La pretesa di Salvatore Borsellino: decidere chi può e chi non può ispirarsi al fratello Paolo. La risposta di Meloni e La Russa


Compleanno al lavoro per il presidente del Senato, ospite dell’evento di Ecr per un’intervista a tutto campo dal Quirinale al caso Roggero

Botta e risposta a distanza tra Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, e Ignazio La Russa e Giorgia Meloni, alla vigilia dell’intensa giornata di manifestazioni che FdI si accinge a celebrare a Palermo in ricordo del magistrato vittima della mafia, ucciso il 19 luglio di 34 anni fa.

L’assurda pretesa di Salvatore Borsellino

Secondo Salvatore Borsellino, Giorgia Meloni dovrebbe «smetterla di dire di ispirarsi alla figura di Paolo Borsellino» perché a suo dire «quello che sta facendo questo Governo è distruggere sistematicamente tutti quei mezzi che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avevano lasciato alla magistratura per permettere di combattere la mafia». E, ancora, «è vero – ha perlomeno ammesso Salvatore Borsellino – che mio fratello era una persona di destra però era una destra che oggi in Italia non esiste più».

La risposta via social di Meloni

La premier ha risposto indirettamente attraverso i social, postando il ringraziamento della figlia di Paolo Borsellino, Lucia, al lavoro della Commissione Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo di FdI. «Il lavoro encomiabile della commissione antimafia presieduta da Chiara Colosimo per restituire agli italiani la verità sulla strage di via D’Amelio è un punto d’orgoglio per Fratelli d’Italia. Il ringraziamento pubblico di Lucia Borsellino conferma che la via è quella giusta. Non arretreremo di un millimetro», si legge nel post di Meloni.

La Russa: «Dispiace per queste parole, ci vuole rispetto»

Le parole di Salvatore Borsellino hanno raggiunto La Russa mentre veniva intervistato all’evento di Ecr party a Catania “Un Mediterraneo più sicuro per un’Europa più forte”. Inevitabile che il presidente del Senato rispondesse a una pretesa così assurda. «Ho letto con attenzione e anche con dispiacere le parole di Salvatore Borsellino su Giorgia Meloni, io ho grande rispetto per tutta la famiglia Borsellino. E il rispetto non viene meno per il fatto che ha la tessera dei partigiani, non viene meno perché non aveva le stesse idee del fratello, che era di destra. Non accetto però – ha avvertito La Russa – che nessuno, neanche il fratello possa decidere di sapere cosa avrebbe fatto oggi Paolo Borsellino».

«Io ho un enorme rispetto ma ho più rispetto per Paolo Borsellino. È come se dicessi e non lo dico e chi mi potrebbe smentire, che se oggi fosse vivo sarebbe ministro di FdI? Perché era di destra». «Ci vuole rispetto per tutti. Spero non sia offensivo», ha concluso La Russa, che nel corso dell’intervista ha poi parlato a tutto campo di Quirinale, legge elettorale, caso Roggero.

Compleanno di lavoro per La Russa

L’incontro ha segnato così un compleanno di lavoro per il presidente del Senato, nato il 18 luglio di 79 anni nella vicina Paternò, comune a una ventina di chilometri dal capoluogo.

«Un capo dello Stato di centrodestra? Perché, è vietato?»

«Un Presidente della Repubblica di Centrodestra nel 2029? Perché, è vietato?», ha risposto La Russa, alla domanda sul Colle. «Il Presidente della Repubblica sarà eletto tra le persone che hanno superato i 50 anni e che godono dei diritti politici, non ci sono altri divieti nella nostra Costituzione», ha ricordato la seconda carica dello Stato, con una risposta tanto semplice quanto difficile da digerire per la sinistra.

La verità sulla legge elettorale

Stesso schema per quanto riguarda la legge elettorale. È bastato poco a La Russa per smontare la narrazione di un parlamento bloccato sul sistema di voto. Un chiarimento che ha voluto dare proprio nella sua veste di presidente di una delle Camere: «Io credo che sia giusto, e lo dico da Presidente del Senato in questa occasione, che è una enorme bugia sostenere che il Senato, e quindi anche la Camera, pensino solo alla legge elettorale». È la realtà dei fatti a dire il contrario. Intanto, «fino ad ora il Senato non ci ha pensato neanche un minuto, si è occupato di tutte le cose urgenti e importanti» e da ora in poi «non ci penserà neppure un minuto la Camera». Inoltre, «al Senato se ne occuperà una Commissione».

«Prego, quindi, tutti di non creare mistificazioni», è stato l’appello di La Russa, ricordando che «la legge elettorale, che è una legge importante, non impegna il Parlamento completamente, ma per un quindicesimo di Commissione alla Camera o un dodicesimo al Senato. Su questo parlo da Presidente del Senato». Il rischio, semmai, è che qualcuno pensi di iniziare a fare ostruzionismo, bloccando davvero i lavori sulla legge elettorale.

Ma La Russa ha usato la stessa schiettezza anche sul tema del voto sulle preferenze. Nessuna minimizzazione dell’incidente, che «ha dimostrato che anche all’interno del centrodestra c’è chi privilegia la propria paura di non essere rieletto allo scopo generale che è quello di essere al servizio della nazione». Semmai l’auspicio sia che «non lasci alcuna scoria», ha spiegato il presidente del Senato, ribadendo il suo favore personale e quello di FdI per le preferenze che significano «dare agli elettori, agli italiani la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Questo è il pensiero di fratelli d’Italia».

Il caso Roggero e la norma «obbrobrio» sui risarcimenti ai delinquenti

Capitolo Roggero. Il presidente del Senato ha ricordato che «le richieste di grazia si fanno dopo una condanna, chiunque è condannato accettando la condanna, come di fatto ha fatto Roggero andando in carcere, ha il diritto di sperare nella grazia». «Come ha detto il suo avvocato, che ho trovato corretto, non è un problema immediato ma a medio termine. E a medio termine credo non ci sia nulla di che stupirsi se Roggero chiede la grazia», ha proseguito La Russa.

«Personalmente – ha aggiunto – do la mia vicinanza umana a quest’uomo che si è visto distruggere il futuro e la famiglia da due delinquenti che purtroppo sono morti, ma delinquenti erano e, soprattutto, do grande solidarietà alla proposta di Giorgia Meloni di mettere mano a una norma che impedisca che possa chiedere il risarcimento chi ha subito un danno durante un momento in cui commette un crimine come era quella rapina». «Sono molto molto d’accordo con lei», ha sottolineato ancora La Russa, definendo «un obbrobrio» la legge che consente ai delinquenti di chiedere i risarcimenti.


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 Viola Longo

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