#Finsubito news – Manovra, il bonus agli anziani che indebolisce la sanità pubblica in Molise


Il rischio nella Manovra di Governo è serio e concreto: invece di rafforzare la sanità pubblica, si sostengono economicamente i cittadini affinché trovino nel privato le risposte che il Servizio sanitario nazionale non riesce più a garantire in tempi adeguati. È questo il nodo della contestazione sollevata sulla misura contenuta nella legge di bilancio 2027, che prevede uno stanziamento di 1 miliardo e 645 milioni di euro per una Carta da 300 euro destinata agli over 75 con redditi pensionistici entro i limiti stabiliti dalla norma, da utilizzare per l’acquisto di farmaci, visite specialistiche e prestazioni sanitarie.

Una scelta che ha aperto un confronto sul modello di sanità che il Governo intende perseguire e che, in Molise, assume un significato ancora più delicato per il già complesso rapporto tra sistema pubblico e strutture private accreditate e per i tempi di erogazione delle prestazioni pubbliche.

A intervenire sono, con argomentazioni sostanzialmente convergenti, Alessandra Salvatore, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, e Cittadinanzattiva Molise. Politica e associazione mettono in discussione la destinazione delle risorse e chiedono che quei fondi vengano utilizzati per rafforzare il Servizio sanitario pubblico, anziché finanziare un contributo individuale che rischia di rappresentare soltanto una risposta temporanea alle difficoltà dei cittadini.







Per Salvatore, il problema è innanzitutto politico. “Non è la stessa cosa finanziare il servizio sanitario pubblico e distribuire contributi individuali per acquistare beni e prestazioni sanitarie”. Il voucher, secondo la capogruppo dem, non rafforza ospedali, ambulatori e medicina territoriale, non consente di assumere medici e infermieri e non aumenta la capacità del servizio pubblico di abbattere le liste d’attesa. “Il rischio, sostiene, è che anziché rimuovere le ragioni che costringono le persone a rivolgersi al privato, si finisca per finanziare proprio quel modello”.

Una preoccupazione condivisa da Cittadinanzattiva la quale riconosce che l’intenzione di sostenere economicamente gli anziani risponde a un bisogno reale, considerando quanto le liste d’attesa e la spesa sanitaria a carico delle famiglie incidano soprattutto sulle fasce più fragili. Ma un bonus di 300 euro, osserva, non risolve il problema: lo certifica. Secondo l’associazione, il contributo rischia di accompagnare i cittadini verso alternative esterne al Servizio sanitario nazionale, invece di garantire prestazioni tempestive e uniformi attraverso la rete pubblica.

Cittadinanzattiva evidenzia tre criticità: il voucher non rafforza i Livelli essenziali di assistenza, non tiene conto delle differenze tra i bisogni sanitari delle persone e delle condizioni dei diversi territori e, soprattutto, non rappresenta un intervento strutturale. Gli anziani e le persone con patologie croniche hanno bisogno di continuità assistenziale, non di un contributo occasionale.

È proprio su questo terreno che la questione diventa particolarmente rilevante per il Molise. La regione conosce da tempo le difficoltà della propria rete sanitaria pubblica: carenza di personale, criticità ospedaliere, difficoltà della medicina territoriale e tempi di attesa che spesso costringono i cittadini a cercare risposte altrove.

In un contesto simile, la preoccupazione è che una misura come quella prevista dal Governo possa contribuire ad alimentare ulteriormente il ricorso alle strutture private, comprese quelle accreditate, senza intervenire sulle carenze che limitano la capacità di risposta del sistema pubblico.

Non si tratta di mettere in discussione il ruolo delle strutture private che operano nell’ambito della rete sanitaria regionale, ma di interrogarsi sulla direzione che sta assumendo l’impiego delle risorse pubbliche. Se il servizio pubblico non riesce a garantire una visita o un esame in tempi ragionevoli e la risposta diventa un contributo per acquistare quella prestazione sul mercato, il rischio è che si consolidi un modello nel quale le difficoltà del pubblico alimentano la domanda di prestazioni private.

Per i cittadini molisani le conseguenze potrebbero essere particolarmente pesanti. Anziani, malati cronici e persone che vivono nelle aree interne rischiano di trovarsi ancora una volta davanti a un’alternativa: attendere per una prestazione pubblica oppure cercare una soluzione privata, con ulteriori costi a carico delle famiglie. Un voucher di 300 euro può offrire un aiuto limitato, ma non risolve il problema della disponibilità dei servizi, della loro distribuzione sul territorio e della continuità delle cure.

La convergenza tra la posizione di Salvatore e quella di Cittadinanzattiva riguarda soprattutto la destinazione alternativa dei fondi. L’associazione chiede di presentare un emendamento soppressivo dell’articolo 53 del disegno di legge di bilancio, vincolando l’intero stanziamento di 1,645 miliardi di euro all’incremento del Fondo sanitario nazionale.

Le risorse dovrebbero essere indirizzate principalmente a tre obiettivi: riduzione delle liste d’attesa, attraverso nuove assunzioni e prestazioni aggiuntive del personale sanitario; rafforzamento dell’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle persone con demenza; consolidamento dell’assistenza domiciliare e territoriale, con il completamento dei modelli organizzativi previsti dal DM 77/2022, dalle Case di Comunità agli infermieri di famiglia.

Si tratta di interventi che avrebbero ricadute dirette anche sul Molise, dove il rafforzamento della rete pubblica rappresenta una delle questioni centrali per garantire il diritto alla salute, soprattutto nei territori più distanti dai principali presidi ospedalieri.

Resta, infine, la questione politica regionale. Salvatore chiama direttamente in causa il presidente Francesco Roberti, chiedendo alla Regione di assumere una posizione chiara nel confronto con il Governo nazionale e di sostenere la destinazione delle risorse al rafforzamento della sanità pubblica.

“Per noi – ha detto ancora Salvatore – questa discussione assume un significato ancora più importante, in una regione come il Molise, che conosce drammaticamente le conseguenze del progressivo indebolimento della sanità pubblica. Ecco perché diventa ancora più urgente contrastare il disegno complessivo del Governo Meloni, a cui il Governo Roberti fa sponda: federalismo fiscale e autonomia differenziata da un lato, risorse che anziché destinate a rafforzare il pubblico, vengono direttamente o indirettamente assicurate al privato dall’altro, avranno come effetto la demolizione di quel sistema universalistico che pensò e realizzò Tina Anselmi”.
Il nodo, insomma,  non è solamente relativo al voucher ma anche al ruolo del Servizio sanitario nazionale e sull’equilibrio tra pubblico e privato. Per il Molise, poi, la posta in gioco è particolarmente alta: evitare che il progressivo indebolimento dei servizi pubblici finisca per rendere sempre più necessario il ricorso alla sanità privata.

Del resto critiche in questo senso sono già arrivate anche alle regioni di centrodestra “mentre Roberti non ha ancora dato alcun segnale di vita politica. Lo faccia ora. Si attivi contro l’ennesimo sabotaggio della Sanità pubblica, prima che i danni, soprattutto per il Molise, diventino irreversibili”.


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