Intesa Sanpaolo, 20 miliardi per commercio, turismo e artigianato


Intesa Sanpaolo mette sul tavolo 20 miliardi di euro per sostenere le piccole e piccolissime imprese del commercio, dell’artigianato e del turismo, rafforzando il proprio impegno verso l’economia di prossimità e i territori. Il nuovo piano, presentato a Milano l’8 ottobre, nasce nell’ambito della collaborazione con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato, con cui sono stati rinnovati gli accordi di sistema per accompagnare le imprese in una fase segnata dall’aumento dei costi, dalle trasformazioni digitali e dalla necessità di continuare a investire.

L’iniziativa riguarda un tessuto produttivo che rappresenta una componente decisiva dell’economia italiana: oltre 4,4 milioni di microimprese, pari al 95% delle imprese del Paese, con circa 7,5 milioni di addetti e una quota pari a circa il 25% del valore aggiunto nazionale. Un bacino che comprende negozi, laboratori, strutture ricettive e attività di servizio, particolarmente diffusi anche in territori ad alta vocazione commerciale e turistica come il Veneto.

Attraverso la Divisione Banca dei Territori, Intesa Sanpaolo punta a favorire investimenti in innovazione, digitalizzazione, riqualificazione energetica e sviluppo del business, mettendo a disposizione nuove linee di credito e misure dedicate anche alla gestione della liquidità. Il piano si rivolge in particolare alle circa 800 mila imprese clienti della Divisione, segmento al quale dal 2020 a giugno 2026 sono già stati erogati oltre 20 miliardi di euro di finanziamenti.

Stefano Barrese di Intesa Sanpaolo.

Uno dei principali interventi riguarda i pagamenti digitali. Per le imprese del commercio è previsto infatti l’azzeramento totale delle commissioni sui pagamenti effettuati con POS fisico fino a 20 euro, mentre oltre questa soglia verranno applicate condizioni agevolate. La banca stima che la misura possa generare per i piccoli esercenti circa 100 milioni di euro di minori costi nell’arco di 14 mesi, considerando un volume di circa 3 miliardi di transazioni all’anno per un controvalore complessivo di circa 40 miliardi di euro.

Per il comparto artigiano sono invece previste soluzioni di finanziamento specifiche per gli investimenti in digitale ed energia, oltre ad agevolazioni sulle linee di anticipo fatture e condizioni dedicate sulle soluzioni POS, anche per i pagamenti in mobilità.

Sul fronte turistico, il piano punta in particolare a sostenere gli interventi di riqualificazione energetica delle strutture ricettive e a migliorare la gestione finanziaria della stagionalità. Tra le nuove soluzioni figurano le linee di “Anticipo Prenotazioni Alberghiere”, pensate per consentire agli operatori di gestire con maggiore flessibilità i picchi stagionali, accompagnate da condizioni dedicate sui pagamenti digitali.

Tra le novità figura anche la soluzione “Prima Rata Zero”. Per le linee di credito fino a 50 mila euro, Intesa Sanpaolo si farà carico della quota interessi della prima rata e anche della quota interessi prevista sulle rate di fine 2027 e fine 2028, attraverso il cosiddetto “Bonus Natale”. Viene inoltre introdotta la “Formula Flessibilità”, che permette di sospendere la quota capitale delle rate dei finanziamenti in essere, allungandone la durata e liberando così ulteriore liquidità per le imprese.

Il rapporto con i territori viene rafforzato anche attraverso il roadshow “Vicini a chi fa impresa ogni giorno”, promosso da Intesa Sanpaolo insieme alle associazioni di categoria. Le prime tappe dedicate al commercio si sono già svolte a Padova, Firenze e Napoli e il programma proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti rivolti alle imprese locali.

Al centro del nuovo accordo resta il tema dell’accesso al credito in una fase economica caratterizzata da un livello di fiducia sostanzialmente stabile rispetto a dicembre 2025, ma ancora condizionata dalle preoccupazioni legate a costi energetici, inflazione e materie prime, fattori che possono incidere sulla capacità delle imprese di investire e mantenere i propri margini.

Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, sottolinea: «Il nostro Paese è reso vitale da piccoli imprenditori che trasmettono tra diverse generazioni il saper fare italiano e arricchiscono le filiere produttive. Dobbiamo tutelare questo patrimonio e dobbiamo farlo insieme al mondo associativo, da sempre interlocutore decisivo per le nostre iniziative. Il nostro patto strategico con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato vuole favorire sviluppo, competitività e innovazione: lo faremo con 20 miliardi di nuovo credito e con le nostre nuove misure annunciate oggi. La Banca infatti si farà carico degli interessi sulla prima rata dei nuovi prestiti e su quelle a fine 2027 e fine 2028 con un risparmio stimato di 600 euro per ogni impresa, mentre l’azzeramento delle commissioni per pagamenti POS inferiori a 20 euro consentirà a ciascun esercente risparmi per 450 euro. In questo modo contribuiremo all’economia dei territori restituendo circa 100 milioni di euro in termini di minori costi, nell’arco di 14 mesi. Il nostro impegno e la nostra presenza capillare vogliono così contribuire allo slancio delle piccole imprese di commercio, turismo e artigianato, per affrontare con una visione di lungo periodo le fasi più complesse dello scenario economico».

carlo messina intesa sanpaolo
Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Foto dal sito del Gruppo Intesa Sanpaolo

Per Bernabò Bocca, Presidente Federalberghi, «L’iniziativa di Intesa Sanpaolo che ci vede qui presenti oggi e che ci coinvolge in prima persona, ci fa sentire meno soli. Nel nostro percorso così accidentato, sottoposto ai pericolosi imprevisti che l’attualità riserva inevitabilmente all’andamento delle nostre aziende, in questo percorso noi, oggi, siamo accompagnati dal più grande gruppo bancario italiano che si mette al nostro fianco, consentendoci di proseguire nell’intento di fare il bene dell’Italia. Con i finanziamenti destinati alle necessità delle nostre piccole e medie imprese, infatti, si sostiene il sistema Paese, il cui tessuto primario è fatto del lavoro di quelle aziende di prossimità, a volte minime, che con il loro fare operoso riescono ad arricchire i nostri territori. Siamo fieri di essere integrati in questo patto di sistema che ha il merito di rappresentare una visione, quella di sostenere i piccoli miracoli dell’imprenditorialità italiana, con finanziamenti diluiti nel tempo, unica condizione per garantire ossigeno all’economia dell’Italia e permetterne il continuo sviluppo».

Bernabò Bocca

Marco Granelli, Presidente Confartigianato, evidenzia: «Le piccole imprese stanno affrontando una fase complessa che, nonostante le difficoltà, impone di accelerare gli investimenti per mantenere competitività e capacità di crescita. Per questo oggi serve un credito più vicino agli imprenditori, in grado di comprenderne progetti, competenze, potenzialità e specificità territoriali. È su questa logica che si fonda la collaborazione con Intesa Sanpaolo, per rafforzare un dialogo banca-impresa ispirato alla conoscenza e alla fiducia. Soddisfare le esigenze creditizie degli artigiani e delle piccole imprese significa sostenere la forza produttiva del made in Italy. Significa creare le condizioni affinché chi crea valore nei territori possa continuare a crescere, innovare, creare occupazione ed affrontare con maggiore vigore le grandi transizioni del nostro tempo».

Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese.
Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese.

Carlo Sangalli, Presidente Confcommercio, aggiunge: «Il patto di sistema siglato oggi con Intesa Sanpaolo per la crescita delle piccole imprese e dei territori è di grande importanza. Si potrà tradurre, infatti, in interventi e strumenti di accesso al credito che aiuteranno in particolare le microimprese a poter beneficiare di risorse per restare competitive sul mercato. E’ inoltre di particolare rilevanza che in questi nuovi accordi, per le imprese associate a Confcommercio, nelle transazioni digitali non ci siano più commissioni per gli importi fino a 20 euro. Si passa da 10 a 20 euro come limite d’esenzione, e non è poco. L’innalzamento della soglia di esenzione a 20 euro porterà ai nostri operatori associati un risparmio stimato in circa 100 milioni di euro. Un balzo in avanti che indica il percorso giusto: i costi di sistema non devono pesare in modo eccessivo sulle imprese. E con questi accordi associarsi a Confcommercio conviene ancora di più».

Barrese e Sangalli.

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