Oltre 53,5 milioni di presenze nei campeggi e nei villaggi turistici italiani tra giugno e agosto. Le prime stime elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assocamping Confesercenti Grosseto descrivono un’estate 2026 complessivamente positiva per il turismo all’aria aperta, trainata soprattutto dalla domanda internazionale. Un quadro che trova numerosi punti di contatto con quanto registrato anche in Maremma, ma che deve essere letto andando oltre il semplice dato delle presenze.
«I dati nazionali rispecchiano in buona parte l’andamento dell’estate maremmana – commenta Bernardo Pesciullesi, presidente di Assocamping Confesercenti Grosseto –. Ma dobbiamo anche dire con chiarezza che lo stesso mese di agosto non è stato sufficiente a colmare una situazione di difficoltà ormai avvertita trasversalmente nei diversi settori del turismo maremmano».
Il nodo, secondo gli operatori, non riguarda soltanto il numero degli ospiti, ma soprattutto la loro capacità e propensione alla spesa. «Il budget più ridotto delle famiglie si ripercuote in particolare su tutto ciò che sta attorno al pernottamento: ristorazione, attività supplementari, servizi ed esperienze. Per questo una tenuta delle presenze non significa necessariamente una corrispondente tenuta della redditività delle imprese e dell’indotto».
Anche in Maremma si è assistito a un incremento della clientela straniera, che ha in parte compensato la maggiore frammentazione e la riduzione della permanenza media del turismo italiano. Un fenomeno positivo, ma da valutare con prudenza. «La crescita della componente internazionale può essere letta anche alla luce della situazione geopolitica mondiale, che potrebbe avere disincentivato alcune destinazioni più lontane o esotiche, favorendo mete europee e italiane – sottolinea Pesciullesi –. Non possiamo quindi dare per scontato che questa dinamica rappresenti automaticamente una costante per le prossime stagioni».
Il turismo all’aria aperta presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente strategico per il territorio grossetano. Mare, natura, storia, paesaggio ed enogastronomia costituiscono un’offerta particolarmente coerente con le nuove modalità di vacanza legate all’outdoor e all’esperienza del territorio. A questo si aggiunge una caratteristica specifica delle strutture open air: la capacità di intercettare contemporaneamente fasce di mercato molto differenti.
«I campeggi non rappresentano soltanto un numero importante di posti letto – spiega Pesciullesi –. Al loro interno convivono praticamente tutti i target della domanda turistica: dal cicloturista che viaggia con la tenda ai camperisti itineranti, sempre più attenti alla qualità dei servizi, fino agli ospiti stanziali, spesso regionali, che utilizzano il campeggio quasi come una seconda casa al mare. E poi ci sono bungalow, mobile home e formule glamping di fascia alta, rivolte a chi ricerca una vera esperienza nella natura con standard anche da cinque stelle».
Una varietà che consente agli operatori del settore di osservare da vicino l’evoluzione della domanda e della capacità di spesa. «Da diversi anni il segmento più stabile è indubbiamente quello di livello più alto, i cosiddetti glamping. Ma l’aspetto interessante è che ormai tutte le tipologie di clientela chiedono maggiori servizi. La vacanza in campeggio non viene più vissuta semplicemente come la ricerca di un posto letto: deve diventare un’esperienza completa».
Da qui una riflessione che Assocamping Confesercenti Grosseto estende all’intero sistema turistico provinciale. Per aumentare competitività, permanenza media e capacità di spesa non è sufficiente promuovere singolarmente strutture, località o settori economici.
«Se vogliamo continuare a intercettare turisti che scelgono consapevolmente la Maremma, e non persone che semplicemente vi transitano o vi si fermano per qualche giorno, dobbiamo rivedere l’intero sistema dell’offerta – afferma Pesciullesi –. Non possiamo più pensare alla ricettività, alla ristorazione, agli stabilimenti balneari, al commercio e all’offerta esperienziale come comparti che procedono ciascuno per proprio conto. Dobbiamo creare proposte complete, integrate, accattivanti e competitive».
Una strategia che significa mettere in rete ospitalità, ristorazione, spiagge, sport, natura, borghi, cultura, cicloturismo, produzioni locali ed esperienze. «La promozione del territorio, se rimane frammentata, non è sufficiente. Prima ancora di raccontare una destinazione dobbiamo essere certi di poter offrire concretamente ciò che il turista si aspetta di trovare».
Assocamping richiama l’attenzione anche sul tema delle infrastrutture e dell’accessibilità. «L’immaginario della Maremma autentica, incontaminata e “selvaggia” rappresenta sicuramente un valore. Ma da solo non basta – sottolinea Pesciullesi –. Se mancano le infrastrutture necessarie per raggiungere facilmente il territorio e spostarsi al suo interno sarà difficile intercettare quei numeri che possono realmente fare la differenza. E una volta che il turista è arrivato dobbiamo essere capaci di offrirgli motivazioni sufficienti per rimanere, tornare e possibilmente fidelizzarsi».
Il tema diventa ancora più importante in un contesto nel quale i soggiorni tendono a ridursi, le prenotazioni arrivano sempre più sotto data e le imprese devono confrontarsi con costi di gestione crescenti e una maggiore complessità organizzativa.
Per Assocamping Confesercenti Grosseto occorre quindi lavorare su alcuni obiettivi prioritari: maggiore integrazione tra i comparti turistici, costruzione di un brand Maremma unitario e riconoscibile, innalzamento della professionalità dell’accoglienza e sviluppo di iniziative capaci di allungare realmente la stagione.
«Uno dei problemi più evidenti è che la stagione turistica continua a concentrarsi in un numero troppo limitato di settimane – aggiunge Pesciullesi –. Proprio il turismo open air, grazie alla combinazione tra ambiente, sport, cicloturismo, natura, cultura ed enogastronomia, potrebbe rappresentare uno degli strumenti più efficaci per lavorare sulla destagionalizzazione».
Ma per raggiungere questo obiettivo sarà necessario accompagnare gli investimenti delle imprese. «Servono incentivi nei quali anche il settore pubblico faccia la propria parte e, soprattutto, normative più semplici, chiare e certe che consentano alle strutture di investire, innovare e adeguarsi rapidamente agli standard ormai richiesti dal turismo internazionale».
Digitalizzazione, efficientamento energetico, riqualificazione delle strutture e ampliamento dei servizi rappresentano alcuni dei principali ambiti sui quali il sistema open air sarà chiamato a confrontarsi nei prossimi anni.
«La Maremma possiede tutte le caratteristiche per essere una destinazione di riferimento per il turismo all’aria aperta – conclude Pesciullesi –. Ma dobbiamo passare dalla semplice somma delle singole offerte a un vero sistema turistico territoriale. La sfida non è soltanto aumentare le presenze: è fare in modo che il turista scelga la Maremma, rimanga più a lungo, utilizzi i servizi del territorio e abbia un motivo per tornare. Solo così le presenze potranno tradursi realmente in maggiore valore per le imprese e per tutta l’economia locale».
Maggiori elementi di confronto si avranno con la quarta edizione del sondaggio “Maremma & Turismo”, che la Confesercenti Grosseto lancerà nei prossimi giorni, rivolto a tutte le attività commerciali e turistiche dei comuni di Castiglione della Pescaia, Pitigliano, Orbetello e Grosseto.
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