Advertising
L’8 novembre alla Mole Vanvitelliana l’undicesima edizione del premio: venti esperti assegneranno i riconoscimenti di categoria. Dalle produzioni di malga agli affinamenti innovativi, una vetrina della filiera casearia italiana
Trentaquattro formaggi raccontano una filiera che compete attraverso origine delle materie prime, tecniche di lavorazione e identità territoriale. Saranno i protagonisti della finale degli Italian Cheese Awards 2026, in programma domenica 8 novembre alle 17 all’Auditorium della Mole Vanvitelliana di Ancona. L’undicesima edizione assegnerà sedici statuette, affiancando al riconoscimento delle produzioni un appuntamento aperto al pubblico, con degustazioni e abbinamenti ai vini del territorio.
Il premio è dedicato ai formaggi prodotti con latte e caglio interamente italiani. La selezione mette a confronto lavorazioni e tempi di maturazione differenti: dai freschissimi agli stagionati oltre ventiquattro mesi, passando per paste molli, paste filate, produzioni di malga, aromatizzati ed erborinati. Quattro categorie — pasta molle, pasta filata, stagionato e stagionato oltre ventiquattro mesi — hanno espresso un ex aequo nella selezione, portando in finale quattro prodotti anziché tre.
Le nomination sono state assegnate durante Formaggio in Villa, il 18 e 19 aprile alla Chiesa del Torresino di Cittadella, combinando il voto del pubblico in degustazione con il giudizio della redazione del premio. La valutazione finale delle dieci categorie sarà invece affidata a venti esperti del settore caseario, che assaggeranno i prodotti poche ore prima della cerimonia e voteranno a scrutinio segreto. Risultati e nomi dei giurati saranno resi pubblici soltanto dal palco. La redazione di Guru Comunicazione, organizzatrice del premio, non parteciperà a questa valutazione.
La distribuzione geografica vede il Veneto in testa con undici formaggi, seguito dall’Emilia-Romagna con quattro. Lombardia, Puglia e Sardegna ne portano tre ciascuna, Toscana e Campania due; Alto Adige, Piemonte, Molise, Basilicata, Sicilia e Abruzzo contano una presenza. Il latte vaccino prevale, ma la selezione comprende anche quattro pecorini, tre caprini, una mozzarella di bufala e un formaggio ottenuto da tre latti diversi.
Dietro le etichette emergono modelli produttivi nei quali territorio, disponibilità della materia prima e lavoro artigianale definiscono le caratteristiche dell’offerta. Il Mezzano di Malga dell’azienda agricola Marini, prodotto a Malga Dosso di Sotto, nasce soltanto d’estate a 1.647 metri sull’Altopiano di Asiago. La cagliata viene cotta sul fuoco di legna d’abete, senza macchinari, utilizzando latte di vacche che pascolano su oltre ottanta specie botaniche.
La dimensione contenuta della produzione caratterizza anche il Caciocavallo del caseificio Costantini, in Molise: circa mille chilogrammi l’anno, dei quali il 30% affinato per tredici mesi in grotta naturale. Per il Pecorino I’Grezzo del Caseificio Nuovo, in Toscana, il legame con la filiera locale passa invece dal latte raccolto entro cinquanta chilometri, tra Crete Senesi e colline volterrane.
Altre specialità conservano tecniche e forme distintive. Il Montebore di Terre del Giarolo, dal Piemonte, combina latte crudo vaccino, ovino e caprino nella struttura a tre dischi sovrapposti. Lo Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche della Latteria Sociale Branzi mantiene la lavorazione a “munta calda” legata alla transumanza. Il Casizolu di Brau Farm, in Sardegna, è una pasta filata di latte intero vaccino, senza aggiunta di fermenti, modellata a mano a forma di pera.
La stagionatura costituisce un ulteriore elemento di differenziazione. Accanto al Parmigiano Reggiano DOP di 4 Madonne e al Formaggio Vacche Rosse dell’Antica Corte delle Vacche Rosse, entrambi maturati oltre due anni, figurano produzioni che utilizzano grotte naturali e affinamenti nel fieno. Il Monte Veronese d’Allevo DOP di La Casara di Roncolato impiega latte crudo proveniente dalle malghe della Lessinia, con ogni forma marchiata per certificarne l’origine d’alpeggio.
Alla conservazione delle tradizioni si affianca la sperimentazione. A Mamma del caseificio Erkìles, prodotto con caglio vegetale e latte crudo di pecore al pascolo in Barbagia, proviene dal primo caseificio sardo ad avere ottenuto, secondo gli organizzatori, la certificazione “Qualità vegetariana”. Tra gli erborinati, Manhattan della Latteria Moro propone un affinamento con whisky, vermouth rosso e ciliegie al maraschino; Selva di Alta Mangiuria abbina invece Falerno del Massico DOP e mirtilli.
«Il livello dei formaggi arrivati in Finale è alto, e non è un caso isolato: la qualità della produzione casearia italiana nel suo complesso continua a crescere», osserva Luca Olivan, direttore dell’evento di Guru Comunicazione. Nella sua lettura, il formaggio unisce una presenza quotidiana sulle tavole a una dimensione di scoperta che trova spazio anche nell’aperitivo.
Per Ancona, la manifestazione collega la cultura gastronomica alla visita della città. L’assessore al Turismo Daniele Berardinelli richiama la possibilità di affiancare alla degustazione la conoscenza della Mole Vanvitelliana, dei musei e della rinnovata Pinacoteca. L’evento è promosso dall’Associazione Rete del Turismo Caseario, organizzato da Guru Comunicazione, con il patrocinio del Comune, il contributo di AnconAmbiente e la collaborazione di AIS Marche.
Alle dieci statuette di categoria si aggiungono i sei riconoscimenti speciali assegnati dalla redazione di Guru Comunicazione: Miglior Derivato del Latte, Miglior Formaggio di Montagna, Cheese Shop dell’Anno, Alla Carriera casearia, Caseificio dell’Anno e Formaggio dell’Anno.
La cerimonia è accessibile con un biglietto da 15 euro, acquistabile su italiancheeseawards.it. Alle 19, nella Sala del Magazzino Tabacchi, tutti i 34 finalisti saranno proposti in un buffet abbinato ai vini del territorio. La premiazione sarà trasmessa anche in diretta sulla pagina Facebook Italian Cheese Awards e sul canale YouTube Cheese Time.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




