Il CEN ha pubblicato la CEN/TS 18272-1 “Textiles – Circular economy for textile products – Part 1: General principles and guidance”, la prima specifica tecnica europea dedicata all’applicazione dei principi di economia circolare ai prodotti tessili e all’intera filiera. La notizia è stata diffusa da CEN-CENELEC il 26 agosto 2026 nella rubrica “EN in the Spotlight”.
Non si tratta di una norma di prodotto con requisiti da verificare in laboratorio: è un documento di principi, terminologia e linee guida. Ma il suo peso va ben oltre la natura “di indirizzo”, perché è il primo tassello di un programma di normazione che toccherà durabilità minima, design circolare, materiali riciclati e raccolta dei rifiuti tessili, proprio mentre l’Unione europea prepara l’atto delegato ESPR sull’abbigliamento e la responsabilità estesa del produttore (EPR) per tessili e calzature.
Cos’è la CEN/TS 18272-1
La specifica tecnica è stata elaborata dal gruppo di lavoro CEN/TC 248/WG 39 “Circular Economy for textile products and the textile chain”, all’interno del comitato tecnico europeo sui tessili. Secondo l’abstract del progetto, il documento elenca i principi dell’economia circolare e fornisce indicazioni per applicarli lungo la catena del valore tessile e ai singoli prodotti.
| Documento | CEN/TS 18272-1 – Textiles – Circular economy for textile products – Part 1: General principles and guidance |
| Natura | Specifica tecnica (TS) di tipo guida: non introduce nuovi requisiti |
| Organo tecnico | CEN/TC 248/WG 39 |
| Campo di applicazione | Tessili e prodotti tessili, comprese le parti e i materiali non tessili che li compongono |
| Esclusioni | Cuoio, prodotti in pelliccia e calzature |
| Annuncio CEN-CENELEC | 26 agosto 2026 |
Cosa contiene
La TS raccoglie in un unico riferimento gli elementi di base necessari per parlare di circolarità nel tessile in modo coerente:
- il rapporto tra prodotti tessili ed economia circolare, cioè come i principi generali si traducono in un settore caratterizzato da fibre miste, componenti non tessili (bottoni, cerniere, accessori) e cicli d’uso molto diversi;
- le strategie circolari applicabili lungo il ciclo di vita, dalla progettazione all’uso, alla riparazione, al riutilizzo e al riciclo;
- i cicli tecnici e biologici, per distinguere i materiali destinati a rientrare nei processi industriali da quelli destinati a tornare nella biosfera;
- la terminologia condivisa, che si affianca al vocabolario ambientale già disponibile con la EN ISO 5157:2023 “Textiles – Environmental aspects – Vocabulary”;
- il ruolo della scelta dei materiali lungo tutto il ciclo di vita del prodotto tessile.
Il valore pratico è proprio questo: un riferimento comune per brand, produttori, terzisti, distributori, selezionatori e riciclatori, che oggi utilizzano spesso termini come “riciclabile”, “durevole” o “circolare” con significati diversi.
Il primo documento di una serie
CEN-CENELEC presenta la CEN/TS 18272-1 come la base di un programma europeo più ampio, con ulteriori specifiche tecniche in corso di sviluppo nel WG 39. I temi annunciati sono:
| Area | Perché è rilevante per le imprese |
|---|---|
| Design circolare | Criteri per progettare prodotti più facili da riparare, disassemblare e riciclare |
| Materiali in ingresso non vergini | Categorizzazione e requisiti per le fibre riciclate e i materiali di recupero (progetto “Part 3”, avviato a giugno 2026) |
| Raccolta, gestione, selezione e stoccaggio | Regole tecniche per la fase post-consumo, oggi uno dei principali colli di bottiglia |
| Requisiti minimi di durabilità | Requisiti per famiglie di prodotto, tra cui una parte dedicata a tessili per letto, bagno, cucina e tavola (progetto avviato a luglio 2025) |
Le specifiche sulla durabilità e sul design circolare sono quelle con il maggiore impatto atteso, perché toccano direttamente le caratteristiche del prodotto e la sua documentazione tecnica.
