Al via oggi la XX edizione di RemTech Expo, in programma a Ferrara al18 settembre 2026.
La Campania partecipa a un’importante occasione di confronto tra istituzioni, ricerca e imprese sui temi delle bonifiche, del risanamento e della rigenerazione dei territori. Un confronto particolarmente rilevante per la Campania, chiamata ad affrontare criticità ambientali complesse.
“Fare rete e rafforzare le sinergie istituzionali è indispensabile per affrontare le sfide ambientali con maggiore efficacia. RemTech è un’occasione per condividere esperienze, competenze e buone pratiche, costruendo un confronto concreto tra istituzioni, ricerca e imprese. La Campania vuole contribuire a questo percorso, perché il risanamento dei territori richiede collaborazione, visione e responsabilità condivise”, dichiara l’assessora Claudia Pecoraro.
La partecipazione della Regione conferma l’importanza di un approccio fondato sulla collaborazione e sul confronto qualificato, per rafforzare le strategie di risanamento ambientale e promuovere interventi capaci di produrre benefici concreti per le comunità.
La Regione Campania sta attraversando una fase di profonda trasformazione delle proprie politiche ambientali, adottando l’approccio One Health come cornice strategica per programmare interventi che considerano inscindibile il legame tra salute umana, salute animale e qualità degli ecosistemi. L’obiettivo è superare definitivamente la logica emergenziale che ha caratterizzato il passato, costruendo un modello strutturale fondato su prevenzione, monitoraggio scientifico, risanamento, economia circolare e sviluppo delle energie rinnovabili.
In questo quadro, la politica di coesione europea – attraverso il PR Campania FESR 2021-2027 – sostiene un percorso che punta a trasformare criticità storiche in opportunità di rigenerazione e resilienza, investendo nel ciclo dei rifiuti, nelle infrastrutture idriche e nella produzione di energia pulita.
Dissesto idrogeologico: sicurezza dei territori e prevenzione continua
Il dissesto idrogeologico rappresenta una delle principali fragilità ambientali della Campania. Frane, erosione, instabilità dei versanti e pressione antropica richiedono interventi costanti e coordinati. La Regione ha avviato una strategia integrata che combina prevenzione, manutenzione forestale, messa in sicurezza puntuale e programmazione nazionale, con 27 interventi finanziati dal PR FESR.
Le attività – affidate a Comunità Montane, Province e Città Metropolitana di Napoli – riguardano la gestione delle acque superficiali, la riduzione del rischio incendi e la mitigazione dell’erosione. Interventi mirati sono in corso in numerosi comuni, tra cui Avella, Piedimonte Matese, Volturara Irpina, Roccarainola, Amalfi e Vico Equense.
Tra le opere più rilevanti emerge il Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico del Bacino del Fiume Sarno, che mobilita oltre 406 milioni di euro. Entro il 2032 la capacità di invaso crescerà di oltre 5 milioni di metri cubi, mentre la portata idraulica alla foce raggiungerà i 120 m³/s, aumentando la sicurezza dei centri abitati.
A ciò si aggiunge il progetto di ripascimento della linea di costa, volto a ricostituire arenili erosi o cancellati.
Sviluppo sostenibile: dalla strategia all’azione
La Campania ha assunto gli obiettivi dell’Agenda 2030 come riferimento per orientare le proprie politiche. Con la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, la Regione ha definito un quadro unitario che integra tutela ambientale, innovazione, crescita economica e inclusione sociale.
Oggi il percorso entra in una nuova fase: aggiornamento della Strategia e definizione del Piano d’Azione, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’obiettivo è individuare interventi concreti, strumenti operativi e sistemi di monitoraggio efficaci, consolidando un modello di sviluppo resiliente e responsabile.
Rifiuti: da emergenza a risorsa
La crisi dei primi anni 2000 e l’emergenza della Terra dei Fuochi hanno segnato profondamente la Campania. Oggi, grazie a investimenti pubblici e europei, nuove infrastrutture e sistemi avanzati di controllo, la Regione sta completando un percorso di risanamento e legalità.
L’operazione di rimozione di circa 5 milioni di tonnellate di ecoballe, stoccate da vent’anni, rappresenta uno dei passaggi più significativi. Le filiere attivate comprendono:
- trasporto fuori regione,
- produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS),
- recupero di materia.
