Per un’impresa la cifra complessiva acquista senso quando viene collegata al settore in cui opera e alla dimensione della spesa. La forma di sostegno prevista determina poi quanta parte dell’investimento dovrà passare dal credito o da risorse proprie.
Avvertenza sugli importi: le soglie minime indicate riguardano la spesa del progetto. L’agevolazione sarà calcolata applicando percentuali e massimali alle voci riconosciute dal bando.
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La delibera stanzia le risorse, gli avvisi apriranno le candidature
La delibera n. 618 compie il primo atto amministrativo: approva gli indirizzi del programma e ripartisce la dotazione. La domanda di agevolazione richiede un ulteriore provvedimento per ogni linea. Nel testo applicativo compariranno le regole di ammissione e i documenti richiesti; lo stesso atto fisserà i tempi dell’istruttoria e il canale telematico.
Le risorse provengono dal PR Campania FESR 2021-2027 e dal PR Campania FSE+ 2021-2027. A queste somme si affiancano i rientri del Fondo regionale per lo sviluppo delle PMI campane e del Fondo per l’Artigianato campano. Il Fondo regionale Crescita completa la provenienza finanziaria. Il termine “rientri” identifica disponibilità collegate agli strumenti delle precedenti programmazioni comunitarie.
Gli indirizzi approvati riguardano l’ampliamento e la diversificazione della capacità produttiva. Un’altra parte è dedicata all’ammodernamento di impianti e processi; la riconversione delle attività completa il campo degli investimenti annunciati.
Oltre nove decimi delle risorse vanno alle due misure maggiori
Campania Compete e Campania Innovativa assorbono poco più del 91% della dotazione. I restanti 31 milioni sono destinati alle attività di scala minore e alle reti fra PMI, con soglie d’ingresso molto lontane da quelle milionarie riservate agli investimenti produttivi e tecnologici.
Campania Compete destina 115 milioni alle filiere regionali
Campania Compete assorbe 115 milioni, pari al 33,2% della dotazione. La precedenza riguarda microimprese e aziende classificate come piccole o medie. I settori comprendono cantieristica ed economia del mare, automotive e aerospazio. Si aggiungono agroindustria e turismo termale. Abbigliamento e moda completano il perimetro annunciato.
La Linea A dispone di 75 milioni per programmi compresi fra 1 e 5 milioni di euro. Il fondo perduto arriva al 50% per micro e piccole imprese e al 40% per le medie; dentro la stessa dotazione sono indicati 10 milioni per incentivi occupazionali e altri 10 milioni destinati ai contributi sugli interessi bancari.
Applicando soltanto le percentuali annunciate, un programma da 2 milioni avrebbe un tetto teorico di 1 milione per una micro o piccola impresa. Per un’azienda media il limite scenderebbe a 800 mila euro. Il calcolo definitivo partirà dalle spese che l’avviso riconoscerà come ammissibili.
La Linea B vale 40 milioni e copre programmi da 500 mila a 2,5 milioni. Una quota sarà a fondo perduto e un’altra passerà dal credito; la garanzia rientra fra le forme indicate. La fascia fra 1 e 2,5 milioni ricade nelle soglie di entrambe le linee: saranno le regole applicative a stabilire quale formula finanziaria corrisponde al singolo progetto.
Duecento milioni si concentrano sulle tecnologie STEP
Campania Innovativa riceve 200 milioni, il 57,8% dell’intera dotazione. La Linea A, da 100 milioni, riguarda imprese già consolidate: la spesa parte da 2 milioni e il contributo raggiunge al massimo 15 milioni. Quel massimale fissa il tetto per progetto. La percentuale riconosciuta sulla spesa sarà definita nell’avviso.
La Linea B dispone della stessa cifra. Metà della dotazione è riservata alle imprese di recente costituzione: la riserva vale 50 milioni. La spesa minima scende a 1 milione e il contributo massimo si ferma a 5 milioni. La definizione temporale di “recente costituzione” dovrà comparire nell’avviso, perché la scheda diffusa finora non indica un numero di mesi o anni.
STEP comprende le tecnologie digitali e la deep-tech. Accanto figurano le tecnologie pulite ed efficienti nell’uso delle risorse, insieme alle biotecnologie richiamate dal regolamento europeo.