Il collegamento con ESPR ed EPR tessile
CEN-CENELEC sottolinea esplicitamente che la nuova TS sostiene gli sviluppi della politica europea, a partire dal Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR). Il contesto normativo in cui si colloca è in rapida evoluzione:
- ESPR – atto delegato sull’abbigliamento: l’abbigliamento è il primo gruppo di prodotti tessili per cui la Commissione sta preparando requisiti di ecodesign e di informazione, incluso il passaporto digitale del prodotto (DPP). Nel maggio 2026 il JRC ha pubblicato lo studio sui contenuti del DPP per l’abbigliamento; l’adozione dell’atto delegato è attesa indicativamente entro la fine del 2027, con successivo periodo di adeguamento.
- Divieto di distruzione dell’invenduto: per abbigliamento e calzature l’ESPR vieta alle grandi imprese la distruzione dei prodotti invenduti a partire dal 19 luglio 2026.
- EPR per tessili e calzature: la Direttiva (UE) 2025/1892, che modifica la Direttiva quadro rifiuti 2008/98/CE, è in vigore dal 16 ottobre 2025. Gli Stati membri devono recepirla entro il 17 giugno 2027 e rendere operativi i regimi di responsabilità estesa del produttore entro il 17 aprile 2028 (17 aprile 2029 per le microimprese). I contributi EPR saranno modulati anche in base ai requisiti di ecodesign adottati con l’ESPR.
Perché conta adesso. I requisiti dell’atto delegato ESPR e i criteri di modulazione dei contributi EPR avranno bisogno di definizioni e metodi condivisi su durabilità, riparabilità e contenuto riciclato. La serie CEN/TS 18272 è candidata a diventare la base tecnica di riferimento: chi impara oggi il suo linguaggio arriverà preparato agli obblighi dei prossimi anni.
Circolarità e green claim: attenzione alla comunicazione
C’è un ulteriore motivo per conoscere questa specifica. Dal 27 settembre 2026 sono pienamente applicabili in Italia le nuove regole anti-greenwashing della Direttiva (UE) 2024/825, recepita con il D.Lgs. 30/2026. Dichiarazioni come “capo circolare”, “tessuto riciclabile” o “prodotto durevole” devono essere specifiche, verificabili e documentate.
Una terminologia riconosciuta a livello europeo, come quella della CEN/TS 18272-1, aiuta a formulare claim corretti e a costruire il dossier che li sostiene. Per approfondire gli obblighi in vigore, abbiamo dedicato un articolo alla Circolare MIMIT del 27 agosto 2026 sul greenwashing.
Cosa possono fare subito le aziende tessili
- Acquisire la CEN/TS 18272-1 (tramite UNI o gli enti di normazione nazionali) e diffonderla tra progettazione, acquisti, qualità e marketing.
- Allineare la terminologia interna (schede prodotto, capitolati fornitori, cataloghi) ai termini della TS e della EN ISO 5157:2023.
- Mappare i materiali: composizione fibrosa, componenti non tessili, trattamenti, origine delle fibre riciclate.
- Valutare la progettazione secondo le strategie circolari: monomateriale dove possibile, componenti separabili, riparabilità.
- Raccogliere fin d’ora i dati che probabilmente confluiranno nel passaporto digitale del prodotto previsto dall’ESPR.
- Prepararsi all’EPR: individuare i prodotti rientranti nel campo di applicazione e i mercati di prima immissione, in vista della registrazione nei registri nazionali dei produttori.
- Rivedere i green claim su etichette, siti ed e-commerce alla luce del D.Lgs. 30/2026.
- Seguire i lavori del WG 39, anche attraverso le commissioni specchio nazionali, per anticipare i contenuti delle prossime specifiche su durabilità e design circolare.
Conclusioni
La CEN/TS 18272-1 non impone obblighi, ma fissa il vocabolario e i principi su cui si costruirà la normativa tecnica dei prossimi anni per il tessile circolare. Per le imprese del settore è l’occasione di partire con un linguaggio comune prima che durabilità, design circolare e contenuto riciclato diventino requisiti per l’accesso al mercato europeo e criteri di calcolo dei contributi EPR.
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Fonte: CEN-CENELEC, “New Technical Specification Supports the Transition to a Circular Textile Economy”, 26 agosto 2026. Integrazioni da: schede progetto DIN (CEN/TC 248/WG 39), Direttiva (UE) 2025/1892, Regolamento (UE) 2024/1781 (ESPR), JRC – studio sul DPP per l’abbigliamento (maggio 2026).
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