Due giornate dedicate alle nuove economie, alla sostenibilità e alle trasformazioni che stanno già cambiando il nostro modo di vivere, produrre e abitare i territori. Un festival che mette al centro persone, territorio e relazioni, creando uno spazio di confronto tra cittadinanza, giovani, imprese, associazioni, Terzo settore, ricercatori e istituzioni.
Spazio a incontri, tavoli di confronto, laboratori, attività per le scuole e momenti di partecipazione, per provare a leggere insieme i cambiamenti in corso e immaginare nuove possibilità per il futuro. Tutto questo è Move. Economie in movimento, appuntamento in programma a Cecina (provincia di Livorno) il 16 e 17 ottobre. Organizzata dalla presidenza del Consiglio Comunale di Cecina al palazzo dei Congressi della cittadina, l’iniziativa si apre venerdì mattina con laboratori e giochi dedicati alle scuole e focalizzati sulla gestione delle risorse limitate e sul ruolo della riduzione degli sprechi e dell’economia circolare.
Nel cuore di Move
Dopo i saluti istituzionali di Domenico Di Pietro, Lia Burgalassi, sindaca di Cecina, e di Stefania Saccardi, presidente del Consiglio Regionale, si entra nel vivo dell’appuntamento. Il senso della due giorni è infatti tutto nei panel del pomeriggio di venerdì, entrambi moderati dal caporedattore di VITA, Giampaolo Cerri. Nel primo alle 16.30 si parlerà di Esperienze in movimento per una nuova economia. Tra i protagonisti del tavolo, Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata e direttore del Festival dell’economia civile, e Andrea Baranes, vice presidente della Federazione europea delle banche etiche e alternative – Febea, Mia Dop, vicepresidente della Regione Toscana, e Simonetta Radi, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Etruria.
Giustizia, sostenibilità e centralità della persona
A seguire si parla di Ri-animare l’economia, approfondimento focalizzato su giustizia, sostenibilità e centralità della persona. L’esperienza di Economy of San Francesco. Sul palco fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento di Assisi, Martina Tafuro, ricercatrice n Management della Scuola Superiore Sant’Anna (studia le organizzazioni orientate da uno scopo pro-sociale, in particolare le imprese sociali che lavorano con e per i gruppi marginalizzati), e Giandonato Savia, ideatore del progetto Tucum e dell’economia sospesa
L’appuntamento di sabato è invece dedicato agli enti locali. Intervengono Sandra Scarpellini, presidente della provincia di Livorno, Aldo Giacomelli, presidente di Reti Ambiente, e Stefano Taddia, presidente del Consiglio di Gestione di Asa. Spazio anche a sindaci, assessori e consiglieri degli enti locali del territorio.
Spazio, speranza e coraggio ad un modo diverso di abitare il mondo
Perché questo festival? È una risposta, spiega Domenico Di Pietro, presidente del Consiglio Comunale di Cecina, alla domande dei più giovani sul fare rete e sulla necessità e l’importanza di cambiare. È anche una risposta al loro senso di solitudine. «Ci sono tante realtà, tante esperienze sia all’interno delle istituzioni, nel Terzo settore, come in altre forme di aggregazione civile che portano avanti prospettive diverse da quello che è oggi. il fare economia, il fare comunità e il fare politica. Volevamo», aggiunge, «un festival che ridesse spazio e voce a queste realtà e speranza a quanti, insieme a queste realtà, vorrebbero cambiare ciò che non ci piace del mondo che ci sta intorno».
Da questo festival «mi aspetto che si ritorni a casa carichi di speranza e di non sentirsi soli nella voglia di cambiare ciò che non funziona e ciò che potrebbe funzionare meglio intorno a noi, in particolare di riprovare a portare dentro il contesto economico e di comunità una prospettiva che tenga insieme tutti e tutte».

Esperienze per una nuova economia
Una nuova economia? Al centro del primo dei due panel di venerdì pomeriggio c’è il confronto «su un’economia che ha la prospettiva di essere al servizio delle persone e al servizio delle persone e della comunità. Che rimette al centro i diritti delle persone, l’ambiente. Un’economia», spiega sempre Di Pietro, «capace di legare e tenere insieme e non di escludere ed emarginare, soprattutto che costruisce pace e non guerra». Proprio Leonardo Becchetti, «insieme a una rete di economisti, ha lanciato recentemente un manifesto per una nuova economia dal volto umano, che magari lascia indietro i profitti e non le persone».
Economy of Francesco
Moderato anch’esso da Cerri, il secondo panel del venerdì pomeriggio, spiega Di Pietro, si propone di «dare spazio al movimento che è nato nel 2019 su spinta dell’allora Papa Francesco, che poggia sull’eredità di San Francesco, e che ha chiamato a raccolta economisti, changemaker, imprenditori che credono, appunto, in un modo diverso di fare economia». Precisa sempre il presidente del Consiglio Comunale di Cecina: «Avremo dei referenti di questo movimento e parleremo con loro di quell’esperienza, di che cos’è Economy of Francesco oggi e di come traducono quel mandato all’interno della loro azione quotidiana».
Un tavolo che mette a confronto «chi è ricercatore e chi si occupa di economia anche a livello più pratico». L’idea è «mettere insieme mondi diversi che però hanno la stessa volontà di costruire un mondo nuovo, diverso, un mondo più giusto».
La sfida della transizione ecologica
La prima edizione Move. Economie in movimento si conclude il sabato con un tavolo che ha per protagonisti gli enti locali. «Il festival nasce sulla spinta di un’amministrazione e ci piaceva riportare i temi in discussione anche all’interno del lavoro che quotidianamente siamo chiamati a svolgere sui nostri territori».
Per Di Pietro i territori hanno una grande sfida davanti. Una, ma declinata in tre aspetti. È la sfida della «transizione ecologica, ovvero sul come trasformare il nostro modo di fare economia e di fare urbanistica e amministrazione sui territori». E individue tre ambiti: rifiuti, acqua ed energia. Al tavolo di sabato «sono stati invitati i rappresentanti delle amministrazioni locali della nostra provincia e del territorio. L’idea», chiarisce, «è che gli spunti che verranno fuori da quel tavolo siano consegnati ai nostri referenti regionali e nazionali, in modo che arrivi la voce di un territorio che ha voglia di essere protagonista della transizione energetica, di un cambiamento, che ha voglia di fare la propria parte e che necessita, per fare la propria parte, anche del sostegno e dell’appoggio degli enti sovraordinati».
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In apertura foto da Maksim Samuilionak per Unsplash. Nel testo foto da https://www.facebook.com/domenicomimmodipietro
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