Due impianti – Caivano e Giugliano – sono già operativi e integrati nel sistema regionale.
Parallelamente, la Regione punta a un modello “rifiuti zero”, sostenuto da ricerca scientifica, progettazione di beni riutilizzabili e incremento della raccolta differenziata. Sono in fase di realizzazione 13 impianti di compostaggio, distribuiti tra strutture regionali e comunali.
Il progetto Smart STIR aggiorna gli impianti di trattamento dell’indifferenziato con tecnologie digitali e meccaniche avanzate, riducendo consumi e massimizzando il recupero di materia.
Bonifiche: eco-giustizia e tutela delle comunità
La Regione considera ogni bonifica un atto di giustizia ambientale. Con il bilancio 2026-2028 sono stati stanziati 8,9 milioni di euro per la bonifica definitiva del sito Agrimonda di Mariglianella, simbolo delle ferite ambientali del territorio.
Ulteriori interventi riguardano gli ex impianti Metalplast (Ailano), Campania Energia (Teano) e SRA (Polla), ciascuno finanziato con 2,1 milioni di euro.
È stato avviato anche un programma di monitoraggio delle falde acquifere, con interventi mirati sulla falda Solofrana-Montorese, contaminata da solventi industriali.
La Regione interviene inoltre sulle micro-discariche lungo le strade provinciali e sui fenomeni di sversamento illecito, in collaborazione con ARPAC e società partecipate.
Biodiversità: nuove aree protette e attuazione del Regolamento UE 2024/1991
La Campania è tra le prime regioni italiane per superficie tutelata: 350.000 ettari, pari al 25,6% del territorio regionale. Con la legge regionale n. 25/2025 è stato aggiornato il quadro normativo delle aree protette.
La Giunta ha approvato quattro nuove Zone di Protezione Speciale, per oltre 7.000 ettari: Castel Volturno–Cancello Arnone, Monteverde, Monte Origlio–Bosco Cuccari e Mondragone.
La designazione è accompagnata dall’approvazione dei piani di gestione e delle misure di conservazione dei siti Natura 2000, in linea con gli obiettivi europei di ripristino della natura.
La tutela della biodiversità è parte integrante dell’approccio One Health: proteggere habitat e specie significa proteggere la salute degli ecosistemi e, di conseguenza, quella animale e umana.
Aria: riduzione delle fonti inquinanti e nuovi strumenti di monitoraggio
La qualità dell’aria è uno dei fattori più rilevanti per la salute pubblica. La Regione ha aggiornato il Piano di Tutela della Qualità dell’Aria, basato sulla rete di monitoraggio ARPAC e sul sistema modellistico ARIANET.
Con l’Accordo di Programma Quadro con il MASE, sono stati stanziati 29 milioni di euro per incentivi alla sostituzione degli impianti termici civili alimentati a biomassa legnosa, una delle principali fonti di particolato primario in inverno.
Collaborazioni con gli Atenei campani e iniziative di educazione ambientale completano il quadro di interventi, in vista dell’allineamento alle Linee Guida OMS entro il 2030.
Acqua: tutela della risorsa e infrastrutture strategiche
La gestione dell’acqua è una priorità della nuova Strategia regionale. La Campania sta investendo in:
- ammodernamento delle reti idriche,
- efficientamento dei sistemi di depurazione,
- valorizzazione delle sorgenti,
- realizzazione di invasi per l’agricoltura,
- ottimizzazione della risorsa idrica anche tramite investimenti idroelettrici.
Il PR Campania FESR destina oltre un miliardo di euro al ciclo integrato delle acque.
Opera strategica è la Diga di Campolattaro, destinata a riequilibrare il bilancio idrico regionale, garantendo:
- acqua potabile per oltre 2,5 milioni di abitanti,
- irrigazione per 15.000 ettari,
- produzione di 18.000 MWh/anno tramite due centrali idroelettriche.
Il progetto, dal valore complessivo di 741 milioni di euro, è finanziato da PNRR, FSC e risorse nazionali.
La Campania sta costruendo un modello di sviluppo ambientale avanzato, fondato su prevenzione, innovazione, tutela delle risorse naturali e partecipazione delle comunità. Una visione che integra salute, ambiente e crescita economica, trasformando criticità storiche in opportunità di rigenerazione e qualità della vita.
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