Innovazione edilizia, i progetti dello Spoke 4 iNEST


L’innovazione edilizia passa attraverso nuovi sistemi per rendere gli edifici esistenti più sicuri ed efficienti, materiali ottenuti dal recupero degli scarti e pavimentazioni capaci di migliorare la gestione delle acque meteoriche e mitigare il calore urbano.

In questa direzione si muovono i progetti sviluppati dallo Spoke 4 del Consorzio iNEST, in collaborazione con le imprese del Nord-Est: un endoscheletro ligneo per il miglioramento sismico ed energetico degli edifici, superfici prodotte dagli scarti del vetro di Murano e della lavorazione della pietra, pavimentazioni drenanti e filtranti realizzate recuperando sottoprodotti industriali.

Le sperimentazioni mostrano come l’incontro tra ricerca universitaria e competenze produttive possa trasformare i principi della sostenibilità e dell’economia circolare in tecnologie applicabili alla riqualificazione edilizia e alla rigenerazione urbana.

Innovazione edilizia e nuovi materiali: cos’è il Consorzio iNEST

iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem è un ecosistema dell’innovazione costituito nel 2022 per mettere in rete università, enti di ricerca, imprese e istituzioni del Nord-Est.

Il Consorzio riunisce nove università e due enti di ricerca del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano. L’Università degli Studi di Padova è il soggetto proponente dell’ecosistema.

Il programma è stato finanziato con circa 109,9 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 “Istruzione e ricerca”, Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”, Investimento 1.5 “Creazione e rafforzamento di ecosistemi dell’innovazione per la sostenibilità, costruendo leader territoriali di R&S”.

Le risorse provengono dal programma europeo NextGenerationEU, lo strumento attraverso il quale l’Unione europea ha finanziato i piani nazionali di ripresa successivi alla pandemia.

iNEST è articolato in nove Spoke, cioè aree operative specializzate, ciascuna coordinata da un’università e dedicata a uno degli ambiti strategici per lo sviluppo del Nord-Est.

Lo Spoke 4 per città, architettura e design sostenibile

Lo Spoke 4 “City, Architecture and Sustainable Design”, guidato dall’Università Iuav di Venezia e coordinato dal professor Lorenzo Fabian, concentra le proprie attività sull’innovazione applicata alle città, all’architettura e al design sostenibile.

Il campo di ricerca comprende la rigenerazione urbana e territoriale, l’adattamento ai cambiamenti climatici, le costruzioni sostenibili, lo sviluppo di nuovi materiali e processi, l’economia circolare, il riuso e la valorizzazione del patrimonio costruito e culturale.

Lo Spoke opera come punto di collegamento tra laboratori universitari e sistema produttivo, favorendo il trasferimento dei risultati della ricerca alle imprese e ai territori. È in questo quadro che sono stati sviluppati, insieme alle aziende del Nord-Est, i progetti dedicati al retrofit degli edifici, al recupero degli scarti e alla realizzazione di nuove superfici per l’edilizia e gli spazi urbani.

Conclusa il 30 giugno 2026 la fase di realizzazione dei progetti finanziati dal PNRR, il percorso dello Spoke 4 prosegue attraverso nuove risorse. La Regione del Veneto ha stanziato circa 880mila euro provenienti dal PR FESR per finanziare altri sei progetti di ricerca dedicati a città, architettura e design sostenibile.

Costruzioni e transizione ecologica

“Il settore delle costruzioni rappresenta il 17% del Pil del Nord Est, per un valore di 46 miliardi di euro – dichiara il professor Lorenzo Fabian, docente allo IUAV e coordinatore dello Spoke 4 di iNEST -. Si tratta inoltre di un comparto strategico per la transizione ecologica: rendere gli edifici più capaci di garantire comfort termico in modo naturale, riducendo sensibilmente il consumo di energia e combustibili fossili, oltre che un obiettivo necessario per la nostra vivibilità è un’opportunità per rilanciare un intero mercato. Il metodo di iNEST ha permesso di far lavorare fianco a fianco laboratori universitari e imprese del territorio, creando innovazione spendibile immediatamente sul mercato: una strada che intendiamo proseguire attraverso nuovi partner e progetti”.

Innovazione edilizia, i progetti dello Spoke 4 iNEST

Recofit, retrofit antisismico ed energetico con il legno

Recofit: retrofit eco-compatibile per edifici esistenti con tecnologie in legno ingegnerizzato”, con capofila l’azienda Biohabitat Service, ha costruito un modello di riqualificazione del patrimonio edilizio costruito prima delle più recenti normative energetiche e sismiche. I materiali e le tecniche tradizionali di retrofit (modernizzazione) comportano spesso costi elevati, tempi di realizzazione lunghi e difficoltà di applicazione in edifici storici o complessi.

Recofit ha sviluppato soluzioni costruttive innovative basate su legno ingegnerizzato e sistemi modulari, capaci di combinare sostenibilità, prestazioni meccaniche ed economicità.

L’innovazione principale consiste nello sviluppo di un endoscheletro ligneo: una struttura sismo-resistente di tipo additivo che rafforza i telai degli edifici esistenti senza sostituirli. Sono state analizzate diverse specie legnose e tipologie di connessione, individuando nella Paulownia la soluzione ottimale e le piastre metalliche incollate con contropiastre e bulloni come migliori connessioni.

A ciò si aggiunge l’adozione di tecniche costruttive reversibili, basate su giunzioni meccaniche smontabili, che permettono di recuperare e riutilizzare i componenti a fine vita. L’uso di sistemi prefabbricati in legno ingegnerizzato consente di ridurre i tempi di cantiere e i disagi per i residenti, rendendo più accessibili gli interventi su larga scala.

L’impiego di specie legnose a rapido accrescimento e provenienti da filiere gestite in modo sostenibile riduce la dipendenza da materiali ad alta intensità energetica come acciaio e calcestruzzo, promuovendo al contempo nuove filiere produttive locali. I benefici attesi includono la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della sicurezza sismica e l’efficienza energetica degli edifici riqualificati.

Recofit, endoscheletro ligneo in Paulownia per il miglioramento sismico e l’efficienza energetica degli edifici esistenti

ReMu, nuove superfici dagli scarti del vetro di Murano

ReMu – Revero Murano: implementazione di un processo innovativo e sostenibile per il riciclo dei rifiuti di vetro non riciclabili”, che vede come capofila la startup Rehub e coinvolge anche la società Nicolamoretti Sas, punta a risolvere un problema strutturale del distretto artigianale del vetro a Venezia, ovvero la mancanza di una gestione adeguata degli scarti di lavorazione.

Il cuore dell’innovazione è rappresentato dalla trasformazione del vetro di scarto in una pasta modellabile a temperatura ambiente. In questo modo si realizzano lastre e superfici monomateriche senza necessità di fusione ad alte temperature, riducendo drasticamente i consumi energetici e le emissioni. L’integrazione di macchinari avanzati permette di digitalizzare e monitorare l’intera filiera, migliorando l’efficienza e garantendo tracciabilità e qualità costante.

La possibilità di riutilizzare gli scarti direttamente sul territorio consente di ridurre i costi di smaltimento, alleggerire la pressione ambientale e rafforzare la competitività delle imprese artigiane e industriali. Inoltre, la creazione di nuove superfici da materiali riciclati genera opportunità di diversificazione, aprendo mercati nell’edilizia sostenibile e nell’arredo design, settori fortemente radicati nel Nord Est.

ReMu, nuove superfici per l?edilizia ottenute dagli scarti non riciclabili del vetro di Murano

ReMu, nuove superfici per l’edilizia ottenute dagli scarti non riciclabili del vetro di Murano

Nonsibuttavianiente, meno sprechi nella lavorazione della pietra

“Nonsibuttavianiente: less material, more intelligence”, che ha visto come capofila l’impresa Decormarmi, ha per obiettivi da un lato la riduzione dello spreco di materia prima lungo la filiera del settore lapideo, dall’estrazione alla produzione di manufatti e, dall’altro lo sviluppo nuovi materiali e metodi di progettazione che permettano di trasformare gli scarti in risorsa.

Sul fronte dell’innovazione dei processi, attraverso tecniche di nesting 3D e una logica “a matrioska”, i blocchi lapidei sono stati ripensati per ottenere più prodotti con meno materia, trasformando gli spazi di scarto in volumi utili. La seconda linea di innovazione è quella dei neo-materiali: polveri di marmo, fanghi di segagione e sfridi solidi sono stati combinati con leganti naturali ed epossidici per produrre campioni e prototipi lavorabili in macchina, aprendo la strada alla produzione di lastre o oggetti rigenerati.

Questa transizione da scarto a materia prima seconda riduce la dipendenza da nuova estrazione e contribuisce alla chiusura del ciclo dei materiali. Il progetto risponde a esigenze concrete del distretto lapideo veneto, dove il problema dello scarto e dei fanghi è particolarmente rilevante: la possibilità di ridurre fino al 30-35% lo spreco di materiale e di sviluppare prodotti derivati dagli sfridi permette alle imprese del settore di contenere costi, limitare impatti ambientali e incrementare la competitività.

Allo stesso tempo, il progetto apre prospettive di diversificazione per le aziende, con la creazione di collezioni di design e nuovi mercati basati su materiali ricomposti e riciclati.

Nonsibuttavianiente, nuovi materiali e processi produttivi per ridurre gli scarti della lavorazione della pietra

Nonsibuttavianiente, nuovi materiali e processi produttivi per ridurre gli scarti della lavorazione della pietra

Ekonia, pavimentazioni drenanti come infrastrutture ecologiche

Il progetto “Ekonia: Murano design in calcestruzzi filtranti per la rigenerazione urbana”, coordinato dall’impresa Bellitalia insieme a Zerocentro e Effetre Murano, ha sviluppato una soluzione di arredo urbano in calcestruzzo drenante e filtrante destinata a bordi stradali, piste pedonali e ciclabili, che utilizza sottoprodotti dell’industria siderurgica e del vetro.

L’obiettivo è ridurre l’impatto delle acque meteoriche negli spazi urbani, mitigare l’effetto isola di calore e trattenere inquinanti, integrando al tempo stesso scarti industriali e di vetro artistico di Murano in un modello di economia circolare.

La tecnologia messa a punto combina due livelli di filtrazione: uno meccanico, che trattiene i contaminanti grossolani rimossi con la manutenzione ordinaria, e uno chimico, che assorbe elementi chimici. Le piastre sono realizzate con un legante idraulico prodotto da scarti siderurgici e arricchite con inserti di vetro di Murano, unendo funzionalità tecnica, valore estetico e sostenibilità.

Gli indicatori di progetto fissano obiettivi precisi: ripristino del 90% della capacità filtrante dopo cicli di rigenerazione, recupero del 98% dei metalli rari adsorbiti e riduzione significativa delle isole di calore urbane. I test hanno dimostrato che la stragrande maggioranza dei contaminanti quali cadmio e piombo, presenti nelle acque contaminate utilizzate nelle simulazioni, è stata intrappolata nei nuovi materiali.

Il progetto dimostra che la riduzione del rischio idrico e ambientale può avvenire anche attraverso superfici diffuse e modulari, capaci di trasformare la pavimentazione urbana in infrastruttura ecologica. L’integrazione di scarti industriali locali contribuisce a rafforzare il legame tra economia circolare e strategie di adattamento.

Ekonia, pavimentazione urbana drenante e filtrante realizzata con sottoprodotti siderurgici e vetro di Murano

Ekonia, pavimentazione urbana drenante e filtrante realizzata con sottoprodotti siderurgici e vetro di Murano

Dalla sperimentazione al mercato dell’edilizia

I progetti dello Spoke 4 mostrano come l’innovazione edilizia possa tradurre i principi della transizione ecologica in soluzioni concrete: sistemi per riqualificare il patrimonio esistente, materiali ottenuti dagli scarti e superfici urbane capaci di contribuire alla gestione delle acque e alla mitigazione del calore.

La collaborazione tra università e imprese ha consentito di partire dalle esigenze delle filiere produttive del Nord-Est per sviluppare tecnologie applicabili al mercato. La prosecuzione delle attività con le risorse del PR FESR punta ora a consolidare questo modello, accompagnando i risultati della ricerca verso nuove applicazioni industriali e interventi reali su edifici e città.




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