Hai acquistato casa, hai iniziato una ristrutturazione e, prima del previsto, arriva un trasferimento per lavoro che ti costringe a cambiare abitazione?
La domanda è tutt’altro che teorica: si perde la detrazione maggiorata del Bonus Ristrutturazioni al 50%?
La risposta arriva dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta a interpello n. 119 dell’8 giugno 2026, che chiarisce un aspetto importante della disciplina: per le spese agevolabili sostenute nel 2026, l’aliquota maggiorata può essere riconosciuta quando l’immobile viene destinato ad abitazione principale entro la conclusione dei lavori. Se successivamente questa destinazione viene meno, le quote residue della detrazione non vengono automaticamente perse.
Bonus Ristrutturazioni 2026: 50% per l’abitazione principale
La disciplina del Bonus Casa prevede, per le spese sostenute nel 2026, una distinzione tra immobili destinati ad abitazione principale e altri immobili.
Per gli interventi agevolabili, la detrazione può arrivare al 50% quando ricorrono le condizioni previste per l’abitazione principale; per gli immobili che non rientrano in tale condizione si applica invece l’aliquota ordinaria prevista dalla normativa vigente.
La questione centrale affrontata dall’Agenzia delle Entrate riguarda proprio il momento in cui deve essere verificata la destinazione dell’immobile ad abitazione principale.
Non è necessario vivere nella casa all’inizio dei lavori
Questo è uno dei passaggi più importanti della Risposta n. 119/2026.
L’immobile può non essere ancora abitazione principale quando iniziano i lavori.
La condizione per usufruire dell’aliquota maggiorata può essere soddisfatta se l’immobile viene effettivamente destinato ad abitazione principale alla conclusione degli interventi.
Questo chiarimento è particolarmente rilevante per chi acquista un’abitazione da ristrutturare e, durante l’esecuzione dei lavori, continua temporaneamente a vivere altrove.
Il punto decisivo non è quindi necessariamente la situazione esistente il giorno in cui viene effettuato il primo pagamento, ma la destinazione dell’immobile secondo le condizioni previste dalla normativa e chiarite dall’Agenzia.
E se dopo i lavori devo trasferirmi?
È proprio questo il caso affrontato dall’interpello.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la successiva perdita della destinazione ad abitazione principale non determina automaticamente la perdita del beneficio già maturato.
Nel caso esaminato, il contribuente era interessato da un trasferimento d’autorità e successivamente dalla locazione dell’immobile. Nonostante il cambiamento della destinazione dell’abitazione, l’Agenzia ha riconosciuto la possibilità di continuare a fruire delle quote residue della detrazione.
Il principio è quindi importante:
se le condizioni per l’aliquota maggiorata sono state correttamente soddisfatte, un successivo cambiamento della destinazione dell’immobile non fa venir meno automaticamente le quote di detrazione ancora da utilizzare.
Un esempio pratico
Immaginiamo questo scenario.
Un contribuente acquista nel 2026 un appartamento che necessita di importanti lavori di ristrutturazione.
Durante i lavori continua a vivere nella precedente abitazione.
I lavori terminano e l’appartamento ristrutturato diventa la sua abitazione principale.
Successivamente, per un trasferimento di lavoro, è costretto a trasferirsi in un’altra città e decide di mettere in locazione l’immobile.
Secondo il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate, il successivo cambio di destinazione non comporta la perdita delle quote residue della detrazione maggiorata, a condizione che siano state rispettate le condizioni richieste per ottenere il beneficio.
La differenza fondamentale è quindi tra:
requisito richiesto per ottenere la maggiorazione
e
situazione dell’immobile negli anni successivi.
Non sono necessariamente la stessa cosa.
Attenzione: abitazione principale non significa semplicemente “prima casa”
Un aspetto terminologico merita particolare attenzione.
Ai fini della detrazione, il concetto di abitazione principale non deve essere confuso automaticamente con quello di “prima casa” utilizzato in altri ambiti fiscali.
Nel chiarimento dell’Agenzia, l’abitazione principale è quella nella quale il proprietario o i suoi familiari dimorano abitualmente.
