara Vitali di Accredia e Carmine Zappacosta, amministratore delegato di Italcertifer – Gruppo FS, è seguita una tavola rotonda, moderata da Luisa Quarta, con rappresentanti delle istituzioni e del territorio: Bruno Bertero direttore generale Ente Turismo Langhe Monferrato Roero,· Chiara Cerrato consigliera di Parità della Regione Piemonte, Guido Bolatto segretario generale della Camera di Commercio di Torino, Valeria Fadda vicesindaca Comune di Aosta con delega alla Parità, Michela Favaro vicesindaca Comune di Torino. Parlare di parità significa anche parlare di organizzazioni, leadership, territori, opportunità e futuro. E perché ogni strumento diventa davvero significativo quando riesce a generare cambiamento nella realtà.
«Una sala piena, un confronto concreto e tanta voglia di passare dalle parole ai fatti – ha osservato Luisa Quarta – La forte partecipazione del territorio piemontese ha confermato quanto i temi della parità, dell’inclusione e della valorizzazione delle competenze siano oggi percepiti come una priorità per organizzazioni, istituzioni e comunità. Tra gli esiti più significativi dell’incontro, l’impegno di un Comune ad adottare la UNI/PdR 180, la futura norma che promuove un approccio strutturato all’equità, all’inclusione e alla valorizzazione delle differenze nelle organizzazioni. Su questi temi Manageritalia lavora dal 1997 e partecipa attivamente al tavolo tecnico UNI impegnato nella definizione della norma, con la convinzione che il cambiamento nasca dal confronto e dalla collaborazione». E conclude: «Non abbiamo bisogno di nuove contrapposizioni. Abbiamo bisogno di donne e uomini che lavorino insieme. Perché quella che viene ancora definita “questione di genere” è in realtà una straordinaria opportunità di crescita per il Paese, capace di generare innovazione, benessere e valore economico. Un’opportunità che vale diversi punti di PIL e che non possiamo permetterci di lasciare inespressa».
La consigliera di Parità Chiara Cerrato è intervenuta incrociando i dati emersi e le criticità evidenziate dal recente Rapporto ISTAT sui tempi di lavoro e disuguaglianze di genere al Global Gender Gap Report del WEF. Da queste analisi si evince come l’Italia continui ad affrontare criticità rilevanti nelle componenti del divario economico (partecipazione al mercato del lavoro e leadership) e politico, riflettendo una discrepanza strutturale tra l’elevato livello di istruzione delle donne e il loro effettivo inserimento nei ruoli di potere ed economia. Inoltre, nelle coppie di occupati tra 25 e 64 anni, le donne svolgono il 68,9% del lavoro familiare complessivo.
Le prassi UNI PdR affrontano queste tematiche producendo un sistema premiale dove la certificazione ottenuta dalle imprese fa da motore per la crescita di politiche sempre più family friendly e volte a promuovere le pari opportunità. Tra queste la UNI PdR 125:2022, da cui è nato il Tavolo regionale permanente sulla certificazione di genere che vede l’impegno e la collaborazione delle parti nel promuovere un piano di lavoro volto ad accompagnare e incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere e alla conseguente alla crescita del numero di imprese piemontesi certificate secondo i parametri della Prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, monitorare il processo con l’aiuto degli Enti Certificatori, Avvocati e Consulenti del Lavoro, valutare e segnalare eventuali criticità, condividere dati e prassi da replicare e confrontarsi su progettualità. Recentemente si sono aggiunti la UNI/PdR 192:2026, non alternativa ma complementare alla prima prassi di riferimento e il Dlgs 96/2026 che recepisce la direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva. Grazie ai componenti del Tavolo sono già stati proposti eventi formativi in merito e altri sono in programmazione.
Ed infine, ultima in ordine cronologico ma non meno importante, la UNI PdR 180:2026, tema dell’evento. Quando la Pubblica Amministrazione valuta le proprie scelte anche in base alla valorizzazione di imprese che promuovono la parità (ovvero certificate) è motore di crescita per la certificazione di tutti quei soggetti che operano nei contesti dove la PA è commettente o partner. Tra i KPI suggeriti dalla nuova UNI PdR 180 per le PA figurano infatti parametri indicativi della prospettiva di un nuovo ‘ecosistema’ in cui la parità di genere da tema ‘etico’ diventa sempre più una variabile economica osservata, misurata, valutata. E con la PA chiamata a misurare l’impatto delle sue scelte sulle imprese ‘attente alla parità’, è plausibile prevedere un aumento dell’interesse di quest’ultime verso la certificazione, percepita sempre più come asset strategico
«Se non misuriamo l’impatto delle nostre decisioni, come possiamo sapere se stanno davvero producendo cambiamento? – dicono da Inclusione Donna – È una delle domande che ci portiamo a casa dall’incontro. La Valutazione di Impatto di Genere introduce una prospettiva che noi consideriamo fondamentale: guardare alle politiche pubbliche non soltanto per ciò che intendono realizzare, ma anche per gli effetti concreti che producono su donne e uomini. Significa imparare a leggere i dati, individuare i divari, costruire indicatori e rendere visibili conseguenze che altrimenti rischiano di rimanere sullo sfondo. Perché la parità di genere non può essere soltanto un obiettivo dichiarato. Deve diventare un risultato osservabile, misurabile e verificabile. Il confronto di Torino è stato importante proprio per questo: mettere intorno allo stesso tavolo competenze diverse e iniziare a costruire un linguaggio comune tra istituzioni, imprese e mondo della normazione. Un percorso che non si esaurisce in una norma o in una prassi. È un cambio di prospettiva. E ogni cambiamento serio comincia, prima di tutto, dalla capacità di vedere ciò che accade».
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