Il regolamento europeo considera critica una tecnologia quando introduce una componente emergente con potenziale economico oppure contribuisce a limitare dipendenze dell’Unione. L’ammissione richiederà che il progetto rientri in una categoria STEP prevista dall’avviso. Anche la filiera industriale dovrà rispettarne le condizioni; una spesa genericamente digitale non ottiene per questo solo motivo l’inquadramento nella misura.
Da 20 mila a 100 mila euro per artigiani e commercio di prossimità
Campania Artigiana e Commercio di Prossimità dispone fino a 30 milioni per le imprese artigiane. La platea comprende i negozi di vicinato; rientra anche il commercio ambulante. La spesa ammessa si colloca fra 20 mila e 100 mila euro, una scala molto più accessibile rispetto alle soglie milionarie delle due misure maggiori.
Il sostegno combina un contributo a fondo perduto fino al 50% con un prestito a tasso zero destinato a coprire almeno il restante 50%. Su una spesa riconosciuta di 80 mila euro, il fondo perduto arriverebbe al massimo a 40 mila. La metà residua passerebbe dal finanziamento senza interessi, secondo le condizioni che saranno pubblicate.
Le domande saranno raccolte a sportello. L’avviso stabilirà l’ordine di esame e la durata della finestra; indicherà anche come saranno controllate le richieste.
Le reti di almeno dieci PMI ricevono fino all’80% della spesa ammessa
Campania delle Reti ha una dotazione di 1 milione. Possono concorrere aggregazioni che rappresentino almeno dieci piccole e medie imprese, con un contributo a fondo perduto fino all’80% dei costi riconosciuti. Su 250 mila euro di spesa ammessa, il tetto aritmetico sarebbe 200 mila. Il restante quinto rimarrebbe a carico della rete, fatte salve le condizioni che saranno inserite nell’avviso.
Sono indicati investimenti condivisi nella ricerca e negli acquisti di gruppo, oltre a logistica e internazionalizzazione. Marchi e certificazioni rientrano fra le attività ammesse. La precedenza annunciata riguarda moda e filiera orafo-gioielliera; il turismo termale completa l’area preferenziale.
La soglia dei 500 milioni richiede più di 154 milioni aggiuntivi
La differenza fra la dotazione regionale e il volume atteso oltrepassa 154 milioni; quella parte dovrà arrivare dal concorso del credito bancario richiamato negli atti. Il rapporto supera 1,45 euro di investimento complessivo per ogni euro pubblico.
La quota aggiuntiva interessa soprattutto le linee costruite con prestiti o garanzie. Anche i contributi sugli interessi presuppongono un finanziamento al quale applicare l’abbattimento previsto.
Il rapporto fra banche e aziende di minori dimensioni era già stato esaminato nel nostro articolo sul credito alle PMI, tema che torna qui dentro una misura regionale di ampia portata.
Le assunzioni peseranno nella valutazione dei progetti
Le graduatorie attribuiranno rilievo agli effetti misurabili sulla subfornitura locale e al trasferimento tecnologico. La capacità di accrescere le esportazioni entrerà a sua volta nella valutazione.
Punteggi dedicati accompagneranno le nuove assunzioni. Sono previste premialità per la ricollocazione di lavoratori provenienti da imprese in crisi e per l’occupazione femminile. Queste voci incidono sulla posizione del progetto in graduatoria. I bandi stabiliranno il punteggio attribuito e la durata degli impegni occupazionali; le verifiche seguiranno regole pubblicate insieme alla misura.
Le regole ancora assenti impediscono di calcolare l’aiuto finale
Le soglie finanziarie indicano a un’impresa quale misura si avvicina alla dimensione del proprio investimento. Manca ancora l’elenco delle spese riconosciute. La decorrenza temporale dei costi e i documenti necessari a provare la spesa saranno indicati negli atti applicativi.
Restano da conoscere i requisiti territoriali delle sedi coinvolte e le eventuali condizioni economico-finanziarie. I bandi definiranno anche le modalità di erogazione. La scheda diffusa non indica se saranno previste anticipazioni; non descrive neppure stati di avanzamento e tempi di pagamento. Qualsiasi calcolo dell’agevolazione rimane provvisorio fino alla pubblicazione degli atti applicativi.
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