Per valutare correttamente il diritto all’aliquota maggiorata occorre quindi verificare la specifica disciplina applicabile al Bonus Ristrutturazioni e non limitarsi al fatto che l’immobile sia stato acquistato usufruendo delle agevolazioni “prima casa”.
Fatture intestate al coniuge: chi può detrarre la spesa?
La Risposta n. 119/2026 affronta anche un altro aspetto pratico molto importante: l’intestazione delle fatture e dei bonifici.
Può accadere, per esempio, che una fattura relativa ai lavori sia intestata a un coniuge, mentre la spesa sia stata effettivamente sostenuta, in tutto o in parte, dall’altro coniuge.
L’Agenzia ricorda che il diritto alla detrazione può spettare anche al soggetto che non risulta formalmente intestatario della fattura o del bonifico, purché abbia effettivamente sostenuto la spesa.
In questo caso, però, è fondamentale che la documentazione venga correttamente integrata.
In particolare, occorre indicare:
- il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa;
- la percentuale della spesa effettivamente sostenuta;
- l’integrazione della documentazione fin dal primo anno di fruizione della detrazione.
Non è quindi sufficiente sostenere di aver pagato una parte dei lavori: la situazione deve risultare correttamente dalla documentazione fiscale.
Perché questo chiarimento è importante
La Risposta n. 119/2026 risolve un dubbio frequente tra chi ristruttura una casa destinata a diventare la propria abitazione principale.
La situazione può essere schematizzata così:
| Situazione | Aliquota maggiorata |
|---|---|
| Immobile già abitazione principale | Può spettare, se ricorrono gli altri requisiti |
| Immobile non ancora abitazione principale all’inizio dei lavori, ma destinato a diventarlo alla fine | Può spettare |
| Immobile diventa abitazione principale e successivamente viene locato | Le quote residue possono continuare a essere fruite |
| Soggetto non intestatario della fattura che ha effettivamente sostenuto la spesa | Può fruire della detrazione se la documentazione viene correttamente integrata |
La tabella sintetizza il principio chiarito dall’Agenzia, ma non sostituisce la verifica di tutti gli altri requisiti richiesti per il Bonus Ristrutturazioni.
La documentazione diventa fondamentale
Quando si parla di detrazioni fiscali per lavori edilizi, il requisito sostanziale deve essere accompagnato da una documentazione coerente.
Prima di utilizzare la detrazione è quindi opportuno verificare:
- chi è proprietario o titolare del diritto reale sull’immobile;
- quale sia la destinazione dell’immobile;
- quando sono iniziati e quando sono terminati i lavori;
- chi ha effettivamente sostenuto ciascuna spesa;
- la corretta intestazione e integrazione di fatture e bonifici;
- la documentazione relativa agli interventi;
- la corretta indicazione della percentuale di spesa sostenuta da ciascun beneficiario.
Un errore nell’intestazione o nella documentazione può creare problemi anche quando, nella sostanza, la spesa è effettivamente detraibile.
Il punto chiave della Risposta 119/2026
Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate introduce, in sostanza, una distinzione temporale molto importante.

La condizione dell’abitazione principale deve essere verificata per ottenere l’aliquota maggiorata, ma il successivo cambiamento di destinazione dell’immobile non determina automaticamente la decadenza dalle quote di detrazione già maturate.
Questo può essere particolarmente rilevante in situazioni come trasferimenti lavorativi, cambiamenti familiari o decisioni successive di mettere a reddito l’immobile.
In sintesi
Se stai ristrutturando una casa nel 2026, il fatto di non abitarla ancora all’inizio dei lavori non significa necessariamente perdere il 50%.
Se l’immobile viene effettivamente destinato ad abitazione principale alla conclusione dei lavori, la condizione può essere soddisfatta. E se, successivamente, per una ragione legittima l’immobile non è più abitazione principale, il cambio di destinazione non comporta automaticamente la perdita delle quote residue della detrazione.
Resta però fondamentale verificare tutti gli altri requisiti del Bonus Ristrutturazioni e la corretta documentazione delle spese.
Per una pratica concreta, soprattutto quando sono coinvolti più proprietari, coniugi, trasferimenti o locazioni successive, è prudente verificare la posizione fiscale con un professionista prima di compilare la dichiarazione dei redditi.
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