In attesa delle istruzioni COVIP, cosa cambier� ancora nella gestione pratica del TFR nei prossimi mesi


Il 2026 si sta rivelando un anno di svolta per la previdenza complementare italiana. La Legge di Bilancio 2026 ha riscritto in profondità le regole sulla destinazione del TFR, introducendo l’adesione automatica ai fondi pensione e nuove modalità di erogazione delle prestazioni. Molte novità sono già operative dal 1° luglio 2026, ma altre sono ancora in fase di definizione. La COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, sta infatti pubblicando in queste settimane una serie di istruzioni operative destinate a completare il quadro normativo.

Il quadro normativo di riferimento e cosa è già cambiato dal 1° luglio 2026

La nuova riforma che disciplina rispettivamente l’adesione alla previdenza complementare e le prestazioni pensionistiche erogabili prevede due novità principali:

  • l’introduzione dell’adesione automatica per i lavoratori dipendenti privati assunti dopo il 30 giugno 2026, in sostituzione del vecchio meccanismo del silenzio assenso;
  • l’ampliamento delle modalità di erogazione delle prestazioni, con l’innalzamento dal 50% al 60% della quota di montante richiedibile in capitale e l’introduzione di tre nuove tipologie di prestazione alternative alla rendita vitalizia.

Alla COVIP è stato affidato il compito di tradurre questi principi in regole operative concrete, attraverso deliberazioni e istruzioni tecniche rivolte a fondi pensione, datori di lavoro e lavoratori.

Con la Deliberazione del 19 giugno 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 giugno, la COVIP ha fornito le prime istruzioni operative sull’adesione automatica. Il documento, che supera integralmente le precedenti indicazioni del 2008, chiarisce diversi aspetti pratici:

  • il meccanismo si applica ai soli lavoratori del settore privato, con esclusione dei lavoratori domestici e dei dipendenti pubblici;
  • i lavoratori alla prima assunzione hanno 60 giorni di tempo per scegliere se destinare il TFR alla previdenza complementare o mantenerlo secondo il regime ordinario previsto dall’articolo 2120 del Codice Civile;
  • in assenza di accordi collettivi che individuino un fondo di riferimento, il TFR confluisce automaticamente nel fondo residuale COMETA;
  • il datore di lavoro deve fornire un’informativa dettagliata al neoassunto e raccogliere la scelta scritta tramite il modello TFR3 provvisorio o altra forma scritta idonea.

Parallelamente, con la Deliberazione del 25 giugno 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio (n. 155), la COVIP ha definito le istruzioni sulle nuove modalità di erogazione delle prestazioni pensionistiche previste dall’articolo 11 del decreto 252/2005. Sono così diventate operative, già dal 1° luglio, due delle tre nuove opzioni:

  • la rendita a durata definita, calcolata sulla base della vita attesa residua dell’aderente secondo le tavole di mortalità ISTAT;
  • i prelievi liberamente determinabili, con la possibilità per i singoli fondi di stabilire un importo minimo per ciascuna richiesta, così da evitare prelievi eccessivamente frazionati.

Cosa manca ancora: l’erogazione frazionata

Non tutte le novità sono però già a regime. La terza modalità di erogazione introdotta dalla riforma, l’erogazione frazionata del montante accumulato per un periodo non inferiore a cinque anni, non è ancora pienamente operativa. La sua entrata in vigore è stata infatti rinviata dal 1° luglio al 31 ottobre 2026, proprio in attesa delle istruzioni operative della COVIP su questo specifico punto. Fino a quella data, i fondi pensione non sono in grado di offrire concretamente questa opzione agli aderenti, che dovranno quindi attendere ulteriori chiarimenti prima di poterla scegliere al momento del pensionamento.

Questo rinvio è un segnale importante per lavoratori e consulenti previdenziali: la riforma, pur essendo formalmente in vigore dal 1° luglio, procederà a tappe nei prossimi mesi, con un progressivo completamento del quadro attuativo.

Oltre all’erogazione frazionata, restano aperti alcuni fronti su cui la COVIP dovrà intervenire con ulteriori direttive. Tra i temi ancora da definire figurano:

  • le regole di dettaglio sulla portabilità della posizione individuale, comprensiva della contribuzione di finanziamento, quando il lavoratore cambia fondo o rapporto di lavoro;
  • i criteri minimi di investimento per i percorsi o le linee destinate ad accogliere i flussi contributivi derivanti dalle adesioni non esplicite (adesioni automatiche e adesioni contrattuali), oggetto di uno schema di istruzioni sottoposto a consultazione pubblica già ad aprile 2026;
  • le procedure semplificate per l’adeguamento statutario dei fondi, un tema toccato anche dalla circolare COVIP del 16 luglio 2026 sull’aggiornamento di statuti e regolamenti delle forme pensionistiche complementari.

Su questi punti la Commissione ha già chiarito che i fondi pensione dovranno risultare pienamente coerenti con le nuove istruzioni entro tempi precisi, pena l’impossibilità di raccogliere ulteriori adesioni non esplicite. Si tratta quindi di scadenze che avranno un impatto diretto sull’operatività quotidiana dei fondi e, di conseguenza, sulla gestione pratica del TFR da parte delle aziende.

Le implicazioni pratiche per i datori di lavoro

Per le imprese, l’attesa delle istruzioni COVIP non significa restare inerti. Al contrario, nei prossimi mesi sarà necessario:

  • verificare la coerenza dei fondi di destinazione rispetto ai nuovi requisiti prima di avviare i versamenti, poiché in caso di mancato adeguamento i versamenti non potranno essere effettuati;
  • aggiornare le procedure informative rivolte ai neoassunti, includendo tutte le indicazioni richieste dalla delibera del 19 giugno sull’adesione automatica;
  • monitorare l’evoluzione normativa relativa all’erogazione frazionata, in vista della scadenza del 31 ottobre 2026, per essere pronti a informare correttamente i lavoratori prossimi al pensionamento;
  • conservare accuratamente la documentazione relativa alle scelte espresse dai lavoratori, comprese le eventuali rinunce esercitate entro i 60 giorni previsti.

Il presidente della COVIP, Mario Pepe, ha peraltro escluso la necessità di ulteriori rinvii generalizzati delle scadenze, assicurando che l’Autorità accompagnerà i fondi con un approccio equilibrato e collaborativo durante un periodo transitorio di circa un anno, anche grazie al rafforzamento della struttura interna con nuove assunzioni.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Guardando avanti, il percorso attuativo della riforma del TFR e della previdenza complementare non può considerarsi concluso. Le scadenze più rilevanti da tenere sotto osservazione sono:

  • il 31 ottobre 2026, termine entro cui sono attese le istruzioni definitive sull’erogazione frazionata delle prestazioni;
  • l’eventuale pubblicazione delle istruzioni sui criteri di investimento per le adesioni non esplicite, attualmente ancora in fase di elaborazione dopo la consultazione pubblica avviata in primavera;
  • i futuri interventi sulla portabilità della posizione individuale, annunciati ma non ancora tradotti in un testo definitivo.

Per lavoratori, datori di lavoro e operatori del settore, la parola d’ordine resta quindi attenzione costante. Il quadro normativo del TFR e della previdenza complementare, pur avendo già subito una trasformazione significativa dal 1° luglio 2026, continuerà a evolversi nei prossimi mesi, man mano che la COVIP completerà il proprio compito di regolamentazione tecnica. Chi gestisce il personale in azienda, così come chi si occupa di consulenza previdenziale, farebbe bene a monitorare con regolarità le comunicazioni ufficiali della Commissione, per non farsi trovare impreparato di fronte a scadenze che, come dimostra il caso dell’erogazione frazionata, possono essere rinviate ma non evitate.

La riforma della previdenza complementare avviata con la Legge di Bilancio 2026 ha, dunque, già cambiato in modo sostanziale la gestione del TFR, introducendo l’adesione automatica per i neoassunti e nuove modalità di erogazione delle prestazioni. Tuttavia, il percorso non è ancora completo. L’attesa delle istruzioni COVIP sull’erogazione frazionata, sui criteri di investimento per le adesioni non esplicite e sulla portabilità della posizione individuale segnala che, nei prossimi mesi, la gestione pratica del TFR sarà ancora oggetto di aggiornamenti normativi. Restare informati su queste evoluzioni sarà fondamentale per aziende, consulenti del lavoro e lavoratori, così da affrontare ogni nuova scadenza con la documentazione e le procedure corrette.

Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi � un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Universit� Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e societ� di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli …


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