In Piemonte l’idroelettrico muove numeri ed esperienze importanti. Su un totale di 4.953 impianti presenti in tutta Italia, ben 1.106 (tra grande e piccolo idroelettrico) con una potenza di 3.909 MW si trovano in Piemonte, parliamo di oltre il 22% rispetto al totale nazionale (dati Terna, 2025), in grado di coprire il 26,8% dei consumi elettrici regionali. Un dato che fa del Piemonte la prima regione della Penisola per numero di impianti, seguita dal Trentino-Alto Adige con 906 impianti e dalla Lombardia con 766. Accanto ai numeri, le buone pratiche che fanno scuola in fatto di mini – idroelettrico a partire dalla centrale di Montalto 2 di Edison, in provincia di Torino, che da oggi entra a far parte delle migliori best practices nazionali in fatto di transizione ecologica. La prima nel suo genere ad essere censita.
Funzionamento Montalto 2 e impronta sostenibile. La centrale Edison di Montalto 2 è un impianto ad acqua fluente e produce energia rinnovabile sfruttando un piccolo salto idraulico di appena 3,35 metri. Secondo i dati forniti da Edison, la producibilità media è di circa 7,7 GWh all’anno, in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 2.800 famiglie, evitando l’emissione di circa 5.000 tonnellate di CO₂. Grazie al salto dell’acqua l’energia cinetica dell’acqua viene trasformata in energia meccanica tramite una turbina Kaplan ad asse orizzontale e successivamente in energia elettrica tramite un generatore. L’acqua viene quindi restituita alla Dora Baltea attraverso il tratto terminale del canale, senza modificarne complessivamente le portate derivate per il sistema idroelettrico. Il nuovo impianto permette così di efficientare ulteriormente, dal punto di vista energetico, un asset storico di Edison, senza alterare in alcun modo il regime idraulico della Dora Baltea.
“Nel panorama delle fonti rinnovabili l’idroelettrico – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta un asset importante nel nuovo sistema energetico basato sulle fonti pulite su cui occorre prestare attenzione analizzando sia le potenzialità sia le criticità. Le centrali idroelettriche trasformano l’energia dell’acqua in energia elettrica ed è importante che tengano conto dell’ambiente e del territorio circostante. Da questo punto di vista la centra mini-idroelettrica Montalto 2 al centro della nostra 49esima tappa della nostra campagna itinerante tra i cantieri della transizione ecologica ben racconta come sia possibile coniugare produzione da fonti pulite con un basso impatto sul territorio. Per questo a nostro avviso rappresenta un esempio che si può replicare in corrispondenza di canali artificiali sia idroelettrici che irrigui, e in grado di utilizzare piccoli salti d’acqua per la produzione rinnovabile”.
«L’idroelettrico è un settore di grande importanza strategica: è la prima fonte rinnovabile al mondo e valorizza una risorsa come l’acqua, il cui utilizzo richiede competenze specifiche e un forte senso di responsabilità. Edison vanta una lunga tradizione in questo settore, avendo realizzato le prime centrali del Paese sul finire dell’Ottocento, e ancora oggi continua a puntare sull’innovazione, valorizzando le infrastrutture esistenti e realizzando impianti sempre più integrati nell’ambiente, come Montalto 2. Vogliamo contribuire a una “transizione energetica diffusa”, capace di rendere protagonisti i territori e di coniugare produzione di energia rinnovabile, uso efficiente delle risorse e rispetto degli ecosistemi», ha dichiarato Nicola Monti, amministratore delegato di Edison.
Un sistema di centrali a cascata: L’impianto Montalto 2 fa parte di un gruppo di centrali idroelettriche alimentate a cascata attraverso un unico canale artificiale che deriva le acque del fiume Dora Baltea mediante un’opera di presa situata in corrispondenza della traversa esistente in località Montestrutto nei comuni di Settimo Vittone (TO) e di Tavagnasco (TO). Edison è proprietaria del canale artificiale e di tutti gli impianti idroelettrici ubicati su di esso. Lungo il suo percorso il canale alimenta una successione di impianti idroelettrici, consentendo di valorizzare più volte la stessa risorsa idrica prima della sua completa restituzione al fiume. A monte del nuovo impianto si trovano gli impianti Dora II, Montebuono e Montalto Dora. Dopo quest’ultima centrale, il canale percorre altri 1.400 metri prima di restituire completamente le acque alla Dora Baltea. È proprio in questo tratto finale che è stato individuato un salto idraulico sfruttabile per la produzione di ulteriore energia elettrica.
Ricadute e benefici sul territorio: Il progetto ha generato ricadute positive sul territorio, sia in termini economici e occupazionali, sia sotto il profilo ambientale. L’impianto, sotto la direzione e coordinamento della Divisione Ingegneria di Edison, è stato realizzato da un’impresa di costruzione locale – Cogeis SpA – coadiuvata, per la fornitura e installazione delle componenti elettromeccaniche, da Scotta SpA, favorendo, quindi una filiera di competenza, qualità ed esperienza tutta italiana. La prossimità territoriale delle imprese coinvolte ha inoltre agevolato le attività di cantiere e il trasporto dei materiali, favorendo una gestione più efficiente delle operazioni ed un minore impatto ambientale.
Tra i principali benefici per il territorio si annoverano la produzione locale di energia elettrica da fonte rinnovabile e il contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra rispetto a una produzione equivalente da fonti fossili. Il progetto ha inoltre consentito di valorizzare la risorsa idrica attraverso la realizzazione di un’infrastruttura caratterizzata da un ridotto ingombro superficiale e potenzialmente integrabile nel contesto paesaggistico, limitando l’alterazione della percezione dei luoghi. A questi aspetti si aggiungono le attività di riqualificazione e ripristino delle aree interessate dai lavori, nonché il monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche, elementi che contribuiscono a favorire una gestione attenta e sostenibile dell’infrastruttura e del contesto territoriale in cui si inserisce.
Focus i comuni dell’idroelettrico in Italia: secondo l’ultimo report Comuni Rinnovabili 2025, in Italia sono 1.996 i Comuni italiani che presentano almeno un impianto idroelettrico sul proprio territorio. Di questi, sono almeno 1.410 quelli che presentano solo impianti mini-idroelettrici, ovvero con una potenza inferiore ai 3 MW, e almeno 586 quelli con impianti di dimensioni superiori ai 3 MW. Oggi l’idroelettrico nel nostro Paese con i suoi 23,6 GW di potenza e una produzione di 41,9 TWh/a è in grado di coprire il 13,5% dei consumi elettrici nazionali. Una percentuale che rimane importante che evidenzia la sofferenza del settore a causa dei cambiamenti climatici.
Edison e idroelettrico: Edison opera nella produzione di energia attraverso un parco che comprende oltre 250 impianti, tra centrali idroelettriche, parchi eolici e fotovoltaici e centrali termoelettriche. Con 129 centrali idroelettriche, questa tecnologia conserva un ruolo rilevante nella produzione da fonti rinnovabili del Gruppo, grazie alla possibilità di valorizzare la risorsa idrica attraverso infrastrutture consolidate e competenze specialistiche sviluppate nel tempo.
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