Strade da sistemare, edifici pubblici da riqualificare, servizi da garantire e conti da far quadrare, mentre aumentano i costi e le risorse a disposizione dei Comuni si fanno sempre più limitate. A Rescaldina per la giunta Ielo, arrivata al giro di boa, è tempo di bilanci e al redde rationem della prima metà del mandato la partita si gioca tra interventi realizzati, progetti da completare e scelte da fare, in un momento storico in cui anche a livello locale le ricadute globali si fanno sentire.
Il sindaco: “Fase di trasformazioni, ma Rescaldina ha le risorse per affrontarle”
«Stiamo vivendo una fase storica segnata da profonde trasformazioni – sottolinea il sindaco Gilles Ielo -. Le guerre, le tensioni geopolitiche, l’instabilità dei mercati, i cambiamenti climatici, la rivoluzione tecnologica e le nuove fragilità sociali sempre più emergenti stanno modificando gli equilibri internazionali e le prospettive economiche. La distanza geografica però non con la distanza delle conseguenze. Ciò che accade nel mondo arriva rapidamente alle nostre comunità attraverso il costo dell’energia, le difficoltà delle imprese, le preoccupazioni delle famiglie e l’incertezza soprattutto dei giovani rispetto al futuro. Anche l’Europa e il nostro Paese devono confrontarsi con questioni strutturali importanti: la sostenibilità dei sistemi dei welfare, l’invecchiamento della popolazione, le rivendicazioni dei giovani, le migrazioni, la competitività, la necessità di accompagnare le trasformazioni tecnologiche e tutelare allo stesso tempo l’ambiente. In questo scenario il Comune è il luogo nel quale le grandi questioni impattano concretamente con la vita quotidiana e i bisogni delle persone».
In questo quadro, la difficoltà più grande è «rispettare gli equilibri finanziari» ma costruendo «le condizioni per dare continuità ai servizi» e «riuscendo a fare gli investimenti necessari». «Un bilancio sano non è un obiettivo astratto – aggiunge Ielo -, è la condizione che permette di mantenere i servizi, affrontare gli imprevisti e programmare gli investimenti. Allo stesso tempo sappiamo che la sostenibilità finanziaria non è sufficiente se non si traduce in risposte concrete. Rescaldina ha le risorse umane, sociali ed economiche per affrontare le trasformazioni che ci attendono. Il compito dell’amministrazione è contribuire a valorizzarle costruendo le condizioni affinché la nostra comunità continui a essere un luogo nel quale vivere, crescere, lavorare e costruire il proprio futuro. A metà mandato il nostro impegno non è semplicemente continuare quello che abbiamo iniziato, ma fare in modo che ogni singola scelta contribuisca a lasciare una Rescaldina migliore, più coesa e più preparata alle sfide di domani».
Dalle strade agli impianti sportivi: a che punto è Rescaldina
A due anni e mezzo dall’inizio del secondo mandato, il bilancio dell’amministrazione annovera l’applicazione dell’avanzo di bilancio per la riqualificazione delle strade cittadine – con il capitolo relativo a via Marco Polo e viale Kennedy ancora aperto, ma legato a doppio filo alla partita dell’ampliamento del centro commerciale – e nei mesi scorsi anche per il restyling dell’immobile comunale di via Don Pozzi, destinato a diventare la nuova sede del Comando di Polizia Locale.
Poi il potenziamento dell’illuminazione pubblica nell’ambito del progetto Lumen, che ha portato anche all’installazione di dieci telecamere bidirezionali ai varchi di via Castellanza, via Gerenzano, via per Legnano, via Marnate e sulla Saronnese, la riqualificazione dell’auditorium comunale, il cantiere alle scuole Manzoni arrivato in porto – anche se qualche ritocco ancora servirà – per quanto riguarda l’asilo, il nuovo nido da 36 posti realizzato grazie ai fondi del PNRR, e l’appalto per la manutenzione del verde al bivio tra affidamento in house o gestione diretta in vista del rinnovo.
Per i cimiteri, invece, la strada che la giunta intende imboccare, verosimilmente entro la metà del prossimo anno, è quella del partenariato pubblico privato, formula che permetterebbe la presenza di un custode nei due campisanti cittadini, almeno a tempo parziale. Intanto continua il lavoro sulla “Città dei Bambini”, che in questi anni ha portato al raddoppio del progetto del consiglio comunale junior, ora aperto anche alle scuole secondarie di primo grado e non più solo alle primarie. E si lavora sugli impianti sportivi: in questi anni ci sono stati, dopo il rifacimento della copertura delle tribune, la riqualificazione dei due campi da calcio a cinque al centro sportivo di via Barbara Melzi e il rifacimento dell’illuminazione del campetto di Rescalda e della palestra delle scuole Ottolini, con l’intervento per la realizzazione di nuovi spogliatoi al pallone di via Schuster in partenza, così come per l’impianto di via Roma sono previsti lavori alla copertura della palestra e per la recinzione esterna. Il tutto con un più alla voce dell’organico comunale, «in un momento in cui lavoro pubblico non più attrattivo e attraente come nei decenni scorsi».
L’incognita della riqualificazione della Torre Amigazzi
In un quadro dove anche Rescaldina è chiamata a fare fronte ad una spesa sociale crescente con scelte a volte anche impopolari – come nel caso dell’aumento delle tariffe per i servizi di pre e post scuola -, l’incognita principale rimane l’intervento di riqualificazione della corte della Torre Amigazzi.
Riqualificazione che, ad oggi, rimane nel limbo: alla scadenza del 30 giugno fissata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, infatti, l’obiettivo non è stato raggiunto, ma sul futuro dell’opera il Ministero non ha ancora preso una decisione. «Quel cantiere è un’operazione a cuore aperto – sottolinea il sindaco -, anche per il ruolo centrale che gioca rispetto al paese. L’augurio è che l’intervento possa proseguire, perché altrimenti, anche rivendicando tutto quello che l’ente ha diritto di ottenere (il Comune ha già avviato il consulto legale per valute le possibili strade da percorrere, ndr), ci aspetterebbe un iter legale di non rapida conclusione. Vedere quel progetto concluso riconsegnerebbe al paese un luogo centrale dove potrebbe svilupparsi una nuova socialità, anche grazie alle scuole e alle associazioni culturali, e ridisegnerebbe la morfologia delle relazioni a Rescaldina».
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