Bruxelles include le auto e lascia fuori il riciclo


La Commissione europea ha aperto la consultazione sulla revisione dell’IVA applicata ai modelli di business circolari. Nel perimetro entrano usato, beni invenduti e auto aziendali, mentre non figurano interventi specifici su materie prime seconde e prodotti con contenuto riciclato. Il confronto si intreccia con il futuro Circular Economy Act, il cui calendario resta ancora incerto.


La revisione delle regole europee sull’IVA applicata all’economia circolare entra nella fase operativa. E, almeno per il momento, lascia fuori materie prime seconde e prodotti con contenuto riciclato mentre include i veicoli passeggeri utilizzati a scopi professionali. Il 10 settembre la Commissione europea ha infatti aperto ufficialmente la consultazione pubblica chiamata a raccogliere osservazioni e proposte sulla possibile modifica della disciplina fiscale applicabile ai modelli di business circolari. L’iniziativa, anticipata nelle scorse settimane e collegata al futuro Circular Economy Act, punta a verificare come il sistema comune dell’IVA possa essere adattato per sostenere maggiormente riuso, seconda mano e modelli produttivi a basse emissioni, eliminando al tempo stesso eventuali ostacoli fiscali alla circolarità.

La consultazione resterà aperta per otto settimane, fino al 4 novembre 2026, ed è rivolta a imprese, associazioni di categoria, PMI, amministrazioni fiscali nazionali, mondo accademico e cittadini. Tre gli ambiti individuati dalla Commissione: il trattamento IVA dei beni di seconda mano, la distruzione di beni ancora utilizzabili e le regole sulla detrazione dell’IVA per le autovetture utilizzate a fini professionali. Secondo Bruxelles, l’obiettivo è correggere distorsioni fiscali, incertezze, complessità e frammentazione di un quadro normativo “concepito decenni fa per modelli economici lineari e non sempre adeguato ad attività come riuso, refurbishment, remanufacturing, riparazione e donazione”.

Al momento, infatti, l’ordinamento europeo non prevede un regime IVA generale costruito sulla base della sostenibilità o della circolarità dei prodotti. Secondo la Commissione, anzi, le regole attuali possono creare un vantaggio fiscale per l’acquisto di beni nuovi rispetto a quelli usati, ricondizionati o rigenerati, anche perché questi ultimi non beneficiano delle stesse possibilità di detrazione dell’IVA. Un sistema che contrasta sia con gli obiettivi di Bruxelles che con il quadro regolatorio su sostenibilità e circolarità. L’attuale regime fiscale, chiarisce ad esempio la Commissione, rende paradossalmente più conveniente distruggere un bene anziché donarlo o reimmetterlo in uso, nonostante l’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR) abbia già imposto agli operatori economici di adottare misure per prevenire la distruzione dei prodotti invenduti ancora utilizzabili, vietandola espressamente per i prodotti tessili.

Tra le ipotesi al vaglio figurano quindi la limitazione della detrazione per i beni intenzionalmente distrutti, l’ampliamento dell’eccezione per i piccoli omaggi e forme armonizzate di agevolazione IVA per le donazioni a enti riconosciuti. Il percorso resta tuttavia complesso. Una delle questioni centrali riguarda la definizione armonizzata dei beni usati e ricondizionati e la necessità di costruire un sistema resistente alle frodi IVA. La stessa Commissione sottolinea che qualsiasi eventuale modifica dovrà poi rimanere proporzionata e coerente con la struttura del sistema comune dell’imposta. La consultazione si svolgerà parallelamente alla valutazione delle norme esistenti e all’impact assessment sulle possibili opzioni di intervento. I risultati costituiranno la base per una successiva proposta legislativa di modifica della direttiva IVA, prevista per il secondo trimestre del 2027.

È sul perimetro dell’intervento, tuttavia, che emerge uno degli elementi più significativi. Sebbene Bruxelles inquadri l’iniziativa nella necessità di favorire le “catene di produzione circolari”, la documentazione pubblicata dalla Commissione non individua, tra i capitoli oggetto della consultazione, interventi specifici sul trattamento IVA delle materie prime seconde o dei prodotti contenenti materiale riciclato. Un’assenza che pesa, considerando che negli ultimi anni associazioni industriali e organismi consultivi europei – non da ultimo il Comitato sociale ed economico dell’Ue – hanno più volte chiesto di valutare strumenti fiscali in grado di ridurre il divario competitivo tra materie vergini e riciclate. Un tema diventato ancora più urgente negli ultimi mesi, con l’aggravarsi della crisi di competitività dell’industria europea del riciclo delle plastiche, alle prese con calo della domanda, riduzione dei margini e chiusure di capacità produttiva.

Il rafforzamento del mercato delle materie secondarie resta comunque uno degli obiettivi dichiarati del futuro Circular Economy Act. Nella call for evidence sulla “Circular VAT” la stessa Commissione ricorda infatti che il CEA è destinato a rafforzare il mercato unico delle materie prime secondarie e che l’iniziativa fiscale dovrà essere complementare a quel provvedimento. Il documento richiama inoltre il Clean Industrial Deal, nel quale Bruxelles ha individuato la circolarità come uno dei fattori abilitanti della competitività e della decarbonizzazione dell’economia europea. Il cronoprogramma del CEA, tuttavia, resta incerto. Come anticipato il 10 settembre da Ricicla.tv sulla base di fonti europee qualificate, la proposta, inizialmente attesa nel terzo trimestre del 2026, potrebbe slittare verso la fine dell’anno, con novembre e dicembre tra le finestre più probabili, senza che venga escluso un rinvio al 2027. A pesare sul calendario sarebbe anche il parere negativo del Regulatory Scrutiny Board sulla valutazione d’impatto, che avrebbe imposto una revisione del documento prima di un nuovo esame.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม