Iscriversi a Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche all’Università di Palermo vuol dire mettere in cassaforte una preparazione a tutto tondo, dove i numeri incontrano il diritto e la strategia d’impresa. È un percorso dinamico che dà chiavi di lettura pratiche per capire come girano i mercati oggi e offre carte concrete da spendere subito, sia che si voglia puntare sulle realtà del territorio sia che si miri a carriere su scala nazionale o globale. Una sfida di cui parliamo con Marcantonio Ruisi, Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche (dSEAS). Professore Ordinario di Strategie e politiche aziendali e di Imprenditorialità, Ruisi riveste alcune deleghe del Rettore Midiri in ambito rapporti con le imprese, promozione di startup innovative e spin-off, public engagement. Coordina anche la Start Cup Palermo.
Quali sono i principali elementi di innovazione nell’offerta formativa per il prossimo anno accademico, pensati per rendere i percorsi di studio più dinamici e competitivi?
«Tre sono le principali novità per il 2026-27 per ciò che attiene ai corsi di laurea del dSEAS. Due curricula in lingua inglese per due delle cinque classi di laurea triennale erogate e una nuova laurea magistrale. Partiamo dal curriculum in “Development and International cooperation” erogato in inglese che si affianca a quello in lingua italiana in “Sviluppo economico, ambiente e sostenibilità” nell’ambito del consolidato Corso di laurea in “Economia e Cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile”. Un corso che tratta di cooperazione internazionale non poteva che essere aperto a studenti stranieri e veicolato in una lingua universalmente diffusa come l’inglese. Palermo è una città internazionale, a noi piace pensarla come capitale del Mediterraneo, hub e snodo di relazioni foriere di accordi economici, questi da immaginare come causa ed effetto di un impegno costante per la pace. Pensando all’Europa, al Mediterraneo e al Middle East, sviluppo economico-sociale e pace tra i popoli sono dimensioni imprescindibilmente interconnesse. Noi vogliamo formare agenti di sviluppo economico che siano al contempo peace keeper, attivatori di processi orientati alla sostenibilità ambientale, all’integrazione culturale, al rispetto reciproco e alla promozione umana. Il corso di laurea vanta un accordo di mobilità internazionale con la Trinity University a San Antonio in Texas-USA».
Economia e finanza?
«Anche questo corso di laurea si arricchisce di un curriculum interamente erogato in inglese che si aggiunge a quello di ambito Economico-applicato e a quello di ambito Economico-finanziario: “Economics and Global Markets”. I saperi e le competenze che il corso vuole attivare nei laureati in uscita puntano a delineare un profilo di esperto in consulenza finanziaria, nonché in analisi e consulenza economica per lo sviluppo delle amministrazioni pubbliche e dei sistemi territoriali, a livello regionale, nazionale e soprattutto internazionale».
C’è un’altra novità?
«Abbiamo progettato e stiamo lanciando un nuovo corso di laurea magistrale in “Economia e management delle imprese artigiane e delle PMI”. L’interesse è rivolto a favorire l’avvio di nuove imprese startup, ovvero a rinnovare il bagaglio di conoscenze e competenze, e quindi i modelli di business, delle PMI ed in particolare quelle di matrice artigiana, attraverso l’innesto di nuovi profili manageriali formati ad hoc e confidenti con i temi della transizione digitale e dell’AI, nonché del green deal e della sostenibilità ampiamente declinata. È questo un progetto formativo che ha ricevuto un endorsement dal ministro Anna Maria Bernini e da Confartigianato, e che abbiamo concretizzato ravvisando l’opportunità di condividerlo anche con altre realtà datoriali, nonché con istituzioni e organismi di servizio o di rappresentanza imprenditoriale».
Parliamo dei master…
«Oltre ai corsi di laurea abbiamo in cantiere due master di I livello uno su Management della ristorazione sulla sede di Palermo ed uno su Economia e amministrazione delle imprese cooperative presso il comune di Sciacca partner del progetto formativo insieme con Legacoop e con il gruppo Mangia’s, progetto che prevede la collaborazione con il corso di laurea triennale in Economia e Amministrazione Aziendale erogato presso il nostro Polo di Agrigento e quello di Scienze del Turismo presso il nostro Polo di Trapani».
Quali convenzioni e partnership strategiche con imprese locali, nazionali e multinazionali state attivando per offrire agli studenti tirocini operativi e sbocchi occupazionali diretti già prima del conseguimento della laurea?
«Non è facile elencare tutte le convenzioni e gli accordi che il dSEAS ha stipulato in questi anni con i vari stakeholders che si sono trovati a collaborare a diverso titolo con il dipartimento; il rischio di dimenticarne qualcuno è altissimo. Imprenditori, professionisti, dirigenti di aziende pubbliche e private, di istituzioni e organizzazioni del terzo settore, autorità civili e militari, sono di casa al dSEAS; non salta settimana che alcuni di questi nostri supporters non mettano a disposizione il loro tempo con testimonianze d’aula, moderazione di workshop o laboratori, partecipazione a seminari e tavole rotonde, ovvero che accolgano i nostri ragazzi nelle loro aziende. Tutto ciò riguarda indistintamente tutte le aree della formazione del dSEAS, quelle dei percorsi di ambito aziendale, così come di ambito economico-finanziario, turistico ed anche statistico e del data science, quest’ultimo tra i nostri fiori all’occhiello».
Ci sono accordi storici e altri in via di definizione…
«Tra quelli storici sicuramente va richiamato l’accordo con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Palermo. Un accordo che prevede per i nostri laureati vantaggi nel percorso di abilitazione alla professione: riduzione del praticantato da 18 a 12 mesi per i laureati degli intercorsi di studio delle lauree triennali e magistrali (delle classi L18-LM77 ed L33-LM56) che hanno svolto il tirocinio presso un commercialista; esonero dalla prima prova scritta all’esame di stato. Con i commercialisti la collaborazione è invero ad ampio spettro, vogliamo ricordare il supporto concreto nell’ambito delle lezioni dell’insegnamento di “Tecnica e deontologia professionale” erogato nella magistrale in Scienze Economico- Aziendali. Altro accordo è quello con UNICREDIT. Con l’istituto bancario ormai da quasi due lustri portiamo avanti un laboratorio congiunto sul business planning, nell’ambito del nostro insegnamento in “Strategie e politiche aziendali”. Gli studenti riuniti in team redigono un piano di fattibilità relativo ad una specifica idea imprenditoriale; i progetti vengono spediti all’ufficio della Direzione Sicilia preposto ordinariamente a questo tipo di valutazioni, e lo staff UNICREDIT raggiunge i ragazzi in aula per una valutazione critica e costruttiva dei progetti al termine della loro esposizione. Con l’istituto bancario abbiamo anche sottoscritto, giusto prima delle vacanze estive, l’accordo per lanciare in autunno il percorso “Road to social change”, un’iniziativa della Banking Accademy UNICREDIT che fornisce formazione supplementare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi con l’obiettivo di forgiare un profilo di social change manager. Last but not least, la convenzione con Banca d’Italia per i tirocini post-lauream».
C’è un dialogo costante con la Regione e società internazionali.
«Sì. Altro recentissimo accordo che sarà avviato operativamente con il nuovo anno accademico è quello con la Regione Siciliana, Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, sottoscritto dall’assessore dott.ssa Elisa Maria Lucia Ingala e dal dirigente generale del dipartimento della Funzione pubblica e del personale, arch. Salvatrice Rizzo. L’accordo mira a supportare il personale regionale nell’acquisizione delle competenze necessarie per l’adozione del nuovo sistema di contabilità economico- patrimoniale Accrual previsto dalla recente riforma. Molti degli accordi, come quello recentemente concluso con la società di consulenza EY – Ernst &Young che sta sbarcando a Palermo, mirano a favorire il tirocinio dei nostri studenti presso realtà concretamente interessate alla successiva assunzione».
La perdita di capitale umano qualificato verso altre regioni o l’estero è una delle sfide storiche della Sicilia: quali azioni concrete sta mettendo in campo il Dipartimento per dimostrare ai ragazzi che costruire un percorso professionale sull’isola è una scelta vincente?
«Oggi si ravvisa sempre più l’esigenza di bilanciare obiettivi professionali di carriera e di retribuzione con la qualità della vita. Sempre più ragazzi dopo alcuni anni di vita “milanese” presso società di consulenza o di servizi tenuti a ritmi esasperati e con pochi quattrini residui in tasca per l’alto costo della vita, cominciano a valutare l’opzione di ritornare in Sicilia dove la vita costa meno e il clima e la socialità offrono maggiori opportunità di sviluppo personale a 360°. D’altro canto, abbiamo avuto modo di incontrare nei mesi scorsi alcune di queste società di consulenza che stanno promuovendo nuove forme di collaborazione. Assumono laureati di UNIPA, e per quanto ci compete del dSEAS, con contratti che permettono loro di avere come sede fisica di riferimento un ufficio basato in Sicilia, secondo prevalente modalità smart working, anche se i clienti poi hanno sede nel resto dell’Italia o in paesi stranieri. Altre volte la sede è su Milano o Roma, per fare due esempi, e loro si recano lì solo un paio di volte al mese per delle riunioni spot. Le nuove agevolazioni regionali a sostegno del lavoro agile riteniamo possano ulteriormente potenziare queste opportunità. Un discorso a parte poi va fatto per il settore turistico e dell’agrifood che vede la Sicilia sempre in continua espansione e bisognosa di un continuo fabbisogno di forza lavoro qualificata in ambiti specifici e comunque in quelli amministrativi e gestionali. Gli incontri con gli imprenditori, il fatto di far entrare a lezione le società di consulenza – lo abbiamo fatto nel passato con PWC e recentemente con KPMG per il corso di “Revisione aziendale” – o i titolari di studi professionali per “Tecnica e deontologia professionale”, ha creato le condizioni di prossimità e conoscenza che ha permesso una fast track per le assunzioni e quindi un freno all’emorragia di cervelli. Inoltre come dSEAS organizziamo specifiche giornate di recruitment volute da aziende interessate ad assumere, e siamo molto sensibili quando le posizioni sono aperte in Sicilia».
Volendo trovare un’espressione che possa rappresentare e sintetizzare il dSEAS nei rapporti con il contesto esterno?
«Possiamo prendere a prestito quella di “iper-luogo” di Michel Lussault; uno spazio “intenso”, ad alta densità relazionale ed esperienziale, un hub culturale permeabile ed interattivo con le forze che qualificano il suo ecosistema “glocale” di riferimento. Grazie all’intensa attività dei docenti, così come dell’associazionismo studentesco, il dSEAS è una fucina di sinapsi innovative e creative, un luogo in cui gli studenti acquisiscono specifici saperi e tecnicalità, anche grazie alla complicità e disponibilità dei nostri stakeholders che da noi ricevono capitale umano qualificato, risultati della ricerca e servizi di consulenza».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link


